.Compendio di articoli !!

STORIA D’AMORE E AMICIZIA seconda parte

     

AMORE CLANDESTINO

Seconda parte della storia di

Dora e Andrea, amici di chat.

 

Andrea aveva viaggiato nella notte su un T.A.V. (Treno Alta Velocità), sulla linea Adriatica e aveva cambiato treno a Bologna per poter raggiungere Piacenza nella quale il TAV non effettuava fermata- Eccolo finalmente arrivato nella cittadina di Dora. Da questa avrebbe poi potuto raggiungere agevolmente Milano, destinazione finale per il suo impegno di lavoro.

 

Mentre scendeva dal treno aveva individuato subito Dora, una bella figura di donna, distinta ed elegante. Si è ben preparata per questo incontro, pensò Andrea mentre la guardava. Si erano fermati su quel marciapiede della stazione, uno davanti all’altra, solo un attimo per lo scambio di un sorriso e il tempo di pronunciare i loro nomi: Dora, Andrea! Non ci fu una stretta di mano ma subito un abbraccio, stretto e interminabile, incuranti degli altri viaggiatori che erano costretti a schivarli per proseguire verso l’uscita della stazione.

Sei molto bella, disse Andrea, quando mollarono la presa, più di quanto potevi apparire nella visione in video. Grazie, sei gentile, rispose Dora con la voce tremante per l’emozione, aggiungendo: “Anche te, non scherzi, sei un bell’uomo, ma questo lo sapevo, tante volte mi soffermavo a guardarti mentre parlavamo in video-skype.” Andrea riprese in una mano la sua valigia che aveva poggiato per terra e con l’altra strinse la mano di Dora e si avviarono all’uscita.

Ho prenotato l’albergo, come mi avevi chiesto, disse Dora, per una notte ma puoi tenere la camera anche due giorni, se puoi raggiungere Milano lunedì mattina anziché domani sera. Insomma Dora aveva già fatto tutto un programma, era chiaro che voleva stare con Andrea più tempo possibile.

Era la prima volta che si incontravano fisicamente ma il loro comportamento era così naturale che sembrava si conoscessero da sempre e che incontrarsi all’arrivo di un treno alla stazione fosse una cosa che avevano già fatto tante volte. Da come Dora teneva la sua mano, Andrea intuiva tutta la gioia che scaturiva dal quel cuore che da troppo tempo anelava d’incontrarlo. Non era stato difficile rompere il ghiaccio, tutti i timori della vigilia su come si sarebbero comportati nel vedersi, erano volatilizzati in un lampo. Dopo tanto tempo di conoscenza in chat, ora erano insieme, felici di trovarsi uno accanto all’altra, tutto il resto sembrava non avesse alcuna importanza.

 

Uscendo dalla stazione le loro mani si staccarono, erano nella città di Dora e non sarebbe stato opportuno farsi notare in quell’atteggiamento troppo confidenziale.

Raggiunsero il parcheggio dove Dora aveva lasciato l’auto mentre lei gli spiegava che aveva scelto un albergo sito un po’ in periferia per il fatto che, oltre a costare meno, restava più appartato ma comunque era garantita igiene, privacy e signorilità del servizio. Al piano terra c’era anche l’attività di ristorante/pizzeria ma era in funzione solo per la cena.

Arrivarono all’albergo, Dora invitò Andrea ad andare a prendere possesso della camera e sistemare il bagaglio. Lei avrebbe atteso in auto perché poi sarebbero andati a fare un giro nella città e a pranzo in un localino che conosceva lei.

 

Iniziarono il giro della città con Dora che guidava e faceva da Cicerone, illustrando i vari monumenti e raccontando un po’ di storia di Piacenza, dal periodo medievale a quello delle Signorie con le varie famiglie che si erano alternate nel dominio del territorio: gli Scotti, i vari Pallavicino, Sforza, Visconti, Confalonieri, Farnese arrivando fino al periodo del Ducato di Parma e Piacenza sotto il dominio di Maria Luigia d’Austria, sovrana molto amata dai sudditi piacentini perché diede grande sviluppo alla città sotto il profilo culturale e artistico.

