STORIA D’AMORE E AMICIZIA seconda parte

     

AMORE CLANDESTINO

Seconda parte della storia di

Dora e Andrea, amici di chat.

 

Andrea aveva viaggiato nella notte su un T.A.V. (Treno Alta Velocità), sulla linea Adriatica e aveva cambiato treno a Bologna per poter raggiungere Piacenza nella quale il TAV non effettuava fermata- Eccolo finalmente arrivato nella cittadina di Dora. Da questa avrebbe poi potuto raggiungere agevolmente Milano, destinazione finale per il suo impegno di lavoro.

 

Mentre scendeva dal treno aveva individuato subito Dora, una bella figura di donna, distinta ed elegante. Si è ben preparata per questo incontro, pensò Andrea mentre la guardava. Si erano fermati su quel marciapiede della stazione, uno davanti all’altra, solo un attimo per lo scambio di un sorriso e il tempo di pronunciare i loro nomi: Dora, Andrea! Non ci fu una stretta di mano ma subito un abbraccio, stretto e interminabile, incuranti degli altri viaggiatori che erano costretti a schivarli per proseguire verso l’uscita della stazione.

Sei molto bella, disse Andrea, quando mollarono la presa, più di quanto potevi apparire nella visione in video. Grazie, sei gentile, rispose Dora con la voce tremante per l’emozione, aggiungendo: “Anche te, non scherzi, sei un bell’uomo, ma questo lo sapevo, tante volte mi soffermavo a guardarti mentre parlavamo in video-skype.” Andrea riprese in una mano la sua valigia che aveva poggiato per terra e con l’altra strinse la mano di Dora e si avviarono all’uscita.

Ho prenotato l’albergo, come mi avevi chiesto, disse Dora, per una notte ma puoi tenere la camera anche due giorni, se puoi raggiungere Milano lunedì mattina anziché domani sera. Insomma Dora aveva già fatto tutto un programma, era chiaro che voleva stare con Andrea più tempo possibile.

Era la prima volta che si incontravano fisicamente ma il loro comportamento era così naturale che sembrava si conoscessero da sempre e che incontrarsi all’arrivo di un treno alla stazione fosse una cosa che avevano già fatto tante volte. Da come Dora teneva la sua mano, Andrea intuiva tutta la gioia che scaturiva dal quel cuore che da troppo tempo anelava d’incontrarlo. Non era stato difficile rompere il ghiaccio, tutti i timori della vigilia su come si sarebbero comportati nel vedersi, erano volatilizzati in un lampo. Dopo tanto tempo di conoscenza in chat, ora erano insieme, felici di trovarsi uno accanto all’altra, tutto il resto sembrava non avesse alcuna importanza.

 

Uscendo dalla stazione le loro mani si staccarono, erano nella città di Dora e non sarebbe stato opportuno farsi notare in quell’atteggiamento troppo confidenziale.

Raggiunsero il parcheggio dove Dora aveva lasciato l’auto mentre lei gli spiegava che aveva scelto un albergo sito un po’ in periferia per il fatto che, oltre a costare meno, restava più appartato ma comunque era garantita igiene, privacy e signorilità del servizio. Al piano terra c’era anche l’attività di ristorante/pizzeria ma era in funzione solo per la cena.

Arrivarono all’albergo, Dora invitò Andrea ad andare a prendere possesso della camera e sistemare il bagaglio. Lei avrebbe atteso in auto perché poi sarebbero andati a fare un giro nella città e a pranzo in un localino che conosceva lei.

 

Iniziarono il giro della città con Dora che guidava e faceva da Cicerone, illustrando i vari monumenti e raccontando un po’ di storia di Piacenza, dal periodo medievale a quello delle Signorie con le varie famiglie che si erano alternate nel dominio del territorio: gli Scotti, i vari Pallavicino, Sforza, Visconti, Confalonieri, Farnese arrivando fino al periodo del Ducato di Parma e Piacenza sotto il dominio di Maria Luigia d’Austria, sovrana molto amata dai sudditi piacentini perché diede grande sviluppo alla città sotto il profilo culturale e artistico.

