UN’ISOLA TRA PREISTORIA E LEGGENDA

   

La Sardegna è storicamente considerata e riconosciuta una terra antica, una delle prime terre emerse che ha subìto tutti gli eventi geologici che coinvolsero il continente africano e quello eurasiatico e che risalgono a circa 100 milioni di anni or sono (periodo Cretacico).

 

 

Dolmen

 

La sua formazione si fa risalire a circa 30 milioni di anni fa (Oligocene) a seguito di una frattura geologica che provocò il distacco di due microplacche, quella da cui ebbero origine le isole Baleari e quella che diede origine al blocco di Sardegna e  Corsica.

Menhir – Altare megalitico

 

La conformazione geografica si è però formata nel corso dei millenni definendosi nei contorni e posizione attuale al centro del Mediterraneo circa 7÷6 milioni di anni fa, nel tardo Miocene. (anno più anno meno).

Ma ecco cosa racconta questa antica leggenda sarda.

   

Millenni fa, agli albori della vita sul nostro pianeta, già esisteva un continente chiamato TIRRENIDE. Era un continente esteso, ricoperto da una natura verde e rigogliosa, popolato di uomini forti ed affascinanti animali. Ma improvvisamente, una notte, per motivi inspiegabili, l’ira di DIO si scagliò su questa terra meravigliosa. Il suolo cominciò ad agitarsi, scosso da terribili sussulti; il mare fu sconvolto da una furia terribile. Le onde erano talmente alte che quasi toccavano il cielo e sfortunatamente si abbatterono su Tirrenide in modo rovinoso, scuotendo le coste, invadendo le fertili pianure; come se questo non bastasse, si alzarono tanto da arrivare a coprire le ridenti colline, ed ancora di più fino a coprire le più alte vette.

Menhir – Statua

Pareva la fine del mondo! Tirrenide stava per inabissarsi del tutto finché DIO improvvisamente placò la sua collera. – Oh terra infelice! A quale sterminio ha portato la mia collera! – esclamò allora DIO pentito. E, poiché una piccola parte di terra emergeva ancora, vi pose sopra un piede e riuscì a trattenerla prima che il mare la inghiottisse completamente.

 

Muflone sardo

   

(Si potrebbe aggiungere che forse il Buon Dio ha messo una mano anche sulla Corsica e le punta delle dita dell’altra mano sulle isole Baleari, in considerazione che sono tutte terre emerse appartenenti ad uguale massa geologica e risalenti allo stesso periodo storico).

 

Fu così che della grande Tirrenide rimase quell’impronta solitaria in mezzo alla grande distesa d’acqua, da cui dapprima prese il nome di ICHNUSA, che significa appunto “orma di piede” e in seguito SARDEGNA, da SARDUS, eroe Bérbero, venuto dall’Africa. ICHNUSA, nonostante le ridotte dimensioni, aveva mantenuto tutte le caratteristiche del continente scomparso, e le aveva conservate in modo talmente fedele, che i naufraghi scampati ebbero l’impressione di rivedere, in piccolo, la loro Tirrenide, quando riuscirono a trovare la salvezza nelle sue sponde.

Nuraghe di S. Antine-Torralba (SS)

Il ricordo della terrificante sciagura, però, aveva impresso nel loro cuore un’orma indelebile: un’orma di malinconia profonda, che passò ai loro figli, e che, trasmessa di generazione in generazione, perdura tuttora nel cuore dei Sardi. Oggi noi dopo tanti millenni, troviamo ancora quella malinconia: – la ritroviamo nell’accorata ninna nanna di una madre, nel desolato canto di un pastore, nelle struggenti nenie di un rito funebre; – la ritroviamo nelle gravi movenze di una danza, e nell’intensità solenne di una festa; – la ritroviamo nel misterioso patrimonio degli usi e costumi, delle tradizioni e delle leggende;

 

Asino bianco dell’Asinara

la ritroviamo, insomma, un po’ in tutto ciò che rispecchia l’antichissima anima di questo popolo: un’anima che può apparire ruvida e ombrosa, ma che si manifesta, invece, gentile e appassionata a chi sa avvicinarla e comprenderla.

Altro evento geologico che ha influenzato l’evoluzione delle genti e della fauna in Sardegna è stato il periodo delle glaciazioni susseguitesi tra il Pleistocene e l’Olocene.

In tale periodo si è creato un blocco unico tra le isole e il continente attraverso l’arcipelago toscano e questo ha favorito i flussi migratori di specie animali che poi hanno formato e caratterizzato la fauna stanziale della Sardegna.

In ultima analisi è da tener presente l’influenza che hanno avuto i flussi migratori dell’uomo, iniziati presumibilmente nel Neolitico e proseguiti fino ad epoche recenti, durante l’età punico/fenicia e l’età romana.

Menhir  – Armato

Questa premessa per dirvi che la Sardegna è un’isola ma per le sue peculiari caratteristiche che la differenziano dal resto del mondo, dall’Europa e dall’Italia peninsulare, può considerarsi quasi un continente.

