Buona Domenica

LA DOMENICA DEL BOSCO

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Molte persone dotate di « pollice verde » affermano con convinzione che parlare alle piante fa bene al vegetale, sia fiori che ortaggi, ne aiuta la crescita e lo sviluppo.

Un gruppo di scienziati dell’Università Western Australia hanno svolto degli studi in proposito e hanno rivelato che le piante hanno una memoria a lungo termine, possono pensare, parlare e leggere il nostro pensiero ed è in corso una ricerca mirata a trovare le prove dimostrative.

 In attesa dei risultati schientifici gustiamoci questa simpatica novella che l’amica MarieJose ha tradotto dal francese per presentarla a tutti gli amici del Bosco.

Grazie MarieJose, ti aspettiamo ancora.

 

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L’ORTOLANO

Piccola favoletta  degustativa

Pettinato di un cappello di paglia sgualcita, vestito di un grande grembiule, ho incrociato quest’anno, un ortolaio, abbronzato, che teneva in  mano un innaffiatoio.

Gioioso, in gamba, girava qua e là, per l’orto, dalla mattina alla sera, e dalla sera alla mattina.

Ha visto bene i miei bisogni. Dunque mi ha annaffiato con cura, con una doccia molto fine e rinfrescante.

Tutti i santi giorni….!

 

IMG_0869ridUn timido fiorellino giallo dà vita ad un piccolo pomo verde

 

I miei petali arruffati in ciocche, appena innaffiati si sono drizzati. Le miei foglie, hanno perso la lora plissettatura, la loro mollezza. Ah, come è bello dopo la siccità, trovare una mano amica che ti coccola, che scaccia un insetto intruso, che ti solletica e trapiantandoti, ti inserisce in un più grande spazio, che, con amore e compiacimento ti spinge a crescere in lungo ed in largo.

 

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I

pomodori crescono, prima verdi poi iniziano a schiarire

 

 

Purtroppo ! Un giorno, mi ha legato ad un bastoncino con un laccio ! Pensavo…”ha paura che io scappi ?”

“Sono felice di vivere nel suo orto, di essere cosi considerato”.

Dapprima, non ho afferrato che mirava solamente  a raggiungermi con lo sguardo  dalla sua finestra, da un vetro, non  per riflettere il mio sguardo con il suo, ma… per trovarmi più “maturo”per spiarmi…

Sicuramente, guardarmi. 

Vedevo la sua felicità nel trovarmi così bello. Però, una mattina ho finalmente ho capito.

Si diresse dalla cucina, all’orto, si fermò, gettò un occhio di lato.

Mi osservò, sembrava sorpreso. Poteva sentirsi anch’egli osservato?
Questo… pensiero “frivolo” mi faceva tremare, dal capo alla radice.
Ho avvertito un piacere misto di pericolo.

Si avvicinò a me, per darmi un leggero pizzicotto, toccò l’asticella che mi teneva eretto, toccò una… foglia, delicatamente mi afferrò.

 

IMG_1008ridI raggi del sole portano il colore

 

 

Mentre mi lasciavo toccare, annusare, provai, un fascino tutto particolare.
La saggezza mi induceva  a essere discreto, piuttosto che rischiare di suscitare la sua emozione.

Pensai: “chi potrebbe piangere per la mia perdita”?

Gli parlai, ma, lui non mi rispose (non sapeva nulla di me) . Dissi:”Sono un po’ formoso, rotondo ! Certamente… posso aggiungere… polposo. La mia pelle è morbida, liscia, il sapore è la gioia di tanti !

Per alcuni, sono, blando, per altri, oserei dire succoso, addirittura rinfrescante.

 

IMG_1007ridIl pomodoro in fase di maturazione

 

 

Sono chiamato dai francesi “pomme d’or”, a loro piacciono giocare con la lingua italiana, vero, sono prezioso .e . rosso, ma, sono un vegetale.

“Una mente… bucolica mi farebbe diventare  poeta dell orto”.

Ma, da questo ortolano dovrei difendermi ?
Potrebbe essere, che, un giorno divento di suo gusto”.

