Archive for maggio, 2017

LA GRANDE GUERRA 1914/1918

  4 novembre in onore dei caduti in difesa della Patria  

UNA GUERRA VINTA...

MA TANTE VITE PERSE

 

L’Italia entrò nel primo conflitto Mondiale con la dichiarazione di guerra all’Austria il 24 maggio 1915.

Dopo due anni di battaglie con fasi alterne non ci furono eventi decisivi ma solo la perdita di tante vite umane sacrificate per la difesa del territorio e degli ideali di Patria, da una parte e dall’altra.

Nel maggio 1917 era in corso la decima battaglia dell’Isonzo ma anche questa portò a migliaia di morti da entrambe le parti, italiana e austro-ungarica, senza nessuna conquista o soluzione definitiva. Altre battaglie si susseguirono e la situazione raggiunse il culmine della gravità quando gli Austriaci, con l’appoggio di alcune divisioni tedesche, sfondarono le linee italiane e portarono alla disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917), dilagando in Friuli.

Solo dopo parecchie settimane l’esercito italiano riuscì a ricomporre una linea difensiva lungo il Piave, resistendo valorosamente ai nuovi attacchi sia sul Piave che sul Monte Grappa, impedendo l’accesso dei nemici alla Pianura Padana. Sarebbe stata una vera e propria catastrofe per le sorti della guerra e per l’Italia.

L’affidamento del comando supremo al Generale Armando Diaz, in sostituzione di Luigi Cadorna, e la quasi contemporanea nomina di Vittorio Emanuele Orlando a capo del governo di coalizione nazionale, portarono ad un cambiamento positivo della situazione,

Il generale Diaz, si dimostrò più attento alle condizioni morali e materiali delle truppe e rassicurato dal clima di coesione politica nazionale, poté rafforzare lo schieramento sul Piave riuscendo a respingere, dopo furiosi combattimenti, un nuovo attacco austriaco (giugno 1918).

Dal 24 ottobre al 3 novembre 1918 gli italiani passarono al contrattacco, sfondando le difese dell’esercito austriaco che fu sconfitto nella battaglia di Vittorio Veneto. In pochi giorni furono liberate Udine, Trento e Trieste. Il 3 novembre a Villa Giusti (Padova) Italia e Austria firmarono l’armistizio che entrò in vigore il 4 novembre dello stesso anno.

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Dopo questa breve sintesi storica propongo la lettura di una vicenda che riguarda un caduto della Grande Guerra ma che vale per tutte le vite immolate per gli ideali di Patria.

LE LACRIME DI UNA MADRE

Giovanni Battista Dessì 

sottotenente della Brigata Sassari

152° Reggimento.

La Grande Guerra ha visto la partecipazione di questo giovane laureando in leggi che per amor di patria chiese di entrare volontario a far parte della Brigata Sassari al fine di portare il suo contributo, sebbene poteva usufruire della esenzione al servizio militare in qualità di figlio unico di madre vedova e poteva starsene a casa ad occuparsi della gestione del suo ingente patrimonio terriero.

Nei primi mesi del 1916, prima di essere inviato al fronte, si trova a Bologna e scrive alla madre per rassicurarla sulla sua incolumità e che intendeva prendere accordi con l’Università di Bologna al fine di poter concludere in quella città il suo percorso di studi. Non mancava di dare raccomandazioni alla madre sui lavori da far eseguire agli operai nei mandorleti, nelle vigne e nei campi seminativi. Le cose non andarono come il giovane Giovanni Battista pensava: tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno viene inviato al fronte e durante una cruenta battaglia nell’altipiano di Asiago viene colpito da una granata e, nonostante questo, non cessava di incoraggiare i propri subalterni dando mirabile esempio di sangue freddo e coraggio. Così recita la nota di conferimento della Medaglia d’Argento per questo atto di guerra.

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La madre era ignara dello spostamento da Bologna all’altipiano di Asiago e viene a conoscenza di quella morte cruenta solo dopo quindici giorni.

Le notizie erano veramente scarse e scarne a motivo di quella concitata e sanguinosa battaglia contro l’esercito tedesco e austro-ungarico in cui morirono molti italiani.

Dalle carte storiche risulta che Giovanni Battista Dessì è stato sepolto a Castelgomberto in una fossa comune, sulla quale fu posto un blocco di cemento.

Di fatto la sua tomba non è stata mai ritrovata.

    Medaglia al valore    

Nell’Albo d’Oro dei caduti in guerra compare il suo nome ma manca la registrazione del luogo di sepoltura. Successivamente sono stati fatti altri tentativi per trovare la sua tomba al fine di riportare la salma al paese d’origine e deporla nella cappella di famiglia ma le ricerche presso il Comando della Brigata Sassari non hanno mai dato esito positivo.

Il giovane Giovanni Battista Dessì, morto in un’azione di guerra il 17 giugno 1916, è dunque da considerare uno dei tanti “Militi Ignoti” sepolto in una delle numerose fosse comuni. La madre ha vissuto nel ricordo del suo unico figlio, recitando le preghiere e continuando a versare le sue lacrime.

 

NO-GUERRA

SIAMO CONTRO LA GUERRA

Ma onoriamo le nostre Forse Armate in difesa della pace.

Il repertorio della canzoni che condannano la guerra è vastissimo ma sono quasi tutte di una tristezza disarmante… ho preferito proporre la visione di uno spezzone di film che lascia perplessi, poi due video: la marcia degli Alpini e l’inno della Brigata Sassari.

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PERCORSI DI VITA

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Seduta, tranquilla e serena sulla mia poltrona nel mio soggiorno dell’appartamentino che i miei cari mi hanno costruito sopra la loro casa, penso alla mia fortuna, ho una figlia veramente unica. Se possibile, previene quello che mi occorre, due meravigliosi nipoti che mi adorano, sono la loro nonnina più cara del mondo.... e che bello il panorama dalla finestra, in fondo una striscia di mare e sotto un mare di ulivi arriva fino ai piedi dei monti.

