VACANZE SUI MONTI di Sandra.vi

   

LE MIE VACANZE

 I ricordi hanno bisogno di tanto tempo prima di svanire lentamente nella nostra mente; basta però un niente, un profumo, una voce, un disco, per risvegliarli immediatamente e farli rivivere. Sto sfogliando un giornale, parla dello stato dei nostri bacini. Ecco apparire il lago di Carezza… spalanco gli occhi incredula, ma cos'è quella pozza in fondo a un dirupo?? Come i grani di un rosario i ricordi scorrono nella mia mente.

Sono nella mia casa di Carate (in Brianza), i bagagli sono pronti, ci aspetta il nostro periodo di vacanza in Val di Fassa. Mia figlia sta aiutando papà a caricare la macchina ed io cerco di ricordare se ho preso tutto. Mio marito ci accompagnerà e poi se ne andrà al lago a pescare, sono i nostri accordi, lui adora pescare, io adoro la montagna così per questo periodo ognuno dei due si godrà le ferie che desidera di più. Chiusa la casa, passiamo a prendere mio suocero, da quando è rimasto solo trascorre le ferie con noi. Siamo al completo e partiamo. E' un viaggio un po' lunghetto, mia figlia Laura è un pò stanca, ma io mi godo il panorama e comincio a respirare quell'aria che sempre più pura.

Lasciamo la Val di Fiemme, ed entriamo nella Val di Fassa, “pazienza Laura, tra poco ci siamo” ed eccolo finalmente il nostro albergo, siamo arrivati. Dopo essersi riposato Aldo, mio marito, vuole ripartire, mi spiace vederlo fare il viaggio da solo, “vai piano, telefona subito come arrivi”....

Per noi comincia il nostro periodo di ferie. Il maestro delle scuole elementari di Pozza, appassionato di mineralogia, ha aperto un negozietto al piano terra dell'albergo ed espone dei pezzi che lui stesso trova partendo all'alba, o risalendo il torrente, o ai piedi dei monti; ha dei minerali veramente interessanti. Mia figlia ne va matta, ogni volta che usciamo raccoglie delle pietre che pensa siano valide, riempie le tasche e al ritorno corre da lui.

Con pazienza il signor Carlo le spiega, mostrando la differenza fra un sasso e un minerale. Spacca un sasso, dentro è pieno di cristalli viola, è una “Geoda”, bellissima. Siamo fortunati, abbiamo delle belle giornate, con noi sono arrivati altri signori che già conoscevamo e combiniamo di fare una gita, decidiamo per la Marmolada, partendo da Canazei.

Partiamo presto il mattino dopo, siamo un bel gruppetto, Laura è contenta; anche gli altri signori di Genova hanno un ragazzino su per giù della sua età, non si sentirà sola. Arrivati a Canazei pigliamo un sentiero che arriva alla piccola seggiovia, da qui una bella salita al rifugio Marmolada. Camminiamo tranquilli, è un sentiero facile. I ragazzi camminano davanti a noi, ad un tratto davanti a loro un serpente scende dalla loro destra e sibilando attraversa il sentiero scomparendo a sinistra fra i rovi... I ragazzi si sono bloccati hanno indietreggiato piano piano e poi di corsa si sono buttati nelle nostre braccia, tutti spaventati “Meglio di così non potevate fare, siete stati bravissimi, se aveste urlato, poteva girarsi, su, è andata bene, continuiamo”. E così fu, tutto filò alla perfezione, una bella polenta al rifugio con degno contorno ci ritemprò le forze e il panorama che si presentava ai nostri occhi era semplicemente grandioso, indescrivibile. Anche la discesa, andò nel migliore dei modi e rientrammo in albergo stanchi, ma contenti di aver passato una bella giornata.

 

Ricordi, tanti ricordi.... le belle gite al lago Carezza per ammirare la sua bellezza, non era facile se guardare il Latemar nelle sue acque limpide o guardare le cime direttamente. L'anno in cui decidemmo di salire al rifugio ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo e mio suocero dichiarò “questa è la mia ultima gita, per me basta”. Quell'anno eravamo una bella compagnia, partimmo presto e salimmo verso Vigo di Fassa attraversando una bella pineta respirando quell'aria resinosa, piena di tanti profumi e presto raggiungemmo il rifugio Gardeggia, da qui dopo un po' di riposo iniziammo la salita, leggermente mozzafiato. “Mantenete lo stesso passo”, continuava a ripetere mio suocero che procedeva con passo uguale, quasi cadenzato, senza fermarsi un attimo. Noi lo seguivamo a distanza ,e colla scusa di guardare il panorama favevamo piccole soste. Arrivate al rifugio trovammo mio suocero tranquillamente seduto che ci accolse con un “posso offrire un caffè?”. Una bella risata accolse le sue parole , e questa sarebbe la sua ultima gita? Nel rifugio, riposati, mangiammo le nostre colazioni al sacco e poi facendo dei giri godendo della stupenda vista. Ma dovevamo ritornare e sacco in spalla ci preparammo a scendere pian piano, sapendo che la discesa, se ripida, è peggio che una salita.