Andrea ascoltava con una certa sorpresa per questo vasto bagaglio di cultura di Dora che lui non sospettava, perché in chat non avevano mai avuto modo di parlarne. Si convinceva ancora di più, qualora ce ne fosse stato bisogno, che Dora era una grande Donna, ora comprendeva la sua solitudine esistenziale perché una personalità come la sua aveva bisogno di un compagno di vita all’altezza della sua cultura, delle sue capacità e dei suoi meriti ma, soprattutto, di un uomo che potesse capirla e appagare la sua grande sensibilità d’animo. Purtroppo la vita è fatta così e non sempre ci concede ciò cui aspiriamo e abbiamo bisogno.

Si fermarono per il pranzo nel ristorante indicato da Dora, fu lei stessa a scegliere il menù suggerendo ad Andrea l’assaggio dei piatti tipici locali e le specialità di stagione. Alla fine il classico caffè per entrambi e un amaro per Andrea, Dora non beveva alcolici.

A questo punto Dora chiese ad Andrea se preferiva andare a riposarsi e in tal caso lo avrebbe accompagnato in albergo e si sarebbero rivisti per l’ora di cena, altrimenti avrebbero potuto continuare il giro della città. Andrea scelse l’ultima soluzione e Dora andò a scovare altri monumenti e posti caratteristici di Piacenza. Dopo poche ore avevano ormai visto tutto e c’era stato pure il tempo per una breve visita ad una mostra d’arte, dove Dora si dimostrò competente in materia sorprendendo ancora Andrea che continuava ad ammirarla. Più che altro però, per entrambi, era stata la voglia di restare insieme a dominare il pomeriggio e continuavano a guardarsi e studiarsi a vicenda con sorrisi e sguardi di compiacimento da entrambe le parti.

Andrea notò che Dora non aveva minimamente parlato della sua contrastata storia amorosa, forse chiusa oppure no, e lui fu discreto e non si azzardò a chiedere… l’argomento era rimasto tacito tabù.

Arrivarono all’ora di cena e rientrarono all’albergo dove aveva preso alloggio Andrea e avevano programmato che si sarebbero rinfrescati entrambi per poi scendere insieme al ristorante dello stesso albergo per una pizza. Fu così e dopo quella cena abbastanza frugale, seduti al tavolo uno di fronte all’altra, continuando a guardarsi negli occhi, senza che nessuno dei due dicesse niente, salirono insieme nella stanza di Andrea situata al secondo piano. Il tempo di chiudere la porta dietro le spalle e si ritrovarono abbracciati. Le loro labbra si unirono in un bacio quasi interminabile mentre i loro corpi vibravano, mossi da chissà quale segreta misteriosa energia. Quando le loro bocche si staccarono, Dora ebbe un senso di timidezza, abbassò lo sguardo dicendo: “Andrea dimmi, chi siamo noi?” – “Siamo l’amore!” rispose Andrea, mettendo la sua mano sotto il mento di lei per sollevarle il viso e guardarla negli occhi. Dora ricambiò lo sguardo e non c’era bisogno di pronunciare altre parole.

 

Fu una notte di fuoco ma ricca di gioie e tenerezze infinite, poi si addormentarono  abbracciati.

Forse questo non c'era bisogno di dirlo, l’avevate capito benissimo che sarebbe finita in questo  modo.

Ciò che posso dire è che avevano ancora un giorno tutto per loro perché Andrea aveva in programma di partire domenica sera per poter essere a Milano lunedì, per il suo appuntamento di lavoro ma Dora aveva già in progetto di chiedergli se poteva venire a Milano con lui, già sicura che Andrea non avrebbe rifiutato. Così fu!

 

Come andrà avanti la storia? Flirt di un fine settimana o il romanzo potrà continuare?

