LA PAROLA ALLE PIETRE

Dopo ingenti e laboriosi scavi eseguiti negli anni tra il 1950 e il 1957, è stato riportato alla luce il maestoso complesso nuragico di Barumini (Oggi classificato dall’UNESCO, Patrimonio dell’Umanità), sotto la guida dell’archeologo Prof. Giovanni Lilliu, viene spontanea una domanda: “Era Giovanni che, conoscendo quanta storia si celava sotto quell’immenso ammasso di terra, voleva parlare con le pietre nascoste da secoli o erano quelle pietre che chiamavano Giovanni per invitarlo a tirarle fuori, stanche di restare celate nell’oscurità dell’umida terra?

       

LE PIETRE DELLA STORIA

(LA PAROLA ALLE  PIETRE )

 

  Giovanni Lilliu

(l’uomo che parlava con le pietre)

Juanni, Juanni, seus nosus, seus innoi

Si, è la voce delle pietre sarde che parlano il sardo ma soprattutto parlano una lingua di cultura millenaria che pochi studiosi hanno saputo scoprire, interpretare e tradurre per portarla alla conoscenza dei contemporanei e dei posteri.

Tra questi si è distinto, al di sopra di ogni altro:

Giovanni Lilliu

(Barumini, 13 marzo 1914 – Cagliari 19 febbraio 2012)

Archeologo di fama internazionale, conosciuto soprattutto per aver riportato alla luce la reggia nuragica

 

Su Nuraxi (Barumini),

dichiarata nel 2000 patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO.

 È stato membro di numerosi istituti scientifici italiani e stranieri e dal 1990 Accademico dell’Accademia dei Lincei. Nel 2007 ha ricevuto dalla Regione Autonoma della Sardegna l’onorificenza

Sardus Pater

istituita proprio in quell’anno quale riconoscimento da assegnare a cittadini italiani e stranieri che si siano distinti per particolari meriti di valore culturale, sociale o morale e abbiano dato lustro alla Sardegna.

 

    Su Nuraxi Barumini in Sardegna

 

 
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Per Giovanni Lilliu, ritenuto il massimo conoscitore della Civiltà nuragica, dolmen, menhir,  domus de janas, tombe dei giganti, pozzi sacri, nuraghi, non avevano segreti e nelle sue letture delle pietre ci ha lasciato trattati di immenso valore culturale.

 

 

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In occasione della sua morte, l’amica Monica, interpretando il pensiero nell’anima delle grandi pietre ha scritto questa meravigliosa lirica in omaggio al grande uomo di cultura, sardo di convinzione oltre che di nascita.

 

GIOVANNI e le grandi pietre

“Giovanni, Giovanni, siamo noi, siamo qui.”

Così gemevano le grandi pietre che la arida e brulla terra, con il tempo, aveva ormai sepolto. Ancor più gemevano perché i figli del popolo che le aveva abitate  le avevano dimenticate, perché preferivano non credere ad un libero passato. Perché quei figli, nella sofferenza dei  secoli, avevano chinato il capo sotto il giogo di antichi Dòmini [1].

 

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Perché l’oblio forse è meno doloroso . Quanti passi di quei figli le avevano percosse, derise, ignorate. Ma loro erano pazienti,  speravano,  aspettavano. E così un giorno sentirono un calpestio sulle loro torri sepolte, si accorsero che era diverso, che non era un calpestio d’oblio e disprezzo, era una carezza che le faceva fremere e sperare, era speranza di luce e voce.

Ogni volta che quella carezza le avvolgeva iniziavano a fremere e vibrare e Giovanni un ragazzo, un piccolo uomo, un figlio di quel popolo … Le udiva. Ah … con quanta struggente passione le udiva, sentiva le loro voci, vedeva la loro luce.

Quanto tempo è passato da quel giorno, ora le grandi pietre sono avvolte dal caldo e cocente sole di Sardegna, quel sole abbagliante che su di loro, nude e grandi pietre, crea magici bagliori scintillanti di sogno. Il vento, che ora libero passa tra le loro fessure, è una  dolce ed impetuosa voce di ricordi che dal tempo lontano torna con fantastici racconti.

Cosa raccontano? Raccontano ai figli del loro popolo quale grandezza passò nei loro antri, quali colori e genti passarono per le loro strade, quali mari e orizzonti e sogni si vedevano dalle loro torri. Per secoli hanno avuto grande dignità e pazienza ed ora, grazie al piccolo uomo Giovanni,  le loro torri vogliono ricordare che dalla brulla ed arida terra ci si può sollevare. Giovanni   sentì e capì  quelle voci, amò loro e i suoi fratelli, i figli di quel popolo antico, credette nell’amaro sapore  della pazienza e della dignità che le grandi pietre avevano avuto per secoli. E così come il suo passo fu non semplice calpestio,  ma carezza e speranza  per le grandi pietre, capì che le grandi pietre volevano dire ai figli di quell’antico popolo: “Ecco,  le nostre torri sono risalite alla luce e di nuovo dominano la brulla ed arida terra, pazientate, conoscerete il dolore, non dimenticate la dignità, e quando udrete un passo amorevole fatevi sentire con forza e risollevate il vostro capo”. Un tempo un piccolo uomo di nome Giovanni fu luce e voce delle grandi pietre, ma ora le grandi pietre saranno PER SEMPRE luce e voce del grande uomo Giovanni.

