SARDEGNA

S A R D E G N A 1

 

SARDEGNA

 

Non solo spiagge e nuraghi

 

Ci avviamo verso l’Estate ed è tempo di programmare le nostre sospirate e meritate vacanze ma, in conseguenza delle continue incertezze economiche e del perdurare della crisi generale per la quale pare non si riesca a trovare soluzione, non tutti possiamo permetterci una pausa di completo relax magari con un viaggio in una terra come la Sardegna, splendida isola al centro del Mediterraneo, ricca di storia e rinomata per le sue bellezze naturali, il mare stupendo, le splendide spiagge, la sua vegetazione, i suoi prodotti e, infine, aspetto non trascurabile, per la tradizionale ospitalità della sua gente.

 

La Marmorata (Gallura)

La Marmolata (Gallura)Da sempre nei sogni di tanti che ancora non la conoscono ma ne hanno sentito parlare come di un Paradiso sulla terra, si riservano di visitarla quanto prima.

In attesa che ciascuno possa realizzare i propri sogni propongo la lettura di questo brano che consente di immergerci in un viaggio virtuale, tra fantasia e realtà, in una Sardegna antica e moderna allo stesso tempo. Grazie per la cortese attenzione.

 

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Barra div. fissa - Barra egiz. anatre e fiori verdi

 

Leggende di Sardegna (*)

Domus de Janas,Tombe dei Giganti, Dolmen, Menhir, Pozzi Sacri

 

 

Si nascondono nelle grotte e nelle profondità delle voragini. Sulle alture che sfiorano il cielo, tra le sughere, il cisto e i muschi delle rocce più impervie.
Tra le rovine delle costruzioni nuragiche e i residui delle civiltà sepolte. Fino al mare e alle spiagge trasformate dal continuo scorrere delle stagioni, dall’andare e venire di onde che sfumano qualunque impronta fino a farla scomparire.

 

Domus de Janas  (Murrone)

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E dal passato riaffiorano, nei deserti sconfinati e frastagliati, e sulle bocche della gente. Sono le leggende, i miti e i racconti misteriosi che completano i vuoti della storia e le falle della memoria.
I sardi, anche in questo incantevole angolo di mondo che è l’Ogliastra, sono circondati da mille culture diverse, seppellite a strati indistinguibili nel sapere della terra. Gli usi, i costumi e le credenze antiche si mischiano a quel che arriva dal mare portatore di progresso, e insieme, più velocemente, il dissolversi di un’oralità popolare che li ha tramandati per secoli. Ma camminando attraverso le strade che dal porto di Arbatax accompagnano fino ai monti di Jerzu, di Baunei, di Talana o di Lanusei, i paesaggi parlano già di fate, streghe, orchi e giganti. Le rocce e i cespugli illustrano storie che tornano a essere evocate.

 

Mores – Dolmen Sa Coveccada

Mores - Dolmen Sa Coveccada

Il nome Ogliastra prende quasi sicuramente origine dalla punta detta Pedra Longa o Agugliastra, che si erge sulla costa del comune di Baunei, per ben 128 metri sul livello del mare. Il senso del sublime parte da questa cima e ricopre l’intera area di magia e mistero incontaminato, fino ai monti. È la natura ad aver tracciato dei confini tra ciò che è Ogliastra e ciò che non lo è.

 

Goni – Menhir di Pranu Mutteddu

Goni - Menhir di Pranu Muttedu

Si racconta che un dio, per far cessare le continue scorribande di alcuni banditi del paese di Orgosolo ai danni delle greggi degli abitanti di Urzulei, abbia segnato con un fulmine una profonda e terribile gola.
Su Gorroppu, questo il nome della voragine scavata nella roccia e nel fitto dei lecci, divide il Supramonte in due parti: la Barbagia e l’Ogliastra. È una terra di nessuno in cui si dice vaghino le anime dei banditi e quelle dei dannati: i morti “fuori dal proprio letto”. Il canyon è tra i più profondi d’Europa e, visto dall’alto, assume tutto il fascino dell’imperscrutabile. Addentrandosi nel territorio ogliastrino si possono incontrare i resti di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo. La letteratura e la storia descrivono credenze religiose e pratiche magiche da leggenda.

 

Menhir – “Sa Perda Pinta

Marmoiada - Menhir - Sa Perda PintàEsemplare ne è il rito dell’incubazione. Si racconta che le cosiddette “tombe dei giganti” venissero usate come una sorta di collegamento fra mondo dei vivi e mondo dei morti. Le costruzioni, risalenti al XV secolo a. C., sono sepolture collettive che si sviluppano in lunghezza e disegnano, viste dall’alto, figure taurine. Il Dio Toro, l’essere misterioso protettore del mondo dei defunti, era contrapposto alla Dea Madre, divinità della vita. Coloro che avessero passato un’intera notte all’interno delle costruzioni di pietra, avrebbero potuto comunicare in sogno con i propri avi.

