La Pagina della Musica !!

LA PAGINA DELLA MUSICA

 

Un sabato in musica per tutti

 

Tchaikovskij Peter Ilic, compositore russo (1840-1893).

Il grande musicista soggiornò in Italia in parecchie occasioni lasciando indimenticabili ricordi come dimostrano queste targhe in Toscana e a Venezia:

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800px-Tchaikovsky_museum_KlinL’ultima casa del musicista, a Klin, oggi “Museo Čajkovskij”.

Non stiamo ad elencare la nutrita,  variegata e poliedrica casistica delle opere musicali del grande compositore ma, dopo

“Lo schiaccianoci” (1892)

presentato la scorsa settimana, concludiamo oggi con l’ascolto di altri due famosi balletti composti dall’autore russo:

Il lago dei cigni (1877);

La bella addormentata nel bosco (1890;

 

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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B.D. 14

 

 

Giuseppe A

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agrifoglio anim.

 

 

Le cronache giornalistiche e televisive di oggi ci sommergono con le drammatiche notizie della immigrazione clandestina dei popoli extracomunitari verso i paesi occidentali, Italia in primis come porta per l’ingresso in Europa. Gente disperata che scappa dal proprio paese per salvarsi dalle persecuzioni razziali e politiche ma soprattutto per sfuggire alla morsa della miseria e da un futuro senza prospettive, ma spesso anche per salvare la propria vita.

Ma come eravamo noi, non tanto tempo fa? Torniamo indietro solo di qualche decennio e la situazione non era tanto diversa. Ce ne dà un tipico esempio l’amico Vanny con il racconto della sua storia.

Leggiamola insieme per trarre le debite conclusioni e considerazioni da buoni amici. Grazie.

 

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Correva l’anno 1951, ero bambino, quando a Narbolia, mio paese di nascita, si è abbattuto un disastroso diluvio che ha fatto crollare la misera casa di mattoni crudi dove abitavo. Era rimasta miracolosamente in piedi solo la stanza dove c’era la mia mamma che già doveva stare su una sedia a rotelle.

L’economia familiare si reggeva con i lavori occasionali di mio padre, tutto ciò che capitava per poter racimolare qualche risorsa per alimentare la famiglia ma dopo questa botta aveva perso ogni entusiasmo e si era piano, piano lasciato andare cadendo nella trappola dell’alcol all’osteria con gli amici.

agrifoglio anim.

Quando ero in età scolastica riuscii a malapena a frequentare fino alla terza classe elementare ma eravamo in uno stato di estrema miseria e, già da ragazzino, dovetti presto adattarmi a trovare qualche lavoro per aiutare l’economia familiare in estrema povertà, si doveva pur vivere.

All’età di 14 anni ho iniziato a lavorare nell’officina di un fabbro, come apprendista per imparare un mestiere. Si lavorava tutta la settimana e anche la domenica mattina per ferrare bovini e cavalli.

 

Fabbro apprendistaApprendista fabbro

Per quattro anni mi sono dato da fare per imparare il mestiere di fabbro, arte nobile ma lavoro faticoso. Mi ero fatto i muscoli, sapevo saldare e lavorare il ferro anche se non ero un maestro ma mi resi conto, molto presto, che questo non sarebbe stato sufficiente a risolvere il problema dell’esistenza in un paese di poco più di mille abitanti e dall’economia povera basata prevalentemente sull’agricoltura e l’allevamento di bestiame.

agrifoglio anim.

A casa non avevo un letto, dormivo su una stuoia di paglia stesa per terra e per coprirmi non avevo coperte ma usavo un vecchio cappotto ormai dismesso. Anche gli indumenti che usavo per vestirmi erano capi di vestiario usati, donati dalle persone benestanti a noi, appartenenti alla misera plebe. Nella mia casa non esisteva un tavolo per riunirci a mangiare, si mangiava con due sedie, una di fronte all’altra: una per appoggiare il piatto e l’altra per sedersi. Storia molto triste la mia.

