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STORIA D’AMORE E AMICIZIA

     

STORIA D’AMORE...

...E AMICIZIA

Dora e Andrea, ormai da tantissimo tempo erano legati da una solida sincera amicizia, iniziata per caso negli intricati meandri delle conoscenze web ma non si erano mai incontrati personalmente.

Vivevano in due città molto distanti e nei dialoghi delle frequenti chat, poi estesi pure al cellulare, si confidavano, con una certa regolarità, le traversie della vita ma, in modo particolare, le ultime vicende delle delusioni d’amore di Dora, che risultavano fallimentari e le procuravano tanta pena, quindi cercava conforto confidandosi con l’amico Andrea, sempre disponibile ad ascoltarla, consigliarla e rincuorarla. Ne scaturivano lunghe conversazioni e l’amicizia si rinsaldava e diventava ogni volta più forte.

Dora chiamava Andrea tutte le volte che era in crisi con il suo compagno. Lei diceva che quello era un uomo insensibile, non si sentiva amata e metteva in dubbio che le volesse bene veramente, che lui aveva mille altri interessi, che spesso la trattava con rudezza, che era notevolmente cambiato dall’inizio del loro rapporto e che dedicava poco tempo a lei, certamente non quanto essa avrebbe voluto.

Andrea, ormai, conosceva bene l’animo di Dora, una donna romantica e passionale e, a quanto diceva lei, era veramente innamorata, insomma, una donna di un’altra epoca alla quale sarebbe piaciuto il quieto vivere e non si era adeguata alle continue vorticose variazioni dei tempi moderni. Il suo compagno, invece, secondo quanto lei stessa raccontava, doveva essere un tipo volitivo e forse anche disinteressato all’aspetto romantico/sentimentale del rapporto amoroso tra un uomo e una donna che pure dicevano d’amarsi.

Ogni volta Andrea tentava di calmarla, la invitava a cercare di capire l’atteggiamento di un uomo che non si sentiva legato da nessun vincolo dal momento che il rapporto, almeno dalla parte di lei, era comunque un rapporto extraconiugale e, in ogni caso, clandestino, anche se durava ormai da diversi anni.

Dora diceva ad Andrea: - "Tu hai tanta sensibilità, mi capisci sempre, mi piacerebbe che fossimo vicini, ci si potrebbe incontrare per una pizza insieme, mi piace parlare con te…"  e chiudeva sempre con: “Scusami per lo sfogo, ti ammiro per la pazienza, perdonami” e aggiungeva sempre il classico “Un abbraccio, ciao

Nel corso degli anni si erano confidati quasi tutto: Dora aveva raccontato del suo non buon rapporto con un padre autoritario con il quale non aveva avuto mai dialogo e del suo matrimonio precoce con il primo ragazzo che aveva conosciuto e che per lei era stata più l’occasione per scappar via di casa che vero amore ma che, ben presto, si era poi rivelato in grave errore. Il marito si era ammalato gravemente, l’amore non c’era più e vivevano da separati in casa anche se lei, per spirito umanitario, continuava ad assisterlo nelle cure e necessità.

Da parte sua Andrea aveva confidato che il suo rapporto con la moglie si era praticamente concluso dopo la nascita del primo e unico figlio per la depressione post-partum della consorte che, dedicandosi completamente al figlio, aveva trascurato casa e marito e dava la colpa si tutti i suoi mali all’innocente consorte, che aveva il solo difetto, o pregio, di essere buono e paziente. Per il bene della famiglia, Andrea si era adattato alla situazione e, oltre al lavoro, doveva prendersi cura della moglie ammalata, della casa, e, chiaramente, anche del figlio.

Tra Dora e Andrea, dunque, era nata un’amicizia profonda che sconfinava spesso nelle confidenze personali, ciascuno per le cose della propria parte: una vera amicizia tra un uomo e una donna, rara ma che comunque ne esistono.

Andrea, almeno inizialmente, osservando una foto che Dora gli aveva mostrato all’inizio della loro conoscenza, aveva provato subito tenerezza e forse si era un po’ innamorato al solo vedere l’immagine del viso con quel velo di tristezza che trasparica negli occhi di questa donna alla quale, comunque aveva iniziato subito a voler bene.

