Archive for giugno 16th, 2018

AMATA TERRA SARDA

 

In più occasioni, anche recentemente, in questa pagina del Bosco, abbiamo parlato della meravigliosa isola che è la Sardegna: abbiamo ampiamente disquisito delle sue origini geologiche, della sua storia millenaria, dei suoi monumenti archeologici,

Interno di un complesso nuragico

dei suoi nuraghi, delle sue foreste, monti, boschi, lagune, stagni costieri, piccole isole, funghi e fiori selvatici, fauna in ambienti naturali e selvaggi, della sua gente autentica e ospitale, dei suoi prodotti dai sapori caratteristici dai gusti inconfondibili e indimenticabili, dei suoi vini corposi e genuini, del suo mare azzurro e delle sue meravigliose spiagge e, in ultimo, anche del misterioso “mal di Sardegna”, quella sottile nostalgia che ti contagia e ti rimane dentro quando visiti questa terra antica la prima volta, poi ti assale e non vedi l’ora di poterci tornare.

Flora sarda

Questa è la Sardegna, terra dai mille colori, mille sapori, mille impenetrabili misteri che ti ostini a voler scoprire ma che rimarranno sempre gelosamente segreti nelle sue impenetrabili caverne sotterranee naturali e in quelle scavate dall’uomo per la ricerca di minerali utili e preziosi per lo sviluppo e il progresso dell’uomo e della civiltà: carbone, piombo, zinco, alluminio, argento, oro e altro ancora. Terra che viene ancora profanata nel sottosuolo per la ricerca del petrolio o possibili giacimenti di gas, senza tener conto che questo porterà al depauperamento delle sue bellezze e risorse naturali di superficie.

Dolci tipici della Sardegna

Pabassinas glassate e Pardulas

 

Ritorno ancora a parlarvi della mia amata Sardegna perché in questa occasione vorrei rivolgere un pensiero e un omaggio al nostro amico Ottorino Mastino che, quasi al traguardo del secolo ci ha lasciati con nostro grande rammarico.

Cavallini della Giara

 

Tante volte ci ha deliziati con le sue storie e sublimi poesie e oggi vogliamo ancora ricordarlo leggendo insieme questi suoi liberi versi che riportano una sintesi della gente di Sardegna e del suo modo di esprimersi nella lingua e nel canto. Nel ringraziarvi per la partecipazione auguro una buona e serena domenica per tutti.

 

 

Ecco come aveva descritto la Gente di Sardegna il nostro amico Ottorino in questi versi, come sempre deliziosi e appassionati.

   

La lingua sarda è senza tempo,

oltrepassa il tempo dei tempi.

I primi avi nostri antichi

E poi Nuragici Padri

Ci rivelarono il dominio

E la magnificenza  

Della Terra Nostra,

con parole e parole

che forse, ancora oggi

pronunciamo

con  timbri di voce

caratteristici  

che sembra ti giungano

da lontani orizzonti e cieli,

con idee trasformate

in versi, dando leggiadri visi

di Sacre Muse.

Così luminoso e profondo

è il canto,

col quale ti sembra

di sentire il profumo

dei fiori, dei mirti

e lentischi di bosco,

o sulle ali del vento ti giunge,

con gli stornelli

dei pastori o pescatori,

l’effluvio

del mare in fermento.

Nella Nostra

ISOLA DI PIETRA

tutti, chi più, chi meno,

prorompono in canto.

Nel Sardo

la vena poetica

scorre fresca e solenne,

a volte dolce e pungente,

lontana però

dalla verbosità

di altre regioni.

Da noi tutto è solenne:

nel canto,

nell’amore,

nella Preghiera.

Gli amici Bosani,

sempre in armonia,

in crocchio e in cantina,

poetano e cantano

bevendo ottima malvasia.

   

LA MIA TERRA di SARDEGNA (I NOMADI)

La canzone dell'emigrante che lascia la sua terra