 

La Grotta di Is Janas

La grotta di Is JanasLe tombe dei giganti, assieme ai dolmen, ai menhir e ai pozzi sacri, sono molto diffuse in Ogliastra e dimostrano come il mistero e il rapporto rituale con la natura sia radicato in questa terra fin dall’antichità. Profondità del tempo e profondità della terra coincidono quando si parla di serpenti voraci e di fate.

A Baunei, sull’altopiano del Golgo, esiste una voragine profonda di circa 270 metri e chiamata Su Sterru, in cui, secondo la leggenda, venivano gettati i corpi dei sacrificati. Le vittime dovevano servire a sfamare un enorme serpente. Si crede che sia stato San Pietro, dopo essersi fatto costruire una chiesa nei pressi della gola, a sconfiggere l’orribile creatura.

 

Pozzo Sacro – Nuragus

Pozzo Sacro -NuragusMa le protagoniste più frequenti delle leggende misteriose d’Ogliastra sono le fate, chiamate in sardo janas.

Queste piccole creature vengono descritte a volte come esseri gentili e generosi, altre volte come dispettose e vendicative. Si pensa che esse custodissero grandi tesori e tessessero splendide stoffe con telai d’oro.  Camminando nei sentieri meno battuti della località si potrebbero ancora trovare i preziosi filati stesi ad asciugare sui rami di ginepro. Le janas, per i sardi, abitavano i nuraghi e i castelli in rovina, ma anche, e soprattutto, le antiche tombe prenuragiche scavate nella roccia, che a prima vista sembrano abitazioni per folletti, e che per questo vennero dette domus de janas (letteralmente “case delle fate”).

 

Su Tempiesu – Tempio a pozzo

Sutempieus - Pozzi Sacri - Templi a pozzoSi racconta che un tempo le fate, alla nascita di un bambino, si avvicinassero di notte alla sua culla decretandone la buona o la cattiva sorte. Le minuscole creature emanavano un fascio luminoso che gli permetteva di volare la notte e di vivere nei posti più bui e comunemente inaccessibili all’uomo. Le janas abitavano anche le grotte scavate nel sottosuolo, come, ad esempio, quelle spettacolari di Su Marmuri, che si trovano presso il Comune di Ulassai. Il tempo ha realizzato qui una delle opere più affascinanti e suggestive d’Europa e non è difficile capire come un tale splendore di architettura naturale si credesse abitato da creature speciali. Le gocce e i corsi d’acqua hanno realizzato un mondo sotterraneo fatto di stalattiti, stalagmiti e sculture calcaree variopinte, e creato così una vera e propria cattedrale di pietra.

 

Dorgali –  Tomba dei Giganti di Sa Ena ‘e Thomes

Dorgali - Tomba dei Giganti di Sa Ena 'e ThomesUn’altra leggenda molto diffusa in Ogliastra racconta che chiunque avesse voluto arricchirsi, anche a costo di vendere la propria anima ai diavoli, durante la notte poteva raggiungere Perda Liana, un isolato e maestoso tacco calcareo che si trova nel territorio di Gairo. Visto dal basso sembra davvero che l’imponente roccia potesse essere un tempo utilizzata come un altare pagano, “porta sacra” verso mondi paralleli.

Fino a qualche tempo fa, nella zona, vedendo qualcuno che si era arricchito molto in fretta si usava dire: “A sa Perda ‘e Liana su chi heres ti dana!” (A Perda Liana quel che chiedi ti viene dato). Ma Perda Liana è solo un assaggio del meraviglioso panorama costituito dai “tacchi d’Ogliastra”, che si sviluppa poco più a sud, verso i territori di paesi come Osini, Jerzu, Perdasdefogu e Seui.

 

Arzachena – Tomba dei Giganti di Li Lolghi

Arzachena - Tomba dei Giganti di Li LolghiQui l’ambiente e il mistero si fanno ancora più estremi e danno la forma più alta e riconoscibile a un paesaggio segnato dai processi erosivi e carsici. Sulle coste vengono tratteggiate storie marine fatte di dominazioni. Le torri saracene evocano un paesaggio che parla di battaglie, fortificazioni e conquiste ormai assopite. Dalla Marina di Tertenia, passando per Barisardo e poi ancora per Arbatax, fino a Santa Maria Navarrese, si prova il gusto di poter ammirare dall’alto di queste costruzioni essenziali la vista di un mare che conserva ancora oggi la purezza di un sogno che si fa natura.

