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RACCONTI di NATALE 3 – di Gabriella.bz

   

Cade la neve sembra sia allegra da come volteggiano le tante piccole stelline che vogliono attendere l’arrivo del Gesù Bambino, tutti stanno aspettando un piccolo pensiero.

I presepi e gli alberi di natale sono pronti, tutti addobbati con palline colorate e luci psichedeliche con spruzzi di neve. E’ Natale anche in una piccola casetta di povera gente, il papà lavora solo a ore, ed è molto magra a fine mese, Possono dare un piatto di minestra a quei bimbi e per Natale possono offrire solo un arancio due nocciole e un paio di datteri. Niente giochi con telecomandi, niente bambole con vesti di sete e velluti, niente slitte, è ben un povero Natale, perché anche il loro pranzo è fatto di poco. Per avere anche loro un presepe, ritagliano la figura di Giuseppe da una copertina di quaderno, la Madonna ce l’hanno in un’immagine della mamma che tiene nel libro da messa, ed il Gesù Bambino vien loro regalato da un negoziante che conosce la loro povertà. La capanna vien fatta con della carta e il loro presepio è completo.  Ora decidono di fare un alberello, con la fantasia che solo i bambini possono avere compongono delle scatole di leggero cartone cercando di trovare i colori per dare loro ad ogni scatola un colore differente. Sotto ci mettono cinque scatole nel secondo piano quattro, fino ad arrivare ad una sola scatolina, l’albero è finito. Nella loro povertà sono riusciti ad avere quello che ogni bimbo sogna, il presepe e l’alberello. Il sette gennaio riprende la scuola, le maestre chiedono ai bimbi se son felici dei loro regali, tutti sono felici anche il bimbo che ha avuto un pugno di frutta. Chiede poi la maestra chi, di loro, ha il presepe più bello, e l'albero di Natale con più fantasia. Il bimbo povero alza la mano, tutti ridono perché sanno della sua povertà, ma il ragazzino insiste e vuole che tutti vadano a vedere quello che lui ed i fratellini hanno fatto. La maestra, seppur titubante, accetta e decide di andare l’indomani con la classe da loro. La mamma del bambino povero è un po’ in apprensione al pensiero di avere in casa tutta la classe del suo figliolo, ma aspetta tenendosi vicino i suoi bimbi.

E’ in arrivo la maestra con la classe, tutti vogliono vedere quello che il bambino in classe aveva detto di aver a casa, il miglior presepio, i ragazzi rimango delusi, non capiscono la pochezza di quel presepe, ma la maestra s’accorge di tutto il lavoro che hanno fanno quei bimbi per aver in casa il loro presepio con l’albero al fianco. Scatta alcune foto saluta la signora e con gli scolari ritorna a scuola, ma nel cuore ha visto la miseria che forse nemmeno lei pensava di poter vedere, e con che amore i ragazzini si fossero fatti il loro regalo di natale. A fine scuola, la maestra chiede al direttore di poter fare una riunione con le maestre/i, mostra quello che hanno fatto i piccoli e chiede un aiuto perché il padre potesse avere un lavoro da poter dare anche un piatto di minestra con vicino del formaggio o un pezzetto di carne a quei bambini. Il direttore si fa garante e pochi giorni dopo il padre aveva un lavoro dove era possibile avere un tozzo di pane in più. Il Gesù Bambino aveva visto tutto l’amore che quei bimbi avevano impiegato per fare il presepe, per avere nella loro casa un segno di Natale, perché il Natale fosse festeggiato da tutti, piccoli e grandi, poveri e ricchi.