Andrea ascoltava con una certa sorpresa per questo vasto bagaglio di cultura di Dora che lui non sospettava, perché in chat non avevano mai avuto modo di parlarne. Si convinceva ancora di più, qualora ce ne fosse stato bisogno, che Dora era una grande Donna, ora comprendeva la sua solitudine esistenziale perché una personalità come la sua aveva bisogno di un compagno di vita all’altezza della sua cultura, delle sue capacità e dei suoi meriti ma, soprattutto, di un uomo che potesse capirla e appagare la sua grande sensibilità d’animo. Purtroppo la vita è fatta così e non sempre ci concede ciò cui aspiriamo e abbiamo bisogno.

Si fermarono per il pranzo nel ristorante indicato da Dora, fu lei stessa a scegliere il menù suggerendo ad Andrea l’assaggio dei piatti tipici locali e le specialità di stagione. Alla fine il classico caffè per entrambi e un amaro per Andrea, Dora non beveva alcolici.

A questo punto Dora chiese ad Andrea se preferiva andare a riposarsi e in tal caso lo avrebbe accompagnato in albergo e si sarebbero rivisti per l’ora di cena, altrimenti avrebbero potuto continuare il giro della città. Andrea scelse l’ultima soluzione e Dora andò a scovare altri monumenti e posti caratteristici di Piacenza. Dopo poche ore avevano ormai visto tutto e c’era stato pure il tempo per una breve visita ad una mostra d’arte, dove Dora si dimostrò competente in materia sorprendendo ancora Andrea che continuava ad ammirarla. Più che altro però, per entrambi, era stata la voglia di restare insieme a dominare il pomeriggio e continuavano a guardarsi e studiarsi a vicenda con sorrisi e sguardi di compiacimento da entrambe le parti.

Andrea notò che Dora non aveva minimamente parlato della sua contrastata storia amorosa, forse chiusa oppure no, e lui fu discreto e non si azzardò a chiedere… l’argomento era rimasto tacito tabù.

Arrivarono all’ora di cena e rientrarono all’albergo dove aveva preso alloggio Andrea e avevano programmato che si sarebbero rinfrescati entrambi per poi scendere insieme al ristorante dello stesso albergo per una pizza. Fu così e dopo quella cena abbastanza frugale, seduti al tavolo uno di fronte all’altra, continuando a guardarsi negli occhi, senza che nessuno dei due dicesse niente, salirono insieme nella stanza di Andrea situata al secondo piano. Il tempo di chiudere la porta dietro le spalle e si ritrovarono abbracciati. Le loro labbra si unirono in un bacio quasi interminabile mentre i loro corpi vibravano, mossi da chissà quale segreta misteriosa energia. Quando le loro bocche si staccarono, Dora ebbe un senso di timidezza, abbassò lo sguardo dicendo: “Andrea dimmi, chi siamo noi?” – “Siamo l’amore!” rispose Andrea, mettendo la sua mano sotto il mento di lei per sollevarle il viso e guardarla negli occhi. Dora ricambiò lo sguardo e non c’era bisogno di pronunciare altre parole.

 

Fu una notte di fuoco ma ricca di gioie e tenerezze infinite, poi si addormentarono  abbracciati.

Forse questo non c'era bisogno di dirlo, l’avevate capito benissimo che sarebbe finita in questo  modo.

Ciò che posso dire è che avevano ancora un giorno tutto per loro perché Andrea aveva in programma di partire domenica sera per poter essere a Milano lunedì, per il suo appuntamento di lavoro ma Dora aveva già in progetto di chiedergli se poteva venire a Milano con lui, già sicura che Andrea non avrebbe rifiutato. Così fu!

 

Come andrà avanti la storia? Flirt di un fine settimana o il romanzo potrà continuare?

   

Forse è un caso o ironia della sorte ma l’assonanza dei nomi: Andrea e Dora… mi ha riportato alla mente la turbonave italiana “Andrea Doria” piroscafo vanto della industria marinara italiana, tragicamente affondato nel luglio1956, a seguito dello speronamento da parte della nave mercantile Stockholm, durante la traversata atlantica diretto a New York.