 

Non avevo ancora compiuto 19 anni quando decisi di lasciare la Sardegna, abbandonando, con grande dolore, mia madre sulla sedia a rotelle e mio padre ormai annebbiato dai fumi del vino. Tentavo l’avventura dell’emigrazione nella speranza di migliorare la mia esistenza e di poter aiutare in qualche modo la famiglia.

agrifoglio anim.

Furono anni rocamboleschi che cercherò di raccontarvi in breve. Arrivai a Bergamo e trovai un lavoro in fabbrica. Vi rimasi fino a che mi chiamarono per assolvere l’obbligo del servizio militare. Sotto le armi conseguii la patente per la guida dei camion per cui, una volta congedato tornai in Sardegna nella speranza di trovare un lavoro come camionista.

Stessa storia, niente lavoro e decisi ancora di partire, stavolta per la Germania ma anche qui il lavoro non era soddisfacente, ci rimasi un anno e ritornai a Bergamo.

 

Camionista

 

Qui incontrai una ragazza che mi propose di andare a lavorare come camionista con suo padre, accettai ma non potevo rimanere con lui, precario e senza assicurazione.  Con questa ragazzina era scoppiato l’amore. Con grandi sacrifici ci sposammo e in soli quattro anni mi diede tre figli meravigliosi. Trovai un altro lavoro da camionista e iniziai a stare meglio per cui tentai l’avventura di comprarmi un camion in proprio per rendermi autonomo…. ma le cose non andarano molto bene, le banche, con gli interessi sul prestito, si portavano via ciò che doveva essere il mio guadagno. In un modo o nell’altro siamo comunque sopravvissuti e sono riuscito a sistemare le cose alla meglio.

 

Sposi che escono dalla chiesa

 

Il richiamo della terra natia era fortissimo e nel 1977 decido il rientro in Sardegna con tutta la famiglia, confidando nel mio lavoro di esperto camionista avendo conseguito anche la patente E, la “patente grande”, valida per i camion di ogni genere e gli autoarticolati, ormai ero un esperto camionista che conosceva bene il suo lavoro.

agrifoglio anim.

Per mesi ho girato la Sardegna in lungo in largo ma nessuno mi dava lavoro.  Soldi non ce n’erano più, casa in affitto, figli piccoli, il primo frequentava la terza classe delle scuole elementari. Li vedevo giocare nella polvere e mi chiedevo ma che cosa hanno fatto di male loro? Il lavoro lo trovai finalmente a Nuoro come autista ma lontano da casa. Per tutta la settimana dormivo e mangiavo sul camion, senza lavarmi, ero diventato un barbone. Rimasi lì tre mesi poi trovai lavoro a Oristano, alla Tirso trasporti, i soldi erano pochi ma non avevo altro e dovevo resistere.

agrifoglio anim.

 Passa un po’ di tempo e un giorno ricevo una telefonata da mia sorella anch’essa emigrata in Lombardia. Mi dice chiama il tuo ex datore di lavoro, ha bisogno di te.  Lo chiamai e mi disse torna da noi: è morto un tuo collega di lavoro, gradirei che tornassi tu che conosci il lavoro e i clienti. Tornai a Bergamo da solo, ripresi il lavoro ma lasciai la famiglia in Sardegna perché i ragazzi dovevano completare l’anno scolastico in corso. Tornai a prenderli e ci trasferimmo tutti di nuovo a Bergamo. Il lavoro era soddisfacente e per me era cominciata la strada in discesa: tutto andava bene e sono riuscito a comprare casa con un mutuo, con tanta fatica, con l’aiuto dei figli e con il sostegno di Susy, mia moglie, che ancora oggi, pur essendo immobilizzato in una sedia a rotelle, mi ama come il nostro primo giorno d’amore.

agrifoglio anim.

Dimenticavo di dirvi ciò che molti amici già sanno. Il 19 maggio 2006, a seguito di una dissecazione aortica, ho rischiato di perdere la vita. Mi ha salvato uno staff di validissimi medici con un laborioso e difficile intervento chirurgico, durato oltre 12 ore, che mi ha salvato la vita ma, purtroppo, mi ha lasciato una paraparesi che non mi permette l’uso degli arti inferiori. Nell’intervento mi hanno inserito un tratto di aorta sintetica che mi consente di andare avanti e di stare qui, davanti ad un PC a chattare con voi, meravigliosi amici. Grazie a tutti.

