LE STELLE ALPINE di Gabriella.bz

 

 LE STELLE ALPINE

 

Pochi giorni fa, ho letto un bellissimo libro che parlava di montagne, mentre leggevo mi son sentita una morsa al cuore; Ho ricordato un fatto avvenuto quando ero ancora molto giovane, dodici o tredici anni potevo avere non di più. Ho già detto in un racconto che con il papà andavo spesso in giro per la montagna, alle volte andavamo su verso i duemila metri, altre volte ci si fermava appena sopra il mio paese di origine che è poco meno di settecento metri, per raccogliere funghi, asparagi selvatici, tarassaco, e altro. Di solito con papà andavo con passo svelto, ma adatto ad una ragazzina. Mi piaceva quando al mattino si partiva con zaino in spalla e mi annunciava: prepara le gambe che andiamo verso la malga, era a poco meno dei duemila m. in zone dove era facile camminare ma subito dopo c’erano le rocce che tanto mi attiravano e dove cominciavo a imparare a salire ed erano fonte di grande emozioni. Sono sempre stata una a cui i pericoli non hanno mai fatto paura, e non ho mai avuto paura di bestie feroci, a quei tempi c’era un orso che girava, era solitario ed erano in pochi che avevano occasione d’incontrarlo veramente, però erano in tanti che davano la loro parola di averlo visto.

 Papà mi raccomandava di non allontanarmi mai da lui, ma io viceversa speravo tanto di vederlo, almeno in lontananza, ma non mi è stato possibile avere l’opportunità di vederlo e dopo alcuni anni è stato ritrovato morto di vecchiaia. Alla malga era doveroso fermarsi, io mi bevevo un bicchiere di latte e papà uno di vino, poi si fermava per due chiacchiere con uno dei malgari, mentre io girovagavo nei dintorni. Rare volte trovavo ragazze della mia età, le mamme non lasciavano che venissero in montagna, potevano salire i ragazzi con i papà o con fratelli maggiori niente femmine, ma per me non era una grande perdita la mancanza di amiche, le sensazioni profonde che la montagna mi dava, e mi offre ancora, erano sicuramente migliori delle amicizie.

Un giorno che stavo a guardare le rocce, ho visto delle stelle alpine, erano belle grosse, la rampicata era facile a vedersi, poi non era in verticale la si poteva fare senza corda secondo i miei pensieri, mi son guardata attorno e visto che papà non veniva mi sono arrampicata senza timore ed era semplice davvero salire, dopo aver preso le stelle alpine, mi son guardata attorno e dentro di me mi son chiesta: ed ora come scendo? È stata di una semplicità incredibile salire, ma scendere la vedevo brutta, la discesa è sempre più difficile, ci sono più difficoltà della salita. Con una mano ho messo le stelle alpine nella tasca della giacca e mi son provata a scendere, ad un certo punto sento papà che mi dice: sei salita? Ed ora scendi. Forse la presenza del papà o la forza di non dover ammettere lo sbaglio, mi ha aiutata a scendere piano piano, ma arrivata a terra ho dovuto vedere il viso del papà, non prometteva niente di buono, non aveva mai alzato né le mani né la voce con me, questa volta mi ha fatto capire con i disegni delle rocce dove potevo cadere se non avessi avuto la forza sufficiente nelle mani e nelle gambe, ho anche dovuto promettere che non avrei mai fatto un gioco del genere. Siamo poi ripartiti tranquilli, almeno io speravo, ma ho sempre ricordato quella mia scalata chiamiamola così, da ragazzina che per avere le stelle alpine potevo cadere e non certo su un materasso.

Siamo passati tante volte davanti a quella roccia e sempre mi diceva, perché non vai a cercare fiori, mentre ti sto a guardare? Io lo guardavo e stavo in silenzio, perché sapevo che chi era stato più male è stato lui, tante volte la mamma me lo ha detto. Aveva anche pensato di aspettare ancora pochi anni prima di prendermi nuovamente con se, ma la mamma è intervenuta in mia difesa, era stata l’unica volta che avevo sbagliato e sono stata perdonata.

Ora vi chiedo: Conoscete la leggenda della stella alpina?  Ecco, ve la racconto.

     

 

La Leggenda della Stella Alpina

 

Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio. Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.

Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce. Su dal cielo, se ne accorsero anche le stelle, quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti, una di loro ebbe pietà di quel pianto e senza speranza scese guizzando dal cielo. Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo! Il gelo l’avrebbe certamente uccisa… Ma, la montagna corse ai ripari, grata per quella prova d’amicizia data col cuore, avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci… E quando l’alba spuntò, era nata la prima

 

Stella Alpina

                             


COMMENTI

  1. il 01 ottobre, 2017 lorenzo12.rm dice:

    Gabriella, ne avevamo già certezza: sei una scrittrice nata; appassionata, semplice, verace. Ho letto d’un fiato il tuo post (accompagnato dalla vigile regia dell’impagabile Giuseppe) ed è come se fossi con te. Ne conserverò gli attimi, il sudore della salita, lo spavento della discesa, i rimproveri del babbo, l’orgoglio di fare cose belle e “diverse”. Tutto bello e significativo. E ti ringrazio.