   

Forse è un caso o ironia della sorte ma l’assonanza dei nomi: Andrea e Dora… mi ha riportato alla mente la turbonave italiana “Andrea Doria” piroscafo vanto della industria marinara italiana, tragicamente affondato nel luglio1956, a seguito dello speronamento da parte della nave mercantile Stockholm, durante la traversata atlantica diretto a New York.

 

In questa storia ci sono due matrimoni già naufragati anche se si reggono in piedi solo per le apparenze ma che ormai non esistono più. Questo amore tra Dora e Andrea sarà destinato a durare o farà naufragio scontrandosi con gli innumerevoli ostacoli della vita?

 

Care lettrici e lettori del Bosco, come avevate chiesto, per puro diletto ho scritto questa storia di fantasia ma ora mi fermo qui, lascio a voi la sentenza, la finale immaginatela come volete, la vita è come la navigazione in un mare di nebbia, sempre piena di insidie e non sai mai con cosa puoi andare a scontrarti.

 

 

Quando l'amore diventa poesia . Massimo Ranieri

         

TEMPI MODERNI di Gabriella.bz

 

LO SMARTPHONE

Panico... lo Smartphone non funziona più, deve essere proprio morto, un colpo secco, e pensare che avevo appena chiamato, come può essersi spento tanto in fretta, non rinviene neppure attaccandolo al caricatore. Cerco un vecchio telefono che è ancora in buono stato o almeno lo ricordo tale, sono anni che non lo guardo, è scarico ma quello non importa c’è sempre il modo di ricaricarlo, ora prendo quel carica batteria più vecchio di me. No! Non lo trovo e… se non è al suo posto vuol dire che nelle cose vecchie buttate durante il trasloco è finito anche quello. Apro il computer e avviso che sono senza telefono, ma c’è un piccolo imprevisto, dove solitamente è sempre acceso ora è spento.

Mi sorge spontanea una domanda, ma come si faceva fino a una ventina d’anni fa che il cellulare non l’avevamo? (Parlo per me). E’ vero c’era il vecchio telefono fisso con un paio di cordless, ma era tutto. Che cosa è diventata la vita? Tutto un correre, appuntamenti con tutti, perfino con il dottore di famiglia ora lo devi avere altrimenti non entri.

 

Una volta si partiva e andava in America e passavano mesi e mesi priva che ti arrivasse una cartolina o una lettera, quando erano in grado di scrivere. Ora ci telefonano dall’aereo, come se fosse in casa o quasi. Di questi tempi se non sei puntuale ti si chiede, dove sei stato, che hai fatto, ma è mai possibile vivere con una certa tranquillità? Come si può andare in crisi per un telefono? Perché si entra nel panico per il solo motivo che non le posso dire “Ciao ci vediamo alle 16, prima non arrivo, scusami”.

 

Una volta chi aveva un appuntamento era sempre puntuale o lasciava che l’altro rimanesse ad attendere. Queste domande me le sto facendo perché o ritrovo un carica batteria tipo vecchio, o mi decido a comprare un secondo Smartphone.

   

SENTIERI DI SABBIA di Giuseppe3.CA

   

Un cuore pellegrino va errando nei sentieri della vita in cerca di una pace interiore, segretamente sperata e mai trovata. Si ferma per ergere capanna dove crede di trovare l’agognato albero della serenità. Pianta i paletti e si accampa, ma è solo breve sosta, solo un attimo perché il cuore nomade continua a migrare e, come uno zingaro, rimette il bagaglio in spalla e riprende il cammino verso il lontano orizzonte per andare incontro ad  un incerto sconosciuto destino.

 

   

 Distese infinite,

sabbia arida

riarsa dal sole,

assolati sentieri

segnati dal vento

percorsi per anni

senza meta d'arrivo,

a cercare l’oasi

dell'agognata

pace interiore,

mai trovata.

Solo miraggi

apparsi e sfumati

nel flash di un lampo

tra dune informi,

di vago colore.

Strade senza speranza

accasciano l’animo.

