Archive for agosto 26th, 2017

TERREMOTO ALL’ISOLA VERDE

 

Titolo ISCHIA I  

Isola di ISCHIA, la più estesa del Golfo di Napoli, oltre 46 km. quadrati, circa 17mila abitanti ma come località turistico/termale ospita oltre 200mila persone nel periodo di maggiore afflusso, il mese di agosto, appunto.

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21 agosto 2017 ore 20.57 scossa di terremoto magnitudo 4.0. Crolli in tutto il territorio, Casamicciola e Lacco Ameno le località più danneggiate. Radio, TV e giornali ci hanno dato tutte le notizie mediatiche: due vittime, tanti feriti, abitazioni crollate e circa 2600 persone rimaste senza casa. I turisti sono migliaia e molti scelgono di lasciare l’isola e si imbarcano sui traghetti verso Napoli, ma molti sono quelli che decidono di continuare la vacanza e di restare negli alberghi che li ospita e che non sono danneggiati dal sisma. Si crea comunque la necessità di sistemare le persone rimaste senza tetto e gli alberghi utili vengono requisiti per tale esigenza primaria.

Nella disgrazia si può dire che è andata bene se si fa il confronto con le 2300 vittime registrate nel sisma del 1983 nella stessa isola.

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Tanta emozione ha destato la vicenda del salvataggio dei tre fratellini, Ciro, Mattias e Pasquale, rimasti per ore sotto le macerie.

Cerchiamo di immaginare come sono state per loro le ore trascorse al buio, con la casa crollata addosso.

Pasquale di soli sette mesi, Mattias  otto anni e Ciro undici.

Le vicende della vita hanno maturato presto Ciro che dimostra di essere più grande dei suoi undici anni e si sente responsabile e protettivo soprattutto nei confronti del fratello Mattias.

 

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Erano nella loro stanza da letto e stavano per andare a dormire quando i muri si misero a tremare e Ciro istintivamente spinge Mattias sotto il loro letto a castello e riesce parzialmente ad infilarsi pure lui nell’istante del forte boato mentre tutto crolla addosso ai due, soffocando il loro grido di paura.

Sono lì sotto, al buio, uno sopra l’altro, sommersi da polvere e macerie.

Si rendono conto che si tratta di un terremoto, Mattias è molto spaventato ma entrambi capiscono di essere vivi. Ciro cerca di tranquillizzare il fratello e soprattutto sé stesso, dicendo, cerchiamo di stare calmi, vedrai che verranno a salvarci. Per non aggravare la tensione Ciro non dice che ha un forte dolore al piede che è bloccato sotto le macerie e non riesce a muovere la gamba. Con le braccia comunque libere riesce a spostare qualche sasso o mattone e hanno spazio e aria sufficiente per respirare. Non c’è che da attendere e ascoltare i rumori che vengono dall’esterno della loro fortunosa tana che li tiene provvisoriamente in salvo.

Intanto trascorrono ore e, passato il primo trambusto, le squadre di soccorso iniziano il loro lavoro e Ciro pensa che è necessario segnalare la loro presenza facendo capire che sono vivi e hanno bisogno di aiuto.

Il pensiero di morire intrappolati tra le macerie deve essere passato nella mente di questi ragazzini, ma non si sono persi d’animo… dovevano uscire da lì e ritornare alla vita.

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CRONACA DEI SALVATAGGI

 

Al momento del crollo la mamma Alessia era nel bagno, l’unica parte della casa rimasta in piedi, ed è stata salvata quasi subito. Il suo compagno Alessandro era fuori dalla casa ma è rimasto incastrato sotto l’auto ed è stato salvato alle 02.30. Alle 4.00 i Vigili del Fuoco riescono a tirar fuori Pasquale di solo sette mesi, localizzato seguendo la provenienza del suo pianto.

 Ciro resosi conto che erano in atto le operazioni di soccorso, continuava a gridare: “Tiratemi fuori, non mi abbandonate” – “Fate presto, non mi fate morire” e intanto, recuperato un bastone capitato a portata di mano, continuava a dare colpi in modo da far rumore e poter essere localizzato.

 

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Il gruppo di soccorso è riuscito a stabilire un contatto vocale con Ciro e si instaurò un dialogo con un vigile che parlava con accento napoletano e che gli dava maggior sicurezza. Ciro continuava a fornire le indicazioni che gli venivano richieste e si preoccupava di poter salvare per primo Mattias che era più spaventato e restava taciturno.

 

Una volta individuato il punto esatto in cui scavare è stato necessario procedere con estrema cautela, per ridurre al minimo il rischio di ulteriori crolli. Il primo ad essere liberato è stato Mattias, spinto avanti da Ciro, un paio d’ore dopo è la volta dello stesso Ciro a rivedere la luce del cielo.

Hanno vissuto un’esperienza che certamente non dimenticheranno mai.

Il resto è cronaca ma voglio aggiungere un aneddoto:

Mattias, nell’abbracciare la nonna dopo il salvataggio ha chiesto: “Dov’è il mio salvadanaio?” e la nonna, abbracciandolo ancora più forte, ha risposto “Non si sa dov’è tra le macerie ma tu sei salvo e la nonna ti regalerà un salvadanaio ancora più ricco”.

 

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La ricostruzione dell'episodio  è di pura fantasia ma penso che non sia molto diverso dalla  realtà vissuta da questi bambini.

Un saluto positivo per tutti con l’ascolto di questa soave musica del

Maestro Ennio Morricone.  

Grazie!

   

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Barra separ. bianco e blu animata  

Ennio Morricone Amapola

 

 

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