Si differenzia nelle genti che la abitano e negli animali stanziali che vivono in questa terra sin dalla preistoria ma che, almeno per alcune specie, presentano caratteristiche endemiche con peculiarità morfologiche ed etologiche che gli studiosi in materia affermano possono essere state originate e influenzate dai flussi migratori provenienti dal Nord Africa o dal Medio Oriente.

 

   

 Antica mappa della Sardegna

 

Non poteva mancare la stessa storia raccontata in versi dal nostro indimenticato Amico Poeta Ottorino Mastino.

   

Piacevole mi giunge la storia antica

della mia mitica Sardegna,

dello storico giornalista Frau:

nel XII secolo Avanti Cristo,

la terra sarda aveva città lussuose,

terreni ubertosi, clima tiepido costante,

dove si viveva felici e ricchi,

con gioventù bella e leggiadra.

Tutto abbondava, bestiame, lavoro,

miniere d’oro, d’argento e altro,

con città splendide,

terreni produttivi (l’estero geloso).

Un brutto giorno arrivò

Un cataclisma con maremoti devastanti:

tutto fu catastrofico.

Sconvolta fu l’isola mito,

tutto scomparve e fu tutto fango.

Palazzi e torri, città, paesi

diroccati e demoliti.

Svanì un tempo di ricchezze

di benessere invidiato.

Lontano dal mare

vengono ancora trovate

conchiglie, coralli, arselle

e altre pietre marine.

Poi arrivarono usurpatori e dominatori

Che agguantarono tutto il resto.

Rimasero però settemila Nuraghi

sublimi e meravigliosi

che sfidando intemperie e secoli

ancora si ergono a testimoniare

una antica civiltà sarda

di progresso, di grandezza.

Passarono anni e governò

Il “Regno Sardo” che diventò

l’attuale Stato Italiano.

 

Niunu Intende - Tazenda

(Un ragazzino corre a piedi scalzi: è nato un amore)

       


COMMENTI

  1. il 10 giugno, 2018 lorenzo12.rm dice:

    Il mio commento è scomparso. Forse riapparirà. La mia cara Sardegna mi ha fatto uno scherzo stamattina. Se non riappare ne scriverò un altro. Terra benedetta, io ci sono sempre per te e con te. Grazie Giuseppe.

  2. il 10 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    La tecnologia è bellissima quando funziona Lorenzo, purtroppo qualche volta fa questi scherzi: commenti e messaggi che spariscono e non ritornano più. Grazie per gli elogi alla ‘nostra’ Sardegna, non mancheremo di amarla perché merita tutto il nostro benvolere. Ciao, Buona Domenica, a presto ritrovarci.

  3. il 10 giugno, 2018 gabriella. bz dice:

    Come posso esprimere tutto il mio entusiasmo per la Preistoria e la Leggenda della Sardegna? Ho letto con entusiasmo anche la poesia del Grande Ottorino Mastino. Credo Giuseppe di non aver mai letto tanto dettagliatamente tutta questa storia, una leggenda bellissima, dove mi sembrava essere accanto a te e vedevo tutto quel che succedeva. Sei stato un bravissimo coreografo e hai postato un video da sognare, ma con occhi ben aperti! Un caro saluto ciao

  4. il 10 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    Le storie della Sardegna entusiasmano sempre Gabriella e hanno contagiato anche te. Grazie per i complimenti. Chissà se nel pediodo nuragico era d’uso venire in quest’isola meravigliosa per trascorrere un periodo di vacanza in un nuraghe. Ipotesi affascinante… che ne pensi? Un sorriso per te, ciao.

  5. il 10 giugno, 2018 sandra.VI dice:

    Un post veramente interessante, che ho letto con molto entusiasmo, sapessi quanto adoro queste antiche storie che risalgono alle origini dei popoli. Questo come l’hai descritto, affascina completamente. Bellissima la poesia di OTTORINO, Bella la coreografia e…. il video, complimenti con un caro saluto, buona domenica, ciao

  6. il 10 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    Sei sempre gentilissima Sandra, grazie! Tanti elogi che dedico alla Sardegna, un’isola fantastica che merita il nostro riconoscimento per le sue bellezze naturali e le cartatteristiche della sua gente. Ottorino per noi resta sempre un poeta stimatissimo che si è fatto voler bene e non lo dimenticheremo anzi, avremo occasione di ricordarlo ancora con altre sue poesie. Il video piace tanto anche a me, è una storia nella storia. Un innamoramento quando si è ancora ragazzini e non si trovano le parole per dichiarare il proprio amore. Video molto significativo. Un caro saluto per te Sandra, ciao… Felice Domenica.