Finestra 2

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Si apre la porta del mio soggiorno, entra mia figlia, ha un viso molto serio, ha un bicchiere in mano che mi porge dicendomi: “bevi mamma, devo darti una brutta notizia, ha chiamato il genero di Lydia.... è morta. Mamma, pensa a come era ridotta, ora è in pace.”

Vedo la camera girare e io non posso piangere, come essere presa in un vortice che mi trascina indietro negli anni. Mi afferro ai braccioli della poltrona, sì, uno può essere preparato al peggio ma... non vorrebbe ma che quel momento arrivasse........

  nonna che aiuta nip. a fare compiti

Chiudo gli occhi e i ricordi si rincorrono nella mia mente, una vita… Primo anno di ragioneria, entro nella classe assegnatami, tre file di banchi a 2 posti. Rapida mi dirigo verso le ultime file, sedendomi vicino ad una ragazzina che mi sembra conoscere, l'ho vista sul mio tram. banchi-di-scuola

 

Pian piano la classe si riempie, comincia la lezione. Nell'intervallo cerchiamo di far conoscenza: come pensavo la mia compagna abita vicino a me, possiamo prendere lo stesso tram. Le ragazze sedute davanti vengono a piedi, delle due sedute dietro una arriva da un paesino fuori Milano con un tram extraurbano. Tra una lezione e l'altra i giorni volano e presto, benché di caratteri differenti, una bella amicizia lega me a Piera, la mia compagna di banco, ma soprattutto con Lydia e Ennia che, ogni mattino, quando possibile, cerchiamo di aspettare l’arrivo del suo tram da fuori Milano per percorrere insieme l’ultimo tratto a piedi fino alla scuola.

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Gli anni volano, noi quattro diventiamo inseparabili, superiamo ogni anno scolastico con buone medie. Appena possibile, all'inizio delle vacanze, per una stradina vicino al fiume Seveso andavamo a trovare Ennia in bicicletta, quante risate e che divertimento!!! Finalmente finì anche l'ultimo anno e ci ritrovammo per vedere i risultati degli esami; ci abbracciammo felici W TUTTE QUATTRO PROMOSSE!!! diploma_ragioniere

Il diploma di ragioneria era nostro. Accompagnammo Ennia al suo tram e ci lasciammo con la promessa di rivederci al più presto. Restammo in contatto, questo sì, ma ognuna aveva preso già la sua strada, tempo ne rimaneva poco.

 

Piera, impegnata nel piccolo lanificio del padre, finì per avere sempre meno tempo, così Ennia che trovò subito lavoro in una ditta. Lydia entrò nella SAFAS, articoli sanitari, che il padre e un socio avevano prelevato, dimostrando subito doti di ottima “manager”. Io invece veramente, senza entusiasmo, prendo posto nello studio nella ditta dei miei..........

 

Farmacia  

Appoggio la testa allo schienale della poltrona e chiudo gli occhi, i ricordi si affollano nella mia mente e scorrono come i diagrammi di una pellicola su una moviola... telefona Ennia tutta felice; si sposa, è la prima di noi, e noi dividiamo la sua felicità, soprattutto quando andammo a trovarla per conoscere la sua piccola. Neonato

Lydia si sta dimostrando una vera affarista, suo padre e il suo socio le hanno dato carta bianca, lei si è data da fare. Ha affittato altri locali, allargato il giro dei fornitori, assunto degli aiutanti. Ogni volta che passo a trovarla mi mostra con orgoglio la gamma di prodotti sanitari che la ditta può vendere ora anche a grossisti oltre che a privati. Io, invece, che con mille sotterfugi sono riuscita ad iscrivermi e seguire un corso per Assistenti sociali troncato a pochi mesi dalla fine dei corsi e la discussione della tesi, dal morso del cane di un medico....

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Fu allora che mi decisi ed accettai la corte dell'uomo che mi amava da tempo e nel giro di qualche mese mi sposai. Furono anni d'una felicità grandissima, completati dalla nascita di nostra figlia. Anche il marito di Ennia, cominciò con profitto una bella attività rivestimenti di piastrelle in ceramica per bagni e pavimenti, furono anni veramente sereni per tutte e tre, anche Lydia finalmente decise di sposarsi e ebbe una figlia, Giuliana, felicissima, ma l'affidò subito ad una persona perché l'accudisse, la sua vita era la sua ditta.

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Ero troppo amata, troppo felice. Dopo qualche mese di sofferenze persi mio marito, furono tutti vicini, ma dovetti farmi coraggio da sola, superare il mio dolore, avevo mia figlia da aiutare, aveva perso il padre che adorava... Sembra ieri, invece gli anni volano. Daniela, la figlia di Ennia si è diplomata nello stesso nostro Istituto. Ci ritroviamo, e rievochiamo i nostri anni passati, per un pomeriggio scrolliamo il peso degli anni dalle spalle e torniamo le spensierate ragazze di una volta Poi la mia Laura consegue la laurea, e dopo poco sposa il ragazzo greco conosciuto durante un nostro viaggio. Dopo un paio d'anni, costruita la casa in Grecia, lascia l’Italia.

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Io comincio i miei viaggi Italia/Grecia e viceversa. Ogni volta che torno le mie amiche mi aspettano, abbiamo tante cose da raccontarci. Anche Giuliana è cresciuta, sembra si sia appena iscritta, eccola laureata in P.R.- Subito chiamata da una ditta farmaceutica svizzera. Appena torno in patria corro a cercare una o l'altra delle mie amiche per una bella chiacchierata, è come ci fossimo lasciate poco prima. Ma per Lydia si preparano anni molto duri, prima la morte del marito, poi la ditta che pian piano non rende più e la costringe a svendere. Ha Giuliana, però sposata in SVIZZERA, ha avuto un bimbo e cerca di esserle più vicina che può, quando la incontro mi sembra aver ritrovato un minimo di serenità. Poi come un fulmine a ciel sereno, la morte di Giuliana, mi sembra di sentirla ancora singhiozzare stretta tra le mie braccia......... ed ora questa telefonata…...... Posso solo pregare per te e dire riposa finalmente serena, amica cara sarai sempre nel mio cuore.........