 

In questa storia ci sono due matrimoni già naufragati anche se si reggono in piedi solo per le apparenze ma che ormai non esistono più. Questo amore tra Dora e Andrea sarà destinato a durare o farà naufragio scontrandosi con gli innumerevoli ostacoli della vita?

 

Care lettrici e lettori del Bosco, come avevate chiesto, per puro diletto ho scritto questa storia di fantasia ma ora mi fermo qui, lascio a voi la sentenza, la finale immaginatela come volete, la vita è come la navigazione in un mare di nebbia, sempre piena di insidie e non sai mai con cosa puoi andare a scontrarti.

 

 

Quando l'amore diventa poesia . Massimo Ranieri

         


COMMENTI

  1. il 29 ottobre, 2017 lorenzo12.rm dice:

    Non posso che augurare a Dora e Andrea un lieto fine. Ma poi, sia quel che sia, le emozioni che abbiamo avuto ci ripagano ampiamente della logica curiosità. Io dico: Viva l’amore, sempre e comunque. E un bravo senza riserve a Giuseppe, che si è rivelato fine scrittore.

  2. il 29 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Giuseppe, dentro di me immaginavo che un forte abbraccio alla stazione ci sarebbe stato, era logico. Chi si conosce da tanto in skype è come se ci si conoscesse nella realtà. Penso il loro amore soppraviva a tutte le intemperie della vita; e se fosse una verità che ci hai raccontato, tanti auguri di felicità alla coppia. Bravissimo un saluto e ciaoo

  3. il 29 ottobre, 2017 sandra.VI dice:

    UN bel racconto GIUSEPPE,piacevolmente ammirata l’occhiata di ANDREA appena intravista DORA tra la folla.Immediato abbraccio,l’uno nelle braccia dell’altro..poi la presentazione.Un inizio che da adito a tutte le più rosee speranze ,l’augurio che si riveli un vero AMORE con la lettera maiuscola e si rafforzi nel tempo,portando tanta felicità alla coppia,Bravissimo GIUSEPPE con un caro saluto ,per questa bella pagiana della domenica del BOSCO

  4. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Che dici Lorenzo: Giuseppe fine scrittore, un’altra volta hai detto che son poeta, ma via, non esageriamo… che poi va a finire che ci credo davvero. É solo una storiella per il diletto delle Amiche e Amici del Bosco e per trovarci insieme in armonia, spero solo che piaccia e questo mi basta. Grazie, Buona Domenica, ciao.

  5. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Forse sei stata lungimirante Gabriella oppure hai solo pensato la soluzione che piaceva a te… ma va bene lo stesso. In qualsiasi storia, per quanto di fantasia, si può trovare sempre uno spunto di verità magari per analogia con storie della realtà ma posso affermare che qualsiasi riferimento a persone reali… è puramente casuale. Se la storia piace, prendiamola così com’è e rallegriamoci con il nostro Bosco che ci dà la possibilità di atare insieme magari per leggere queste storie di fantasia che possono sembrare vere. Un saluto sincero, ciao.

  6. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Sandra, son contento che la storia sia piaciuta. Anch’io penso che qualsiasi forma e manifestazione d’Amore va sempre rispettata: l’Amore è il sentimento che tiene in vita il mondo ed ha diritto ai massimi riconoscimenti. Il vero amore non sempre è facile trovarlo ma quando lo si incontra si ha il dovere di rendergli gli onori che merita. Questa è solo una piccola storia di fantasia ma il mondo è pieno di piccole storie che si sono rivelate Grandi Amori.
    Ciao Sandra, ti ringrazio per il bel commento, ciao.