Nel lontano orizzonte

improvviso appare

vivo bagliore di luce,

una chiazza verde,

oasi sicura...

o ancora miraggio?

 

L’occhio s'accende,

riemerge la speranza,

il cuore palpita forte,

il passo s’affretta...

è l’oasi sperata?

Macchia di ulivi e palme

acqua fresca dissetante

rimargina labbra aride,

spaccate dal sole,

agognanti di baci.

 

Illusione di un istante,

come altre, s'infiamma

ma è fuoco di paglia,

brucia e lascia cenere

che il vento impietoso

disperde nell’aria.

Tutto ancora è perduto,

un cuore ribelle,

inciampa, non cade,

si piega, non si spezza.

Con fiero orgoglio,

riprende il cammino,

domani, l’alba

risorge ancora,

porta altra luce

e nuova speranza

in un cuore fiero,

forte, selvaggio.

Non cede le armi,

all'avverso destino

non s’arrende,

non accetta sconfitte,

e proverà ancora,

indomito e intrepido,

a percorrere altri sentieri

alla ricerca...

del sospirato

sogno d'amore.

 

 

   

Franz Liszt -- Sogno d' Amore

 

 

 

             

AMORE IN CHAT di Tonia.fi

 

AMORE IN CHAT

TRA VIRTUALE E REALTÀ

 

Ringrazio il Bosco perché leggendo il post con la storia d’amore e amicizia sono stata presa dall’entusiasmo per questo bel racconto e mi sono sentita interessata e coinvolta.

È bello provare queste sensazioni quando senti che anche in un post di svago può esserci tanta verità.

 

In passato è successo anche a me, chattando, di avere trovato tanti amici affettuosi e tra questi, con uno in particolare, siamo rimasti in amicizia per tanti anni, confidandoci le nostre pene, i nostri problemi e le peripezie della vita. Mi rendevo conto che parlarne con questo amico mi dava vero sollievo. Mi diceva che anche lui provava la stessa cosa parlando con me. Abbiamo continuato così per lungo tempo camminando sullo stesso binario.

   

Poi succede una cosa imprevista e per me inaspettata: lui si innamora perdutamente di me. Io ero molto prudente, lo scongiuravo di stare calmo, gli dicevo che per me era solo amicizia e tale doveva restare. Da subito si dimostra molto geloso e questo mi infastidiva, insiste e diceva di volermi incontrarmi a tutti i costi.

 

Con i tempi che corrono e con certi inganni di cui si sentiva e si sente ancora parlare, dicevo a lui ma soprattutto a me stessa: “Mai, non è possibile.

Poi lui, molto garbato, mi disse: “Se hai paura, chiedi ad una tua amica di accompagnarti e vieni con lei.”

Questa frase mi aveva dato coraggio e decisi di conoscerlo personalmente.

In cuor mio non ero entusiasta e restavo molto timorosa, avevo ancora dei dubbi, non sapevo cosa avrei trovato dall’altra parte, nella realtà, era sempre un salto nel buio.

Mi feci coraggio e arrivai all’appuntamento che avevamo fissato. Appena lo vidi fu una delusione, ebbi l’impeto di scappare ma la mia educazione e il mio senso morale mi hanno trattenuto e costretta a far buon viso a cattivo gioco.

Lui si dimostrava sempre innamorato e io sempre più delusa, sentivo che nel mio cuore, dopo mio marito, non c’era posto per un'altra persona o un altro amore.

Dopo questa conoscenza visiva, ripartii e continuammo le nostre conversazioni in chat. Per me era solo amicizia, un’amicizia molto forte, lui era sempre più innamorato ma io fui molto chiara, gli dissi che non volevo illuderlo e piano, piano e con molto tatto, mi sono allontanata anche se con tanto rimpianto perché penso di aver perso un grande amico. Un amico con l’animo sensibile come pochi.

Ancora oggi, ripensandoci, lo rimpiango perché ricordo che nei momenti tristi, confidandomi, lui riusciva veramente ad aiutarmi e devo ammettere che mi ha aiutato tanto.