“É venuto a controllarmi ? “! Vorrei… non pensarci !
Meglio morire per terra, che, vedermi, una passata, un’insalata, ripieno o seccato al sole.
Se avessi un desiderio,  vorrei, che lui mi gustasse come… succo !
All’ idea, arrossisco, divento … come un… pomodoro. Anche se, in verità lo sono!

Adesso, lascio da parte gli scherzi ! Devo farvi una confidenza.

Non vorrei dirvi nulla, ma, quest’ uomo, è finalmente mio amico.

 

 

IMG_1006ridEd eccoli con un bel rosso: pronti da cogliere

 

I suoi occhi, nascondono nel profondo, un segreto.

Il mio ortolano, per mia fortuna è…daltonico,

non distingue la mia maturazione, il mio bel rosso.

Ho ancora un respiro… potrò pavoneggiare nel suo giardino, qualche giorno, almeno !!!!

Marie José

 

N.B. – Le immagini sono frutto del pollice verde di Giuseppe.

 

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Adriano Celentano – Il Contadino

 

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PENSIERI E NON SOLO…..

 

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Simbolo della Pace B

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            Ogni anno nuovo porta con sé l’attesa di un mondo migliore, tutti ne parlano durante le interviste radiotelevisive e sui quotidiani specialmente ora che c’è il Giubileo.

E’ facile parlare di pace nel mondo, il difficile è realizzarla. La pace non è soltanto il contrario di guerra, la pace è di più è la legge della vita umana, è quando tutti noi agiamo nel modo giusto tra ogni singolo umano, quanto recentemente avvenuto in Francia, California, Turchia, Egitto, Siria, in Afghanistan, in Iraq, in Somalia, Algeria, Ciad, Ruanda, Kossovo e in altre parti del mondo che ormai non fanno più notizia ma continuano facendo morti, violenze, atrocità, in quei paesi la pace resta solo una parola, la guerra è un fenomeno molto articolato, sia, perché assume forme differenti e per la complessità di molteplici interpretazioni territorio-potere-terrorismo ecc… a volte anche per emarginare dispute e conflitti individuali di tribù con diverse religioni, per far terminare tutto questo si forma una parola -guerra- che si sa quando inizia e non quando finisce.

NO-GUERRA

Senza dimenticare la recente strage dell’aereo Russo. Il percorso della non violenza incomincia, per ogni persona, con la decisione superare la violenza interna e prosegue attraverso la ricerca della coerenza e il trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati.

In effetti, i nostri tempi, contrassegnati dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti di potere, reclamano un rinnovato e corale impegno nella ricerca del bene comune, dello sviluppo di tutti gli uomini e di tutto l’Uomo. Allarmano i focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti disuguaglianze fra i ricchi, poveri, cassaintegrati, disoccupati, il prevalere di una mentalità egoistica e individualista espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato. Oltre a svariate forme di terrorismo e di criminalità internazionale, sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della democrazia, chiamata a favorire l’integrazione e la riconciliazione tra gli uomini.

PACETuttavia, non si può dimenticare le molteplici opere di pace con moltissimi operatori che mettono a repentaglio la propria vita per essere portatori di pace, gli stessi testimoniano l’innata vocazione alla pace, poiché in ogni persona il desiderio di pace è aspirazione essenziale che coincide, in una certa maniera con il desiderio di pace che corrisponde ad un principio morale fondamentale, ossia, al dovere-diritto di uno sviluppo integrale, comunitario, e ciò fa parte della vita umana. E’ indispensabile, allora, che le varie culture odierne superino antropologie ed etiche basate su assunti teorico pratici meramente soggettivistici e pragmatici, in forza dei quali i rapporti della convivenza vengono ispirati a criteri di poteri o di profitto, i mezzi diventano fini e viceversa, la cultura e la educazione sono centrate soltanto sugli strumenti, sulla tecnica e sull’efficienza.

