TERREMOTO ALL’ISOLA VERDE

 

Titolo ISCHIA I  

Isola di ISCHIA, la più estesa del Golfo di Napoli, oltre 46 km. quadrati, circa 17mila abitanti ma come località turistico/termale ospita oltre 200mila persone nel periodo di maggiore afflusso, il mese di agosto, appunto.

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21 agosto 2017 ore 20.57 scossa di terremoto magnitudo 4.0. Crolli in tutto il territorio, Casamicciola e Lacco Ameno le località più danneggiate. Radio, TV e giornali ci hanno dato tutte le notizie mediatiche: due vittime, tanti feriti, abitazioni crollate e circa 2600 persone rimaste senza casa. I turisti sono migliaia e molti scelgono di lasciare l’isola e si imbarcano sui traghetti verso Napoli, ma molti sono quelli che decidono di continuare la vacanza e di restare negli alberghi che li ospita e che non sono danneggiati dal sisma. Si crea comunque la necessità di sistemare le persone rimaste senza tetto e gli alberghi utili vengono requisiti per tale esigenza primaria.

Nella disgrazia si può dire che è andata bene se si fa il confronto con le 2300 vittime registrate nel sisma del 1983 nella stessa isola.

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Tanta emozione ha destato la vicenda del salvataggio dei tre fratellini, Ciro, Mattias e Pasquale, rimasti per ore sotto le macerie.

Cerchiamo di immaginare come sono state per loro le ore trascorse al buio, con la casa crollata addosso.

Pasquale di soli sette mesi, Mattias  otto anni e Ciro undici.

Le vicende della vita hanno maturato presto Ciro che dimostra di essere più grande dei suoi undici anni e si sente responsabile e protettivo soprattutto nei confronti del fratello Mattias.

 

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Erano nella loro stanza da letto e stavano per andare a dormire quando i muri si misero a tremare e Ciro istintivamente spinge Mattias sotto il loro letto a castello e riesce parzialmente ad infilarsi pure lui nell’istante del forte boato mentre tutto crolla addosso ai due, soffocando il loro grido di paura.

Sono lì sotto, al buio, uno sopra l’altro, sommersi da polvere e macerie.

Si rendono conto che si tratta di un terremoto, Mattias è molto spaventato ma entrambi capiscono di essere vivi. Ciro cerca di tranquillizzare il fratello e soprattutto sé stesso, dicendo, cerchiamo di stare calmi, vedrai che verranno a salvarci. Per non aggravare la tensione Ciro non dice che ha un forte dolore al piede che è bloccato sotto le macerie e non riesce a muovere la gamba. Con le braccia comunque libere riesce a spostare qualche sasso o mattone e hanno spazio e aria sufficiente per respirare. Non c’è che da attendere e ascoltare i rumori che vengono dall’esterno della loro fortunosa tana che li tiene provvisoriamente in salvo.

Intanto trascorrono ore e, passato il primo trambusto, le squadre di soccorso iniziano il loro lavoro e Ciro pensa che è necessario segnalare la loro presenza facendo capire che sono vivi e hanno bisogno di aiuto.

Il pensiero di morire intrappolati tra le macerie deve essere passato nella mente di questi ragazzini, ma non si sono persi d’animo… dovevano uscire da lì e ritornare alla vita.

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CRONACA DEI SALVATAGGI

 

Al momento del crollo la mamma Alessia era nel bagno, l’unica parte della casa rimasta in piedi, ed è stata salvata quasi subito. Il suo compagno Alessandro era fuori dalla casa ma è rimasto incastrato sotto l’auto ed è stato salvato alle 02.30. Alle 4.00 i Vigili del Fuoco riescono a tirar fuori Pasquale di solo sette mesi, localizzato seguendo la provenienza del suo pianto.

 Ciro resosi conto che erano in atto le operazioni di soccorso, continuava a gridare: “Tiratemi fuori, non mi abbandonate” – “Fate presto, non mi fate morire” e intanto, recuperato un bastone capitato a portata di mano, continuava a dare colpi in modo da far rumore e poter essere localizzato.

 

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Il gruppo di soccorso è riuscito a stabilire un contatto vocale con Ciro e si instaurò un dialogo con un vigile che parlava con accento napoletano e che gli dava maggior sicurezza. Ciro continuava a fornire le indicazioni che gli venivano richieste e si preoccupava di poter salvare per primo Mattias che era più spaventato e restava taciturno.

 

Una volta individuato il punto esatto in cui scavare è stato necessario procedere con estrema cautela, per ridurre al minimo il rischio di ulteriori crolli. Il primo ad essere liberato è stato Mattias, spinto avanti da Ciro, un paio d’ore dopo è la volta dello stesso Ciro a rivedere la luce del cielo.

Hanno vissuto un’esperienza che certamente non dimenticheranno mai.

