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L’ELEZZIONE DER PRESIDENTE di Antonino5.rm

Carissimi vorrei proporvi la lettura di questo sonetto di Trilussa, poeta Romano, scritto nel 1930.

Leggendolo mi ha fatto pensare che era un chiaroveggente per quei tempi, perché le cose che dice sul sonetto sotto metafora sono cose realmente accadute. Penso che leggerlo sia utile ai più giovani, a secondo della storia che hanno studiato a scuola faranno molte riflessioni e diventeranno più saggi.

Io lo scrivo poi giudicate voi.

 

 

 

L'ELEZZIONE DER PRESIDENTE

(1930)

L'eterna realtà del potere:

ignorante e imbroglione

. .

Un giorno tutti quanti l'animali

Sottomessi ar lavoro

Decisero d'elegge' un Presidente

Che je guardasse l'interessi loro.

  . .

C'era la Societa de li Majali,

La Societa der Toro,

Er Circolo der Basto e de la Soma,

La Lega indipendente

  . .  

 

Fra li Somari residenti a Roma,

C'era la Fratellanza

De li Gatti soriani, de li Cani,

De li Cavalli senza vetturini,

La Lega fra le Vacche, Bovi e affini...

Tutti pijorno parte a l'adunanza.

  .

Un Somarello, che pe' l'ambizzione

De fasse elegge' s'era messo addosso

La pelle d'un leone,

 

 

Disse: - Bestie elettore, io so' commosso:

La civirtà, la libbertà, er progresso...

Ecco er vero programma che ciò io,

Ch'è l'istesso der popolo! Per cui

Voterete compatti er nome mio... -

  .

.  

Defatti venne eletto propio lui.

Er Somaro, contento, fece un rajo,

E allora solo er popolo bestione

S'accorse de lo sbajo

D'ave' pijato un ciuccio p'un leone!

  .

.

- Miffarolo!... Imbrojone!... Buvattaro!...

- Ho pijato possesso,

- Disse allora er Somaro - e nu' la pianto

Nemmanco si morite d'accidente;

Silenzio! e rispettate er Presidente!

  .