Archive for gennaio 20th, 2018

VACANZE A VENEZIA di Sandra.vi

VACANZE A VENEZIA

 

Con alcune amiche sono sul piazzale del mio istituto in attesa che vengano esposti i quadri cogli scrutini finali della maturità, finalmente si apre il portone, ci precipitiamo ecco il nostro, siamo tutte lì col naso in su, salvo qualche eccezione tutte promosse. Abbiamo superato le prove!! Lo dico a mamma e penso di passare in ditta da papà e dagli zii.

Come prevedevo sono felicissimi, e naturale commento “Bene, sai che il posto in ditta è tuo, come vuoi puoi aiutare la zia”. Dovrei fare i salti di gioia secondo il loro punto di vista, solo che non è il mio.... Ricordo era un luglio caldissimo, la ditta avrebbe chiuso per ferie e io avrei iniziato a lavorare a settembre. Mi chiama lo zio Angelo, dicendomi “Dovrei telefonare per degli ordini a Murano, se li facessimo a voce e passassimo due settimane a Venezia? ti piacerebbe venire con tuo fratello?” Pensavo scherzasse, era troppo bello, invece dopo qualche giorno eravamo a Venezia. Il mio sogno era una realtà. Appena usciti dalla stazione, guardandoci con un bel sorriso, lo zio ci disse “Da questo momento, ragazzi, scordatevi ogni mezzo di trasporto, qui si va col caval di S. Francesco, se volete conoscere la vera Venezia”. E per calle e campielli raggiungemmo il nostro albergo, alle spalle di piazza S. Marco.

Eravamo un pò stanchi, contenti di vederci assegnare le camere, una per noi, una per lo zio “saliamo in fretta a prepararci, per stasera ceniamo qui, faremo un giro e poi andrete a riposare; domani cominceremo i nostri giri”. Tutto fu perfetto, la cameretta in stile veneziano, una gustosa cena, una passeggiata fino alla caratteristica torre del Bovolo, poi a dormire. Il mattino dopo era una splendida giornata e dopo una rapida colazione, uscimmo e in pochi passi raggiungemmo p.za S.Marco;

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davanti ai nostri occhi in tutta la sua magnificenza ecco la stupenda basilica. Lo zio ci spiegò che fu costruita per ben tre volte, la prima per contenere la salma del Santo fu distrutta da un incendio, la seconda fu abbattuta per far posto ad una chiesa più adatta ad una Venezia che diventata sempre più potente, copiata dalla chiesa degli Apostoli di Costantinopoli. Nel giro di secoli fu abbellita e completata da tanti artisti fino a diventare quella magnificenza che vedevamo ora. Entrammo ammirando i bassorilievi che incorniciavano i portale d'ingresso e i mosaici, ma all' interno era tutto un mosaico iniziando dall'atrio fino alla cupola, uno splendore; lo zio ci portò a vedere, salendo alcuni gradini, la Madonna di Nicopea, un'icona bizantina incastonata di gioielli trafugata nel 1200, una delle immagini più riverite di Venezia, anche lo zio ne è devoto. Qui ammiriamo i cavalli della basilica e la Pala d'oro. Poi un scalinata ci porta verso il museo della cattedrale, da qui abbiamo una stupenda vista sulla basilica, alla fine della sala gli stupendi cavalli di bronzo dorato, sempre lo zio ci dice che furono trafugati dall'ippodromo di Costantinopoli sempre nel 1200 circa. Siano greci o romani, la loro origine è un mistero. Scendiamo e usciamo, ammirando quella stupenda piazza che si può dire il più elegante salotto d' Europa. Il suo bel campanile, Palazzo ducale, le Procuratie vecchie e nuove che la delimitano, coi suoi eleganti e prestigiosi caffè Florian e Quadri. Lo zio ci guarda e dice “e se si andasse a mangiare? ascoltate cosa suona il campanile..............”. Approvazione unanime e in un ristorantino che lo zio conosce ci riposiamo e divoriamo tutto quello che abbiamo visto. Torniamo in albergo per riposarci e riprendere una nuova visita più tardi.