Pace 1Precondizione della pace è lo smantellamento delle varie dittature, del relativismo e dell’assunto di una morale totalmente autonoma, che preclude il riconoscimento dell’imprescindibile legge morale naturale scritta nella coscienza di ogni uomo, perché la pace concerne l’integrità della persona umana ed implica il coinvolgimento di tutti gli uomini. Così l’uomo può vincere quel germe di oscuramento e di negazione della pace che è il vero peccato in tutte le sue forme: egoismo e violenza, avidità e volontà di potenza e di dominio, intolleranza, odio e strutture ingiuste.

Pace 2La pace non è un sogno, non è un’utopia, è possibile, i nostri occhi devono vedere più in profondità, sotto la superficie delle apparenze e dei fenomeni, per scorgere una realtà positiva che esiste nei cuori, perché la pace è principalmente realizzazione del bene comune delle varie società primarie, nazionali, internazionali e in quella mondiale. Proprio per questo si può ritenere che le vie di attuazione del bene comune siano anche le vie da percorrere per ottenere la pace. La vita in pienezza è il vertice della pace, chi vuole questo non può tollerare attentati e delitti contro la vita.

 

Colomba della Pace 2

La politica in generale, non può esimersi di tutto questo non può fuggire dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di esseri umani inermi e innocenti, come si può infatti, pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei popoli, a cominciare dai più bisognosi.

Tra i diritti e doveri sociali oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro. Ciò è dovuto al fatto che sempre più lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori non vengono adeguatamente valorizzati, perché lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati. Il lavoro così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari. A un tale bene corrispondono un dovere e un diritto che esigono coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti. Credo che per avere una pace nel futuro sia necessario formare, preparare, educare le nuove generazioni a questi ideali per preparare un’era di pace per tutta l’umanità. La pace è una cosa difficile che va costruita passo dopo passo, sentirsi corresponsabili del proprio destino e del destino degli altri popoli, valore che ogni uomo dovrebbe portare nel cuore. “I pilastri della vera pace sono la giustizia e quella particolare forma dell’amore che è il perdono, non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono”. (Parole di Giovanni Paolo II).

Colomba della PaceE, come recentemente ha detto Papa Francesco… “Vengo nella Repubblica Centrafricana come pellegrino e portatore di pace.” Ora che la porta santa è aperta, e si è dato il via al Giubileo della misericordia, speriamo che favorisca la pace fondata sulla giustizia tra i popoli.

Insieme si potrebbe commentare le vostre opinioni su questa grande parola: PACE

Che cosa cambieresti nel mondo per avere la pace? Nel quotidiano possiamo fare qualcosa noi per la pace. Quando si pensa alla pace si pensa ad una dimensione globale o ad altro. Che cosa proporresti per la pace?

 

 

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GIROTONDO DELLA PACE – Canzone per bambini

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PENSIERI E NON SOLO…

 

 

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COMPOSTAGGIO

 

I rifiuti… un problema… ma anche una risorsa, si potrebbe parlare per giorni di questo problema dalla gestione al suo smaltimento, questione sempre più rilevante, per la crescita dei consumi, l’urbanizzazione e lo sviluppo economico determinato a un diffuso incremento della produzione dei rifiuti. Da statistiche risulta che la produzione oggi è circa 1,5 Kg. di rifiuto al giorno per abitante (nelle grandi città) oltre mezza tonnellata all’anno, con tendenza ad aumentare, mentre cinquanta anni fa, nelle grandi città, ogni abitante produceva 200 grammi di rifiuti al giorno. Ai tempi nostri, visto l’importanza che hanno i rifiuti anche per il loro smaltimento e altro, alcuni comuni emettono una tassa ridotta (Tari) a chi realizza un sistema di compostaggio nella propria proprietà, altresì molti comuni visto anche la richiesta che sempre più aumenta, si sono organizzati per la distribuzione del contenitore a un prezzo agevolato.