 

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 ^F2888BB588D99CA496E1C16F59DDB12B1D9DEB02570917E7F3^pimgpsh_fullsize_distrFoto di classe con l'insegnante di ragioneria

 

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Beethoven 32 variazioni in do minore WoO 80

al pianoforte Giulia Rossini

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TI CHIAMANO VECCHIO

   

TI CHIAMANO “VECCHIO”

 

VECCHIO

 

Mi chiami ”Vecchio” e son contento

del vissuto non mi pento.

Vado avanti coi miei anni

sono tanti e me ne vanto

me la suono e ma la canto

e mi curo dei malanni.

Le risorse della vita

dànno ancor gioia infinita.

Ho un bagaglio di esperienza

e raccolgo ognor l’essenza

dei sapori della vita

del piacere di una gita

della musica e la danza:

se c’è vita c’è speranza.

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Fiori - Fior. rosso 

Già da un po’ di tempo l’Unione Europea ha posto l’attenzione sul fenomeno della “Longevità” e a tal proposito aveva designato l’anno 2012 come:

 

ANNO EUROPEO DELLA LONGEVITÀ ATTIVA E DELLA SOLIDARIETÀ INTERGENERAZIONALE

 

Con appositi finanziamenti si è dato corso a degli studi per cercare di comprendere le ragioni perché alcuni popoli o alcune etnie in particolari regioni vivono più a lungo. Queste persone sono oggetto di analisi e studio da parte di speciali commissioni che indagano sulle condizioni ambientali, i regimi di vita, il tipo di alimentazione e caratteristiche del dna. Speriamo bene di avere presto delle indicazioni valide per allungarci la vita.

Sembrerebbe che finalmente si è presa coscienza che la longevità può essere una risorsa preziosa per l’economia e per la società. Non solo ma ci si è resi conto che occorre preparare oggi le soluzioni necessarie per un futuro ormai imminente. La vita scorre veloce e tutti siamo consapevoli che i giovani di oggi sono, in effetti, gli anziani di domani.

Sul tema è stata costituita una Commissione Europea, si promuovono incontri e convegni per lo studio del fenomeno con un preciso obiettivo:

Il dono della longevità di pochi deve essere colmato con un adeguamento culturale per tutti”.

Non solo ma si deve pure pensare alla costituzione di tutti quei provvedimenti legislativi necessari nell’ottica della salvaguardia e protezione del “cittadino europeo” non come elemento individuale ma soprattutto come facente parte della comunità sociale dell’Europa.

 

Noi di Eldy, con grande umiltà, da sempre facciamo la nostra piccola parte: nei nostri blog promuoviamo l’aggregazione e gli incontri tra amici, impostiamo la discussione di problematiche sociali e di interesse comune chiedendo la partecipazione, il parere individuale e la collaborazione degli aderenti.

Esponiamo i nostri lavori e li proponiamo al giudizio dei lettori affezionati e non. Anche questo, per noi, è un modo di sviluppare una longevità attiva. Non importa se per camminare dobbiamo appoggiarci ad un bastone, se le nostre braccia non riescono più a sollevare i pesi come potevamo fare qualche tempo prima ma la nostra mente è sveglia e le nostre mani sanno ancora prendere una penna per scrivere o digitare sulla tastiera del nostro amato PC per comunicare tra noi e, così, sentirci attivi, cioè vivi e facenti parte della collegialità umana.

A titolo dimostrativo rileggiamo, con piacere, le creazioni poetiche che ci ha lasciato il nostro amico Ottorino, composizioni composte quando era già avanti negli anni e quindi confermano un fulgido esempio di longevità attiva.

Ecco alcune sue creazioni poetiche, grazie Ottorino. 

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Sorge il sole

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Nell’aurora,

rispunta un roseo sole

penetrando tra bianche nubi

e si incendia

tra montagne verdi,

infondendomi una dolce speranza

in un cuore che brucia

tra un turbine di spazi

sordi e muti.

  Barra div. - GIF - Rametto con fiori fucsia

 Speranza

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A volte

dalla speranza

sorge fiducia

e felicità.

È senza ombre,

vola come rondine

tra albe

e tramonti.

A tutti è vicina

tra spazi di nebbia

e di luce

per futuri di vita

e d’amore.

Senza speranza

è buio profondo.

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Felicità di bimba

       

 

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Appare, vola di qua e di là

come a nascondiglio,

preparandoti una beffa.

Poi si sente arrivare lemme, lemme,

a volte si approssima d’improvviso

stordendoti.

Ansietà, tormento,

desiderio, speranza

ronzio allegro.

L’afferri, ti scappa:

acerbo pianto.

 

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RENATO ZERO "SPALLE AL MURO

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MAMMA

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Mamma con neonato    

È consuetudine ormai da tanti anni che, nel mese di maggio, il Bosco ricorda puntualmente la Festa della Mamma ma non come ricorrenza istituita per finalità di consumismo commerciale, ma per far dono alla Donna come Mamma, Moglie, Figlia, Nonna, nel suo simbolo della vita e nella sua peculiare importanza di Donna/Mamma per ogni essere vivente dell’intera Umanità nel Mondo.

Anche se ne abbiamo ampiamente parlato in tutti questi anni sicuramente non abbiamo detto tutto ma il rischio di ripeterci può esistere sempre e allora, proprio per ricordare i nostri stessi pensieri, ho pensato di riportare le cose già dette nei nostri interventi ripescandoli dai post precedenti.

È chiaro che sono cose pubblicate e quindi in tanti possiamo ricordare il momento nel quale le abbiamo scritte ed altri quando le abbiamo lette ma ci farà piacere rivederle, ciascuno per onorare la propria mamma, sia per coloro che hanno ancora la fortuna di averla accanto, sia per coloro che ce l’hanno solo nel ricordo della mente  e del cuore.

Iniziamo con alcune composizioni poetiche: due di Lorenzo, due di Franco e una di Giuseppe, poi a seguire alcuni commenti scelti, nei quali chi ha scritto ha espresso tutta la sua sensibilità dell’amore per la propria mamma.

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  Barra div. - linee e fiori centrali cangianti  

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  fioribianchienero  

Le poesie di Lorenzo:

 

Donna, compagna e mamma

 

Quando sei mamma, poi,

c’è la catarsi.