Ad un tratto alzando gli occhi tra un ciuffo di rododendri dei botton d'oro delle piante grasse dritta con dei colori stupendi una stupenda “scarpetta della Madonna” (non so il nome ufficiale di questo bellissimo fiore); una vera tentazione, guardo e penso di arrivare a coglierla ,mettendo lo scarpone tra una pietra e l'altra.

Scarpetta di Venere o pianella della Madonna

(Cypripedium calceolus)

   

Salgo, prendo il fiore delicatamente in mano, mentre sento mio suocero urlare “Sandra no” mi giro e mi accorgo che la discesa è difficile, metto il fiore in bocca e attaccandomi alle rocce guardando dove metto i piedi, scendo adagio, ma l'ultimo pezzo un ciuffo d'erba mi fugge e cado  a braccia aperte. Sotto avevo visto una tenera erbetta verde, vado a cadere lì, levando degli spruzzi, era un acquitrino.... Inzaccherandomi abbastanza, vengo aiutata ad alzarmi (fiore salvo) cerco di pulirmi e m' accorgo che non ho più l'orologio. L'ho perso nella caduta, è inutile ogni ricerca, è sparito nella melma. Sono davvero dispiaciuta, per una mia sciocchezza, ho rovinato una bella gita. Continuiamo la discesa, ma l'atmosfera è cambiata. Anche in albergo, dopo cena tutti ne parlano come di una mezza tragedia. Mentre mio marito al telefono mi dice tranquillo:

“Sai ne vendono ancora di orologi.......”

   

  Mio suocero fu davvero profeta, fu l'ultimo anno felice delle nostre vacanze, l'anno dopo eravamo in ospedale dove avevamo ricoverato mio marito... ho avuto però la gioia di ritornare in Val di Fassa molti anni più tardi, con mia nipote adolescente... la vita ti sa sempre stupire.

         


COMMENTI

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  1. il 02 dicembre, 2017 gianna.vr dice:

    Sandra, scrivi così bene che è fin troppo facile accompagnare il pensiero ai tuoi ricordi, accompagnarti per i sentieri delle tue amate montagne, cogliere con te i fiori, assaporare i profumi dei boschi e dei prati… la tua esperienza, abilmente raccontata, ridesta la mia e me la rende presente e viva. Grazie.

  2. il 03 dicembre, 2017 lorenzo12.rm dice:

    Un racconto affascinante,Sandra, corredato da belle illustrazioni. Che dire se non grazie? A te e a Giuseppe? Vi abbraccio, tutti e due. E alla prossima!

  3. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Gianna,ti ringrazio sono veramente contenta che ti sia piaciuto il mio racconto,e ti ringrazio del tuo più che gradito commento fatto con tanta partecipazione un abbraccio

  4. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    IO ringrazio te LORENZO per aver commentato il mio racconto, ho sempre amato la montagna, ho cercato di descriverlo. un caro saluto

  5. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Ringrazio GIUSEPPE per tutto il lavoro fatto, per la coreografia che ha messo in evidenza il mio lavoro e in anticipo per il video che sarà senz’altro molto valido, un caro saluto.

  6. il 03 dicembre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Lorenzo, è sempre un piacere lavorare con collaboratrici valide e Sandra è veramente brava, merita i nostri complimenti. Un saluto per te, ciao.

  7. il 03 dicembre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Carissima Sandra, sapevo che il pezzo musicale è di tuo gradimento e tra le versioni disponibili ho scelto questo, badando soprattutto alle immagini che ritengo molto belle e consone all’argomento. Buona Domenica e alla prossima, ciao…

  8. il 03 dicembre, 2017 gianna dice:

    Cara Sandra, ci sai sempre stupire, bellissimo questo tuo post, e il tuo racconto molto affascinante come sempre, belle e precise le illustrazioni.Sandra, con bellissime coreografie con il prezioso aiuto di Giuseppe,come sempre le montagne sono sempre da scoprire guardi e passi e scopri in continuazione e mai si possono dimenticare!Un saluto a voi.