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Il compostaggio domestico è un processo utilizzato per eliminare la frazione organica dei rifiuti di casa (quella che sempre in più comuni viene raccolta porta a porta) facendo ciò la natura ci insegna da sempre, ovvero riciclare la sostanza organica non più utilizzata e restituirla a forma di terriccio dopo la sua decomposizione. Il compostaggio ci permette di inquinare di meno, di risparmiare termini di smaltimento rifiuti e di fare “del bene” al nostro orto e ai nostri fiori.

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Tale compostaggio non è certo praticabile in un appartamento, a meno che non si abbia un ampio terrazzo, se, invece si ha a disposizione un’orto, giardino, allora… si potrebbe diventare dei veri produttori di compost. Il composter, ovvero il recipiente ideale per fare compostaggio andrebbe collocato in un punto dell’orto o del giardino accessibile tutto l’anno, senza ristagni e fango, anche in autunno e inverno, questi contenitori, se di buona qualità, funzionano in ogni situazione climatica (i prezzi variano a seconda della tipologia e alla capacità in lt) il punto migliore per la loro collocazione è all’ombra di un albero che lo proteggerà dalla calura e pioggia. Cosa compostare?

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Le materie prime del compost, sono gli avanzi del cibo, gli scarti del giardino e altro. Sicuramente si possono compostare gli avanzi di cucina (residui di pulizia delle verdure, bucce, pelli, fondi di caffè, gusci di uova frantumati, ecc..) gli scarti del giardino e dell’orto (potature, foglie secche, fiori appassiti, erba, ecc..) particolare attenzione però bisogna fare alla potatura delle piante più resistenti alla sua degradazione (magnolia, noce, castagno, aghi coniferi, lauceraso) che nel composter, vanno miscelate bene con i materiali più facilmente degradabili.

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La cosa più importante è assicurare nel composter la corretta e costante presenza di ossigeno, necessario   agli insetti ai batteri e ai funghi presenti nel terreno e negli scarti. Il composter si realizza ed è pronto a circa 4-6 mesi dopo l’attivazione del processo e può essere utilizzato per fertilizzare il terreno prima della semina o di un trapianto, se molto fresco va usato come il letame e cioè non a contatto con le radici, dopo 8-10 mesi il compost si definisce maturo e si presenta come un bel terriccio soffice e nero.

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Anche nelle scuole pubbliche i bambini con l’aiuto dei nonni, sono protagonisti di questa attività volta ad avvicinarli alla natura e alle sue bellezze per stimolare la loro creatività e rafforzare l’amore per l’ambiente. Molte iniziative sono anche svolte in piccoli edifici condominiali per avere agevolazioni sulla tassa rifiuti. Forse è giusto strizzare l’occhiolino a questo nuovo metodo per il riciclo dei nostri rifiuti, per uno sviluppo più sostenibile che servirà a soddisfare i propri bisogni senza compromettere il bisogno delle future generazioni. Augurando a tutti un impegno verso l’ambiente per costruire un mondo più pulito e meno sprecone.

 

Nembo

 

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CAMPAGNOLA BELLA – – I GIRASOLI

 

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Pensieri e non solo…

 

Fiori animati violetto

Albagloria, nostra assidua lettrice, ha espresso il desiderio di voler collaborare per le nostre pagine e ci ha inviato questi versi nella speranza di vederli pubblicati nel Bosco. Lo facciamo volentieri e cogliamo l’occasione per accompagnarli con un’altra poesia di grande forza morale in favore della Donna.

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BAGAGLIO

 

QUESTO BAGAGLIO CHE SULLE SPALLE IO TENGO,

NON SI RIDUCE CON IL PASSAR DEL TEMPO, ANZI,

AUMENTA GIORNO DOPO GIORNO

E COL SUO PESO CAPO E SPALLE INCURVO.

OGNI OGGETTO DANNOSO ED INUTILE IO TENGO

E NELLA VALIGIA CHE TRASCINO LO RIPONGO,

NIENTE IO TOLGO, ANZI TUTTO AMMUCCHIO,

QUELLO CHE PIU’ FERISCE E PUNGE, AGGIUNGO.