Così giorno per giorno con vari itinerari lo zio ci fa ammirare e ci trasmette il suo amore per Venezia. Ricordo l'emozione alla vista della stupenda Assunta di Tiziano nella chiesa dei Frari, CA' Rezzonico il palazzo che dà sul Canal Grande, ha ancora sale addobbate con mobili e dipinti del XVIII SECOLO, la CA' D'oro, il più bel palazzo in stile gotico-veneziano.

Cà d'oro

Alla sera una passeggiata fino al Ponte dei Sospiri costruito per collegare Palazzo Ducale alle prigioni. Il nome naturalmente ricordava i sospiri dei prigionieri portati ai piombi, vi passò Casanova, dopo la sua condanna.

Un giorno dopo una telefonata lo zio fissò un appuntamento con sig, Toso, che era proprietario di una fonderia, e col traghetto andammo a Murano. Lo zio passò gli ordini e poi il sig. Toso ci invitò a visitare la fonderia e le varie lavorazioni. Fu veramente interessante vedere da queste fornaci uscire il liquido, scendere nelle forme, passare rapidamente con appositi attrezzi all'operaio che soffiando e modellando, dava subito sagoma alla massa, sembrava quasi un gioco di prestigio. Le vetrerie si erano trasferite in quest'isola fin dal XII secolo, per paura degli incendi nella città di Venezia, in quanto esse usavano il fuoco. Finito il giro, prima di salutare, il sign. Toso chiese allo zio come mai eravamo a Venezia, e saputolo ridendo disse “allora, un piccolo omaggio alla signorina ci vuol” ; e, giratosi, prese dalla vetrina e mi porse un delizioso scoiattolo, alto più della mia mano con pagliuzze dorate nella coda, era veramente delizioso!!

Scoiattolo in vetro

Non sapevo come ringraziare. “Allora vista l'ora andiamo a pranzo”, continuò, “assaggerete delle granseole (grossi granchi), che non vi capiterà mai più di trovare, infatti fu un pranzo squisito. Avevamo fatto un po' tardi, e dopo una rapida visita all'isola c'imbarcammo per Venezia, io guardavo felice il mio stupendo scoiattolo.

S.Antonio Padova

 

Infine la sorpresa …... la gita a Padova, però non per via terra, ma per acqua; ci imbarcammo a Fusina sul Burhiello; era l'imbarcazione che adoperavano i ricchi Veneziani per raggiungere le loro sontuose ville costruite sulle rive del Brenta, e navigammo il fiume ammirando le ville in parte Palladiane come Cà Foscari o villa Nazionale col soffitto affrescato dal Tiepolo, insomma non sapevamo più cosa ammirare. Sbarcammo a Padova e ricordo l'impressione che mi fece mettere i piedi sulla terra ferma. Ci dirigemmo alla Basilica di S. Antonio, una delle più ricche Chiese della cristianità, costruita dai Padovani per ospitare le spoglie di S. Antonio, che fu un uomo semplice seguace S. Francesco. Entrammo per pregare (siamo molto devoti al Santo) sulla tomba ricoperta di offerte votive, Sulle pareti in marmo sono scolpite scene della vita del Santo. Passammo poi dall'altare maggiore dove dei magnifici rilievi di Donatello rappresentano dei miracoli di S. Antonio. All' uscita della chiesa, la stupenda statua del Gattamelata di Donatello, le cose da vedere erano molte e tutte interessanti, ma il tempo limitato, perciò dovevamo scegliere.

Gattamelata di Donatello

 

Lo zio pensò che valeva la pena di andare a vedere la cappella degli Scrovegni per una prima conoscenza di Giotto. Io ne fui veramente entusiasta, una meraviglia, non sarei più uscita...ma il tempo è il solito tiranno........................... Infatti le vacanze stavano per finire, ma questi giorni che lo zio mi aveva regalato sarebbero sempre rimasti come lui, uno dei più bei ricordi della mia vita, un sogno ad occhi aperti.