Diventi il centro dell’universo,

l’ombelico del mondo.

Sei tutto, unica per i tuoi figli.

E le tue forze si espandono,

tutto coprendo,

e il mondo e l’intera volta celeste.

Ogni cosa dipende da te,

nel bene e nel male.

Il tuo sguardo è ardito,

il tuo passo sicuro.

Sei quello che vuoi.

Un’isola stupenda per tutti,

anche per il tuo compagno,

sei mamma, diventi anche la sua.

Piangerà per una qualche sua privazione.

Ma gioirà per l’immenso regalo

che il cielo gli ha donato.”

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Dedico questa mia poesia a tutte le donne,

nella giornata della mamma.

DONNA, COMPAGNA, MAMMA

Nasci e vale ancora per te l’antico detto della mia gente, quando, dopo una notte insonne, dicevano:”Notte persa e per giunta femmina”. Perché anche oggi non sei ritenuta preziosa quanto il maschio? Perché, pur avendo tesori infiniti di intelligenza, sensibilità, forza morale e fisica? Così è per retaggio di antichi pregiudizi, di antichi rancori contro di te. In fondo sei nata da una costola e hai ceduto all’infido serpente condannando il genere umano alla perdizione. Ma, dopo Gesù, non si può più giocare con te. Sei la migliore compagna possibile. Già, compagna. Non più in subordine, alla pari con l’uomo. Ma non è vero, lo sai. Vieni sempre dopo, anche se non in modo visibile. Non gli cammini dietro come in antiche, ignobili civiltà. Sei rispettata e dai consigli. Comandi anche, seppur fra quattro mura. E’ vero, inoltre, che hai una potenza infinita, sei bella, hai fascino. Sei spesso l’amore insostituibile per chi ti conosce e ti apprezza. Quando sei mamma, poi, c’è la catarsi. Diventi il centro dell’Universo, l’ombelico del mondo. Sei tutto, unica per i tuoi figli. E le tue forze si espandono, tutto coprendo, e il mondo e l’intera volta celeste. Ogni cosa dipende da te, nel bene e nel male. Il tuo sguardo è ardito, il tuo passo sicuro. Sei quello che vuoi. Un’isola stupenda per tutti, anche per il tuo compagno. Sei mamma, diventi anche la sua. Piangerà per una qualche sua privazione. Ma gioirà per l’immenso regalo che il cielo gli ha donato.

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Quelle di Franco Muzzioli:

 

Mamma !

Quante anime hai madre mia giovane di ogni altra più bella sogno di Edipo , immagine lontana di fronde e azzurri del passato solo pensiero struggente di esistenza bambina richiamo di sogni felici di sapori dimenticati di abbracci che non posso più avere ora sei solo nel mio disperato ricordo.

Franco

 

Mater dulcissima

Tra le pieghe dei ricordi sei nella mente e nel cuore come struggente memoria di momenti bambini di sorrisi desiderati e di carezze non scordate. Mater dulcissima il tuo vecchio figlio ti implora ancora oltre la barriera del tempo e della morte di cogliere , là dove sei, il mio straziante abbraccio.

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E infine quella di Giuseppe:

Dedica ad una mamma che non c’è più

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Da te ho avuto la vita, dal tuo seno ho ricevuto nutrimento. Ciò che mi davi erano tue privazioni. Nella mia oscurità sei stata luce, nei miei dubbi sei stata certezza, nella mia nebbia sei stata chiarezza, nelle mie malattie sei stata toccasana. Mai nessuna potrà essere come te. Ora che non ci sei capisco che per quanto meritavi non ti ho dato abbastanza,

per quanto mi hai dato

dovevo darti di più. Tutte le mie mancanze sono, oggi, il mio rimorso. Ti chiedo perdono

ma so che anche da lassù

ancora una volta

hai  perdonato.

Grazie mamma.

  Giuseppe_35454

fioribianchienero  

 Anche i commenti possono fare antologia, eccone un piccola fraccolta, ripescata dall'archivio del Bosco:

fiorellini violetti

🌹 il 13 maggio, 2012 anna siena dice:

Mi piace riportare un breve articolo del sacerdote Ravasi a proposito della mamma, il rapporto tra madre e figlio è paradossale. Richiede il più intenso amore da parte della madre, e tuttavia questo stesso amore deve aiutare il figlio a staccarsi dalla madre e a diventare indipendente non sono sicura di essere in tema, ma questo a me ha aiutato nel rapporto con i miei figli.

 fiorellini violetti

🌷 il 13 maggio, 2012 anna b. dice:

In questo particolare periodo di crisi, che non lascia intravedere nessuna sicurezza per il futuro, un augurio particolare a tutte quelle donne che riescono a trovare il coraggio e la forza di diventare mamme, offrendo continuità alla famiglia e alla società. Auguri a tutte le Mamme!!!

 

fiorellini violetti

🌹 il 13 maggio, 2012 silvana1.ge dice:

La mia mamma non c’è più da poco tempo. Eppure oggi non è stata una giornata triste. Ho percepito sempre la sua presenza. E’ stata una grande mamma, severa e dolce, appassionata delle figlie (4!)alle quali ha trasmesso la fierezza di essere donne capaci di reggersi da sole,determinate a farsi spazio nel mondo. Ci diceva spesso: “datevi valore” se volete che gli altri vi apprezzino.I valori, la ricchezza delle esperienze condivise sono il patrimonio più significativo che mi ha lasciato. Ciò che cerco di dare a mia figlia con la quale ho un rapporto altrettanto viscerale. Essere mamma è l’esperienza positivamente più sconvolgente, nel senso che il ruolo impegnativo e tutto quell’amore ci cambia dentro e ci permette di capire che la nostra missione prioritaria è il dono, l’accudimento incondizionato, che dura tutta la vita.Anzi, per una mamma è la vita stessa nel suo significato più profondo. Grazie Giuseppe…anche la poesia l’ho sentita con grande commozione.

PS: ai figli però bisogna permettere di volare via e gioire dei cambiamenti. E’ in questo delicato passaggio che si conferma la maturità di un rapporto d’amore che lascia spazio alla vita che scorre.