Questa è la storia di Vanny, noto in Eldy come

 

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§ – La grafica, le immagini e il video musicale sono di Giovanna

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Ernesto Cortazar  – It was love at first sight

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Ricordiamo Lucio Dalla !!

 

 

 

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QUESTO ARTICOLO CI E’ STATO MANDATO UN PO’ DI TEMPO FA DAL NOSTRO AMICO ANGELOM, ED OGGI IN OCCASIONE DELLA RICORENZA DELLA MORTE (1 marzo 2012) E IL COMPLEANNO (4 marzo 1943)  DI LUCIO DALLA VOGLIAMO PUBBLICARLO E  RICORDARE ANGELO CHE E’ SEMPRE PRESENTE NEI NOSTRI CUORI.



Con questa biografia vogliamo rendere omaggio al Grande LUCIO DALLA, scomparto così prematuramente dal panorama della musica internazionale.

Lucio Dalla, pugliese di origine, è nato a Bologna il 4 Marzo 1943, , fin da ragazzo suona il clarinetto con il gruppo musicale “Rheno Dixieland Band”, esibendosi nella musica jazz e pop successivamente forma un nuovo gruppo “ Gi idoli” con cui scrisse il suo primo album, si dedica poi alla canzone d’autore dove viene apprezzato anche fuori dell’Italia.


Nel 1964 partecipa al Contagiro, ma la sua canzone non viene apprezzata.
Con gli autori Bardotti-Pallottino-Baldazi inizia con essi a scrivere testi d’autore inserendosi  nello stesso tempo nella musica beat.
Con il Festival di S. Remo nel 1967 si presenta con la canzone “Bisogna saper perdere”, in quell’anno partecipa al film “I sovversivi”, dei fratelli Taviani, premiato alla Mostra di Venezia.
Nel 1969 con la canzone “Piazza Grande” raccoglie il massimo dei consensi .Per la seconda volta nel 1971 ritorna a S. Remo con la  sua canzone “ 4 Marzo1943” poi con il nome fu cambiato in  “Gesù Bambino” perché il primo titolo è stato definito irrispettoso dalla giuria
Con la sua composizione, presentata da Gianni Morandi “Occhi di ragazza” raggiunge le classifiche di vendita a seguire Con “Piazza Grande”,nel  1972 a S. Remo raggiunge il successo insieme altre sue composizioni, “ Il gigante e la bambina” e “Itaca.

Con la collaborazione del poeta bolognese nel 1974 di Roberto Roversi , scrive i suoi più bei brani restando insieme per quatto anni. Con l’album “Come è profondo il mare” nel 1977, Dalla debutta anche come autore dei testi delle proprie canzoni, inaugurando il suo periodo di cantautore a pieno titolo.
Successivamente Lucio stringe un rapporto molto stretto con Francesco De Gregori , è l’anno 1979 questi si esibiscono in vari concerti, entusiasmante fu il famoso successo ottenuto con “Banana Repubblic”

 

 

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Dal 1980 al 1986 Lucio raccoglie un’infinità di consensi con le sue composizioni negli album:”Dalla”,“Lucio Dalla Q-disc”,”Viaggi organizzati”,”Bugie” e “Dallamericaduso” contenente la sua canzone più bella  mai scritta , vende nove milioni di copie in tutto il mondo in decine di versioni fra cui quella cantata con il grande Luciano Pavarotti.Da quel momento Lucio ha il pieno consenso di tutto il pubblico. Con il gruppo musicale “Gli Stadio” fino al 1988 dove con fa coppia con Gianni Morandi conquista i consensi di tutti. Da quel momento con Gianni  dal 1988 al 1989 si dedicano ad una turneè di grande successo. Con l’album “Cambio” con la canzone “Attenti al lupo” detiene il record elle vendite. I successi proseguono con “Amen” del 1994 e “Hanna” del 1996 con “Canzoni”, l’album più venduto del decennio in Italia. Oltre ad essere autore e interprete di canzoni di assoluto valore, Lucio Dalla ha mostrato in più occasioni di essere eclettico e geniale in altri campi. Si dedica a colonne sonore di film e programmi televisivi. Nelle estati del 1998 e 1999 è in tournée con la Grande Orchestra Sinfonica diretta dal maestro Beppe D’Onghia con la quale rilegge i brani più famosi del suo repertorio. Nel 1999 esce il nuovo album “Ciao” seguito, nel 2000, da un tour che registra ovunque il tutto esaurito.