I ventitré comuni della Provincia d’Ogliastra raccontano così le storie scolpite in questi luoghi misteriosi e magici, vissuti dalla popolazione in maniera rispettosa e attenta, come da parte di chi sa bene qual è il valore della propria terra.

 

( *) di Maurizio Busìa, tratto da Magica Sardegna 05 2007

 

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Barra separ. blu con specchietti cangianti

 

Le canzoni più belle (Col Mare della Sardegna)

 

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COMMENTI

  1. il 07 maggio, 2017 lorenzo12.rm dice:

    Che bel servizio, Giuseppe. La Sardegna è tutto e di più. E un innamorato come me ne custodisce il passato e la leggenda nel profondo del cuore. Lo so, non mi sarà facile tornare, ma la Sardegna fa parte di me. Ricordi che l’avevo scelta come patria di elezione?

  2. il 07 maggio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Si ricordo Lorenzo e la Sardegna ti ringrazia per questa tua scelta. La Sardegna è una terra generosa e oltre ad amare i figli nati nel proprio suolo sa accogliere e stimare tutti coloro che dimostrano di volerle bene e vengono a visitarla per godere del suo clima, conoscere la gente, scoprirne le bellezze, i sapori e i suoi meravigliosi antichi segreti. Grazie Lorenzo per il tuo grande cuore, un abbraccio.

  3. il 07 maggio, 2017 tonia.fi dice:

    Leggo il bellissimo articolo della tua Sardegna, isola d’incanto. Sono stata a visitare le spiagge incantevoli, un mare nel quale si rispecchia il nostro immenso amore per questa splendida isola, poi che dire ancora, un’accoglienza che vi fa onore e quando si conosce questo gioiello che fa emozionare, viene voglia di tornarci ancora. Grazie Giuseppe, una bella pagina che fa onore a te, al bosco e alla Sardegna.

  4. il 07 maggio, 2017 edis.maria dice:

    NON SOLO SPIAGGE E NURAGHi! Titolo giusto ed esplicativo!Hai saputo far conoscere TUTTO il bello della Sardegna che è una terra storica che ci ha lasciato resti interessantissimi inerenti la vita dei nostri antenati.Conosco molto bene tutto ciò, perchè mio marito, la prima volta che mi portò in Sardegna,mi presentò la sua isola da nord,lato ponente, e poi, risalimmo da oriente.,fino al suo paese di nascita. Il viaggio fu interessantissimo e, pur apprezzando le splendide spiagge eil mare inconsuete, ci tuffammo anche nella Storia dell’isola!Non ci crederete, ma sapete dove non volemmo andare? Nella Costa Smeralda ( allora nata da poco), per non rituffarci nei soliti lussi e sprechi,che si trovano anche in altri siti di vacanze estive!Giuseppe solo tu potevi presentare la tua isola con tanto amore!

  5. il 07 maggio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Quanti elogi Antonella, grazie… Il Bosco e la Sardegna li neritano certamente, io, forse, un pò meno ma passo al Bosco anche i miei ringraziando per la completa disponibilità verso tutti. Condivido le tue emozioni con un caro saluto e ancora grazie, ciao.

  6. il 07 maggio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Grandissima Edis, rendiamo onore a tuo marito che, allora, ha saputo presentarti la sua terra nel modo migliore e per quanto merita, trascurando, di proposito, le note stonate e ha fatto bene. Sono stato in Costa Smeralda una sola volta e posso confermare che è un mondo a sé che non può far parte dello spirito della terra sarda nella sua tradizionale storia millenaria. Coloro che hanno preso possesso di quell’angolo di Sardegna sono alla stregua dei colonizzatori che nei secoli passati vennero in Sardegna per utilizzarne le risorse: carbone, zinco, ferro, alluminio e recentemente anche oro, provocando più danni che bene. Ma andiamo oltre, cerchiamo di salvare la nostra cara bella Sardegna come ce l’hanno consegnata i nostri padri, con ìl frutto del lavoro e dei loro sacrifici.
    Grazie Edis per il tuo riconoscimento, è vero… metto tanto amore in quello che faccio, in particolare per la mia Sardegna. Un caro saluto, ciao, Buona Domenica.

  7. il 07 maggio, 2017 sandra.VI dice:

    Un servizio veramente interessante GIUSEPPE, l’amore che nutri per la tua terra traspare da ogni tuo rigo, e fai veramente incantare colla descrizione della sua storia millenaria, le varie leggende, il fascino dei colossi rimasti testimoni di un passato glorioso. Rimpiango sempre di più di non averla mai visitata. Anche il video mi è piaciuto, grazie, cordiale saluto

  8. il 07 maggio, 2017 franco dice:

    Mi sono tuffato una sola volta (eufemistico), nelle trasparenti acque della Sardegna.Una vacanza bellissima nel 2012. Ho sentito in un interessante documentario su SKY, che qualcuno ipotizza che la Sardegna sia la mitica terra di Atlandite e che tanto sia ancora da scoprire sotto le sabbie e le terre , monumenti ciclopici di ere lontane.