NELLA MIA VECCHIA SACCA TUTTO E’ PIU’ STRETTO,

MA MAI DECIDO DI GETTARE TUTTO,

CHE SCUSA AVREI POI DI PIANGERE DEL PESO,

SE VUOTASSI INFINE QUESTO MIO FARDELLO.

ANCHE IL MIO AMICO AVREBBE UN GRAN BAGAGLIO,

CHE GLI PIEGHEREBBE LE GINOCCHIA E IL COLLO,

LE SPALLE AVREBBE TANTO CURVE E STANCHE,

SE NON AVESSE ABBANDONATO LA ZAVORRA.

IO TENGO TUTTO A PESARMI SOPRA,

BENCHE’ MI PESI COME UNA MONTAGNA,

FINCHE’ NON LO POTRO’ PIU’ REGGER TUTTO,

E CROLLERO’ PER NON RIALZARMI SOTTO.

 

Albagloria

 

mazzo di fiori autunnali

 

 

 Poesia chiama poesia:

 

Il cedimento momentaneo come manifestazione di stanchezza da parte di una donna, anche se espressione di un solo attimo, richiama la necessità di un segnale immediato di  incoraggiamento e questa poesia di Alda Merini ne ha tutta la forza.

 

 

EUTERPEEuterpe Musa della Poesia Lirica

 

  • POESIA

  • SORRIDI DONNA

 

Sorridi Donna

Sorridi sempre alla vita

Anche se lei non ti sorride.

Sorridi agli amori finiti

Sorridi ai tuoi dolori

Sorridi comunque.

Il tuo sorriso sarà

Luce per il tuo cammino

Faro per naviganti sperduti-

Il tuo sorriso sarà:

Un bacio di mamma

Un battito d’ali

Un raggio di sole per tutti.

 

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Alda Merini

 

 

 

Ringraziamo Albagloria per averci dato l’opportunità di questa bella pagina e auguriamo per tutti una serena e piacevole lettura.

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Mamma – Son tutte belle le mamme del mondo

 

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PENSIERI E NON SOLO….

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Un bell’argomento di discussione proposto da Mario33.co, leggiamolo in serenità per esprimere il nostro parere, grazie.

 girandola  della pace

 

LA MARIJUANNA LA VA IN CAMPAGNA

 

 

Questi 30 anni hanno portato il mondo a dei notevoli cambiamenti tecnologici, di costume di mentalità.

Questi cambiamenti non hanno avuto nessun riscontro di rilievo sul versante morale e sociale. Per dirla in parole povere, la società è cambiata in innovazione, in consumi, ma non è cambiata in leggi veramente progressiste, adeguate al cambiamento socio economico in atto. Anzi vi è stata una certa recrudescenza, un revisionismo legato a schemi del passato come il divorzio, l’aborto, l’omofobia. Vorrei permettermi di parlare di alcune patologie come l’alcolismo, la droga, il gioco, il tabagismo.

Mi vorrei soffermare sulle droghe, sul proibizionismo.

 

Cannabis_sativa_-_Köhler–s_Medizinal-Pflanzen-026Pianta, semi e germogli di cannabis

Il proibizionismo alcolico in passato (anni 30 in America), ha creato una guerra di bande, di delinquenza immensa. Mi chiedo… perché una nazione democratica, progressista non deve liberare le droghe togliendo di mano interessi miliardari a mafie e vari cartelli sudamericani. L’unione Europea ha dedicato una sorta di pamphlet ai detenuti per reati di droga (dal traffico al piccolo spaccio) nel decennio 2000/2010. L’Italia risulta il primo, con la cifra record dello 0,08% del Pil (dato medio 2000÷2010), di poco sopra l’Olanda e contro una media UE dello 0,05%. Considerato che nel periodo analizzato il Pil italiano annuale viaggiava intorno ai 1500 miliardi di euro, stiamo parlando di circa 1 miliardo e 239 milioni di euro.

