Archive for settembre 22nd, 2018

UN PROVERBIO, UNA STORIA

 

ATTACCA L'ASINO DOVE VUOLE IL PADRONE

 

È un vecchio proverbio che ha le varie versioni dialettali nelle diverse regioni italiane, non solo, ma anche in altri paesi e quindi in diverse lingue.

Sta a significare che chi è alle dipendenze, per il quieto vivere e, soprattutto, per non perdere il posto di lavoro, deve assecondare la volontà del suo datore di lavoro anche quando gli ordini sono sbagliati.

Molto spesso l’ordine è contrario alla logica ma non è permesso obiettare e, per le ragioni su esposte, bisogna obbedire e tacere.

   

Sono stato anche io alle dipendenze e spesso mi sono trovato nelle situazioni descritte ma con il mio spirito ribelle per natura, non sono mai stato servile e ho sempre cercato di ovviare all’inconveniente del momento e di capovolgere la situazione arrivando alla conclusione che qualche volta, all’occorrenza, bisogna

LEGARE IL PADRONE DOVE VUOLE L’ASINO

Si, perché, spesso e volentieri, l’asino si dimostra più intelligente del padrone.

Voglio raccontare una storiella realmente accaduta tanti anni fa ma che ricordo ancora chiaramente.

 

Poco più che ventenni, Pino e Paolo, amici dall'età della scuola elementare,  erano soliti girovagare nei fine settimana, nelle strade della provincia, sia per esplorare paesi e paesaggi ma soprattutto per fare esperienza di guida con la prima utilitaria di Paolo che lavorava in una concessionaria Fiat ed era reduce da un corso di guida per collaudatori d’auto, effettuato a Torino Mirafiori, per conto della Ditta, in relazione al lavoro cui era destinato a svolgere. Paolo appassionato sportivo dell'auto partecipava ai rally automobilistici ed alle gare di regolarità di categoria che si svolgevano periodicamente nella regione. Pino stesso aveva partecipato qualche volta con lui, come navigatore.

Paolo era smanioso di dimostrare all’amico Pino le sue capacità di guida sportiva, nel saper effettuare le curve in velocità mantenendo in sicurezza l’assetto dell’auto ed altre sottigliezze che pochi conoscevano e sapevano fare.

   

Fu proprio in una di queste occasioni che si verificò il fatto che racconto. Paolo volle affrontare in velocità una curva ad angolo retto, facendo stridere i pneumatici sull’asfalto (bravura o forse incoscienza riservata a pochi esperti). All’uscita della curva ci trovammo la strada sbarrata da un contadino che trascinava il suo asino legato al collo con una corda. Lo stridio delle gomme mise in allarme sia l'uomo che l'animale ma, mentre l’asino si spostò sulla destra della strada, il suo padrone andò sinistra tirando la corda per cercare di portare l’asino dalla sua parte.

 

Morale, ci siamo trovati il percorso sbarrato da questa corda tesa a mezz'aria da una parte all’altra della strada. Si, Paolo ha tolto il piede dall’acceleratore per portarlo sul freno ma non c’era lo spazio sufficiente per fermare l'auto e il rischio era quello di trascinare asino e padrone. È stato un milionesimo di attimo, ho visto l’asino che con uno strattone del capo ha letteralmente strappato la corda dalle mani del padrone facendola cadere per terra. L’auto passò sulla corda senza danni per nessuno ma era stato l’asino ad aver avuto l'istintiva prontezza di spirito della decisione per la sua salvezza e quella del suo padrone. Nella circostanza l’animale si era dimostrato più intelligente dell’uomo.

 

   

Nel corso della vita, durante il mio percorso lavorativo, mi è capitato di dover aggiustare o correggere ordini sbagliati che arrivavano dall’alto e ho sempre operato nel bene, ragionando sempre con la mia testa e, alla fine, constatato il giusto del mio operato, ho ricevuto pure i complimenti del “capo di turno”.

Morale, non disprezziamo l’asino che si dimostra sempre un animale intelligente, a volte più del padrone.

       

MAGIE E MISTERO DEL CAVALLO ( CENP )