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LA LEGGENDA DELLA NEVE

 

Quando vorresti partire ma non hai voglia di fare i bagagli, puoi sempre contare sull’amico PC che ti consente di entrare in internet e fare un viaggio con la fantasia.

Oggi ho trovato questa leggenda, valida per grandi e piccini, e la porto alla conoscenza degli Amici del Bosco.

Chiedo scusa per coloro che già la conoscono.

Buona lettura per tutti.

   

Una leggenda che narra com'è nata la neve nel suo splendore.

 

C’era una volte una montagna, altissima che si stagliava nel cielo affondando la sua cima nelle bianche nuvole.

   

Ai piedi della montagna pascolavano tante candide pecorelle, ma stava arrivando l’inverno e l’erba era diventata secca e insipida. Le pecorelle avevano fame ma non trovavano più nulla da mangiare. Una di loro, la più furbetta, guardò la montagna e pensò che forse lassù sulle alte cime, nascosti dalle candide nuvole, ci fossero tanti pascoli di erba verde e succulenta.

E decise di salire su per le rocce per arrivare fino alle nuvole. Le altre pecorelle le andarono dietro, animate dalla speranza. Salirono per giorni e giorni, senza fermarsi mai incuranti della fame che attanagliava il loro stomaco e della sete che rendeva asciutta la loro bocca.

Finalmente raggiunsero le nuvole e le leccarono per placare l’arsura.

 

Rinfrancate dalle goccioline d’acqua andarono ancora avanti con la speranza di trovare verdi prati d’erba. E cammina, cammina ad un tratto videro campi sterminati con tante erbe aromatiche e gustose.

Affamate si gettarono su di esse e le brucarono con ingordigia. Mentre mangiavano arrivarono i folletti delle montagne, dispettosi e astuti.

I folletti si avvicinarono alle pecore e strapparono dal loro mantello tanti riccioli di candida lana per lanciarli in alto, nel cielo. Si divertivano un mondo a vederli cadere volteggiando nell’aria, lievi e leggeri.

   

I riccioli di lana attraversarono le nuvole e si coprirono di goccioline d’acqua che brillavano come tante gemme. Ma le goccioline d’acqua appesantirono i fiocchi di lana che caddero ancora più giù fino ad arrivare alla terra. Cadendo volteggiavano lievi e bianchi e si adagiavano sui prati brulli ricoprendoli di un manto bianco e lucente. Si poggiavano sui tetti delle case, sui rami degli alberi e sui cespugli.

 

Tutto il mondo venne avvolto dal bianco silenzio, era nata la neve.