Archive for aprile, 2017

INVECCHIARE

LaTerzaEt

 

Considerazioni di chi ha vissuto la terza età  o la sta vivendo.

 

L'anno 2012 era stato eletto

"Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni"

nell'intento di sensibilizzare l’opinione pubblica al contributo che le persone anziane possono dare alla società.

Si propone di incoraggiare e sollecitare i responsabili politici e le parti interessate a intraprendere, ad ogni livello, azioni volte a migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e a potenziare la solidarietà tra le generazioni.

 Ci si propone di promuovere iniziative mirate nei settori dell’occupazione, della partecipazione alla vita sociale e all’autonomia delle persone della terza età. Lasciamo questo incarico a chi di competenza e aspettiamo di vederne i risultati possibilmente positivi

 

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Giusto per restare in argomento proponiamo di rileggere alcuni pensieri di personaggi del passato ed infine una poesia dell’amico Ottorino che ormai tutti conosciamo e quindi non ha bisogno di presentazione:

  Fiori - anim.celeste candela

 1 –  La vita per me non è una ‘piccola candela’ . È una sorta di splendida torcia che ho custodito ogni istante, e voglio che continui a fare quanta più luce possibile. (George Bernard Shaw)

  anziani

2 – É bello avere degli amici quando si è giovani ma è ancora più bello quando si invecchia. Quando siamo giovani, gli amici, come tutto il resto sono scontati. Nei giorni della vecchiaia, scopriamo cosa significhi averli accanto. (Edvard Grieg)

 

primavera3 – Per il giovane l’amicizia giunge come lo splendore della primavera, un vero miracolo di beltà, il mistero della vita; per il vecchio possiede il rigoglio dell’autunno, ancora magnifico. (Hugh Black)

Prato fiorito in alta montagna

4 – Molto tempo dopo aver dimenticato tutte le mie passioni umane, ricorderò ancora l’odore di una foglia di uva spina o la sensazione dell’erba umida sopra i piedi nudi. Nel lungo periodo, sono queste le cose che rendono la vita degna di essere vissuta…. (Gwen Raverat)

  Libro animato 1

5 – … ci arricchiamo così tanto quando le nostre menti e i nostri cuori si allargano, quando le nostre anime si fanno più miti, e quando le nostre coscienze, finalmente vittoriose, possono guardarsi indietro e dire “Ho realizzato il mio compito”… (George Sand)

 

 cascata-illuminata-dal-sole

6 – Questo è stato il dono più grande: vivere. Conoscere l’aria, la luce del sole, il volo degli uccelli, il rumore dell’acqua. L’ombra degli alberi, l’amicizia e l’amore. La vecchiaia non è che un piccolo scotto da pagare. (Pam Brown)

 

cielo stellato con stella cadente7 – Arrìva un momento in cui ti è concesso di smettere di correre e di guardarti intorno. Sbadiglia, stiracchiati e pensa a quello che è rimasto da fare… Le cose per cui non hai mai avuto il tempo. Le cose che non riuscivi a far entrare nella tua routine. Riscrivi la tua quotidianità. Un mondo sconosciuto ti aspetta. (Pam Brown)

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Ed ecco il pensiero dell'amico Ottorino in questi suoi ispirati versi:

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TU ANZIANO OGGI

 

Vecchio non essere né anziano sei. Il cervello attiva sfuggi i ricordi, crea. Vai per le vie festoso e felice. Impara cose nuove, partecipa solerte ai beni della vita. Cerca sole e affetti in ampi spazi. Godi i boschi verdi, ascolta le sinfonie del mare che arriva a dolci rive. I giovani ti chiamano “matusa”? Con ironia non vi badare, sono il primo fiore, hanno il sangue acceso e la primavera in cuore. Domani al tramonto di turno saranno e forse allora avranno un dolce ricordo di te. Non avere crucci stai all’erta: ancora dalla fronda non sono cadute le tue ultime foglie. Vai col vento vecchio bianco con gioia senza rimpianti e nostalgie arzillo e fresco pacato raggiungi le sagge guglie della speranza.

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Tante considerazioni da punti di vista differenti ma concordi su un unico obiettivo: la vita va vissuta in tutti i suoi aspetti cercando di cogliere sempre i lati positivi che l’esistenza può offrirci.

Il Bosco attende in piena libertà il pensiero dei lettori, anche di coloro che non si considerano ancora nella terza età ma che sperano di arrivarci in autonomia e salute: lo auguriamo a tutti in piena sincerità e di vero cuore.

