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PRIMO MAGGIO – FESTA DEI LAVORATORI

 

In quasi tutto il mondo oggi ricorre e si celebra la Festa del lavoro che ha avuto origine a seguito di una manifestazione di una Associazione di lavoratori organizzata a New York il 5 settembre 1882 e, successivamente per effetto dei gravi incidenti avvenuti a Chicago (USA) nei primi giorni di maggio 1886. In particolare, il 3 maggio 1886, fu richiesto l’intervento della polizia per reprimere l’assembramento di lavoratori in sciopero all’ingresso di una fabbrica di macchine agricole. La polizia sparò sui lavoratori provocando due morti e numerosi feriti. La manifestazione organizzata dagli anarchici il giorno successivo ebbe uno scontro cruento tra polizia e lavoratori con numerose vittime e feriti da entrambe le parti.

   

Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo

 

Seguirono diverse traversìe con processi e numerose condanne a morte o detenzione per i principali esponenti sindacali dei lavoratori prima di arrivare al riconoscimento del Primo Maggio come ricorrenza della Festa del Lavoro.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889. In Italia la Festa del Lavoro fu ratificata nel 1891, poi soppressa nel 1925 e quindi ripristinata dal 1945. Ancora oggi la festeggiamo con il fermo convincimento che sia utile per mantenere viva la difesa del lavoro nonché della dignità e dei diritti dei lavoratori.

Il 1º maggio 1955 Papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore (o artigiano), perché tale data potesse essere condivisa, con pieno titolo, anche dai lavoratori cattolici.

   

La Festa del Lavoro si festeggia, ovviamente, anche in Sardegna ma il Primo maggio a Cagliari si celebra la ricorrenza di Sant’Efisio con una Sagra che raccoglie in sfilata i costumi di tutta la Sardegna.

“Sa ramadura” L’infiorata di via Roma a Cagliari

 

Possiamo affermare che la processione religiosa che si snoda il primo maggio di ogni anno nelle strade del centro storico di Cagliari è il corteo folcloristico più grande e colorato del mondo.

 

Is Traccas – Carri addobbati a festa e trainati dai buoi

Quest’anno si festeggia la 358.ma ricorrenza della Sagra in onore di Sant’Efisio, istituita per voto popolare a seguito di un importante evento storico.

 

Efisio, guerriero romano originario di Antiochia, fu inviato in Sardegna per difendere gli interessi dell’Impero Romano ma fu accusato di infedeltà per essersi convertito alla fede cristiana. Pare che egli stesso rivelò all’imperatore Diocleziano la sua conversione per cui venne imprigionato, torturato e messo a morte sul patibolo di Nora, a circa 40 km. da Cagliari, il 15 gennaio 303.

Il simulacro di Sant’Efisio

 

Il nome Efisio è molto diffuso in Sardegna ed è usato molto spesso anche per le donne. Infatti la stessa Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I e Maria Teresa d’Asburgo, nata a Cagliari il 14 novembre 1812 (1), fu chiamata Maria Cristina Carlotta Giuseppa Gaetana Efisia, in onore del martire guerriero.

Il passaggio del cocchio tra due ali di folla

 

I sardi e i cagliaritani in particolare sono molto devoti al santo guerriero e ne conservano il culto per una promessa fatta in un preciso episodio.

Nell’anno 1650, durante l’epidemia di peste che stava decimando la popolazione i cagliaritani invocarono l’intercessione del santo guerriero per porre fine alla mortale pestilenza, facendo voto che per gli anni successivi avrebbero portato in solenne processione il simulacro del santo, dalla chiesetta del rione di Stampace, in Cagliari, fino a quella di Nora, luogo del suo martirio.

 Costumi tradizionali dei paesi della Sardegna

 

L’epidemia di peste effettivamente cessò ed è dall’anno 1656 che si perpetua annualmente questa processione, inizialmente partecipata da alcune Confraternite locali e successivamente trasformata in Sagra con il coinvolgimento di tutta la Sardegna. Il 1° maggio di ogni anno sfila a Cagliari una processione di oltre 5000 persone in sfarzosi e pregiati costumi, a piedi e a cavallo, nonché una serie di “traccas”, carri trainati da buoi e addobbati con i prodotti tipici dell’agricoltura, dell’artigianato e della gastronomia della Sardegna.

Miliziani a cavallo con archibugi e sciabolone

 

Oggi l’evento è divenuto un grosso richiamo turistico, seguito non solo da numerosi visitatori della penisola italica ma anche dall’Europa ed oltre.

Costumi sardi

 

Importanti personalità della cultura e della politica mondiale non hanno perso l’occasione di visitarla almeno una volta.

 

 

(1)durante l’occupazione del Piemonte da parte delle truppe Napoleoniche, i Savoia si erano trasferiti nella residenza Sarda.