Archive for aprile 15th, 2017

LA CHIESA É DONNA

 

Piera della Francesca - La resurrtezione di Cristo

Buona Pasqua 6

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DONNA PRETE…. SI / NO

 

 

Papa Francesco ha confermato il “NO” all’ordinazione di preti-donna nella Chiesa Cattolica, come già ribadito, a suo tempo, da Papa Giovanni Paolo II, ora santo. Ciò non significa che la Donna non abbia un ruolo importante nella Chiesa, anzi…

A miglior chiarimento propongo di leggere questo articolo pubblicato su “Avvenire” lo scorso 19 marzo, poi proviamo ad esprimere le nostre considerazioni.

L’argomento è sicuramente serio e, a prima vista, potrebbe apparite “pesante” ma nel proseguire vi renderete conto che è interessante e direi, pure piacevole e illuminante ma, soprattutto, in favore delle Donne.

 

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LA CHIESA È DONNA

 

La Chiesa nasce dalla Pasqua di Cristo!

 

In un commento al Vangelo di Giovanni (S. Giovanni Crisostomo, Ufficio delle letture – Venerdì Santo), si legge che la Chiesa nasce dal costato di Cristo in croce: “… uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19,34): si tratta di due elementi presenti nel momento in cui la donna dà alla luce la vita di una nuova creatura!

Dal suo costato ferito, dunque, Cristo “partorisce” la Chiesa, ma questa è resa manifesta e visibile nell’annuncio della Risurrezione di Gesù, quale vita nuova e trasformata, soltanto quando le donne scoprono la tomba scoperchiata e lo vanno a dire, camminando di fretta, a coloro che erano stati vicini a Gesù nell’ultima cena.

Le donne che lo avevano seguito e che erano state toccate dallo sguardo di amore di Gesù hanno compreso che era accaduto qualcosa di straordinario e di nuovo; sono le donne che hanno risvegliato la memoria degli uomini impauriti, affinché prendessero il coraggio di intendere le parole del Maestro; proprio loro in quanto donne non avrebbero potuto comparire in tribunale, perché la loro parola non aveva valore, non erano credibili, e non erano tenute in considerazione.

Sono tali donne, a generare e a “partorire” gli Apostoli, a illuminare con il loro sostegno il comando del Cristo Risorto: “Andate … come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Si tratta di una peculiarità del tutto femminile, quella di riconoscere aspetti degli accadimenti impercettibili agli occhi, se non agli occhi del cuore.

La Chiesa è donna e nasce dalle donne, dal loro amore discreto, silenzioso e allo stesso tempo tenace, capace di costruire e tessere delicati fili tra i giorni della storia, di rifrangere l’insegnamento del Cristo Risorto nelle forme più intime e delicate che penetrando i cuori, li cambia e li trasforma in cuori di carne.

La lettura dei Vangeli nel corso della storia è stata fatta, il più delle volte, con il cuore e gli occhi solo maschili, non che questi non siano occhi buoni, ma non hanno l’esclusiva. Per tale motivo è urgente ri-sanare il tempo trascorso, al fine di riprendere e mettere in circolazione quel patrimonio immateriale della visione femminile e del ruolo della donna nella Chiesa riconoscendone in modo visibile i carismi e i talenti, anche nella prassi e nei ruoli riconoscibili e riconosciuti, perché la Chiesa possa mostrare al mondo il vero volto di Dio in modo più autentico, per meglio annunciare come la redenzione di Cristo riguardi tutti, uomini e donne. Tutti sono investiti di compiti per promuovere “la civiltà dell’amore”, coerente al Vangelo, in questa società in pieno travaglio di sofferenza.

I Vangeli raccontano che Gesù si è relazionato alle donne che ha incontrato nel suo cammino superando tutti gli schemi sociali del suo tempo, mostrando come esse fossero degne interlocutrici del suo insegnamento e capaci di comprendere le più profonde verità della fede, capaci della contemplazione del mistero di Dio al punto da privilegiarle nell’essere prime testimoni della pietra rotolata del sepolcro. Fu una scelta che presagì l’inedito, nell’ascoltare l’annuncio della resurrezione per comunicarlo a coloro che avevano ricevuto il mandato di “andare”.

Anche la vita della Chiesa delle origini, raccontano gli Atti e le lettere paoline, dice come molte donne furono ufficialmente designate a svolgere differenti compiti relativamente all’evangelizzazione nelle varie comunità cristiane.

Il guardare alle origini è termine di riferimento e di confronto, è rivelazione che può illuminare le azioni da intraprendere nel presente e per il futuro. Il ricchissimo servizio che le donne cristiane svolgono nella Chiesa non si esaurisce certamente nel ministero catechistico o nell’animazione pastorale in genere, seppure azioni preziose e generative di vita. Tali funzioni non sono sufficienti ad armonizzare quella complementarietà tra uomo e donna nei processi educativi e in tutti i campi della comunicazione della fede, da quelli della teologia a quelli finalizzati persino alla stessa formazione dei presbiteri.

Non c’è formazione spirituale se non partendo da una formazione umana che si fonda nella interazione tra sapere teologale e esperienza di vita. Oggi le scienze psicopedagogiche possono contribuire a che si possa realizzare un processo educativo integrale della persona, anche al fine di raggiungere quella armonia già descritta in Genesi, una umanità creata per interfacciarsi nell’essere “maschio-femmina”.

La nuova evangelizzazione nel mondo in continua trasformazione non potrà mai essere efficace se non ci sarà il recupero di questa pienezza dell’umanità che significa una sinfonia tra le due componenti capaci di leggere, vivere e interpretare in modo differente la realtà, e dunque nella compiutezza.

Lo sguardo maschile, infatti, si fonda in prevalenza sulla ragione, ma lo sguardo femminile attraverso la sensibilità che le è propria va oltre, penetra nella realtà ed è capace di cogliere aspetti della sfera emotiva e affettiva che la sola ragione non riesce a cogliere, pertanto entrambe le visioni devono entrare in dialogo, sostenendosi e confrontandosi umilmente perché il Vangelo raggiunga tutti nelle loro situazioni particolari.

Per concludere si può fare riferimento al più recente insegnamento di Papa Francesco, il quale auspica che la donna nella Chiesa sia valorizzata con i suoi talenti e i suoi carismi, perché possa esprimere al meglio il proprio apostolato penetrando la realtà con lo sguardo di Maria.

 

                                                    Maria Grazia Pau [1]

 

[1] Maria Grazia PAU (docente di Catechetica Fondamentale presso l’ISSR
di Cagliari – collegato alla PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELLA SARDEGNA)

 

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Ave Maria – Gregorian

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