  7. il 10 giugno, 2018 gianna dice:

    Giuseppe, questo post, è davvero fantastico,la leggenda di Sardegna, bellissima la presentazione di questa benedetta terra,La Preistoria è leggenda di questa amata perla Un’Isola meravigliosa per sue bellezze naturali con le sue carrateristiche del suo Popolo. La leggenda è stata presentata in poesia dal dal nostro meraviglioso Ottorino Mastino, Un grande poeta, tanto amato da tutti noi, per la sua bravura nei suoi brani poetici spiego in brani La Sardegna Storia Antica, un brutto giorno arrivo’ un cataclisma con maremoto, devastando tutto scarparvero ricchizze bellezze è tanto benessere di questo popolo meraviglioso, lasciando solo fango. cosi svanirono le sue ricchezze e bellezze. Una vera Catastrofe metereologica, arrivavano gente da tutto il mondo a raccogliere le sue conchiglie e non solo ecc.. lasciate dopo la catastrofe. Bravissimo Giuseppe sempre per la tua coreografia, Un grazie infinito di cuore, al nostro Poeta Ottorino Mastino per le sue bravure poetiche, bellissima Leggenda, Grazie a voi grandi protagonisti di questa meravigliosa storia. Un caro saluto e grazie di questa leggenda molto bella, ma anche molto sfortunata per la catastrofe metereologica. Evviva la Sardegna.

  8. il 10 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    Si Gianna, è proprio il caso di dire Evviva la Sardegna, ultimo lembo di terra rimasto di quel fiorente continente chiamato Tirrenide, dopo il terribile cataclisma che ha sconvolto e distrutto tutto. La gente sarda discende dagli uomini duri che abitavano Tirrenide e che si sono salvati dalla distruzione portata da un immane catastofico tshunami. Grazie alla tenacia di questi uomini, la Sardegna ha mantenuto le sue peculiari caratteristiche di un’isola che è quasi un continente. Cosi viene definita ancora oggi questa regione meravigliosa da studiosi e non che la conoscono e da coloro che vengono a visitarla e ne rimangono affascinati. É un’isola veramente unica e scusami se lo dico ma, da sardo, penso di poter dire di esserne veramente orgoglioso. Grazie per il tuo prezioso e sincero intervento, sempre gradito… un grazie di vero cuore, ciao.

  9. il 12 giugno, 2018 antonino dice:

    Caro Giuseppe, sei meraviglioso nell tua descriziona della tu beneamata Sardegna, io non riesco a capire come con tanta precisione di ere l’hai descritta. Come hai fatto a risalire a queste ere ? Sei molto preciso nella tua descrizione di come sono avvenute tutte le metamorfosi di una distruzione quasi totale,ma fortunatamenta il buon DIO capi che era troppa distruzione e intervenne per salvare rimasta quello che era rimasto. Cosi dalla grande Tirrenide rimasta in quella grande distesa di acqua all’inizio venne chiamata Ichnusa (orma di piede)in seguito Sardegna. Mi dici che nel cuore dei sardi rimase un’orma di grande malinconia e che viene trasmessa da generazione in generazione e la trasmettete anche nella ninna nanna di una madre e nel canto desolato di un pastore. Comunque io vi stimo come persone meravigliose,ho havuto esperienza di quanto ti dico, ho fatto addestramento nei VV FF ho conosciuto un ragazzo sardo e siamo diventati amici era un bravissimo ragazzo, purtroppo a fine corso lui è stato trsferito in SARDEGNA, e non ci siamo più visti. Con ciò io termino e ti faccio tanti auguri a te e famiglia e cerca di non essere malinconico perche la vita è bella con tutte le sue sfaccettature che il buon DIO ci propone e dobbiamo sempre ringraziarlo nel bene e nel male. Grazie per la tua magnifica presentazione. Con affetto Antonino5

  10. il 12 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    Ti ringrazio Antonino, le tue parole di elogio sono un graditissimo omaggio per me. Certo nella mia mente non possono esserci i dati di tutte quelle ere storiche ma oggi esistono le enciclopedie e c’è l’inesauribile internet… basta avere la pazienza di fare le ricerche di ciò che vuoi conoscere e sapere. Onore al merito ai VV.FF. e a tutti coloro che ne fanno parte, compreso quel ragazzo sardo che tu hai conosciuto e stimato. I sardi sono fatti così… sanno farsi voler bene. Grazie di tutto, ciao Antonino, alla prossima.

  11. il 12 giugno, 2018 elisabetta8.mi dice:

    Ciao Giuseppe.ca… è veramente una gioia entrare nel bosco e trovare la storia della Sardegna, scritta con sapienza e tanto amore…. un caro saluto a tutti……….

  12. il 12 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    Ti ringrazio Ely, è un piacere ritrovarti e ne sono contento, la tua presenza ci mancava. La Sardegna è una terra che si fa amare nn solo dai suoi abitnti ma anche da tutti coloro che la conoscono e vengono a visitarla. Continua a seguirci,ci saranno altre sorprese. Un caro saluto, ciao.

  13. il 12 giugno, 2018 variadosrd dice:

    Giuseppe3ca, thank you for this post. Its very inspiring.

  14. il 13 giugno, 2018 giuseppe3ca dice:

    Giuseppe, grazie per questo post. É veramente ispirato….
    Thank you variadosrd, who are you?


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