Spese per vitto, alloggio ed eventuale trasporto detenuti, spese per le forze dell’ordine deputate alla custodia (polizia penitenziaria), spese per il personale dell’area socio-psico-pedagogica e per i dirigenti, per i centri di recupero. L’Italia, nel solo 2010, aveva il 45,8% della popolazione carceraria in custodia cautelare, di cui quasi un terzo, – 8.627 persone – per il solo reato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Un discorso che potrebbe scandalizzare i ben pensanti! Però… se noi leggiamo le cronache, vediamo, che come in America la pena di morte non è un deterrente valido per diminuire i casi di omicidio, possiamo affermare che una legge di liberalizzazione se approvata, eliminerebbe tutta la delinquenza che vi gravita intorno, ricevendo anche un rilevante ritorno economico per la comunità.

 

Pianta Marijuana k8441771Pianta di marijuanna nel suo pieno sviluppo

 

 

Non è proibendo, (situazione che vale anche quando si è bambini), che si ottengo i risultati migliori. La nostra società è per molti aspetti malata, ha bisogno di educazione, di insegnamenti, di esempi positivi, per i nostri giovani. La nostra società ha bisogno di far vivere le persone soprattutto i giovani in un ambiente familiare e sociale sano. Bisogna loro insegnare cosa sono le droghe, cosa è l’alcol, il sesso, cosa è il gioco, il tabagismo. Ci vogliono campagne dei midia di sensibilizzazione. Non bisogna nascondere la testa sotto terra come gli struzzi. Bisogna fare in modo che i nostri ragazzi vivano in ambienti familiari (gioca molto l’aspetto economico), sani senza traumi, senza inibizioni, senza fobie. É un po’ utopico ma… mi auguro che ci si possa arrivare. Le sigarette, il gioco, l’alcol, sono patologie che però non portano delinquenza (almeno non ad alti livelli) uno si compera le sue sigarette, la sua bottiglia d’alcol, se ne va a casa ne fa uso e tutto finisce li a livello delinquenziale, non certo a livello psicologico è qui che bisogna intervenire precocemente con la famiglia, le scuole, le politiche sociali. Una democrazia del benessere psicofisico non solo economico.

Lo Stato produrrà marijuana a uso terapeutico.

 

ontkiemen 2 wekenPiantine di marijuanna in vivaio

Per un paradosso della storia, a produrla sarà l’esercito italiano: verrà coltivata dallo stabilimento chimico militare di Firenze. Oggi lo stabilimento fiorentino, nato con l’obiettivo di produrre medicamenti per il mondo militare, ha esteso la sua attività anche al settore civile. E ora produrrà i farmaci derivati dalla cannabis attualmente importati dall’estero a costi elevati. Il via libera è stato dato dai ministri della Difesa e della Salute. Questa potrebbe essere una vera legge innovativa, che segue un mondo in movimento, un progresso difficile da fermare dove il legislatore deve concorre se non precorrere i tempi.

 

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Nell’augurare a Giovanna un pronto rientro operativo nelle sue indispensabili funzioni di Responsabile del Bosco, ascoltiamo uno dei pezzi musicali da lei preferiti.

 

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Richard Clayderman – Ballade pour Adeline

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PENSIERI E NON SOLO…..

Pubblichiamo questo post proposto dall’Amico Nembo su un argomento forse poco conosciuto ma sicuramente di grande interesse. Lo sottoponiamo al giudizio dei lettori e frequentatori del Bosco per una riflessione  e una ponderata analisi. Grazie.

 

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SINDROME DI BURNOUT

 

 

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Pochi di noi conoscono la sindrome da Burnout, ma una buona parte delle persone che portano una divisa ne soffrono, in maniera più o meno lieve. La sindrome da Burnout è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondono in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. Il burnout interessa tutte quelle figure con una professione ed elevata implicazione relazionale ovvero da una duplice fonte di stress, ovvero quello personale e quello della persona aiutata, in particolare colpisce medici, infermieri e altre figure sanitarie, gli addetti ai servizi di emergenza, come appartenenti alla forza pubblica, vigili del fuoco, piloti (vedi airbus della Germnwings), assistenti sociali ed altri ancora (politici).