 

fiorellini violetti

🌷 il 14 maggio, 2012 lieve dice:

Son tutte belle le mamme del mondo, quando un bambino si stringono al cuor,

Son le bellezze di un bene profondo fatto di sogni, speranze ed amor ………..

E gli anni passano e i bimbi crescono, le mamme imbiancano, ma non sfiorirà la loro beltà………………….. Evviva le mamme!!  Grazie.

 

fiorellini violetti

🌹 il 13 maggio, 2013 silvana1.ge dice:

Anche la mia mamma non c’è più da un anno e ho la sensazione che da quel giorno tutto sia cambiato. Mi mancano gli appuntamenti quotidiani con tante chiacchiere, mi manca anche la dolcezza degli ultimi mesi che sono stati un calvario, eppure mi hanno lasciato una grande ricchezza. La testimonianza che anche la sofferenza ha in serbo qualcosa di meraviglioso, perchè ogni gesto, ogni sorriso, ogni lacrima sono impastati di un tipo di amore particolarissimo, fatto di condivisione ed accompagnamento, di attesa consapevole. Sono questi gli appuntamenti con la pienezza della vita in tutti i suoi risvolti che danno la misura di quanto sia viscerale l’amore tra la madre ed i figli: indissolubilmente legati al di là della vita. Dopo, oltre i ricordi, rimane la gratitudine e l’orgoglio di aver costruito con i valori che avevano dato significato alla sua vita, seguendone spontaneamente le orme. Oggi la mia mamma mi piace ricordarla così,anche negli ultimi momenti della sua vita che sono stati così toccanti e densi di valore per noi. Auguri vivissimi a tutte le mamme che frequentano il Bosco. Grazie a tutti voi.

 

fiorellini violetti

🌷 il 13 maggio, 2013 Anna B. dice:

Grazie. Tu… che ci ami incondizionatamente, che ci presenti con fierezza ad altra gente, con la tua forza ci fai crescere sani… con il tuo amore ci porti in giro per il mondo e noi ovunque siamo… in cima ai nostri pensieri sempre te abbiamo… perchè sei il nostro punto di riferimento, il nostro più bello e sano sentimento!… Auguri Mamma!

 

fiorellini violetti

🌹 il 11 maggio, 2014 alba morsilli dice:

al suono della bellissima musica sto scrivendo, Tutto mi parla di festa della mamma, anche se molto spesso leggiamo sui girnali donne uccise Da un uomo, non c’è uomo al mondo che non sia nato da una mamma, Le paure psicologiche incomprese ai tempi passati esse portavano anche la chiuusa delle persone in manicomio, è dovuta con studi nuovi di pisicoanalisi la scoperta del tuo intimo dove le persone deboli ritrovano il benessere che a loro manca. Qui nel racconto se io paragono a Favola a lieto fini le sedute hanno fatto bene a tutti e due perchè oltre la cura anche l’amore che è la miglior medicina

 

fiorellini violetti

🌷 il 11 maggio, 2014 elisabetta8.mi dice:

Ho sognato un Angelo o semplicemento l’ho sempre visto si sempre visto vegliare e ancora lo vedo,è un grande Angelo che veglia instancambilmetesu di me,, ancora ,ha un viso dolcissimo e un sorriso soave è il viso della mamma con un cuore grande che sa solo amare,,la mia mamma,,

 

fiorellini violetti

🌹 il 13 maggio, 2014 giuseppe57 dice:

Non si finisce mai di cercare la mamma anche in età avanzata quando si è in difficoltà la prima parola per chiedere aiuto è sempre la mamma. Grazie mamma, e grazie a tutti.

 

fiorellini violetti

🌷 il 10 maggio, 2015 Nembo dice:

Mamma, è la prima parola che si impara e che si dice. Ci sono occasioni che fanno riflettere, che fanno comprendere cosa significa questa grande parola. Ogni volta che sento la parola mamma mi assale un vuoto immenso, e tutti i ricordi mi affiorano nella mia mente con nostalgia, vorrei tanto pronunciare ancora questa parola,purtroppo non lo posso più fare da anni, però i suoi consigli, le sue raccomandazioni sono sempre nel mio cuore. Ciao Mamma

 

fiorellini violetti

🌹 il 10 maggio, 2015 alba morsilli dice:

con una semplicità, e senza tanti fronzoli hai portatoa noi lettori riflessioni su una donna che è la madre dove ogni essere ha un cordone ombellicare mai tagliato. solo che molto spesso non sappiamo dirle quanto bene le vogliamo, e poi quando loro ci lasciano per sempre ci sentiamo quasi un rimorso di coscienza per non aver mai pronunciato “ti voglio bene Mamma”

 

fiorellini violetti

🌷 il 10 maggio, 2015 elisabetta8.mi dice:

Per ogni figlio, la mamma è un fiore raro, il mondo è un giardino stupendo, vi sono tantissimi fiori rari, e tanti ancora sbocceranno, per la gioia dei cuori. Le mamme anche se vecchie e mal conce, per i figli, saranno sempre meravigliose come i figli, saranno sempre per noi mamme, dei tenerissimi, delicati e stupendi boccioli, che hanno profumato e continueranno a profumare, la nostra vita. Figli e mamme, sono un intreccio di amore inestinguibile per tutta la vita e anche oltre. Grazie bosco, anche oggi hai fatto centro, un abbraccio,,,,,,,,,,

 

fiorellini violetti

🌹 il 10 maggio, 2015 gianna dice:

Giovanna3, e Giuseppe3, oggi nel bosco c’è una grande festa della Mamma,E’ la prima parola che abbiamo pronunciato, quanti ricordi e raccomandazione chiuse dentro il nostre cuore,Ci sono molte occasioni per pronunciare la parola Mamma , che ora mi provaca solo dolore dopo tanti anni, la Mamma rimane la nostre grande stella che mai si spegnera’ devo illuminare il nostro cammino, Non ci parole per ringraziare Giovanna3, Giuseppe, e tutti quelli che hanno lasciate poesie meravigliose, per questa festa importante, grazie di cuore a tutti grandi parole che straziano il cuore, meravigliose immagini e foto e il video di Ennio Morricone (Cuore di Mamma) ciao..

