Archive for maggio 17th, 2017

TI CHIAMANO VECCHIO

 

 

TI CHIAMANO “VECCHIO”

 

VECCHIO

 

Mi chiami ”Vecchio” e son contento

del vissuto non mi pento.

Vado avanti coi miei anni

sono tanti e me ne vanto

me la suono e ma la canto

e mi curo dei malanni.

Le risorse della vita

dànno ancor gioia infinita.

Ho un bagaglio di esperienza

e raccolgo ognor l’essenza

dei sapori della vita

del piacere di una gita

della musica e la danza:

se c’è vita c’è speranza.

 

Giuseppe_62567

 

Fiori - Fior. rosso 

Già da un po’ di tempo l’Unione Europea ha posto l’attenzione sul fenomeno della “Longevità” e a tal proposito aveva designato l’anno 2012 come:

 

ANNO EUROPEO DELLA LONGEVITÀ ATTIVA E DELLA SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE

 

Con appositi finanziamenti si è dato corso a degli studi per cercare di comprendere le ragioni perché alcuni popoli o alcune etnie in particolari regioni vivono più a lungo. Queste persone sono oggetto di analisi e studio da parte di speciali commissioni che indagano sulle condizioni ambientali, i regimi di vita e il tipo di alimentazione e caratteristiche del dna. Speriamo bene di avere presto delle indicazioni valide per allungarci la vita.

Sembrerebbe che finalmente si è presa coscienza che la longevità può essere una risorsa preziosa per l’economia e per la società. Non solo ma ci si è resi conto che occorre preparare oggi le soluzioni necessarie per un futuro ormai imminente. La vita scorre veloce e tutti siamo consapevoli che i giovani di oggi sono, in effetti, gli anziani di domani.

Sul tema è stata costituita una Commissione Europea, si promuovono incontri e convegni per lo studio del fenomeno con un preciso obiettivo:

Il dono della longevità di pochi deve essere colmato con un adeguamento culturale per tutti”.

Non solo ma si deve pure pensare alla costituzione di tutti quei provvedimenti legislativi necessari nell’ottica della salvaguardia e protezione del “cittadino europeo” non come elemento individuale ma soprattutto come facente parte della comunità sociale dell’Europa.

 

Noi di Eldy, con grande umiltà, da sempre facciamo la nostra piccola parte: nei nostri blog promuoviamo l’aggregazione e gli incontri tra amici, impostiamo la discussione di problematiche sociali e di interesse comune chiedendo la partecipazione, il parere individuale e la collaborazione degli aderenti.

Esponiamo i nostri lavori e li proponiamo al giudizio dei lettori affezionati e non. Anche questo, per noi, è un modo di sviluppare una longevità attiva. Non importa se per camminare dobbiamo appoggiarci ad un bastone, se le nostre braccia non riescono più a sollevare i pesi come potevamo fare qualche tempo prima ma la nostra mente è sveglia e le nostre mani sanno ancora prendere una penna per scrivere o digitare sulla tastiera del nostro amato PC per comunicare tra noi e, così, sentirci attivi, cioè vivi e facenti parte della collegialità umana.

A titolo dimostrativo rileggiamo, con piacere, le creazioni poetiche che ci ha lasciato il nostro amico Ottorino, composizioni proposte quando era già avanti negli anni e quindi confermano un fulgido esempio di longevità attiva.

Ecco alcune sue creazioni poetiche, grazie Ottorino. 

 

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Sorge il sole

 Aurora_01708

 

 

Nell’aurora,

rispunta un roseo sole

penetrando tra bianche nubi

e si incendia

tra montagne verdi,

infondendomi una dolce speranza

in un cuore che brucia

tra un turbine di spazi

sordi e muti.

 

Barra div. - GIF - Rametto con fiori fucsia

 Speranza

La_Speranza_01831

 

 

A volte

dalla speranza

sorge fiducia

e felicità.

È senza ombre,

vola come rondine

tra albe

e tramonti.

A tutti è vicina

tra spazi di nebbia

e di luce

per futuri di vita

e d’amore.

Senza speranza

è buio profondo.

 

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Felicità di bimba

 

 

 

 

 

Felicita_02127

 

 

 

Appare, vola di qua e di là

come a nascondiglio,

preparandoti una beffa.

Poi si sente arrivare lemme, lemme,

a volte si approssima d’improvviso

stordendoti.

Ansietà, tormento,

desiderio, speranza

ronzio allegro.

L’afferri, ti scappa:

acerbo pianto.

 

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RENATO ZERO “SPALLE AL MURO

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