  7. il 29 ottobre, 2017 gianna dice:

    Giuseppe,questa storia nata in una chat,tra amici Clandestini,dopo tanti anni, spero si riveli un grande amore, per Dora e Andrea, certo che alla discesa del treno Andrea aveva puntato gli occhi su Dora, si conoscevano in skype si sono amati virtualmente per tanti anni, mancava il contatto fisico , in quell’abbraccio cosi sensuale si sono uniti i loro corpi,è acceso l’amore che da tempo desideravano. Bellissima questa storia,ma cerchiamo di tenere presente che Andrea ha un figlio,Ma Dora avra’ lasciato quel suo amore impossibile? Invece Dora a preparato troppo in fretta. Albergo, Ristorante, lontano da occhi indiscreti, dopo avere passato una notte interminabile d’amore voleva seguirlo a Milano perche’? vorrei che questo amore fosse vero per .Dora e Andrea,ma spero ci sia il 3 capitolo. bravo Giuseppe, Un saluto

  8. il 29 ottobre, 2017 edis.maria dice:

    L’incotro avviene proprio come immaginavo: cauto, osservatore l’uno dell’altro, attenti alla gente,e, forse, a sera, dopo alcune ore la passione scatta e l'”incontro” atteso da numerose chattate, scoppia! Gli incontri così inconsueti possono dare risvolti ” inconsueti”:c’è un seguito, Giuseppe?Vedremo!!

  9. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Hai fatto bene Gianna a ricordare che c’è un figlio e i figli sono ancore che tengono la nave vincolata al porto di attracco dal quale non è facile staccarsi. Vero amore oppure no? Chissà, finora sembra che tutto sia andato bene, direi in modo idilliaco ma il seguito come potrà essere? Tu speri che ci sia un terzo capitolo ma rischiano di andare incontro a delle difficoltà incontrollabili e allora che facciano? Ci fermiamo qui e lasciamo che ognuno immagini la finale come meglio crede o andiano ad analizzare tutte gli ostaoli e le difficoltà di un amore extraconiugale? Per ora grazie, poi si vedrà. Ciao.

  10. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Edis.Maria, tu chiedi se cì sarà un seguito e, sinceramente, al momento, non saprei cosa rispondere. Come è detto nel racconto, l’andare della vita è come una barca che naviga in un mare di nebbia, sai che ci sono tanti scogli ma non sai dove sono e quando andrai a sbatterci contro. Ci conviene affrontare il mare aperto sapendo che c’è la nebbia e tanti scogli o conviene restare nel porto sicuro appena conquistato, anche se temporeneo? Tutto da valutare, per ora mi fermo qui. Grazie per il tuo intervento e per aver messo in evidenza i possibili risvolti inconsueti. Ciao, un caro saluto.

  11. il 29 ottobre, 2017 alba morsilli dice:

    ecco il risultato delle ciattate, finire in un letto nascondersi da occhi curiosi, si fare da cicerone per coprire le intenzioni, senza mai parlare della loro situazione, sapevano entrambi come sarebbe andata a finire,
    però un bel coraggio la Dora, se le faceva del male?
    No lei aveva organizato tutto e pronta a tutto io dico anche i rischiaveva messo in conto, L’uomo cacciatore e tu donna barcoli nel buio della nebbia

  12. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Bene Alba, ci voleva anche questa, una critica di disapprovazione ma in fondo sono cose che succedono spesso anche nella realtà. Questa è solo una storiella di passatempo per una lettura tra noi. Però, dall’analisi della situazione nella vicenda raccontata possiamo dire che trattasi di due personaggi che hanno avuto una vita non proprio fortunata e hanno un estremo bisogno d’affetto vero, si sono trovati ed è nato l’amore. Che vogliamo fare, possiamo perdonarli per questa scappatella di un fine settimana? Poi chi vivrà vedrà e infatti se la vedranno loro, noi abbiamo solo trascorso qualche ora insieme per leggere una simpatica storiella di cose della vita. Grazie Alba, servono anche le tue bacchettate, utili per eventuali casi della realtà ma non per la nostra storiella di svago e fantasia, un sincero saluto e a presto, ciao.

  13. il 29 ottobre, 2017 francesca dice:

    Tanti auguri a Mariuccia e Giuseppe ….(ops Dora e Andrea, ahahah..). Dai Giuseppe, basta volerci far credere che è una storia di fantasia, non è corretto. Te l’ho già detto, la conosco questa storia e anche i protagonisti, ed è una storia nata in Eldy. Mi manca solo il finale, magari quello lo inventerai.