 

fiorellini violetti

🌷 il 10 maggio, 2015 edis.maria dice:

A TUTTI I FIGLI NEL GIORNO DELLA FESTA DELLA MAMMA Noi mamme ci assomigliamo tutte : stessi sentimenti, stessi ideali, identico amore e infinito affetto per Voi che siete scaturiti dal nostro corpo, ma soprattutto dalla nostra anima più profonda. Vi abbiamo seguito nel primo vagito e nelle prime pappe; vi abbiamo amato anche quando non lo meritavate; i vostri dolori e le vostre incertezze erano le nostre; osservando i vostri occhi e il vostro umore scoprivamo i vostri affanni; la nostra mano, sempre pronta, anche quando siete diventati adulti, è stata, a volte, la vostra ancora di salvezza. Passano gli anni, le mamme invecchiano, hanno bisogno di Voi figli. E ci siete? Sempre? Anche solo con una carezza o un sorriso? Poi le mamme “vanno in Cielo”, e vi disperate, ma continuate a chiedere che anche da Lassù proteggano la vostra famiglia, che continuino il loro compito di madri. A noi basterebbe un sorriso quotidiano, in vita, non frettoloso, simile ad un dovere assolto; un “ ascoltare “ quei discorsi, un po’ noiosi, che i vecchi spesso fanno; capire la tristezza non espressa a parole, ma negli atteggiamenti riservati, per non dare fastidio. Un abbraccio affettuoso da una “mamma”

 

fiorellini violetti

🌹 il 10 maggio, 2015 alba morsilli dice:

ho voglia di esternare quello che sento nel mio cuore, che dire io che ho fatto da madre a mia madre, era una donna ammalata di una malattia mentale, alternava momenti di lucidà a momenti di pazia, tentando anche tre suicidi, di cuio l’ho salvata, quello con il gas ricordo che avevo 14annie nella premura di tirarle fuori la lingua le ho rotto dei denti davanti.Povera cucciola a volte mi faceva rabbia a volte tanta tenerezza, noi eravamo tre figli ma di femmina io sola e perciò solo io curavo lei, ora che sono passati tanti anni penso che sia in pace con se stessa e tutte quelle ombre che la persegiutavano non esistono più. Ate cara mamma bambina del mio cuore guardami di lassù come io ti ho guardato in questa terra

 

fiorellini violetti

🌷 il 10 maggio, 2015 gianna dice:

Giovanna3,Giuseppe3, vorrei ringraziarvi, per il post meraviglioso per la festa della Mamma, quanti cuori avete fatto battere,siamo tornati indietro nel tempo ma siete riusciti portare in alto con grande Onore le nostre mamme, presenti e assenti,grazie per il meraviglioso video sei come sempre bravissima e per i tuoi brani pieni di amore nelle tue parole! Giuseppe3, per la tua poesia (MAMMA)parole che solo dal cuore possono uscire bravissimo come sempre un grazie infinito, Franci una poesia bellissima ma molto bella la figlia che parla alla madre ma con parole dolcissime grazie franci sei fantastica, (Mamma sono tua figlia) questo parole parlano da sole!, a Franco Muzzioli parole dolcissime che toccono il profondo del cuore grazie franco (Mater Dolcissima) A tutti gli amici che mi hanno preceduto commenti davvero bellissimi grazie amici del bosco, tante mamme nostre saranno assenti, ma vedremo una bellissima stella sempre illuminata, per guidarci nel cammino della vita, grazie di cuore a tutto il blog!

 

fiorellini violetti

🌹 il 08 maggio, 2016 gabriella.bz dice:

Un post dedicato alle mamme che ti fa sentire mamma in modo straordinario. Dipinti e poesie ti fanno conoscere ancora di più quanto tu possa essere orgogliosa di sentirti chiamare “mamma”. Il video molto bello naturalmente offerto in onore della mamma. Un lavoro magnifico, grazie Giuseppe

 

fiorellini violetti

🌷 il 08 maggio, 2016 sandra vi dice:

Bellissimo post Giuseppe ,hai messo in evidenza la figura della mamma ,ne campeggia con una dolcezza come lo e’ nella nostra vita le nostre care che ci guardano da lassu,e ci fa sentire quale importanza sia il nostro compito nella vita dei nostri cari.Mi ha commosso la rosa che mia figlia mi ha portato col vassoio della colazione ,mentre mi dava un bacio mi sussarrava “grazie mamma d’esserci’.Dal mio cuore partiva un altro Grazie alla mia mamma lassu’ Ed ora un ringraziamento a Giuseppe anche per il magnifico video.

 

fiorellini violetti

🌹 il 09 maggio, 2016 aquilafelice44 dice:

Troppo presto mi hai lasciato MAMMA, troppo hai sofferto, tanto ci hai amato, MAMMA ti porto sempre con me. AUGURI MAMMA R.I.P.

 

fiorellini violetti

🌷 il 09 maggio, 2016 gianna dice:

Giuseppe3, i commenti di questi giorni, sono delle nostre care Mamme presenti o assenti un giorno le incontreremo, e ci racconteremo momenti brutti e belli, della vita senza la sua presenza. la tua poesia Giuseppe, è molto bella grazie un saluto a tutti e bellissimo video. un saluto e un fiore per le nostre meravigliose mamme. ciaoo

 

fiorellini violetti

🌹 il 10 maggio, 2016 Antonella dice:

Mamma, nel giorno della tua festa abbracci e baci tra noi, so che ci sei, non mi hai mai lasciata, mi tieni stretta nel tuo cuore, e io ti tengo nel mio, ovunque tu sia ti arrivano i miei abbracci. Auguri Mamma, TI AMO. (Antonella ♥)

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PER TE MAMMA

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FIRENZE

  FIRENZE vista da un fiorentino  

SIAMO FIORENTINI

   

È vero. Siamo chiusi e talvolta anche un po' snob. Perché se nasci e cresci all'ombra della Cupola del Brunelleschi ti vien da pensare che il centro del mondo stia proprio nella strada che stai calpestando.

