PALCOSCENICO prima parte

   

PALCOSCENICO

. . .

Mai e poi mai, da ragazzetto, avrei potuto immaginare che in tarda età le vicende della vita mi avrebbero portato a calpestare le tavole di un palcoscenico, eppure così è stato.

Solo una volta avevo avuto l’occasione di partecipare ad una recita della compagnia amatoriale del Teatrino del Circolo Cattolico rionale della mia città ma non come attore o comparsa, bensì come rumorista. Infatti, con due sassi e una vecchia bagnarola di lamiera, avevo avuto il compito di simulare dei rumori che dovevano somigliare ai tuoni quando gli attori sulla scena venivano a trovarsi sotto un violento temporale e, ancora, con una trombetta e un fischietto avevo dovuto simulare, dietro le quinte, i rumori di una stazione al momento della partenza di un treno.

   

Mi divertivo comunque.

Sta di fatto che qualche anno fa, un amico, veterano dell’ambiente teatrale, ha voluto coinvolgermi, inizialmente per fargli da spalla, in qualche sua recita e affidandomi poi, visto il successo iniziale (a suo dire), veri e propri ruoli non più di contorno. Insomma, dopo tanti lavori svolti nella vita, mi sono ritrovato a fare pure l’attore e devo dire, con mia grande sorpresa, anche con buon successo. È proprio il caso di dire: mai dire mai e vi racconto com’è andata.

Teatro

Dovevamo preparare qualcosa per una serata di intrattenimento collegiale per gli iscritti all’Associazione di volontariato della quale faccio parte, ormai da tanto tempo, e interpellammo Giovanni (Gianni per gli amici) proprio perché esperto in materia teatrale, anche se a livello amatoriale, ma si era cimentato in vari ruoli e personaggi per tanti anni.

 

Fu proprio Gianni che mi coinvolse per recitare con lui la scena de

 

À livella

 

di Antonio de Curtis (Totò) che si svolge in un cimitero il due di novembre, ma la recitammo non nell’originale parlata napoletana bensì tradotta nel dialetto sardo-campidanese che la rende un po’ più spassosa e caratteristica, almeno per gli spettatori locali.

   

          À  LIVELLA

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll’adda fà chesta crianza;

ognuno adda tené chistu penziero.

            \\………….\\

 

Perciò,  stamme a ssenti… nun fa’ ‘o restivo,

suppuorteme vicino – che te ‘mporta?

Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:

nuje simmo serie… appartenimmo â morte!”.

 

     SU LIVELLU

Su dusu de novembre c’è s’usanza

de andai a visitai su campusantu.

D’ognunu depi fai custa onoranza

po’  chini s’è mancau, po’ chini eus prantu.

 

\\ …………. \\

 

Ascurta immoi custus fueddus mius!

Supportami accanta… calandi de sa corti

Lassa chi su pagliacciu du siganta a fai is bius

Nosus, seus serius,  faeus parti de sa morti !

     

Ero incerto e titubante ma la capacità di convincimento di Gianni contribuì a farmi superare tutte le riluttanze iniziali. Non avevo timore del “pubblico” perché sono abbastanza estroverso e sfacciato ma mi frenava la paura di eventuali gaffe e immancabili papere. Mi misi a studiare la parte e facemmo qualche prova poi finalmente il debutto e fu un successo: gli applausi si sprecarono.

   

Caspita, pensai tra me, sono diventato pure attore. Attore è una parola grossa, diciamo, così per dire, che mi ero messo a fare l’istrione. Si sa che l’appetito vien mangiando per cui, sempre con Gianni, ci preparammo per altre rappresentazioni, le occasioni non mancavano.

Le altre le racconterò un’altra volta.

Grazie per l’attenzione.

 

   


COMMENTI

  1. il 12 luglio, 2018 Gugli dice:

    Il teatro.
    Che bei ricordi intensi, momenti di grande emozione. Il palcoscenico, l’odore del camerino, i colori del trucco. La Presidentessa, Il re nudo, Il sentiero dei nidi di ragno. Il pubblico che ti applaude…l’inchino di ringraziamento.

    …La magia del palcoscenico,
    penso a quei momenti di vita,
    la nostalgia ti prende per mano,
    i ricordi affiorano nella mente,
    un sorriso appare in un appaluso
    e tu ringrazi inchinandoti…Gugli⚜

  2. il 12 luglio, 2018 lorenzo12.rm dice:

    E bravo Giuseppe. ‘A livella è un classico ed in sardo è una rarità fino ad ora sconosciuta, almeno per me. Un attore, sì. E chi sono gli attori se non bene-fattori? Ciao e tante grazie.

  3. il 12 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Bravissimo Gugli, ora abbiamo scoperto che hai calcato le scene, hai vissuto l’ambiente tutto particolare del teatro e ne conservi gelosamente i ricordi. É un piacere segreto che non si dimentica, resta nascosto dietro le quinte della mente e ogni tanto ricompare per darci ancora flash di piacere. Raccontaci le tue emozioni e rivivile con noi, gli Amici te ne saranno grati. Un sincero saluto, ciao.