Sento ancora la sua mancanza, sempre da caro amico e mi sono fortemente emozionata nel ricordare ed anche nello scrivevo questa storia.

Scusatemi, è una vicenda che ho vissuto e ho voluto raccontarla a voi cari amici del Bosco.

       

CUORE MONTANARO di Gabriella.bz

         

CUORE MONTANARO

 

Sappiamo che il cuore vola sempre alto ma il pensiero di una montanara è capace di andare ancora più su, oltre le cime bianche di neve e ghiaccio, e, a volte, sbocciano parole che sono poesia, almeno così vorrebbe un animo gentile.

   

 

SOLIDARIETÀ

Un sogno:

accompagnate e sorrette

ho visto incontrarsi

due anziane signore,

separate da un recinto di filo spinato.

Una camminava

come lenta essenza

sull’erba soffice di un prato,

l’altra arrancava incespicando

su un asfalto sconnesso.

Attraverso l’insidia

un sorriso luminoso,

una stretta di mano sincera.

Parole, parole di ricordi

raccolte solo dal vento.

 

 

           

 

 

 

INEBRIANTE

Cammino, la testa china

per troppi pensieri.

Il passo pesante, stanco,

un profumo intenso mi ferma,

alzo gli occhi ,

una miriade di colori mi affascina.

Cespugli di rose, rosse come fuoco,

arancio con il cuore verde,

petali blu intenso,

una rosa nera vellutata, bellissima.

In un angolo, quelle color rosa

ricordano la fresca pelle del neonato.

Abbagliata da tanti colori,

inebriata dai forti profumi,

come non aver voglia di andare avanti?

Con passo leggero i pensieri volano via,

alti nell’immensità del cielo.

 

 

 

 

 

FELICITA’

Essere gioiosa del poco,

magari dell’acqua che ho

per dissetarmi,

sentire un profumo,

domandarmi,

è la mia essenza

o il profumo di tutti i fiori

che sale fino a me dal giardino.

La sera cercare di avere

gli occhi sereni

per contare le stelle,

se poi c’è sorella luna

chiederle che devo fare

per essere sempre lieta.

E per finire,

un pensiero allegro

per gli amici,

ed uno,

di grande gioia

per i miei cari.

questa è la felicità.

 

 

                     

 

   

 

       

IL TEMPO

Vento, polvere, pioggia,

ed il ruscello

si gonfia d’acqua.

I sassi sul fondo

vengono levigati,

con il tempo

diventano piccolissimi.

I fiori che in primavera

cominciano a crescere

lungo il corso d’acqua

con il sole dell’estate prosperano,

ed in autunno muoiono.

Di loro rimarrà

solo la radice per ricrescere

il prossimo anno.

 

 

 

   

               

 

   

 

 

TRE SENTIMENTI

CONOSCERSI

parlare del tempo

dei nostri paesi d'origine

delle nostre conoscenze comuni.

 

 

 

AMICIZIA

dialogare con enfasi

scoprire fatti della nostra vita

qualche piccolo segreto

essere aperti a confidenze.

 

AMARE

un sentimento profondo

aprire il cuore

attendere il suo arrivo

il tvb, una gioia infinita

per un abbraccio esultare

per un suo bacio godere

ma per un momento buio

per un buongiorno dimenticato

intristirsi, soffrire…

 

 

   

STORIA D’AMORE E AMICIZIA

     

STORIA D’AMORE...

...E AMICIZIA

Dora e Andrea, ormai da tantissimo tempo erano legati da una solida sincera amicizia, iniziata per caso negli intricati meandri delle conoscenze web ma non si erano mai incontrati personalmente.

Vivevano in due città molto distanti e nei dialoghi delle frequenti chat, poi estesi pure al cellulare, si confidavano, con una certa regolarità, le traversie della vita ma, in modo particolare, le ultime vicende delle delusioni d’amore di Dora, che risultavano fallimentari e le procuravano tanta pena, quindi cercava conforto confidandosi con l’amico Andrea, sempre disponibile ad ascoltarla, consigliarla e rincuorarla. Ne scaturivano lunghe conversazioni e l’amicizia si rinsaldava e diventava ogni volta più forte.