Era da un po’ che non si sentivano ma ecco che, una sera, subito dopo cena, Andrea riceve la chiamata in Skype da parte di Dora. Capisce subito che doveva esserci qualcosa che non andava tanto bene. Infatti Dora piangeva, era distrutta: tra lei e il suo boy-friend era finito tutto, dopo l’ennesimo litigio, si erano lasciati ma lei ne soffriva tanto, aveva paura di restare sola e non voleva perderlo.

Chiedeva consigli ad Andrea per sapere come comportarsi per tentare di riconquistarlo.

In questi frangenti c’era sempre l’opera di soccorso da parte di Andrea che le disse:

- “Ricordi quel racconto che ti avevo inviato nel quale si diceva che la vita è come un viaggio in treno? Il treno effettua tante fermate, ad ogni fermata salgono e scendono le persone e così è la vita. Nelle tue conoscenze ci sono le persone buone e quelle che invece ti fanno soffrire ma il treno continua il suo cammino per arrivare poi alla fine del percorso e così è anche la vita: la tua vita deve continuare, con o senza quell’uomo.

La vita in effetti è come un viaggio in treno nel quale si incontrano tante persone. Il viaggio a volte è piacevole, altre volte meno ma cerchiamo di farlo durare il più a lungo possibile ma anche, per quanto si può, con poche sofferenze, anzi, possibilmente con tante gioie.

Dora risponde: "Si mi ricordo, grazie per avermelo ricordato. Mi aveva commossa e ora sto piangendo, non so se per le emozioni che mi aveva dato quel racconto o per le mie disavventure ma forse perché ho paura che quando scenderò dal treno, le persone che avrei voluto avere sedute vicino nel mio viaggio, non si accorgeranno nemmeno del mio posto vuoto."

"Ma che dici," risponde Andrea, "forse non hai notato che nello scompartimento a fianco ci sono io, ma si che lo sai, mi hai visto perché ogni tanto andiamo insieme nel corridoio e ci diamo la mano e ci scambiamo un abbraccio. La nostra stazione di arrivo è ancora lontana, Dora, non pensarci e vivi serena. Vedrai che tutto si aggiusterà, ora vai a letto, chiudi gli occhi e dormi, ci sentiremo domani."

Risponde Dora: "Grazie, tu riesci sempre a capirmi, riesci a farmi sorridere, sai rasserenarmi e darmi coraggio. Ogni volta le tue risposte mi commuovono perché tu sai toccare il mio cuore” e aggiunge: "Perché non sei qui, avrei tanto bisogno di un amico come te vicino ma tu sei troppo lontano anche se sei capace di farmi sentire la tua vicinanza virtuale. Ti ringrazio ancora e ti auguro la buonanotte, ciao."

Andrea: "Buonanotte anche per te Dora, domani voglio darti una notizia."

- "Dammela subito," risponde Dora, "mi conosci, sai che sono ansiosa e il solo pensiero non mi lascerà dormire questa notte."

- Andrea: "Bene, allora ti annuncio che lunedì dovrò essere a Milano per un convegno di lavoro, pensavo di partire un giorno prima e fermarmi da te per la Domenica, cosi possiamo finalmente incontrarci e pranzare insieme, se vuoi."

- Dora: "È un notizia bellissima ma potresti arrivare già da Sabato, così abbiamo più tempo per stare insieme, dopo tanti anni è un’occasione che non dobbiamo perdere."

- Andrea: "Sei fantastica, non mi aspettavo questo entusiasmo ma farò in modo di accontentarti, ci tengo tanto anch’io, ok, ti darò conferma domani, ora dormi serena, ciao."

   

Andrea cambia il programma di viaggio previsto in treno e fa in modo di essere nella città di Dora già dal Sabato mattina e finalmente si incontrano dopo oltre cinque anni di amicizia in chat. Hanno due giorni interi per loro e, in due giorni, tutto può succedere. Ma cosa?

 

La storia si ferma qui… lascio alle affezionate lettrici del Bosco e, naturalmente ai lettori, dare spazio alla fantasia e inventare quale sviluppo si potrebbe dare al seguito di questa bella amicizia nata un giorno, per caso, in un imprevisto incontro in chat tra un uomo e una donna.

 

Amiche e Amici, date i vostri suggerimenti e vediamo se possiamo scrivere insieme l'eventuale proseguimento di questa storia.