Siamo altezzosi e un po' boriosi, perché in fondo siamo ancora convinti che la capitale d'Italia sia sempre qui.

Ma siamo anche comici, brillanti e assai vivaci.

Con quella C che non esiste e che in fondo fa impazzire ogni dialetto.... Perché a noi le cose non ci piacciono, a noi le ci garbano.

Perché noi non ti chiediamo dove stai andando, noi diciamo "indo' tu vai".

Per noi sei grullo e anche un po' bischero. E se ti si dice è perché di bene te ne vogliam di molto.

 

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Camminiamo per Santa Maria del Fiore e ci affacciamo dal Campanile di Giotto.

È nostra la Galleria degli Uffizi. E tu ci arrivi passando da Piazza della Signoria. Con Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi e la fontana del Biancone.

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Il Ponte Vecchio e le sue botteghe.

Piazza Santa Croce e Santa Maria Novella.

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Il Piazzale Michelangelo con la statua del David e il Giardin di Boboli.

  Firenze - Fontana - Giardoino di Boboli

Per poi finire nell'Oltrarno coi suoi negozi e mercatini.

Il quartiere di San Frediano, la Chiesa di Santo Spirito e Palazzo Pitti.

La bistecca e il vino rosso.

La pappa al pomodoro e la ribollita.

La primavera alle Cascine e le serate chiusi in casa a guardare la Viola.

La città del Giglio bello.

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La patria di Petrarca e un po' anche del Boccaccio e soprattutto del Sommo Poeta. Che ebbe a citarci tanto nell'Inferno, quanto nel Paradiso, passando dal Purgatorio.

L'italiano che nasce da questo nostro volgare trecentesco.

E poi ancora avanti per finire alle risate.

A quel genio di Monicelli, alla supercazzola prematurata, per poi sostare nell'immortale zingarata.

 

17523484_1378851665508455_9174098832749134270_nMa in cima a tutto, sopra tutto, questo nostro Lungarno. Con le luci e le immagini riflesse.

Con la pace e il rumore della brezza.

Perché ancora oggi, e te lo giuro, se tu mi baci qui, è come far l'amore.

Che gioia, Firenze, essere tua.

 

(da internet)

Amami Firenze senza vergogna.

Amami Firenze anche se taci,

ma parli in amore.

Amami Firenze anche se sbaglio,

correggi i miei sbagli.

Amami Firenze,

nelle radici dell'amore che vive in te.

Amami Firenze nel bene del mondo.

   

Guglielmo

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Le Toscanelle - La porti un bacione a Firenze

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SARDEGNA

S A R D E G N A 1  

SARDEGNA

 

Non solo spiagge e nuraghi

 

Ci avviamo verso l’Estate ed è tempo di programmare le nostre sospirate e meritate vacanze ma, in conseguenza delle continue incertezze economiche e del perdurare della crisi generale per la quale pare non si riesca a trovare soluzione, non tutti possiamo permetterci una pausa di completo relax magari con un viaggio in una terra come la Sardegna, splendida isola al centro del Mediterraneo, ricca di storia e rinomata per le sue bellezze naturali, il mare stupendo, le splendide spiagge, la sua vegetazione, i suoi prodotti e, infine, aspetto non trascurabile, per la tradizionale ospitalità della sua gente.

 

La Marmorata (Gallura)

La Marmolata (Gallura)Da sempre nei sogni di tanti che ancora non la conoscono ma ne hanno sentito parlare come di un Paradiso sulla terra, si riservano di visitarla quanto prima.

In attesa che ciascuno possa realizzare i propri sogni propongo la lettura di questo brano che consente di immergerci in un viaggio virtuale, tra fantasia e realtà, in una Sardegna antica e moderna allo stesso tempo. Grazie per la cortese attenzione.

 

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Leggende di Sardegna (*)

Domus de Janas,Tombe dei Giganti, Dolmen, Menhir, Pozzi Sacri

 

 

Si nascondono nelle grotte e nelle profondità delle voragini. Sulle alture che sfiorano il cielo, tra le sughere, il cisto e i muschi delle rocce più impervie. Tra le rovine delle costruzioni nuragiche e i residui delle civiltà sepolte. Fino al mare e alle spiagge trasformate dal continuo scorrere delle stagioni, dall’andare e venire di onde che sfumano qualunque impronta fino a farla scomparire.

 

Domus de Janas  (Murrone)

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E dal passato riaffiorano, nei deserti sconfinati e frastagliati, e sulle bocche della gente. Sono le leggende, i miti e i racconti misteriosi che completano i vuoti della storia e le falle della memoria. I sardi, anche in questo incantevole angolo di mondo che è l’Ogliastra, sono circondati da mille culture diverse, seppellite a strati indistinguibili nel sapere della terra. Gli usi, i costumi e le credenze antiche si mischiano a quel che arriva dal mare portatore di progresso, e insieme, più velocemente, il dissolversi di un’oralità popolare che li ha tramandati per secoli. Ma camminando attraverso le strade che dal porto di Arbatax accompagnano fino ai monti di Jerzu, di Baunei, di Talana o di Lanusei, i paesaggi parlano già di fate, streghe, orchi e giganti. Le rocce e i cespugli illustrano storie che tornano a essere evocate.

 

Mores – Dolmen Sa Coveccada

Mores - Dolmen Sa Coveccada

Il nome Ogliastra prende quasi sicuramente origine dalla punta detta Pedra Longa o Agugliastra, che si erge sulla costa del comune di Baunei, per ben 128 metri sul livello del mare. Il senso del sublime parte da questa cima e ricopre l’intera area di magia e mistero incontaminato, fino ai monti. È la natura ad aver tracciato dei confini tra ciò che è Ogliastra e ciò che non lo è.