    P.S. – Mariuccia avrebbe dovuto farti vedere Parma, la sua città, non Piacenza (è più bella, o forse era voluto..?).

  14. il 29 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Posso solo dirti niente di tutto questo e puoi risparmiarti certe fantasie.

  15. il 30 ottobre, 2017 carlina dice:

    caro Giusppe nel leggere il seguito del tuo posto, sono ritornata indietro nel tempo e mi sono ritrovare a leggere i libri rosa x ragazzine, che mi rapivano e li leggevo tutti d’un fiato Lì finiva che vivevano sempre felici e contenti; io farei la stessa cosa con il tuo bel racconto

  16. il 30 ottobre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Grazie Carlina, manteniamolo come bel racconto utile per il nostro svago nel Bosco e speriamo che i protagonisti della favola possano vivere felici e contenti. A me sta bene così e spero pure per tutti i boscaioli. Un caro saluto, ciao.

  17. il 30 ottobre, 2017 tonia.fi dice:

    Giuseppe mi piace il finale di questo racconto, in fondo è come me lo aspettavo, sono belle le storie che finiscono bene. Bravo, complimenti. Ciao

  18. il 30 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Ma certo Antonella, abbiamo bisogno di cose che possano darci serenità, allegria e pace e noi ci proviamo. Lasciamo perdere chi vuole seminare discordia: nel Bosco non cresce la zizzania. Grazie, ciao.

  19. il 31 ottobre, 2017 sandra.VI dice:

    Hai ragione GIUSEPPE, a noi è piaciuto molto il tuo racconto, ci ha divertito, potremmo ribattere con una frase di BUDDHA: “LA VERA MATURITà STA NEL TACERE, SORRIDERE, GIRARE LE SPALLE E CAMBIARE STRADA…… UN CARO SALUTO

  20. il 31 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Bellissima e di grande saggezza la frase di Buddha Sandra, hai fatto bene a citarla… ci dispiace per coloro che non hanno la capacità di capirla. Grazie, un sincero saluto di stima, ciao.

  21. il 31 ottobre, 2017 Giulio Salvatori dice:

    Ho l’impressione che quel giovane sia proprio Giuseppe, preciso nei particolari e…nelle emozioni. E’ vero che la fantasia si lega al cuore, ma nella descrizione dei particolari , si sente proprio il calore. Scherzi a parte, bravo veramente . Lascia al lettore il finale e il continuo di questa storia come desidera …

  22. il 31 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Giulio, grazie per i complimenti che uniti a quelli già pervenuti potrebbero rischiare di suscitare troppo orgoglio, invece intendo serbare la mia innata umiltà. È vero che quando si scrive ognuno ci mette del suo, nessuno escluso, ma non sono assolutamente io il protagonista della storia e relativamente al finale dovrei inventarmene uno ma preferisco che ognuno possa immaginarlo secondo il proprio pensiero, spirito o sentimento. Ancora grazie e un sincero saluto, ciao.

  23. il 31 ottobre, 2017 robertadegliangeli dice:

    I nomi dei protagonisti contano meno di niente, qui conta una amore nato con strumenti moderni, per saziare le solitudini di molte persone. Con storie alle spalle che per gli anni passati, per i molti impegni, si assopiscono e come i fiori nei vasi non curati si accartocciano, e si ha persino paura di toccarli anche se si sa che non esistono più. Spero che questo amore sia una luce che brillerà nel cuore di queste due persone, che prosegua o no, sarà sempre un bel ricordo da serbare per i momenti difficili che la vita non risparmia a nessuno. Viva l’amore, anche clandestino puchè non ferisca nessuno.

  24. il 31 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Grandissima Robbi, sei una persona concreta che sa guardare alla sostanza delle cose e su questo non avevo dubbi. Bellissima la parodia dei fiori che appassiscono se non curati e allora, quando c’è l’occasione, diamo acqua ai fiori e ravviviamo l’amore anche se solo per conservare un bel ricordo. Grazie Robbi, ti rinnovo la mia stima, ciao.


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