 

 

L’album antologico del 2002 “Caro amico ti scrivo”, 16 successi in un arco di trent’anni uscito in concomitanza del suo 60° compleanno nel marzo 2003. Dalla è docente di “Tecniche e linguaggi pubblicitari” presso l’Università di Urbino. Nel 2003 è anche il momento di “Tosca. Amore disperato”, l’opera totalmente inedita che Dalla scrive ispirandosi alla “Tosca” di Puccini. La “Tosca” dalliana, considerata una delle più grandi rappresentazioni teatrali mai eseguita. La straordinaria creatività di Dalla non si ferma qui: alla fine del 2003 esce infatti anche il suo nuovo album “Lucio”, titolo che rimanda a lavori mitici come “Dalla” e “Lucio Dalla”. La sua carriera prosegue offrendo una serie di grandi capolavori del passato, che rimarranno impressi nel suo vasto repertorio, da “Prima dammi un bacio”a “Le stelle nel sacco” e “Yesterday” ai due unici brani dalla “Tosca”, “Per te” e “Amore disperato” in duetto con la grande Mina. Con la grande formazione di musicisti Jazz Stefano Di Battista, Dedè Ceccarelli, Julian Mazzariello, Rosario Bonaccorso propone una serie di concerti, con grande successi di pubblico. Nel 2006 pubblica per la Sony/Bmg un triplo cd contenente oltre 50 tra i suoi più grandi successi e 3 brani inediti: il titolo è ”12,000 lune”.

 

 

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“Il contrario di me “nuovo disco di inedito esce nel 2007 con i singoli “Due dita sotto il cielo”, “Lunedì” e “Malinconia d’ottobre”. In autunno tocca le 40 città italiane e quelle europee più  importanti in una tournée teatrale.
Nel 2008 esce “Gli occhi di Lucio” un libro cd/dvd con foto di Marco Alemanno.
Il nuovo disco di inediti  “Angoli nel Cielo” esce nel 2009
Nel 2010 per Sky effettuata un programma in 12 puntate che attraversano la storia delle sue canzoni più note. Nello stesso anno con il grande Francesco De Gregori, dopo 30 anni da “BananaRepubblic”, organizzano una lunga turnee e l’uscita  di un doppio album.
Nel 2011 esce  l’ultimo suo doppio album “Questo è amore” contenenti  3 inediti insieme a Marco Mengoni
Nel 2012 partecipa al Festival di Sanremo in qualità di direttore d’orchestra, autore e cantante nel brano “Nani” insieme a Pierdavide Carone. Subito dopo, parte per una turneè a Ginevra , in Svizzera, improvvisamente viene colto da un infarto fulminante, i suoi funerali si celebrano  lo stesso giorno del suo compleanno 4 Marzo 2012 attorniato da una marea di persone che lo amarono e lo apprezzarono in tutta la sua carriera di poeta, attore, musicista, cantautore, menestrello del nostro tempo.  Il suo amico e compagno Marco Alemanno, con discrezione è rimasto nell’ombra con il suo dolore per dirgli grazie con parole semplici e appropriate.