Dora chiamava Andrea tutte le volte che era in crisi con il suo compagno. Lei diceva che quello era un uomo insensibile, non si sentiva amata e metteva in dubbio che le volesse bene veramente, che lui aveva mille altri interessi, che spesso la trattava con rudezza, che era notevolmente cambiato dall’inizio del loro rapporto e che dedicava poco tempo a lei, certamente non quanto essa avrebbe voluto.

Andrea, ormai, conosceva bene l’animo di Dora, una donna romantica e passionale e, a quanto diceva lei, era veramente innamorata, insomma, una donna di un’altra epoca alla quale sarebbe piaciuto il quieto vivere e non si era adeguata alle continue vorticose variazioni dei tempi moderni. Il suo compagno, invece, secondo quanto lei stessa raccontava, doveva essere un tipo volitivo e forse anche disinteressato all’aspetto romantico/sentimentale del rapporto amoroso tra un uomo e una donna che pure dicevano d’amarsi.

Ogni volta Andrea tentava di calmarla, la invitava a cercare di capire l’atteggiamento di un uomo che non si sentiva legato da nessun vincolo dal momento che il rapporto, almeno dalla parte di lei, era comunque un rapporto extraconiugale e, in ogni caso, clandestino, anche se durava ormai da diversi anni.

Dora diceva ad Andrea: - "Tu hai tanta sensibilità, mi capisci sempre, mi piacerebbe che fossimo vicini, ci si potrebbe incontrare per una pizza insieme, mi piace parlare con te…"  e chiudeva sempre con: “Scusami per lo sfogo, ti ammiro per la pazienza, perdonami” e aggiungeva sempre il classico “Un abbraccio, ciao

Nel corso degli anni si erano confidati quasi tutto: Dora aveva raccontato del suo non buon rapporto con un padre autoritario con il quale non aveva avuto mai dialogo e del suo matrimonio precoce con il primo ragazzo che aveva conosciuto e che per lei era stata più l’occasione per scappar via di casa che vero amore ma che, ben presto, si era poi rivelato in grave errore. Il marito si era ammalato gravemente, l’amore non c’era più e vivevano da separati in casa anche se lei, per spirito umanitario, continuava ad assisterlo nelle cure e necessità.

Da parte sua Andrea aveva confidato che il suo rapporto con la moglie si era praticamente concluso dopo la nascita del primo e unico figlio per la depressione post-partum della consorte che, dedicandosi completamente al figlio, aveva trascurato casa e marito e dava la colpa si tutti i suoi mali all’innocente consorte, che aveva il solo difetto, o pregio, di essere buono e paziente. Per il bene della famiglia, Andrea si era adattato alla situazione e, oltre al lavoro, doveva prendersi cura della moglie ammalata, della casa, e, chiaramente, anche del figlio.

Tra Dora e Andrea, dunque, era nata un’amicizia profonda che sconfinava spesso nelle confidenze personali, ciascuno per le cose della propria parte: una vera amicizia tra un uomo e una donna, rara ma che comunque ne esistono.

Andrea, almeno inizialmente, osservando una foto che Dora gli aveva mostrato all’inizio della loro conoscenza, aveva provato subito tenerezza e forse si era un po’ innamorato al solo vedere l’immagine del viso con quel velo di tristezza che trasparica negli occhi di questa donna alla quale, comunque aveva iniziato subito a voler bene.

Era da un po’ che non si sentivano ma ecco che, una sera, subito dopo cena, Andrea riceve la chiamata in Skype da parte di Dora. Capisce subito che doveva esserci qualcosa che non andava tanto bene. Infatti Dora piangeva, era distrutta: tra lei e il suo boy-friend era finito tutto, dopo l’ennesimo litigio, si erano lasciati ma lei ne soffriva tanto, aveva paura di restare sola e non voleva perderlo.

