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RACCONTI di NATALE 2 – di Sandra.vi

   

RACCONTO DI NATALE

 

Io ho sempre amato quella particolare atmosfera che precedeva l'arrivo del Natale, i preparativi, le luci, le strade tutte decorate. Da quando era nata mia figlia, i preparativi per gli addobbi natalizi poi man mano cresceva, i doni per lei, la sua felicità nell'aprire i pacchi che trovava sotto l'albero la mattina di Natale, la sua prima letterina di auguri nascosta sotto il tovagliolo del suo papà.

   

Quell'anno sarebbe stato un triste giorno, mio marito era morto da qualche mese e io ne sentivo tremendamente la mancanza, avevo rifiutato inviti di parenti e amici, volevo andarmene da qualche parte sola con mia figlia.

Una telefonata pose fine ai miei tristi pensieri, era il più caro amico di mio marito “signora Sandra, ho finito, chiudo, partiamo per CESUNA, lei e Laura venite con noi, prepari maglioni e gli sci, niente scuse”. Non potei rifiutare nel modo più assoluto e il mattino dopo ero in macchina con loro. Il silenzio fu presto rotto da Sergio, il figlio dei miei amici, un vero mattacchione, finì per coinvolgere anche Laura, e con mia sorpresa la sentii scoppiare a ridere e capii di aver preso la decisione giusta. Quando raggiungemmo l'altipiano, una bella sorpresa ci aspettava, non c'era neve, i prati erano tutti verdi.

CESUNA - Panorama

Arrivati a CESUNA, alla casetta dei miei amici scaricammo i bagagli e visto che non c'era neve, decidemmo di fare una passeggiata nel bosco alle nostre spalle mentre la mia amica si dava da fare adornare la casa. Per rialzare il morale dei ragazzi, decidemmo nel pomeriggio di andare ad ASIAGO, io dovevo fare qualche acquisto, cenare e sentire la Messa. Non si poteva dire che Asiago non sentisse le festività; la cittadina era uno sfavillare di luce, motivi diversi s'intrecciavano ovunque. Incrociammo degli zampognari coi loro melodiosi suoni contribuivano a rallegrare le vie.

Sembrava respirare una atmosfera particolare, fu come uno scossone per me, il dolore era mio, lo potevo chiudere nel mio cuore, non farlo pesare agli altri.... Battei le mani “Gente, abbiamo fatto tardi, i ragazzi avranno fame, cerchiamo un posto dove cenare poi andremo a Messa.”

Mentre ci avviavamo alla chiesa i primi fiocchi di neve cominciavano a cadere lenti, lenti. Fu una Messa molto sentita, un alpino suonò il silenzio, mentre la messa continuava infine un coro intonò “tu scendi dalle stelle.....” mi sentivo serena come non lo ero da tempo e, mentre abbracciavo Laura, avevo l'impressione che fossimo abbracciate a nostra volta. Come la MESSA finì, i BUON NATALE si persero nell'aria fu un fuggi, fuggi, stava nevicando sul serio, corremmo alla macchina anche noi e prendemmo il viale per CESUNA, i fari illuminavano gli abeti ai lati della strada, i fiocchi di neve li aveva tutti decorati e resi brillanti.

 

Eccoci finalmente a casa, tutta decorata dalla padrona di casa, con quella neve sembra una casa delle fate. BUON NATALE, ci scambiamo i doni, sono tutti contenti, soddisfatti di quanto hanno ricevuto. Io ricordo una frase captata a caso “vorrei mettere lo spirito di questo NATALE in un barattolo e tirarlo fuori mese per mese poco alla volta”…