 

1966 – 1999 (ARC, SA 16)
1970 – Terra di Gaibola (RCA Italiana, PSL 10462)
1971 – Storie di casa mia (RCA Italiana, PSL 10506)
1973 – Il giorno aveva cinque teste (RCA Italiana, DPSL 10583)
1975 – Anidride solforosa, (RCA Italiana, TPL 1-1095)
1975 – Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo), (RCA Italiana, TCL 2-1110; con Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Maria Monti)
1976 – Automobili (RCA Italiana, TPL 1-1202)
1977 – Come è profondo il mare (RCA Italiana, PL 31321)
1979 – Lucio Dalla (RCA Italiana, PL 31424)
1979 – Banana Republic (RCA Italiana, PL 31466; con Francesco De Gregori)
1980 – Dalla (RCA Italiana, PL 31537)
1981 – Lucio Dalla (Q Disc) (RCA Italiana, PG 33420)
1983 – 1983 (RCA Italiana, PL 31692)
1984 – Viaggi organizzati (Pressing, ZPLPS 34219)
1985 – Bugie (Pressing, ZL 70960)
1985 – Lucio Dalla Marco Di Marco (Fonit Cetra, ALP 2008; inciso insieme a Marco Di Marco)
1986 – DallAmeriCaruso (RCA Italiana, PL 71181)
1988 – Dalla/Morandi (RCA, PL 71778 (2); con Gianni Morandi)
1988 – In Europa (Ariola, con Gianni Morandi)
1990 – Cambio (Pressing, ZL 74761)
1991 – Geniale? (RCA; registrazioni dal vivo del 1969-1970 con alcuni inediti)
1992 – Amen (Pressing, 74321-10942-2; dal vivo)
1993 – Henna (Pressing, 74321-18293-2)
1996 – Canzoni (Pressing, 74321 40062 2)
1999 – Ciao (Pressing, 74321 696362)
2000 – Live @ RTSI (RTSI Televisione Svizzera 5020912; registrazioni dal vivo del 1978)
2001 – Luna Matana (Pressing, 74321 892912)
2002 – Caro amico ti scrivo
2003 – Lucio (Pressing, 82876570272)
2006 – 12000 lune (Pressing, 82876897492)
2007 – Il contrario di me
2008 – LucioDallaLive – La neve con la luna
2009 – Angoli nel cielo
2010 – Work in Progress (con Francesco De Gregori)
2011 – Questo è amore

 

 

Versione inedita

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L’Altro San Valentino

 

 

 

 

 

 

Riceviamo dalla nostra cara amica Carlotta, di Ancona,  un contributo importante per un diverso San Valentino, che ci fa molto piacere proporvi.

 

 

 

Questa sera, milioni di donne nel mondo, daranno vita al grande flash mode globale One Billion Rising… ultima tappa dell’evento mondiale, partito il 25 novembre 2012 da  Modena.
La promotrice dell’evento mondiale è Eve Ensler, la drammaturga dei Monologhi della Vagina, poetessa, sceneggiatrice, regista statunitense e fondatrice del D-day, evento che lotta per dire basta alla violenza sulle donne.

Anche nelle piazze delle Marche, con inizio alle ore 19 e in contemporanea con migliaia di altre piazze italiane e nel mondo… le donne hanno deciso di partecipare all’evento.

 

 

Sono state anche raccolte numerose poesie e racconti di esperienze vissute, da donne vittime di violenza… poesie che verranno declamate e racconti che saranno letti esclusivamente da uomini presenti all’evento.
Un ulteriore modo per sensibilizzare l’universo maschile verso ciò che per noi donne ha una più profonda valenza…
Una chiamata a uomini e donne di rifiutarsi di partecipare allo status quo ed accettare in silenzio lo stupro.
Un atto di solidarietà, dimostrando alle donne la comunanza alle loro lotte e il loro potere in numeri.
Il rifiuto di accettare la violenza contro le donne e le ragazze come un dato di fatto.

 

 

 

One Billion Rising

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Una donna su tre nel pianeta sarà violentata o picchiata nel corso della sua vita.

Un miliardo di donne violate è un’atrocità.
Un miliardo di donne che danzano è una rivoluzione
Un attacco globale… un invito a ballare
Alzati… balla… ribellati !