  2. il 01 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Io ringrazio te Lorenzo delle tue frasi tanto gentili, sei quello che al primo mattino mi fa sentire importante. Un saluto ed un abbraccio ciao

  3. il 01 ottobre, 2017 tonia.fi dice:

    Il mio pensiero per te Gabriella: i tuoi racconti sono sempre meravigliosi, mi appassionano le storie di vita vissuta e te Gabriella sei una brava scrittrice, hai la capacità di farmi rivivere tanti ricordi di gioventù, le nostre marachelle fatte di incoscienza e senza paura.
    Ti ringrazio Gabriella anche per averci fatto conoscere la leggenda della Stella Alpina e mando un saluto a Giuseppe che sa presentare i post con tanta ammirevole cura. Il Bosco ci fa sentire uniti e ne siamo felici.

  4. il 01 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Sei gentilissima Antonella per scrivere dei commenti che mi fanno arrossire,le marachelle è vero le abbiamo fatte tutte, chi con un pò di incoscienza, chi per gioco. Per la leggenda della stella ho scritto quella più conosciuta, ce ne sono diverse. Ti saluto di cuore CIAO

  5. il 01 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Giuseppe farti i complimenti per come hai fatto la coreografia è superfluo, tutti lo sanno, ma alle volte è davvero bella e mi emoziona. Grazie infinite e permetti che ti abbracci ciao

  6. il 01 ottobre, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Ringrazio tutti, il mese di Ottobre è iniziato molto bene per me… con tanti abbracci e complimenti, non si può chiedere di più.
    “Uno per tutti e tutti per uno”
    Alexandre Dumas coniò questa frase e la mise sulla bocca di D’Artagnan nel ben noto romanzo dei moschettieri, ebbene, questa è una frase che facciamo nostra anche nel Bosco perché è bello sentirci uniti e prodigarci l’uno per l’altro vicendevolmente, come abbiamo sempre fatto.
    🍄 Lorenzo
    🐦 Antonella
    🐞 Gabriella
    Vi ringrazio per le belle parole di riconoscimento e ricambio con un abbraccio per tutte/i. Procediamo così, che andiamo bene. Un caro saluto.

  7. il 01 ottobre, 2017 edis.maria dice:

    Ricordo anch’io le belle ” arrampicate” che in gioventù mi dilettavano sugli alti momti della Val di Susa.Si partiva all’alba della domenica, tutte ragazze , amiche della montagna, con zainetto in spalle e gambe vigorose! L’aria fresca e la gioia ci faceva cantare per poco tempo, perchè ,poi,il fiato serviva per arrampicarsi!!!Si raggiungeva il posto stabilito,si beveva il latte fresco offerto nelle baite e poi raccolte di fiori o di funghi a seconda della stagione. Da noi era proibito raccogliere le stelle alpine!Che deliziose scampagnate e ,tornate a casa, n bel pediluvio caldo,che ci permetteva di rilassare i muscoli delle gambe! Gabriella ti ringrazio dei ricordi che hai suscitato in me.

  8. il 01 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Sono felice Edis.maria d’averti ricordato le arrampicate che ti sei fatta da giovane. Sono rammenti che che in fondo al cuore avevi, ma forse non volevi rispolverare, solo pensando a quanti anni erano passati. Le stelle alpine pochi anni dopo non abbiamo più potuto raccoglirle nemmeno noi, come le genzianelle e altri fiori.Certo che i ricordi della giovinezza passata a fare le gite in montagna sono le più belle! Un saluto

  9. il 01 ottobre, 2017 sandra.VI dice:

    Complimenti GABRIELLA ,un bellissimo post,ti ho seguita passo passo nella tua discesa ,perchè la stessa cosa l’avrei fatta anch’io ,mi vedevo già la mano allungata verso le stelle alpine ,io l’avevo fatto vedendo una scarpetta della Madonna,dai colori stupendi……..Mi piace la leggenda della stella alpina nn la conoscevo ,un caro saluto ,complimenti a GIUSEPPE l’allestimento,ciao

  10. il 01 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Sandra conoscendoti sarei stata sicura che avresti fatto il mio errore. Salire senza pensare che poi bisognava scendere. Forse eri un pò più matura quando hai allungato la mano per prendere il fiore. Pensavo la sapessi la leggenda della stella alpina. Un abbraccio ciao

  11. il 01 ottobre, 2017 carlina dice:

    grazie Gabriella x il bel racconto, che ci hai narrato, i tuoi ricordi di bambina ci hanno fatto sorridere e ci hanno anche fatto capire che personcina caparbia e piena di buona volontà, eri immagino ti sia mantenuta tale molto carina la leggenda delle stelle alpine e un grazie anche a Giuseppe x averti postato il racconto ciao

  12. il 01 ottobre, 2017 gianna dice:

