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IL PRIMO AMORE di Aquilafelice

IL RITORNO DI VANNI - AQUILAFELICE

 

IL PRIMO AMORE

NON SI SCORDA MAI

Racconto la storia di un mio amore, contrastato però da parte della famiglia della ragazza che era stata allora, la mia passione amorosa giovanile. Viola era il nome di questa ragazza che mi aveva rapito il cuore nel gennaio del 1963.

   

Come avevo già raccontato in un mio precedente post che certamente ricorderete, io ad agosto del ‘63 parto per lavoro e inizio a lavorare a Bergamo, giovanissimo, non avevo ancora 19 anni e nell’aprile del ‘64 ricevo la lettera di mio padre che mi dice che stavano arrivando le cartoline di chiamata per il servizio militare. Non ci penso su due volte, mi licenzio dal lavoro e torno nella mia adorata Sardegna ad aspettare la chiamata al servizio di leva che allora era obbligatorio ma ci andavo con tutto il mio giovanile entusiasmo.

L’amore per Viola diventava sempre più forte ma sempre di nascosto dai suoi famigliari. Arriva la cartolina di partenza, destinazione Trieste, Battaglione della Brigata Sassari. Ero felicissimo di far parte di questo storico battaglione che è orgoglio per tutti i sardi. Restai a Trieste tre mesi poi venni trasferito a Peschiera del Garda per la scuola della motorizzazione, li studiavo e facevo corso da autista.

 

 

A fine corso venni trasferito a Vicenza. Soffrivo tanto, erano trascorsi già sei mesi senza vedere la mia amata Viola lontana in Sardegna. Dopo un mese che ero a Vicenza mi chiama il Colonello dicendomi: “Tu Putzolu sarai il mio autista personale”

Ero contentissimo di essere l’autista del Colonello. Trascorso qualche giorno chiesi una licenza che mi venne concessa. Molto felice di poter andare a rivedere il mio amore Viola, ma questa gioia non durò tanto, troppo breve, solo sei giorni, poi dovetti rientrare in reparto. Tornato alla base il Colonello mi disse: “Putzolu tu sei il mio autista, io sono un alpino tu devi mettere il capello d’alpino.

                Cappello d'Alpino

Figuratevi Vanny col capello d’alpino non sapevo neanche da che parte dovevo metterlo ma dovetti adattarmi sebbene nell'animo continuavo a sentirmi appartenente alla Brigata Sassari. Ok, il tempo passa sempre col pensiero al mio amore lontano, l’amata Viola che avevo sempre nel cuore.  Nel frattempo conosco a Vicenza una ragazza che faceva l’ostetrica e viveva da sola. Intanto il tempo passa, questa ragazza si era innamorata di me, ma per me era solo un ripiego di comodo, il mio amore era sempre Viola che stava in Sardegna.

Arrivano le feste di Natale, chiesi la licenza ordinaria e partii per la Sardegna. Dodici giorni, felice di rivedere la mia amata Viola anche se sempre di nascosto. Dodici giorni passano in fretta, arriva il giorno di ripartire ecco che Vanny ne inventa una delle sue. Non avevo voglia di lasciare la mia Viola, vado dal medico curante e dico: Dottore io ho dei dolori forti all’addome e vomiti. Lui mi rispose che essendo io militare, lui non poteva far niente, dovevo farmi visitare da un medico militare. Ok, l’indomani vado ad Oristano al Distretto militare, mi visita un medico anzi non mi vista mi chiese che dolori sentivo…  io sinceramente ero sano come un pesce non avevo dolori, ma lui mi dice “Hai l’appendicite, devi andare all’ospedale militare di Cagliari”.

Cagliari - Ospedale Militare  e Chiesa San Michele

Con la sua lettera parto per Cagliari. Ero felice perché pensai, se mi opera d’appendicite mi faccio almeno altri quindici giorni di convalescenza. Tutto filò liscio, senza neanche farmi una radiografia, mi operano d’appendicite. Dopo cinque giorni rientro al mio paese felice di rivedere Viola, ma le cose non andarono come avrei voluto. Nei giorni successivi cominciai  a sentirmi veramente male, i giorni passavano e io stavo sempre peggio. Mi era venuta l’anemia mediterranea, i valori avevano superato tutti limiti, mi riportarono all’ospedale militare a cagliari e ci rimasi quaranta giorni. Nel frattempo era finito il mio periodo di leva e a vicenza non sono più rientrato. Rimessomi in sesto con la salute,  decisi  di affrontare  la famiglia di Viola. Un sabato sera, verso le 21, suonai alla porta venne ad aprire la sorella di Viola. Allora si usava che dovevi andare dai genitori per chiedere la mano della loro figlia. Feci presenti le mie intenzioni, purtroppo la risposta da parte dei suoi genitori era stata negativa, io non capivo il motivo di tale rifiuto. Forse perché eravamo entrambi di famiglie povere e i suoi non vedevano per noi un buon futuro. Il mio cuore grande non bastava, io l’amavo, avevo fatto tutto questo per lei ma senza ottenere il risultato sperato. Uscii da quella casa con la tristezza nel cuore e, non mi vergogno a dirlo, con le lacrime negli occhi. Quella stessa sera mi unii a degli amici e andai al bar a bere fino ad ubriacarmi. Gli stessi amici mi accompagnarono a casa e sicuramente mi aiutarono a mettermi a letto, non ricordo esattamanete perché ero stordito dalla sbronza.

 

Berlino

 

La settimana successiva, ad Oristano, incontro altri amici del paese e chiesi che ci facevano in questa città. Siamo qui per fare i biglietti, domani partiamo per la Germania per trovarci un lavoro. Dissi loro vado in paese preparo la carta d’identità e domani vengo pure io con voi. Ormai avevo perso Viola, il mio cuore era vuoto, mi era crollato il mondo addosso e decisi di partire all’avventura. Trovai lavoro in Germania e Viola non l’ho più sentita ma lì ne combinai di tutti i colori. Guadagnavo 100 e ne spendevo 100: locali notturni, donne e tutto di più. Rimasi un anno in Germania e avrei potuto continuare a starci, ma feci una stupidata molto grave e venni espulso.

 Bergamo alta

Tornai a Bergamo e fu la mia fortuna perché incontrai Susy, la ragazza che mi ha salvato e ha saputo dare serenità alla mia esistenza. Ora sono quasi 50 anni che siamo sposati felici di essere ancora insieme. Detto tra parentesi, non mi vergogno a dirlo, anche se con Susy sono un uomo felice, ho figlie e nipoti ma, ogni volta che torno in Sardegna non riparto senza passare a vedere Viola, rimasta sempre in un angolino del mio cuore.

Il primo amore non si scorda mai!

Vanni o Aquila felice, se volete.

ciao amici