Archive for gennaio 27th, 2018

UN ATTIMO IRRIPETIBILE di Gabriella.bz

 

UN ATTIMO IRRIPETIBILE

Gita fuori città ma non lontana, con l’automobile ci siamo avviate io e Anna la mia amica, al passo Palade, poi ci siam dette perché non fare il giro? Ossia partire da Merano verso il passo e ritornare da Bolzano. Con questo giro si passavano tre valli. 

Per chi ama la natura è una gita molto bella. Dopo una partenza calma il motore gridava ad Anna: dammi una spinta, e cosi la strada per un po’ l’abbiamo vista senza poter osservare quasi niente, per me non c'era nulla di nuovo, sono cinquanta anni che faccio questa strada, ma per Anna era una novità. A circa metà strada dal passo la linea dei cellulari è scoperta, non c’è campo fino a dopo circa cinque Km. dopo il passo. Arrivate al passo ci siamo fermate per salutare i miei amici del rifugio. Gente tedesca ma di un cuore davvero grande, dopo la promessa che saremmo ritornate per rimanere un po’ con loro ci siamo avviate verso la valle di Non, avevamo alle spalle la val Passiria.

I cellullari dopo un po’ ecco che suonano, il campo è coperto. Nello scendere ci siamo fermate a Ronzone, un paese piccolo ma con un giardino di rose come poche città possono avere. Rose di tutti i tipi, dai colori vivaci, alle rose bianche o anche nere.

 

Ero passata pochi mesi fa ed era un altopiano formato solamente da rose. Scendiamo a Sarnonico dove c’è il più bel golf a 18 buche di tutte le Dolomiti. Da Sarnonico lascio che Anna si diverta a guardare tutto quello che riesce ad osservare essendo al volante. Arriviamo al ponte del Castellaz, un ponte che avevano fatto negli ultimi anni che son vissuta io a Cles.

Chiedo di fermarsi voglio scendere per osservare. Mi avvicino alla ringhiera e guardo con nostalgia questo ponte, quanti ricordi, gli occhi vogliono bagnarsi, ma non devo; non sono ricordi brutti sono solo particolari che ormai non possono più succedere. Dove sarà quel ragazzo biondo che mi aveva per primo rubato il cuore? Sto per allontanarmi, quando vedo un signore con un ragazzino ed un cane, lo guardo meglio, mi sembra di conoscerlo, anche lui alza gli occhi e mi sorride, un sorriso bellissimo, mi ha riconosciuta mi dice: Sei davvero tu? Da quanto non ci vediamo, ti ritrovo dopo tanti anni, ti ho pensata spesso e alle volte passo su questo ponte per pensare a quei tempi lontani, oggi dopo tanti anni, finalmente ti ritrovo sono felice come non puoi crederlo. Sono lieta pure io rispondo mentre penso, sentirà i battiti del mio cuore? Cercando di rendere la voce tranquilla le dico: il nostro è stato il primo amore e forse doveva finire così, eravamo tanto giovani.

Mi afferra una mano e sembra che non me la voglia più lasciare, un attimo irrepetibile, gli occhi che si guardano e dicono anche quello che noi non ci saremmo detti mai. Una tensione che solo i giovani possono avere, mi sembra di lasciare in quella mano e negli occhi tutta una vita. Dopo un po’ ho dovuto abbassare gli occhi e con calma ho staccato la mia mano ben sapendo che momenti come questi non ce ne sarebbero stati mai più. Cercando di essere calma lo saluto ignorando il suo sguardo e lo prego di non seguirci in paese, non lo avrei sopportato, non capivo più il sentimento che provavo dentro di me, era un qualcosa che mi rompeva il cuore. Era mai possibile noi della terza età ricordare e rivivere per alcuni istanti un amore tanto lontano? Lentamente mi avvio dalla mia amica, non mi chiede niente, forse capisce che sono stordita, certo capisce che mi deve portare in un bar, per bere dell’ acqua e anche un caffè. Dopo un po’ che siamo sedute mi chiede se mi è passato, rispondo che possiamo riprendere il viaggio, in ogni caso eravamo distanti da casa, e dovevamo pur ritornarci. Cerco di ritornare la stessa che era partita da casa serena e felice, passiamo tutto Cles, e andiamo giù verso la diga di Santa Giustina, una diga grandissima e cercando di riprendermi dall’emozione, spiego ad Anna che se per sventura si dovesse rompere (speriamo mai) le acque porterebbero via tutta la valle forse fermandosi a Trento, ma ricordo ai tempi della scuola che ci spiegavano come fosse difficile fare una valutazione anche su Trento.

Oggi cercando troverei senza dubbio a che punto arriverebbe il disastro. Scendiamo per il Sabino, la Rocchetta tutti posti belli, che hanno il loro fascino. Arriviamo poi ai grandi vigneti dello spumante, se su c’erano i meli, qui ci sono viti a non finire. Siamo arrivati in val d’Adige, ora prendiamo l’autostrada per Bolzano e vediamo solo vigne, qualche sporadico paese, ma nulla fino alla città. 

A Bolzano prendiamo la superstrada per Merano, doveva essere una giornata gioiosa solo a contatto della natura, ma io ho avuto un attimo irrepetibile mentre i nostri occhi si cercavano in modo assurdo per i nostri anni.

Arrivederci amici del Bosco.