Il resto è cronaca ma voglio aggiungere un aneddoto:

Mattias, nell’abbracciare la nonna dopo il salvataggio ha chiesto: “Dov’è il mio salvadanaio?” e la nonna, abbracciandolo ancora più forte, ha risposto “Non si sa dov’è tra le macerie ma tu sei salvo e la nonna ti regalerà un salvadanaio ancora più ricco”.

 

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La ricostruzione dell'episodio  è di pura fantasia ma penso che non sia molto diverso dalla  realtà vissuta da questi bambini.

Un saluto positivo per tutti con l’ascolto di questa soave musica del

Maestro Ennio Morricone.  

Grazie!

   

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Barra separ. bianco e blu animata  

Ennio Morricone Amapola

 

 

  Barra separ. fiorellini blu    


COMMENTI

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  1. il 26 agosto, 2017 gabriella bz dice:

    Giuseppe, un racconto tanto veritiero da farmi pensare che a Ischia ci fossi pure io. Mi sono sentita vicina alle persone ed ai bimbi in modo impressionante. Il tuo non era un racconto sul terremoto, tratto dai giornali o TV, ma come se ci fossi lì con la tua anima. Come video Morriconi è stato bellissimo. Un saluto Ciao

  2. il 27 agosto, 2017 lorenzo12.rm dice:

    Giuseppe, hai raccontato con maestrìa e da professionista dell’informazione. L’episodio del terremoto a Ischia ci ha impressionato e addolorato. Vedrai quante chiacchiere. Ma la “storia” del salvataggio dei tre bambini è vera e sincera. Grazie.

  3. il 27 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    A Ischia, accanto a quei bambini c’eravamo tutti Gabriella, ci siamo sentiti coinvolti e abbiamo trepidato per il loro salvataggio. Io mi sono immedesimato con loro e ho raccontato la vicenda come se l’avessi vissuta io stesso, la mia anima è andata sotto quelle macerie con lo spirito di poter portare soccorso a chi implorava aiuto. Ti ringrazio e capisco che anche te, ti sei sentita coinvolta allo stesso modo. Questo video mi è sembrato adatto per riportarci ad un tranquillo relax dopo la trepidazione del difficile salvataggio dei bambini. Un abbraccio, ciao.

  4. il 27 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    Sappiamo Lorenzo che ci saranno tante chiacchiere, tante polemiche, tante falsità che arrivano persino ad accomodare i dati scientifici ponendo le convenienze di parte o il tornaconto individuale al di sopra della verità e degli interessi generali. Noi non entriamo nel merito ma cerchiamo di capire e vogliamo essere vicini ai malcapitati che hanno vissuto il dramma sulla loro pelle. Grazie per i tuoi interventi sempre al top della concretezza e della verità.
    Un caro saluto, Buona Domenica.

  5. il 27 agosto, 2017 sandra.VI dice:

    Hai fatto un post della tragedia così realistico, come tu fossi presente, la tua sensibilità te lo ha dettato e sei stato nel vero. Ho parlato colla mia infermiera arrivata da ISCHIA, quella notte era a ISCHIA PONTE. Sono stati colpiti da un boato tremendo, la terrra ha tremato e un vento gelido li ha investiti, mancata la luce, la gente fuggiva e le macchine si incrociavano col rischio di cozzare l’una con l’altra, mentre un polverone si sollevava dalla vicina CASAMICCIOLA unita a urla di terrore, un incubo. La SUA stessa cagnolina cercava morderla e scappare….. Un caro saluto con un grazie per la musica ciao.

  6. il 27 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    Molto bene Sandra, hai aggiunto una testimonianza “vera”, raccontata dalla persona che l’ha vissuta dal vivo. É facile immaginare che, con il caos che si è creato, esperienze come questa ce ne siano state tante e non sarà facile dimenticarle. Speriamo che tutto possa essere normalizzato, per i feriti, per quelli rimasti senza casa, per le attività turistico/commerciali, augurandoci che non ci siano tempi lunghi e che si possa rientrare nella normalità della vita per tutti. Per ora ascoltiamo la bella musica del Maestro Morricone.
    Grazie Sandra un caro saluto sincero. Buona Domencia.

  7. il 27 agosto, 2017 alba morsilli dice:

    Come sempre il terremoto è imprevedibile, il dolore delle vite umane perse non ha pace, Noi siamo tra i primi al mondo ad avere una macchina del soccorso straordinaria, e mai poi mai finiremo di ringraziare, ma se è vero quello delle case fatte con abusivismo e prive di prottezione per il sisma, allora non abbiamo imparato niente dai precedenti terremoti, Si certo anche io sono rimasta incollata alla tv fino al salvataggio di Ciro non è giusto che sono i bambini a pagare

  8. il 27 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    Vero Alba… primi nella organizzazone della protezione civile ma primi anche nei vari metodi di abusivismo in tutti i settori. Sono cose che si vedranno con le relative inchieste. Nel mio post ho voluto mettere in evidenza gli aspetti umani del salvataggio dei tre fratellini che ci ha tenuti col fiato sospeso fino alla conclusione. Il resto esula dalla nostra competenza e dalle finalità del blog che assolve il compito dell’aggregazione e socializzazione tra noi. Grazie per il tuo intervento sempre gradito e sincero. Buona Domenica, ciao.