  9. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Gianna cara ,grazie del tuo commento ,poter andare in montagna è sempre molto bello ,e per chi le ama è sempre un vero godimento,certo che l’aiuto di GIUSEPPE serve moltissimo a valorizzare il mio racconto ,un caro saluto un abbraccio

  10. il 03 dicembre, 2017 gabriella.bz dice:

    Cara Sandra il tuo racconto mi ha commossa, mi sembrava seguirti nelle tue passeggiate, hai descritto tutto così bene che mi sembrava avere un pò d’anni in meno ed essere lì al tuo fianco. Compreso il tuo volo,io sono stata più fortunata, ma me l’ero vista brutta. Sono felice che tua nipote abbia visto dei posti meravigliosi come queste valli, che forse nei tempi lontani avevano solo la loro bellezza da vedere.Un saluto ed un abbraccio.

  11. il 03 dicembre, 2017 alba morsilli dice:

    Non serve andare in montagna c’è Sandra che ti ci porta, si ma come, tu stai seduta tranquilla leggi e vola con il cervello fra le nuvole della val di Fassa, passeggiate tra boschi di mille fiori, mangiate di polenta di mille qualità, laghi meravigliosi, e poi ma non lo sentite respirate l’aria pulita, tutto questo è la sensazione che esce da un foglio di carta scritto con immenso amore per la montagna

  12. il 03 dicembre, 2017 anna b. dice:

    Un bellissimo racconto ricco di particolari e sfumature.Brava Sandra come sempre. Un abbraccio

  13. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Gabriella cara, pensa che siano inutili i ringraziamenti per il commento, sappiamo entrambe cosa si prova quando si arriva in vetta, quella sensazione indescrivibile davanti allo spettacolo che si apre davanti i nostri occhi, mi hai, seguita… la caduta lasciala a me, basta, un caro saluto.

  14. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Grazie ALBA del tuo commento ,mi fa piacere averti portata in montagna e fatto conoscere quei posti incantevoli ,che io ho descritto, ma GIUSEPPE ha così bene postati, tu però in compenso respira la salubre aria marina, un caro saluto

  15. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Grazie ANNA, sempre gentile ,mi fa tanto piacere che tu abbia commentato e ti sia piaciuto il racconto ,un caro saluto ,un abbraccio

  16. il 03 dicembre, 2017 paolacon dice:

    Sandra che bello il tuo racconto
    quelle sono montagne che conosco benissimo
    per anni ed anni ci sono andata sia d’estate che d’inverno sia per le lunghe vacanze estive che per le settimane bianche.
    Quanti ricordi anche per me
    Complimenti e grazie

  17. il 03 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Grazie Paola per il tuo commento ,anch’io ho passato molti anni in quelle stupende vallate ,il loro ricordo difficilmente si può dimenticare ,sono felice di averle fatte conoscere anche a LUCIA ,UN CARO SALUTO

  18. il 03 dicembre, 2017 antonino5 Antonino5 dice:

    Cara Sandra i tuoi racconti delle tue vacanze in montagna descritte in una reale visione che leggendole ce le fai vivere anche a noi, vediamo i ruscelli con le acque limpide e i fioriche cene sono tante qualità e profumi che ti enebriano Sandra grazie perla tua illustrazione di tutto un sauto affettuoso

  19. il 04 dicembre, 2017 sandra.VI dice:

    Antonino amico caro ,grazie del tuo commento,amo le montagne e mi fa piacere condivederla con gli amici e vedere che l’apprezzano un caro saluto ,per l’illustrazione dobbiamo ringraziare GIUSEPPE ,che tanto lavora

  20. il 08 dicembre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Un ringraziamento speciale per tutti ma confermo che il merito è di Sandra per il bel racconto scritto veramente con tanta bravura e tutti insieme la invitiamo a scrivere ancora. Grazie Sandra.

  21. il 09 dicembre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Riporto il commento di Franco, inserito in chat per temporaneo blocco dei commenti nel post:
    franco4.mo: Non c’è più posto per i commenti !!!.. Bello e nello stesso tempo straziante il racconto di Sandra, che nonostante le “ferite” che emergono chiare, ha sempre la voglia di farsi stupire dalla vita.

  22. il 10 dicembre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Riporto il commento di Sandra.vi:
    “Franco, grazie del tuo gradito intervento, ma racconto di due episodi staccati, di lunghi felicissimi anni di vacanze passati in val di FASSA, vorrei risponderti con un motto di d’ANNUNZIO “Io ho quel che ho donato” e ti assicuro che ho tanto: una figlia stupenda e due nipoti magnifici. Ciao