 

 

Break  the Chain –  Spezza la catena – (Breve filmato)

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Sollevo le braccia al cielo
Prego in ginocchio
Non ho più paura
Io attraverserò quella soglia
Cammina, danza, sollevati
Cammina, danza, sollevati
Posso vedere un mondo dove tutte viviamo
Sicure e libere da ogni oppressione
Non più stupro, o incesto, o abuso
Le donne non sono proprietà
Tu non mi hai mai posseduta, neppure sai chi sono
Io non sono invisibile, sono semplicemente meravigliosa
Sento il mio cuore prendere la corsa per la prima volta
Mi sento viva, mi sento straordinaria
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Nel mezzo di questa follia, noi ci ergeremo
Io so che c’è un mondo migliore
Prendi per mano le tue sorelle e i tuoi fratelli
Cerca di raggiungere ogni donna e ogni bambina
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Sorella, non mi aiuterai? Sorella, non ti solleverai?
Danza, sollevati
Danza, sollevati
Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro
Basta scuse, basta abusi
Noi siamo madri, noi siamo maestre,
Noi siamo bellissime, bellissime creature
Danzo perché amo
Danzo perché sogno
Danzo perché non ne posso più
Danzo per arrestare le grida
Danzo per rompere le regole
Danzo per fermare il dolore
Danzo per rovesciare tutto sottosopra
E’ ora di spezzare la catena, oh sì
Spezzare la catena
Spezzare la catena

 

 

 

 

 

La Pagina della Musica !!!

 

Angelo, noi Amici del Bosco ti vogliamo ricordare così,
con la tua musica che tanto ti piaceva.
 ,,,,,GRAZIE  ANGELO GRAZIE DI TUTTO

 

 

 

 

 

 

 

Alex Baroni nasce a Milano il 22 Dicembre 1966, negli anni ’90 inizialmente si esibisce nei locali milanesi, mentre studia per laurearsi in chimica. Il conseguimento della laurea lo rende presto libero di dedicarsi completamente alla sua passione, il canto. Diventa così corista al seguito di grandi artisti: da Ramazzotti a Rossana Casale, da Spagna a Dirotta su Cuba e così via. Entra a pieno titolo come corista dell’orchestra della RAI. nell’edizione 1996 del Festival di Sanremo e in quell’occasione conosce Marco D’Angelo , a sua volta corista del Festival , che lo presenta a Marco Rinalduzzi e Massimo Calabrese, “I Piloti” . Fra gli anni 1996-1997 realizza il suo primo album “Alex Baroni” prodotto da M. Rinalduzzi e M. Calabrese,che verrà pubblicato a Febbraio.

                                           
Alex Baroni lascia il segno al Festival di SanRemo ,la giuria presieduta da Luciano Pavarotti, gli assegna il premio come miglior voce del festival, mentre il brano “Cambiare” riceve il Premio “Volare” intitolato a Domenico Modugno per la miglior composizione. Grazie al risultato delle vendite viene assegnato all’artista il suo primo disco d’oro .

                                                    

 Nel 1997 inizia  il suo primo tour, con cinquanta date che lo conducono in tutta Italia e lo portano a contatto con i suoi fans.
                                                             

Nel cartoon Hercules di Walt Disney, Alex presta la sua voce all’Ercole adolescente nella canzone “Posso farcela”. Nel Dicembre ’97 si conferma la statura di Alex Baroni che è invitato a partecipare all’edizione 1998 del Festival di Sanremo nella categoria Big dove presenta “Sei Tu o Lei (Quello che Voglio)”, contenuto nel nuovo album che esce immediatamente dopo il festival.

Nei primi giorni del mese di settembre del 1999 esce il singolo “Pavimento liquido” e il relativo videoclip che anticipano la pubblicazione del terzo album dell’artista dal titolo “Ultimamente”. Il disco esce il 24 settembre e vede tra l’altro la collaborazione letteraria di Renato Zero nel brano “E il cielo mi prese con se”.

                                                  

Il successo porta il giovane artista anche a Sanremo Top
(Maggio 1998), da dove Alex parte per il nuovo Tour live che, per tutta l’estate, lo vede cantare nei maggiori centri della penisola con un gruppo di musicisti di prestigio. Ad Agosto nel corso del Tour ’98 l’artista partecipa e vince il “Sopot Festival”
(Festival della canzone in Polonia).

Nel Settembre ’98 esce il disco internazionale di Alex Baroni (“Onde”) in vari Paesi europei (Olanda, Germania, Polonia, Svizzera), che contiene
i migliori brani estratti dai suoi due lavori discografici.