  9. il 27 agosto, 2017 antonino5 dice:

    Caro Giuseppe come sempre ai fatto un magnifico repotag riguardo al terremoto a ischia è stato molto distruttivo ma in compenso il salvataggio dei 3 fratellini vuol dire che il buon DIO ancora Protegge le persone innocenti. mi spiace per le 2 persone anziane ma quando succedono queste catastrofi purtroppo le vittime ci sono. Come dici te la volta precedente ci sono state più di 2000 vittime. la nostra bella Italia con la non curanza nei suoi riguardi si sta piano piano trasformando in peggio tra incendi tra smottamenti tra terremoti la nosrtra bella Italia sta diventando una povera cenerentola, un saluto a Giuseppe e grazie del tuo blog.

  10. il 27 agosto, 2017 gianna dice:

    Giusepppe,questo post, ai fatto come sempre un magnifico reportag, riguardo il Terremoto di Ischia,eravamo lontani ma presenti, in momenti difficili di ricupero di quei tre bambini incastrati sotto le macerie,il nostro cuore batteva a 1000, sembravono i nostri bambini sentivamo una grande emozione nell’assistere al ricupero ci preoccupava del suo stato di salute e che fossero vivi. qualche piccolo trauma ma cosa da poco, Dio era presente con loro, ma le mani che scavano con infinita delicatezza erano i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e tanti volontari come e sempre accaduto ,Il terremoto arrivano in un secondo quando senti la prima scossa puo’ distruggere tutti e tutto, ma ci dispiaceva molto anche per le due persone decudute nel crollo del campanile tanti feriti ma sembra non gravi. certo la distruzione c’è ma in quel momento seguivamo quei 3 bambini. poi si spera che tutto andra’ sistemato al prima possibile,Ora vedremo un video per rilassarci da quel incubo in prima fila dei 3 bambini.Bella dolcissima musica con la coreografia del Maestro Ennio Morricone.Bravo Giuseppe.

  11. il 27 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    Noi possiamo fare ben poco Antonino ma possiamo sempre tenerci aggiornati sugli eventi e custodire, per quanto possibile, il bene che abbiamo. La nostra Italia ha delle grandi risorse e non può diventare una Cenerentola. Le opere di ricostruzione vengono sempre avviate e speriamo che le portino a termine in tempi non troppo lunghi. La prima preoccupazione è stata quella di portare in salvo i tre fratellini e tutti gli altri che sono rimasti sotto i crolli. Non ci rimane che sperare in bene. Ti ringrazio per il tuo intervento di grande significato.
    Ciao, Buona Domenica.

  12. il 27 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    Hai detto bene Gianna “Eravamo lontani ma presenti”. Tutti abbiamo vissuto con emozione le operazioni di salvataggio di quei tre bambini, come fossero veramente nostri figli. Personalmente, con il pensiero, mi sono calato come fossi stato io stesso al loro posto e da questo è nato il racconto/reportage. Mi fa piacere che sia stato ben accolto e ringrazio tutti… te compresa. Quella musica era necessaria per rilassarci dalle emozioni, ancora grazie e un caro saluto, ciao.

  13. il 28 agosto, 2017 tonia.fi dice:

    Forse perché non sto troppo bene, ma il racconto del salvataggio dei tre fratellini di Ischia, già seguita anche in TV, mi ha commosso fino a farmi piangere e con gli occhi umidi non riesco a scrivere di più ma sono vicina a tutte le amiche e amici del Bosco. Un saluto per tutti.

  14. il 28 agosto, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Sappiamo che sei sempre vicina al nostro Bosco Antonella e ti ringrazio. Mi dispiace per il tuo non star bene e ti auguro di riprenderti presto. Sapere delle tue lacrime commuove anche tutti noi, ti vogliamo presto in forma smagliante, ciao, un abbraccio collettivo di grande stima.

  15. il 30 agosto, 2017 elisabetta8.mi dice:

    Le calamita’sono sempre impreviste, la natura dei terremoti è nefasta, per fortuna abbiamo uomini preparati e carichi d carita’ e di umanita’, mettendo a rischio la propria vita in aiuto del prossimo,,, questi uomini sono angeli che il Vangelo lo vivono nel cuotidiano con molta normalita’,,,, Il bosco condivide gioie e dolori con semplicita’ e amore,,,,

  16. il 30 agosto, 2017 giuseppe3ca dice:

    Corrispondente alla realtà quanto dici, molto vero, un grazie sincero per tutti gli Angeli del soccorso e uno anche per te Elisabetta, per le tue belle parole. Confermo pure la tua frase, molto vera: “Il Bosco condivide gioie e dolori con semplicità e amore. Vero, il Bosco fa la sua parte, amore e semplicità non mancano, grazie, ciao.