 

Burnout 3Stress da oneri burocratico/regolamentari

Questi soggetti dopo alcuni anni di attività, cominciano a sviluppare un lento processo di “logoramento” o “decadenza” psicofisica dovuta alla mancanza di energie, di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato, il termine burnout in Inglese significa proprio “bruciarsi” in queste persone con questo stato d’animo può anche succedere che si facciano un carico eccessivo delle problematiche delle persone a cui badano, non riuscendo così più a discernere tra la vita propria e la loro, avendo poi un esaurimento emotivo, depersonalizzato, un atteggiamento spesso improntato ad un sentimento di ridotta realizzazione personale accompagnato da una sensazione di fallimento, rabbia, e risentimento che portano inevitabilmente alla depressione che fanno poi seguito disagi nel campo professionale, successivamente poi al piano personale a volte anche con gesti estremi.

 

 

Bornout 2Quando la testa non è più la tua

 

Varie sono le fasi che spingono questi soggetti alla sindrome:

La prima fase, la preparatoria. È quella forse del troppo “entusiasmo idealistico” che spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale o sociale;

Nella seconda fase detta “stagnazione” il soggetto, sottoposto a carichi di lavoro di stress eccessivi, inizia a rendersi conto di come le sue aspettative iniziali non coincidono con la realtà lavorativa come l’entusiasmo, l’interesse ed il senso di gratificazione legati alla professione iniziano a diminuire;

La terza fase diventa già “frustrazione” il soggetto avverte sentimento di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato, lo stesso con svariate scuse inizia un allontanamento dal lavoro, mettendo in atto anche un atteggiamento aggressivo verso gli altri;

La quarta faseapatia” l’interesse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente e subentra l’indifferenza fino a una vera morte professionale.

 

BornoutFase del punto senza ritorno

Vari studi hanno dimostrato che il burnout non è un problema dell’individuo in se, ma nel contesto sociale nel quale si opera, quando l’ambiente di lavoro non riconosce l’aspetto umano del lavoro, il rischio di questa sindrome aumenta. Il lavoro modella il modo in cui le persone interagiscono tra di loro e il modo in cui ricoprono la propria mansione. Portare una divisa e doversi scontrare giornalmente con pregiudizi, persone corrotte, una legge a tratti ridicola e molto altro può portare spesso a questa sindrome. Se poi consideriamo che l’assistenza psicologica per gli uomini in divisa in Italia è praticamente nulla, forse l’altissimo numero di suicidi tra le forze dell’ordine dovrebbe essere presa seriamente con un po’ più di considerazione. Così vale anche per la malasanità che merita una riflessione su tale problematica che interessa sempre più la nostra convulsa quotidianità ma anche una categoria dei camici bianchi che sono sottoposti a stress specialmente nei vari centri di Pronto Soccorso.

In Italia ci sono indicatori di negatività e disquilibrio tra qualità professionale e qualità organizzativa, lavorando male e sprecando risorse, così facendo c’è sempre più contenziosi tra medici e pazienti. Tutti i fattori esposti meritano una riflessione che porta questo problema nella nostra società, a volte gettando fango e demonizzando persone, non sapendo forse che a loro volta hanno dei problemi. Mettere dei lavoratori l’uno contro l’altro è uno dei metodi più vecchi per distruggere i diritti di tutti i lavoratori sia pubblici che privati. Importante è monitorare le tensioni emotive e dello stress del servizio in quanto gli eventi connessi al servizio possono modificare, alterare, squilibrare lo stato psicologico iniziale, l’assenza di un supporto psicologico ha determinato e se non si fa con urgenza un supporto adeguato di prevenzione psicologico/sanitaria, si avrà sempre più maggior disagio e l’incremento suicidi dovuti a questo “Virus” invisibile e spietato che si infila nella vita umana degli “addetti ai lavori”

Vi invito ad esprimere il vostro pensiero, grazie.

 

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N.B. – Alcuni elementi che caratterizzano il Post sono stati elaborati da internet.

 

Richard Clayderman: Nostalgy

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