    Gabriella,molto bella la leggenda del tuo post. il racconto delle tue paseggiate nelle tue fantastiche montagne quando andavi fare le “arrampicate” con il tuo caro Papa’eri una ragazzina giovane ,ma amando le montagne volevi fare nuove esperienze,come tutti i ragazzini della tua eta’. Amavi cosi tanto le montagne che erano diventate le tue migliori amiche.( La nascita della prima stella Alpina) bellissima leggenda,tanto anni fa una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio.Tutti la guardavaano stupiti :i faggi, gli abeti, le quercie, i Rododendri e le pervinche.ma purtroppo nessuna pianta poteva aiutarla poi che legata alla terra dalle sue radici cosi neppure un fiore poteva sbocciare tra le rocce.Su dal cielo si accorsero anche le stelle. Una notte! Le stelle sono volate via per giocare tra loro -tra i rami di pini altissimi ma una di loro ebbe pieta di quel pianto , ma senza speranza scese dal cielo .Scivolando tra le rocce con i suoi crepaci della montagna molto ammalata di solitudine. finche’ si poso’ sull’orlo di un precipizio .E dissi che freddo gelido…era stata pazza avere lasciato un posto cosi tranquillo vedrai che morira’ il gelo l’avrebbe uccisa. ma la montagna grata grata per quella prova di amicizia data con il cuore. avvolsi la stella con le sue mani di roccia morbida , La strinse legandola a se con radici tenaci…ma quando l’alba spunto, era nata la prima stella Alpina.bellissimo racconto e molto emozionante per chi ama la natura e le sue origini.Bravissima Gabriella e Giuseppe per la sua coreografia fantastica grazie di cuore per queste simpaticissime leggende. Un saluto

  13. il 02 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Carlina credo proprio che tu abbia indovinato come sono, ma che ci vuoi fare? Sono felice che ti sia piaciuta la leggenda della Stella Alpina, e mi accorgo che in tanti non la sanno. Un saluto ciaoo

  14. il 02 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Gianna ho notato che ti è piaciuta la storia della stella alpina, mi sarebbe piaciuto metterne altre tutte avvincenti, ma ho preferito mettere quella che ho sempre sentito raccontare. Le montagne sono sempre rimaste le mie più grandi amiche. Un saluto ciao

  15. il 02 ottobre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Ti ringrazio per il tuo “grazie” Carlina ma ritengo che per me sia naturale postare i racconti… fa parte dei lavori di redazione che qualcuno deve pur fare. É un compito che è stato affidato a me e cerco di svolgerlo nel migliore dei modi e lo faccio per tutti. A proposito, quando mandi un tuo raccontino per il Bosco? Un caro saluto, a presto, ciao.

  16. il 02 ottobre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Grazie Gianna, sono contento che ti sia piaciuto il post per cui, tutti insieme, ringraziamo Gabriella per la bella pagina che ci ha regalato: un bel racconto dei ricordi di gioventù e la leggenda della Stella Alpina, tutto veramente molto bello. Il mio è stato solo un lavoro di contorno ma la pagina meritava anche di più: si fa quel che si può per questo nostro meraviglioso Bosco che ci accomuna, in ogni occasione, sempre in gioiosa amicizia. Ciao con sincera stima.

  17. il 02 ottobre, 2017 gianna.vr dice:

    Le montagne…. indescrivibile bellezza e fascino!
    le leggende… racconti ancestrali che parlano al cuore!
    Gabriella… una scrittrice di talento!
    Giuseppe… un redazionista eccellente!
    Con un mix così, non resta che leggere, rileggere, contemplare e ringraziare.

  18. il 02 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Gianna.vr Le montagne …hai ragione, belle e maestose, ci fanno sognare, come le leggende che parlano al cuore, o i fiori ormai rari che coprono le nostre cime. Un saluto e grazie.

  19. il 02 ottobre, 2017 giuseppe3ca dice:

    Gianna.vr, grande poetessa, esprimi parole d’elogio che valgono una laurea ad honorem… la dedichiamo a Gabriella che ha il merito di averci regalato questa bella pagina. Il Bosco ringrazia. Un caro saluto con sincera stima, grazie, ciao.

  20. il 03 ottobre, 2017 antonino5.rm dice:

    Grazie Gabriella per il tuo racconto delle stelle alpine a 2000m., è stato molto bello, ti vedevo adolescente che di nascosto del tuo Papà volevi crescere in fretta, un augurio di tanta felicità.

  21. il 03 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Antonino5 Volevo crescere veramente in fretta per riuscire a scalare le mie amate montagne, e parlare a loro dei miei sogni. Con la calma ci sono riuscita. Un saluto ciao

  22. il 03 ottobre, 2017 Giulio Salvatori dice:

    Brava Gabriella . Di solito non vado mai nei blog a scuriosare. Scrivo in Incontriamoci e basta, anche perchè non avrei tempo di collaborare con altri.Mi sono soffermato sul tuo racconto e me lo sono letto con piacere. Tutto quanto parla di montagna mi attrae. Brava e brava ancora

  23. il 03 ottobre, 2017 gabriella.bz dice:

    Giulio Salvatori grazie di essere passato nel bosco, hai trovato la montanare. Sono certa che pure a te piace il bosco della montagna, ne avevamo parlato una volta. Io ti seguo quando ci sei che suoni. Sei meraviglioso! Un saluto ciao


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