 

Goni – Menhir di Pranu Mutteddu

Goni - Menhir di Pranu Muttedu

Si racconta che un dio, per far cessare le continue scorribande di alcuni banditi del paese di Orgosolo ai danni delle greggi degli abitanti di Urzulei, abbia segnato con un fulmine una profonda e terribile gola. Su Gorroppu, questo il nome della voragine scavata nella roccia e nel fitto dei lecci, divide il Supramonte in due parti: la Barbagia e l’Ogliastra. È una terra di nessuno in cui si dice vaghino le anime dei banditi e quelle dei dannati: i morti “fuori dal proprio letto”. Il canyon è tra i più profondi d’Europa e, visto dall’alto, assume tutto il fascino dell’imperscrutabile. Addentrandosi nel territorio ogliastrino si possono incontrare i resti di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo. La letteratura e la storia descrivono credenze religiose e pratiche magiche da leggenda.

 

Menhir – “Sa Perda Pinta

Marmoiada - Menhir - Sa Perda PintàEsemplare ne è il rito dell’incubazione. Si racconta che le cosiddette “tombe dei giganti” venissero usate come una sorta di collegamento fra mondo dei vivi e mondo dei morti. Le costruzioni, risalenti al XV secolo a. C., sono sepolture collettive che si sviluppano in lunghezza e disegnano, viste dall’alto, figure taurine. Il Dio Toro, l’essere misterioso protettore del mondo dei defunti, era contrapposto alla Dea Madre, divinità della vita. Coloro che avessero passato un’intera notte all’interno delle costruzioni di pietra, avrebbero potuto comunicare in sogno con i propri avi.

 

La Grotta di Is Janas

La grotta di Is JanasLe tombe dei giganti, assieme ai dolmen, ai menhir e ai pozzi sacri, sono molto diffuse in Ogliastra e dimostrano come il mistero e il rapporto rituale con la natura sia radicato in questa terra fin dall’antichità. Profondità del tempo e profondità della terra coincidono quando si parla di serpenti voraci e di fate.

A Baunei, sull’altopiano del Golgo, esiste una voragine profonda di circa 270 metri e chiamata Su Sterru, in cui, secondo la leggenda, venivano gettati i corpi dei sacrificati. Le vittime dovevano servire a sfamare un enorme serpente. Si crede che sia stato San Pietro, dopo essersi fatto costruire una chiesa nei pressi della gola, a sconfiggere l’orribile creatura.

 

Pozzo Sacro – Nuragus

Pozzo Sacro -NuragusMa le protagoniste più frequenti delle leggende misteriose d’Ogliastra sono le fate, chiamate in sardo janas.

Queste piccole creature vengono descritte a volte come esseri gentili e generosi, altre volte come dispettose e vendicative. Si pensa che esse custodissero grandi tesori e tessessero splendide stoffe con telai d’oro.  Camminando nei sentieri meno battuti della località si potrebbero ancora trovare i preziosi filati stesi ad asciugare sui rami di ginepro. Le janas, per i sardi, abitavano i nuraghi e i castelli in rovina, ma anche, e soprattutto, le antiche tombe prenuragiche scavate nella roccia, che a prima vista sembrano abitazioni per folletti, e che per questo vennero dette domus de janas (letteralmente “case delle fate”).

 

Su Tempiesu – Tempio a pozzo

Sutempieus - Pozzi Sacri - Templi a pozzoSi racconta che un tempo le fate, alla nascita di un bambino, si avvicinassero di notte alla sua culla decretandone la buona o la cattiva sorte. Le minuscole creature emanavano un fascio luminoso che gli permetteva di volare la notte e di vivere nei posti più bui e comunemente inaccessibili all’uomo. Le janas abitavano anche le grotte scavate nel sottosuolo, come, ad esempio, quelle spettacolari di Su Marmuri, che si trovano presso il Comune di Ulassai. Il tempo ha realizzato qui una delle opere più affascinanti e suggestive d’Europa e non è difficile capire come un tale splendore di architettura naturale si credesse abitato da creature speciali. Le gocce e i corsi d’acqua hanno realizzato un mondo sotterraneo fatto di stalattiti, stalagmiti e sculture calcaree variopinte, e creato così una vera e propria cattedrale di pietra.

 

Dorgali -  Tomba dei Giganti di Sa Ena ‘e Thomes

Dorgali - Tomba dei Giganti di Sa Ena 'e ThomesUn’altra leggenda molto diffusa in Ogliastra racconta che chiunque avesse voluto arricchirsi, anche a costo di vendere la propria anima ai diavoli, durante la notte poteva raggiungere Perda Liana, un isolato e maestoso tacco calcareo che si trova nel territorio di Gairo. Visto dal basso sembra davvero che l’imponente roccia potesse essere un tempo utilizzata come un altare pagano, “porta sacra” verso mondi paralleli.

Fino a qualche tempo fa, nella zona, vedendo qualcuno che si era arricchito molto in fretta si usava dire: “A sa Perda ‘e Liana su chi heres ti dana!” (A Perda Liana quel che chiedi ti viene dato). Ma Perda Liana è solo un assaggio del meraviglioso panorama costituito dai “tacchi d’Ogliastra”, che si sviluppa poco più a sud, verso i territori di paesi come Osini, Jerzu, Perdasdefogu e Seui.

 

Arzachena – Tomba dei Giganti di Li Lolghi

Arzachena - Tomba dei Giganti di Li LolghiQui l’ambiente e il mistero si fanno ancora più estremi e danno la forma più alta e riconoscibile a un paesaggio segnato dai processi erosivi e carsici. Sulle coste vengono tratteggiate storie marine fatte di dominazioni. Le torri saracene evocano un paesaggio che parla di battaglie, fortificazioni e conquiste ormai assopite. Dalla Marina di Tertenia, passando per Barisardo e poi ancora per Arbatax, fino a Santa Maria Navarrese, si prova il gusto di poter ammirare dall’alto di queste costruzioni essenziali la vista di un mare che conserva ancora oggi la purezza di un sogno che si fa natura.

I ventitré comuni della Provincia d’Ogliastra raccontano così le storie scolpite in questi luoghi misteriosi e magici, vissuti dalla popolazione in maniera rispettosa e attenta, come da parte di chi sa bene qual è il valore della propria terra.

 

( *) di Maurizio Busìa, tratto da Magica Sardegna 05 2007

 

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Le canzoni più belle (Col Mare della Sardegna)

 

 

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