  9. il 07 maggio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Ricambio il saluto con sincera stima, grazie Sandra. Relativamente all’amore per la mia terra, confermo… mi piace rileggere quanto hanno scritto tanti esperti e in questo caso ho voluto portare nel Bosco alcune delle storie leggendarie che riguardano la Sardegna. Sono certo che ce ne sono ancora tante da scoprire.
    Il video l’ho scelto per le belle visioni panoramiche del mare, veramente bello.
    Ciao Sandra, ancora grazie.

  10. il 07 maggio, 2017 gianna.vr dice:

    Anch’io, come Sandra, non sono mai stata in Sardegna… chissà che prima o dopo non lo possa fare!
    E’ comunque questa una terra che nella mia famiglia è sempre stata presente, attraverso i racconti di mio padre che vi trascorse, da militare, un anno durante la guerra. Questa isola gli era rimasta nel cuore… al punto che lui, nel calcio, tifava Cagliari!!
    Giuseppe, grazie per la tua presentazione, per la tua appassionata ricerca e per l’incantevole video.

  11. il 07 maggio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Franco, nel Bosco avevamo già trattato in un post dello scorso anno la fantasiosa e affascinante ipotesi che la Sardegna poteva essere una terra come Atlantide ma fortunatamente la Sardegna non è sprofondata nel mare come la mitica Atlantide decantata da Platone per cui possiamo ancora deliziarci dei suoi tesori storici e delle sue bellezze naturalistiche.
    Grazie per il tuo prezioso intervento, un saluto.

  12. il 07 maggio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Un sorriso per te Gianna.vr, sono felice che ti sia piaciuto tutto e che il post sulla Sardegna abbia risvegliato in te i ricordi che tuo padre ha raccontato di questa splendida isola che ha ammaliato tantissimi e quindi anche lui. Si dice che chi arriva in terra sarda viene contagiato da quel sottile “mal di Sardegna” per il quale non esiste antidoto, né vaccino ma puoi venire tranquillamente, l’unica cura è quella di dover tornare sempre una seconda volta ma non si guarisce lo stesso.
    Un caro saluto per te, ciao.

  13. il 08 maggio, 2017 gianna dice:

    Giuseppe3, bello il tuo post, la tua lunga carellata presentandoci, la tua amata terra.Ci sono posti meravigliosi in questa Isola, le sue bellissime sono le spiagge il suo mare cristallino e non solo i suoi Nuraghi che tutto il mondo invidia.luoghi veramente unici è assolutamente da visitare appena possibile,sperando di arrivare presto in quella perla di Isola, grazie per questa presentazione per chi non è ancora arrivata, per il video e la vostra canzone,Un saluto

  14. il 08 maggio, 2017 supporto tecnico dice:

    solo un test per vedere se i commenti funzionano!!!

  15. il 08 maggio, 2017 Giuseppe3.ca dice:

    Chiaro e suggestivo il tuo commento Gianna, grazie. Ovviamente l’invito a visitare la Sardegna vale per tutti… anche per te. Un salutissimo, ciao.

  16. il 08 maggio, 2017 gianna dice:

    Giuseppe3, per ora non posso ma è un Isola che ho sempre sognato.Buona serata,ciaoo

  17. il 10 maggio, 2017 carlina dice:

    grazie Giuseppe x la carrellata di immagini fantastiche che ci ha riempito il cuore e gli occhi, che dire poi della musica che chiude un sì prezioso scrigno quanto sopra è anche un inno al mio prossimo ritorno nella tua bellissima terra (spero)

  18. il 10 maggio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Dietro una speranza c’è un desiderio e al desiderio si fa seguire un progetto, poi il progetto si realizza. Carlina, ti auguro do poter realizzare presto i tuoi sogni, magari con le prossime vacanze estive. Grazie per i tuoi elogi, sempre generosi… un caro saluto, ciao.

  19. il 10 maggio, 2017 alba morsilli dice:

    stupenda la storia della Sardegna terra a me sconosciuta e grazie a Giuseppe che con fervore e grande amore per lei sa metterla in primo piano delicatamente.
    Sembra quasi impossibile che quelle pietre possono raccontare il nostro passato ma questa è la storia e a lei dobbiamo tutto se ora siamo quel che siamo

  20. il 10 maggio, 2017 giuseppe3ca dice:

    Sagge parole Alba, siamo legati ai nostri avi perché sono loro che hanno fatto la storia, la stessa storia che noi stiamo vivendo e continueremo a vivere con i nostri posteri. Grazie, un caro e sincero saluto, ciao.


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