  4. il 12 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Buona la definizione attori/bene-fattori, non la conoscevo ma ora la terrò presente, grazie Lorenzo. Spero di poter raccontare altre esperienze teatrali… a presto, ciao.

  5. il 12 luglio, 2018 giannina dice:

    Giuseppe, bello anche questo post (PALCOSCENICO) Il tuo racconto e davvero bello, Il tuo amico Gianni, ti incoraggio, salire sul Palcoscenico, con una definizione attori/ bene-fattori, ora avrai avuto altri ricordi da raccontare non è una cosa da poco, sono tutte esperienze che la vita ti ha regalato, “Impara l’arte e mettila da parte, congratulazioni Giuseppe, A “LIVELLA” , iL 2 Novembre il tuo amico Gianni ti coinvonse a recitare con lui, a “LIVELLA”, c’è l’usanza per i loro defunti ogni anno || sdda fa’ chiesta crianza; ognuno adda tenè chisto pensiero. bravissimo per la tua recitazione per la tua partecipazione per la tua coreografia bellissimo tutto, aspetteremo la || puntata Un saluto per tutti. grazie

  6. il 12 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Grazie a te Giannina per le belle parole. Si, è stata una esperienza che ricordo sempre volentieri. Nella mia vita ho sempre ammirato i bravi attori di cinema e teatro ma non avevo mai pensato che nella mia terza età sarei salito su un palcoscenico a recitare. Invece è successo e ringrazio l’amico Gianni che mi aveva scelto e incoraggiato per questa esperienza davvero bella. Ok, racconterò anche le altre volte delle mie recite. Un saluto per te, grazie, ciao.

  7. il 12 luglio, 2018 franco dice:

    Applauso !!! Ma “A’ livella” è “A’ livella ” …”Su livellu” sinceramente mi scombussola un pò. Ci sono poesie in sardo con altrettanto fascino e nate “così”

  8. il 12 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    La sostanza non cambia Franco, è solo una traduzione dal napoletano al sardo per rendere “À LIVELLA” più comprensibile ai ‘vecchi’ sardi, tutto qui. Di poesie e commedie sarde ne parleremo più in là. Grazie per il tuo intervento, un saluto, ciao.

  9. il 12 luglio, 2018 giannina dice:

    Giuseppe tu sei l’uomo che un tempo raccontavi, che sapevi distinguere la qualita’ di un filo d’erba,Non è da tutti sei bravo senza togliere niente a nessuno-bravissimo alla terza età grazie al tuo amico Gianni, ma la bravura era solo tua. Complimenti questo si chiama un dono di natura.Giuseppe grazie sempre per le nuove novita’ molto simpatiche.Un saluto.

  10. il 12 luglio, 2018 gabriella.bz dice:

    Ho trovato un Giuseppe attore e che attore, mi congratulo con te per aver saputo recitare commedie del grande Totò. Attendo gli altri post. Complimenti per la coreografia.Un saluto

  11. il 13 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Vero Giannina, per me anche un filo d’erba ha la sua importanza perché anche in un filo d’erba c’è la vita, la vita vegetale, elemento essenziale per tutti. Grazie per gli elogi, li accetto come invito a trovare altre ‘novità’… speriamo. Un caro salyto, ciao.

  12. il 13 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Bé, attore forse è un pò troppo ma sono riuscito a cavarmela e me ne compiacio, Sai Gabriella, a volte, con l’aiuto di un amico che ti incoraggia riesci a scoprire qualità che non sospettavi di avere e così è stato per me. Grazie e vista la grande richiesta spero di presentare presto la storia degli altri lavori. Un saluto sincero, ciao.

  13. il 13 luglio, 2018 sandra.VI dice:

    Complimenti, GIUSEPPE, mi è molto piaciuto vederti sotto questa veste, scoprire qualità nella quale ti trovi perfettamente a tuo agio. Ero perplessa riguardo alla “LIVELLA ” è ivece quella di TOTO’ in SARDO. Bella la coreografia e il video, cari saluti, spero risentirti spero con altri lavori ciao

  14. il 13 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Grazie Sandra, sono esperienze che si ricordano perché fanno parte degli eventi non programmati nella vita, diciamo dei piacevoli imprevisti. Non sono tanti ma cercherò di raccontare anche gli altri episodi sperando nel gradimento dei lettori. L’inserimento dei video per ora non è accettato dal sistema… speriamo in seguito. Un caro saluto, a presto, ciao.

  15. il 14 luglio, 2018 alba morsilli dice:

    chi sale sul palcoscenico, cerca di condividere quel sentimento che si chiama amore per il prossimo, in tanti modi si può aiutare l’altro, e facendo spettacolo è donar eun sorriso e ricevere un sorriso,
    Poi la bravura dell’attore completa la sua fatica di tutto, ricambiato dagli applausi fragorosi degli spettatori.

  16. il 14 luglio, 2018 giuseppe3ca dice:

    Molto vera questa tua affermazione Alba, un attore anche se spesso non manca un pizzico di spirito gocentrico, non lavora solo per sé stesso ma dà sempre qualcosa al pubblico per essere gratificato dall’applauso. In tutte le cose esiste sempre il do ut des. Grazie per il prezioso intervento Alba, un saluto.


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