                                                      

Nel Febbraio del ’99 Alex è premiato in Campidoglio dal Centro Europeo per Turismo e Spettacolo con l’Oscar dei Giovani 1998.  Il 19 marzo 2002, a Roma, Alex Baroni rimane coinvolto in un grave incidente stradale: entrato in coma, si spegne il 13 aprile.

                                                                                             

Nell’ottobre 2002 viene pubblicato ALEX BARONI… SEMPLICEMENTE, raccolta di successi postuma contenente tre inediti, “La distanza di un amore”, “Binario 4” e “Speriamo”, brani scritti ed intepretati dall’artista che sarebbero andati a far parte del nuovo album al quale Baroni stava lavorando poco prima della morte.

 

Escono poi nel 2004 C’E’ DI PIU’, altro disco postumo con inediti e cover curato dal Comitato Alex Baroni, e in seguito altre raccolte e compilation.
Con Alex Baroni esce di scena uno degli artisti più apprezzati dal pubblico giovanile, con lui perdiamo una delle più belle voci melodiche italiane.

 

Album :

•    1994 – Fuorimetrica (album realizzato con il gruppo dei Metrica e prodotto da Eros Ramazzotti)
•    1997 – Alex Baroni (primo album solista)
•    1998 – Quello che voglio (secondo album solista)
•    1999 – Ultimamente (terzo album solista)
•    2004 – C’è di più (quarto album solista postumo)
•    2007 – Fuorimetrica (ristampa dell’album del 1994 con la bonus track La lettera)

Singoli :

•    1997 – Cambiare (singolo)
•    1998 – Sei tu o lei (Quello che voglio) (singolo)
•    1999 – Pavimento liquido (singolo)
•    2004 – Ultimamente (singolo postumo)

Raccolte :

•    1998 – Onde (raccolta internazionale con brani da Alex Baroni e Quello che voglio)
•    2002 – Semplicemente (raccolta postuma con 3 inediti)
•    2006 – Semplicemente (raccolta dual disc postuma con il CD audio del 2002 + lato DVD con 5 videoclip e galleria fotografica)
•    2007 – Alex Baroni Collection (doppia raccolta postuma con 4 inediti)

Altro :

•    1997 – Posso farcela (suite in tre parti dalla colonna sonora del film d’animazione Hercules di Walt Disney)
•    2006 – Alex – Tributo ad Alex Baroni (tributo postumo da parte di colleghi e amici)

 

La Pagina della Musica

 

 

 

 

 

Abbiamo pensato di continuare a dar vita  alla Pagina della musica. In attesa del ritorno di Angelo, curatore della Rubrica, ne farò le veci, di tanto in tanto, proponendo le interpretazioni di alcuni cantanti, di ieri e di oggi.
Qualcuno ricorderà che sono appassionata  di arte e di animali, ma lo sono altrettanto di musica: dalla classica al pop, dal jazz al blues e  allo spiritual.   Vi presenterò, quindi, dei cantanti italiani e stranieri che, dal mio punto di vista, ritengo molto interessanti. Forse non saranno i vostri preferiti ma penso sia opportuno conoscerli o rivisitarli. Se avete delle preferenze, fatecelo sapere; sarà nostra cura ricercare le loro produzioni, farvele ascoltare e parlarvene.
Con l’aiuto di notizie ricavate da Internet e sintetizzandole, ho preparato una breve biografia di un grande cantante e compositore Belga, che divenne famoso intorno agli anni  ’55-’60 e venne annoverato tra i mostri sacri  francesi dell’epoca: (Georges Brassens, Léo Ferré,  Serge Gainsbourg, etc.).  Si tratta di  Jacques Brel.  Di uno dei suoi dischi più famosi,  “Ne me quitte pas”, ho pensato di farvi ascoltare la sua intensa interpretazione seguita da quella molto dolce di Dalida, in italiano.



 

 

 

 

E’ stato un cantautore e compositore belga di lingua francese.  Nacque vicino Bruxelles, ma visse la maggior parte della sua vita a Parigi.