 “ Al grande Giovanni Lilliu “  

Indegnamente

                                Monica Cuomo

Cagliari 20 Febbraio 2012

 [1] - inteso dominanti

Messaggio per Monica:

Un ringraziamento personale all’amica Monica per la sua splendida e spontanea testimonianza scaturita dall’animo di studiosa e profonda estimatrice della cultura sarda e non solo.

Confesso che ho lasciato anche l’ultima parola per mantenere integro il tuo scritto ma ho avuto l’impulso di cancellare la parola ‘indegnamente’ e l’avrei tolta volentieri perché non ritengo giusto che la tua innata modestia nasconda i tuoi veri meriti.

Ancora grazie.

   

Domo mea - Tazenda e Eros Ramazzotti

 


COMMENTI

  1. il 16 settembre, 2018 lorenzo12.rm dice:

    Un servizio stupendo, Monica, una ricerca appassionata e mirabile. Dedicata ad un gigante dell’archeologia come il Sardus Pater, Giovanni Lilliu. Io non sono sardo ma, come le amiche e gli amici sanno, amo la Sardegna come un sardo, e l’ho scelta come terra di elezione, per la sua storia, le sue bellezze, il carattere e il comportamento dei suoi figli. E sono felice quando, come in questa occasione, se ne tessono le lodi. Grazie , perciò, Monica. E grazie, Giuseppe. Vi dobbiamo essere grati del regalo che ci avete fatto in questa puntata domenicale.

  2. il 16 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Sardi e Siciliani, figli delle due grandi sorelle del Mediterraneo, le storie delle due isole si intrecciano nei tempi e i loro figli non possono non volersi bene. Grazie per la tua bella testimonianza Lorenzo e speriamo di avere sempre queste conferme. Un saluto da vero Amico e insieme un grazie ancora alla brava Monica, ciao.

  3. il 16 settembre, 2018 alba morsilli dice:

    ho seguito tempo fa una trasmissione di Alberto Angela che parlava dei Nuraghi, ma credimi leggere è un’altra cosa è entrare dentro al passato viverlo mentre i video sono veloci e fuggono dalla mente.
    Perciò oggi mi sono gustata è dir poco mi sono beata il tuo scritto ( ame piace la storia)
    Da quelle pietre non poteva non uscire una popolazione fiera, orgogliosa, come lo siete. la tua regione in maggioranza è conosciuta per il mare, ma uomini di mare si son fatte le case di pietra, e di li è nato il popolo sardo, con una lingua e una sua cultura particolare dove noi non dobbiamo far altro che levarsi di capello grazie di tutto

  4. il 16 settembre, 2018 gabriella2.bz dice:

    Oggi Giuseppe ci offre un racconto che ci fa fremere il cuore. Che dire a Monica ? fantastico il suo scritto dedicato al grande Gionanni Lilliu. Mentre leggevo mi sembrava di esserle vicino per come descriveva la capacità di udire il gemere delle grandi pietre dei nuraghi. Molto bella la Sardegna, ma persone molto brave che la sanno descrivere. Bella la coreografia con il video di Ramazzotti in Domo mea. Un saluto a Monica e Giuseppe

  5. il 16 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Pura realtà Alba, accolgo con piacere le tue affermazioni e le condivido, sono una conferma che tutti i sardi meritano per quanto hanno dimostrato con la loro storia millenaria, indomiti in ogni circostanza, hanno resistito a cataclismi ed invasioni e ogni volta sono riemersi più forti di prima. Sono orgoglioso di far parte del popolo sardo. Grazie Alba, Buona Domenica.

  6. il 16 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Ecco un’altra conferma di elogio alla bontà del popolo sardo, approvo. Grazie Gabriella per le tue belle parole che condivido. Chiedi che dire a Monica? Hai già detto tutto e penso che sarà contenta di leggerti, grazie anche da parte sua. Ciao, Buona Domenica.

  7. il 16 settembre, 2018 giannina dice:

    Il post di oggi e molto,interessante ma difficile ma certamente sarebbe bello sapere la sua vera storia. :LE PIETRA DELLA STORIA-L’UOMO CHE PARLAVA CON LE PIETRE. Giovanni Lilliu, grande Archeologico di fama Internazzionale, conosciuto per aver riportato alla luce la reggia Nuragica. Un ringraziamente speciale a Monica, per la sua splendida testimonianza Estimatrice della cultura Sarda e non solo. Ringrazio. Giuseppe e tutto il popolo Sardo. Un saluto e grazie.

