Archive for settembre 30th, 2017

LE STELLE ALPINE di Gabriella.bz

 

 LE STELLE ALPINE

 

Pochi giorni fa, ho letto un bellissimo libro che parlava di montagne, mentre leggevo mi son sentita una morsa al cuore; Ho ricordato un fatto avvenuto quando ero ancora molto giovane, dodici o tredici anni potevo avere non di più. Ho già detto in un racconto che con il papà andavo spesso in giro per la montagna, alle volte andavamo su verso i duemila metri, altre volte ci si fermava appena sopra il mio paese di origine che è poco meno di settecento metri, per raccogliere funghi, asparagi selvatici, tarassaco, e altro. Di solito con papà andavo con passo svelto, ma adatto ad una ragazzina. Mi piaceva quando al mattino si partiva con zaino in spalla e mi annunciava: prepara le gambe che andiamo verso la malga, era a poco meno dei duemila m. in zone dove era facile camminare ma subito dopo c’erano le rocce che tanto mi attiravano e dove cominciavo a imparare a salire ed erano fonte di grande emozioni. Sono sempre stata una a cui i pericoli non hanno mai fatto paura, e non ho mai avuto paura di bestie feroci, a quei tempi c’era un orso che girava, era solitario ed erano in pochi che avevano occasione d’incontrarlo veramente, però erano in tanti che davano la loro parola di averlo visto.

 Papà mi raccomandava di non allontanarmi mai da lui, ma io viceversa speravo tanto di vederlo, almeno in lontananza, ma non mi è stato possibile avere l’opportunità di vederlo e dopo alcuni anni è stato ritrovato morto di vecchiaia. Alla malga era doveroso fermarsi, io mi bevevo un bicchiere di latte e papà uno di vino, poi si fermava per due chiacchiere con uno dei malgari, mentre io girovagavo nei dintorni. Rare volte trovavo ragazze della mia età, le mamme non lasciavano che venissero in montagna, potevano salire i ragazzi con i papà o con fratelli maggiori niente femmine, ma per me non era una grande perdita la mancanza di amiche, le sensazioni profonde che la montagna mi dava, e mi offre ancora, erano sicuramente migliori delle amicizie.

Un giorno che stavo a guardare le rocce, ho visto delle stelle alpine, erano belle grosse, la rampicata era facile a vedersi, poi non era in verticale la si poteva fare senza corda secondo i miei pensieri, mi son guardata attorno e visto che papà non veniva mi sono arrampicata senza timore ed era semplice davvero salire, dopo aver preso le stelle alpine, mi son guardata attorno e dentro di me mi son chiesta: ed ora come scendo? È stata di una semplicità incredibile salire, ma scendere la vedevo brutta, la discesa è sempre più difficile, ci sono più difficoltà della salita. Con una mano ho messo le stelle alpine nella tasca della giacca e mi son provata a scendere, ad un certo punto sento papà che mi dice: sei salita? Ed ora scendi. Forse la presenza del papà o la forza di non dover ammettere lo sbaglio, mi ha aiutata a scendere piano piano, ma arrivata a terra ho dovuto vedere il viso del papà, non prometteva niente di buono, non aveva mai alzato né le mani né la voce con me, questa volta mi ha fatto capire con i disegni delle rocce dove potevo cadere se non avessi avuto la forza sufficiente nelle mani e nelle gambe, ho anche dovuto promettere che non avrei mai fatto un gioco del genere. Siamo poi ripartiti tranquilli, almeno io speravo, ma ho sempre ricordato quella mia scalata chiamiamola così, da ragazzina che per avere le stelle alpine potevo cadere e non certo su un materasso.

Siamo passati tante volte davanti a quella roccia e sempre mi diceva, perché non vai a cercare fiori, mentre ti sto a guardare? Io lo guardavo e stavo in silenzio, perché sapevo che chi era stato più male è stato lui, tante volte la mamma me lo ha detto. Aveva anche pensato di aspettare ancora pochi anni prima di prendermi nuovamente con se, ma la mamma è intervenuta in mia difesa, era stata l’unica volta che avevo sbagliato e sono stata perdonata.

Ora vi chiedo: Conoscete la leggenda della stella alpina?  Ecco, ve la racconto.

     

 

La Leggenda della Stella Alpina

 

Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio. Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.

Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce. Su dal cielo, se ne accorsero anche le stelle, quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti, una di loro ebbe pietà di quel pianto e senza speranza scese guizzando dal cielo. Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo! Il gelo l’avrebbe certamente uccisa… Ma, la montagna corse ai ripari, grata per quella prova d’amicizia data col cuore, avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci… E quando l’alba spuntò, era nata la prima

 

Stella Alpina