Archive for febbraio 10th, 2018

Mary e Kahlil, un amore incredibile

     

Un etereo amore durato una vita.

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Mary Haskell (1869÷1953)

Educatrice, viaggiarie missionaria,

autrice di varie pubblicazioni filantropiche.

Khalil Gibran(1883÷1931)

Poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense. Emigrò negli Stati Uniti; le sue opere si diffusero in tutto il mondo.

 

È una storia documentata da oltre seicento lettere archiviate nella Università della Carolina del Sud, negli Stati Uniti, e possono essere consultate. Nel tempo, sono state oggetto di studio da parte di specialisti e sono state riportate in vari libri e antologie. Lo scrittore poeta brasiliano Paulo Coelho (Rio de Janeiro 24 agosto 1947) ne ha fatto una dettagliata trattazione nei suoi libri.

   

Già la storia di queste lettere potrebbe essere una storia nella storia ma sarebbe troppo lunga da raccontare nel nostro spazio, per cui tralasciamo e veniamo al succo.

Mary e Kahlil si incontrano ad una mostra di dipinti dello stesso Kahlil ed è un incontro fatale. Mary rimane subito affascinata dalla cultura di questo ragazzo (lei ha quattordici anni più di lui) e gli chiede se può esporre alcuni di questi quadri nella scuola dove insegna. Kahlil acconsente e riceve l’invito a casa di Mary. In questa casa Kahlil si identifica profondamente con l’atmosfera del posto, con i libri e il modo come era ordinata la casa. Ma soprattutto rimane colpito dalla dolcezza di Mary e dal modo come lei riesce a farlo parlare di sé stesso.

Da quel momento le loro anime si saldano l’una con l’altra in modo inscindibile.

Lei a Boston, lui a New York, si tenevano in contatto con una intensa corrispondenza e frequenti visite alterne o dall’una o dall’altro.

Da qui la raccolta delle lettere che rischiarono di essere distrutte ma che, come abbiamo detto, finirono nell’archivio storico delle Università della Carolina del Sud.

Fu un amore di idee, non privo di desiderio ma solo spirituale, ideale, puro ed elevato, quello che solitamente chiamiamo amor platonico ma in questo, forse, c’era qualcosa in più.

La lettura di alcuni stralci della documentazione ci aiuta a capire il vero senso di questo amore:

 

Dal Diario di Mary

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Il 2° dicembre 1914, Mary Haskell descrive nel suo diario un pranzo con Kahlil. Mentre pranzano, lei gli domanda che cosa ne pensa dei cinque chili che ha messo addosso. Lui risponde di non aver notato nessun cambiamento.

Rientrando nello studio e conversando del più e del meno, lei si stringe appositamente la gonna sulle gambe per mostrargli le sue forme.

“Ti sembrano sottili?” domanda.

“Sono sorpreso”, risponde Kahlil. “Non ti ho mai visto le gambe, e ho sempre cercato di immaginarle prendendo come riferimento le tue braccia. Generalmente si fa così”.

“Già, sono sempre completamente vestita”, replica lei.

A quel punto Mary, per provocare Kahlil, gli domanda se desidera che lei si spogli, in modo che lui possa giudicare meglio il suo corpo.

“Se questa stanza non fosse tanto fredda, ti chiederei di farlo”, dice Kahlil.

Mary e Kahlil spingono la situazione al limite, e lei si ritrova nuda. Kahlil tesse gli elogi del suo corpo, ma Mary si rende conto di quanto lui sia sconcertato.

“Gli uomini hanno paura delle donne come te”, dice Kahlil. “A loro non piace sentirsi turbati”.

Mary si riveste.

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La notte di capodanno 2015, Kahlil va a trovare Mary. Si siedono sul divano e lei gli chiede di sganciarsi il colletto.

Kahlil si accomoda e chiede a Mary di mettersi accanto a lui, con la testa sulla sua spalla.

“Sembra che tu stia pigliando fuoco”, dice Kahlil.

“Si”, risponde Mary, “perché sono seduta accanto al forno”.

Mary gli racconta che si è rotta la conduttura dell’acqua calda. E usa questa analogia per riferirsi alla loro relazione: se un tubo tanto robusto si è spaccato per il semplice fatto che alcune gocce d’acqua vi si sono ghiacciate all’interno, nessun desiderio è invincibile.

I due si abbracciano, e Kahlil la bacia appassionatamente.

 

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La descrizione di quella notte finisce lì, ma, dalla lettura delle lettere successive, si capisce che non c’è stato alcun rapporto sessuale. La loro relazione, quantunque torturata dal desiderio, sarà sempre platonica.

 

Dopo un certo tempo Mary si sposa con Florence Mini che la assediava con insistenza e Kahlil inizia una relazione stabile con Barbara Young, la corrispondenza tra i due si dirada ma l’unione sentimentale delle loro anime resta immutato.

 

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Questa una lettera di Kahlil

(quando ciascuno aveva un altro legame)

 

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Mia adorata Mary, che tu sia benedetta per sempre, per tutto ciò che di bello mi hai dato. Ogni volta che parli con me, io sento nel cuore un delizioso dolore.

Tu mi indichi sempre la cima di una montagna, e dici: “Quando ci arriverà Kahlil?”. Ogni volta che pronunci questa frase io sento, dietro le tue parole, un’altra voce che dice:

“Vorrei che Kahlil ci arrivasse domani”.

È bello sapere che la montagna possiede una cima. Meglio ancora è avere la certezza che la tua amata ti vuole vedere lassù domani.

La mia vita è solo un insieme di note musicali che il tuo cuore trasforma in melodia. Vorrei che fossimo sempre capaci di vivere tutto ciò che di sacro vi è in ogni istante.

Con tutto l’amore.

Kahlil

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Secondo voi, oggi, possono ancora esistere amori così?

Personalmente penso che siano molto rari ma ne esistono ancora, ne conosco alcuni.

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