  8. il 16 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    La storia dei popoli e sempre interessante Giannina, sarebbe bello poterla conoscere tutta nella sua realtà epocale ma molte parti rimangono oscure e sono sempre oggetto di indagine perché la curiosità umana spinge a proseguire gli studi per cercare di sapere come vivevano i nostri avi e gli avi degli avi. Ogni scoperta allarga nuovi orizzonti e apre altri interrogativi per cui bisogna continuare studi e ricerche… non ci fermeremo ma. Grazie per il tuo cortese intervento, un saluto sincero, ciao.

  9. il 17 settembre, 2018 paul candiago dice:

    Signori e Signore: mi ha sempre interessato la storia che non sappiamo: la piu’ comune le Piramidi..la meno nota ma di stesso valore le costruzioni Ciclopiche della Sardegna e sono esistenti per provare quello che scrivo. Astratto: dal mistero storico al mistero del futuro….poi tutto il Pianeta ha segreti che mostra, molto antichi, come Parallelipipedi di pietra da 10.000 tonnellate perfettamente squadrati da vedere in Russia ed Asia. Gli Aquedotti Romani e il Colosseo abbiamo le prove: ma come fu costruito Machu Picchu’Peru’?… nel blu dipinto di blu …lasciamo perdere… anche i segreti del Pianeta stuzzicano sempre l’appetito: siano la Sardegna che il resto del Mondo. Cordiali Saluti …dall’era della Pietra al moderno cemento armato sono il vostro amico Paul con il sasso in mano per scalfire la pietra.

  10. il 17 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Concordo Paul, è la storia che crea la cultura dei Popoli ed è dall’esperienza della storia che si può costruire il futuro. Hanno fatto così i nostri avi, di generazione in generazione, e dobbiamo fare altrettanto anche noi. Tutte le opere che hai citato sono costruite con le sole pietre e con la mano dell’uomo, senza ferro, senza cemento ma con tanto ingegno umano e dimostrano che durano millenni. Oggi abbiamo mezzi tecnologici d’avanguardia e abbiamo anche gli uomini d’ingegno… diamogli quello che serve e la possibilità di lavorare senza interferenze, costrizioni o condizionamenti e possiamo avere ancora opere memorabili utili all’uomo e che durano nel tempo. Grazie Paul, un saluto d’amico.

  11. il 18 settembre, 2018 carlina dice:

    le pietre che rimangono silenzione e maestose x tanti secoli immobili, basta che passi un giorno da quelle parti un archeologoo come Lilliu, che cominciano a parlare e raccontano tante cose, quasi senza mai fermarsi, x fare conoscere ai posteri la loro storia e raccontarci come una bella favola la loro esistenza Bellissime le coreografie

  12. il 18 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Infatti Carlina, è proprio una favola rileggere le storie millenarie che possono raccontare le pietre e siamo felici di poterlo fare grazie agli studi e fatiche degli archeologi come Giovanni Lilliu e tanti altri. Le foto che fanno parte della coreografia sono per la maggior part quelle originali. Grazie per il tuo intervento, molto gradito, ciao.

  13. il 19 settembre, 2018 sandra.VI dice:

    Un post veramente interessante, scritto in modo ammirevole. Non ho il piacere di conoscere MONICA, ma questo suo scritto dedicato al grade indimenticabile GIOVANNI LILIU, non posso che congratularmi e ringraziarla, perche’ non solo l’ho gradito moltissimo, ma sopratutto apprezzato e gustato molto. il tutto compòetato dalla bellissima coreografia, e video, un ringraziamento al caro amico GIUSEPPE, coi più cari saluti

  14. il 19 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Bentornata Sandra, sentivamo la tua mancanza, sei un punto di riferimento del Bosco e la tua assenza fa sentire il vuoto. Spero ora tutto bene. Monica è un’amica di Cagliari, una studiosa di storia della Sardegna e ha voluto farci omaggio di questo suo scritto come dedica per il grande archeologo Giovanni Lilliu. La ringraziamo tutti insieme. Grazie anche te Sandra con i nostri migliori auguri perché tutto proceda bene, un caro saluto, ciao.

  15. il 20 settembre, 2018 sandra.VI dice:

    sempre molto gentile GIUSEPPE sia per le parole usate nei miei confronti, per le quali ti ringrazio sopratutto per le spiegazioni che mi hai fornito, che mi hanno aiutato a completare meglio la personalità di MONICA, veramente notevole, un caro saluto ciao

  16. il 20 settembre, 2018 giuseppe3ca dice:

    Per principio ritengo sia sempre giusto riconoscere i meriti di ciascuno, a ognuno il suo. Grazie Sandra, a presto, ciao.


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