Nei primi anni cinquanta si trasferì a Parigi, dove iniziò a scrivere musica e cantare nei cabaret e nelle sale-concerto della città. Portava le sue canzoni  sul palco, accompagnate da grandi gestualità fisiche. Nel 1956, mentre  girava l’Europa, registrò la canzone “Quand on n’a que l’amour”, che gli permise di ricevere il primo importante riconoscimento.
Nei suoi testi esplorava l’amore  e fu un “pittore” creativo ed innovativo della quotidianità.  Era dotato di una facilità poetica assai rara: l’’utilizzo intelligente delle parole era singolare e semplice e rivelava una forte capacità visuale. Pochi autori sono stati considerati in grado quanto lui di infondere attualità e senso ai testi, utilizzando poche parole di uso comune.
Brel possedeva anche un intenso senso della metafora. In “Je suis un soir d’été” , una sera d’estate, racconta cosa osserva mentre scende la sera  sulla città. Benché fosse considerato un maestro dei testi, i suoi temi musicali non erano da meno, e pure qui non si limitò ad un unico stile. Compose melodie ritmiche, accattivanti e vivaci, così come canzoni tristi e solenni.
Il romanticismo lirico di Brel a volte si dispiegava con amara ironia, e in certi versi le sue canzoni d’amore mostravano frustrazioni e risentimenti sommessi. Nei suoi perspicaci e compassionevoli ritratti dei “rifiuti della società” – alcolisti, vagabondi, drogati, prostitute –  (“Jef” e “Jacky”), evitava facili sentimentalismi e dipingeva il lato sgradevole della vita.
Nel 1964 Brel scrisse uno dei   suoi più acclamati capolavori: “Amsterdam”.  La qualità del testo, la prepotenza della musica, la straziante interpretazione che Brel saprà regalare al pubblico  dell’Olympia,  renderanno quel recital un evento unico.

Compose e registrò quasi esclusivamente in francese, ed è tuttora considerato, nei paesi francofoni, uno dei migliori compositori di tutti i tempi. Occasionalmente includeva nei suoi testi parti in olandese (nella variante fiamminga), come in “Marieke”.
Il suo atteggiamento verso i fiamminghi era contraddittorio: a volte  presentava se stesso come un cantante fiammingo ma, al  tempo stesso,  irrideva il loro stile di vita rozzo, con canzoni come “Les Flamandes”. Più tardi nella sua carriera, Brel si scagliò contro i “flamingants” (i sostenitori del movimento fiammingo). In La, la, la (1967) scrisse il verso: “Vive les Belgiens, merde pour les flamingants”  e in “Les Flamandes” dipinse i “flamingants” come “Nazis durant les guerres et catholiques entre elles”: (“Nazisti durante le guerre e cattolici tra di esse”). Per Brel tutti i “flamingants” appartenevano alla destra estremista.
Sebbene Brel considerasse la Francia come la propria “nazione spirituale” ed esprimesse sovente dichiarazioni negative sulla propria terra, alcune delle sue migliori composizioni sono un accorato omaggio al Belgio: “Le plat pays” e “Il neige sur Liège”.

 

 

Per vent’anni fu una delle maggiori stelle della musica pop ad avere grandi riconoscimenti, al di là del pubblico francofono. Nel 1973 sì ritirò nella Polinesia francese, rimanendovi fino al 1977 quando tornò a Parigi e registrò il suo ultimo album.

Morì di cancro ai polmoni nel 1978 e fu sepolto nel “Calvary Cemetery” ad Atuona, Hiva Oa, nelle Isole Marchesi, nella Polinesia francese, a pochi metri dal pittore francese Paul Gauguin.

 

 

 

–  Les bourgeois
–  Le moribond
–  Madeleine
–  Le plat pays
–  Marieke
–  Les Flamandes
–  Mathilde
–  Les vieux
–  Ces gens là
–  Je ne sais pas
–  Le diable (ça va)

 

Nel 1999  Rossana Casale ha dedicato un intero album di cover a Brel, dal titolo Jacques Brel.

Jacques Brel – Ne me quitte pas

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Dalida – Non andare via

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