Chiedeva consigli ad Andrea per sapere come comportarsi per tentare di riconquistarlo.

In questi frangenti c’era sempre l’opera di soccorso da parte di Andrea che le disse:

- “Ricordi quel racconto che ti avevo inviato nel quale si diceva che la vita è come un viaggio in treno? Il treno effettua tante fermate, ad ogni fermata salgono e scendono le persone e così è la vita. Nelle tue conoscenze ci sono le persone buone e quelle che invece ti fanno soffrire ma il treno continua il suo cammino per arrivare poi alla fine del percorso e così è anche la vita: la tua vita deve continuare, con o senza quell’uomo.

La vita in effetti è come un viaggio in treno nel quale si incontrano tante persone. Il viaggio a volte è piacevole, altre volte meno ma cerchiamo di farlo durare il più a lungo possibile ma anche, per quanto si può, con poche sofferenze, anzi, possibilmente con tante gioie.

Dora risponde: "Si mi ricordo, grazie per avermelo ricordato. Mi aveva commossa e ora sto piangendo, non so se per le emozioni che mi aveva dato quel racconto o per le mie disavventure ma forse perché ho paura che quando scenderò dal treno, le persone che avrei voluto avere sedute vicino nel mio viaggio, non si accorgeranno nemmeno del mio posto vuoto."

"Ma che dici," risponde Andrea, "forse non hai notato che nello scompartimento a fianco ci sono io, ma si che lo sai, mi hai visto perché ogni tanto andiamo insieme nel corridoio e ci diamo la mano e ci scambiamo un abbraccio. La nostra stazione di arrivo è ancora lontana, Dora, non pensarci e vivi serena. Vedrai che tutto si aggiusterà, ora vai a letto, chiudi gli occhi e dormi, ci sentiremo domani."

Risponde Dora: "Grazie, tu riesci sempre a capirmi, riesci a farmi sorridere, sai rasserenarmi e darmi coraggio. Ogni volta le tue risposte mi commuovono perché tu sai toccare il mio cuore” e aggiunge: "Perché non sei qui, avrei tanto bisogno di un amico come te vicino ma tu sei troppo lontano anche se sei capace di farmi sentire la tua vicinanza virtuale. Ti ringrazio ancora e ti auguro la buonanotte, ciao."

Andrea: "Buonanotte anche per te Dora, domani voglio darti una notizia."

- "Dammela subito," risponde Dora, "mi conosci, sai che sono ansiosa e il solo pensiero non mi lascerà dormire questa notte."

- Andrea: "Bene, allora ti annuncio che lunedì dovrò essere a Milano per un convegno di lavoro, pensavo di partire un giorno prima e fermarmi da te per la Domenica, cosi possiamo finalmente incontrarci e pranzare insieme, se vuoi."

- Dora: "È un notizia bellissima ma potresti arrivare già da Sabato, così abbiamo più tempo per stare insieme, dopo tanti anni è un’occasione che non dobbiamo perdere."

- Andrea: "Sei fantastica, non mi aspettavo questo entusiasmo ma farò in modo di accontentarti, ci tengo tanto anch’io, ok, ti darò conferma domani, ora dormi serena, ciao."

   

Andrea cambia il programma di viaggio previsto in treno e fa in modo di essere nella città di Dora già dal Sabato mattina e finalmente si incontrano dopo oltre cinque anni di amicizia in chat. Hanno due giorni interi per loro e, in due giorni, tutto può succedere. Ma cosa?

 

La storia si ferma qui… lascio alle affezionate lettrici del Bosco e, naturalmente ai lettori, dare spazio alla fantasia e inventare quale sviluppo si potrebbe dare al seguito di questa bella amicizia nata un giorno, per caso, in un imprevisto incontro in chat tra un uomo e una donna.

 

Amiche e Amici, date i vostri suggerimenti e vediamo se possiamo scrivere insieme l'eventuale proseguimento di questa storia.