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"FAMMI SOGNARE ALMENO TU" RENATO ZERO

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SAGRE E TRADIZIONI

  IL CULTO DI SMC  

Sagre e tradizioni

 

Al di là della tradizionale processione dell’incontro che si effettua con le statue del Gesù risorto e della Madonna, immancabilmente la mattina del giorno di Pasqua nella maggior parte dei paesi della Sardegna e del mondo cattolico in genere, oggi presento una storia con usi ormai plurisecolari che si ripete, ogni anno, il Lunedì dell’Angelo, il giorno dopo la Pasqua.Manifesto50 IMG_3911

Nella cittadina di Pirri, oggi inglobata nel tessuto urbano di Cagliari, i festeggiamenti della Santa Pasqua sono fortemente legati al culto della Beata Vergine Santa Maria Chiara, ovvero sono i festeggiamenti in onore della Madonna che, in questa occasione assume la denominazione di "Santa Maria Chiara" indissolubilmente legati alla Santa Pasqua perché pare che il ritrovamento del simulacro sia avvenuto proprio in un lontano Lunedì di Pasqua.

Costumi20 IMG_3848Il culto e la devozione per Santa Maria Chiara (o de Clara o de Monte Claro) ebbe origine nelle propaggini del colle omonimo, situato tra Pirri e Cagliari, il quale prese il nome per la presenza nel suo territorio di un cenobio intitolato proprio alla Vergine, nella prima metà del XIII secolo.CostumiMasch20 IMG_3849

Di tale costruzione si conserva ancora oggi qualche testimonianza, infatti, in tale zona, si ritrovano degli elementi costruttivi tipici dell’architettura cistercense, introdotti per la prima volta in Sardegna in seguito alla politica religiosa portata avanti dal sovrano turritano, Gonario de Lacon (Gunale), morto nel monastero di Clairvaux, in odore di santità, intorno al 1153, dopo essere stato in pellegrinaggio in Terra Santa nel 1147 (al rientro del quale ebbe modo di conoscere san Bernardo di Chiaravalle) e aver fondato in quegli stessi anni, l’abbazia di Santa Maria di Corte presso Sindìa (NU), che donò ai monaci cistercensi.

Donne in costume20 IMG_3851Fu proprio questo Ordine Benedettino a introdurre nel nostro territorio il culto e la devozione per Santa Maria Chiara nei primi anni del duecento. Le vicende sono storicamente note. Nel 1236 la regina reggente del regno di Calàri (uno dei quattro stati sovrani che nel Medioevo dividevano la Sardegna), Agnese de Lacon Massa e suo marito Ranieri della Gherardesca, conte di Bolgheri e marchese di Massa, donavano alla chiesa di San Pantaleone di Lucca, allora in possesso dei monaci cistercensi, l’abitato di Flumentepido, nel Cixerri, con tutte le sue pertinenze, terre colte e incolte, pascoli, acque, salti, animali e servi “…pro remedio animarum nostrarum et parentum nostrorum peccaminum remissione…”Il cocchio IMG_3837

Oltre a questo abitato i benedettini ebbero in donazione dagli stessi sovrani altre pertinenze e in quel frangente entrarono in possesso anche del colle di Monte Claro con tutte le sue adiacenze, nelle cui falde fu eretto un cenobio che diede nome allo stesso colle, a ridosso del quale si sviluppò un insediamento: Villa di Sancta Maria de Clara. L’origine del culto per Santa Maria Chiara è da ricollegarsi proprio a quel momento storico che coincide con il massimo sviluppo della presenza dell’Ordine Cistercense nell’isola, voluto e concepito da Roberto da Molesme nel 1098 e al quale San Bernardo di Chiaravalle, poco tempo dopo, avrebbe dato un impulso ed un vigore straordinari.

Ma è, soprattutto, nelle fonti documentarie conservate nel prestigioso Archivio della Corona d’Aragona di Barcellona (specialmente per gli anni compresi fra il 1322 e il 1584) che ritroviamo le indicazioni più significative le quali, in modo chiaro ed inequivocabile, ci rimandano sempre alla Clairvaux di San Bernardo e al culto Mariano da lui ampiamente rinnovato e diffuso in tutta l’Europa.

  ProcessDiurna 20 50 IMG_3871  

Il ridimensionamento prima, il successivo abbandono e conseguente decadimento delle strutture del monastero (cenobio) di Monte Claro, portarono, negli anni immediatamente successivi al 1584, alla esigenza di traslare il prezioso simbolo sacro. Nella cultura popolare si racconta che sorse allora la diatriba tra il capoluogo Cagliari e la cittadina di Pirri per il possesso del simulacro.

Giogo notturna20 IMG_3856Si decise di affidarsi alla volontà divina ponendo la statua su un carro trainato da un giogo composto di due buoi (uno di Cagliari e uno di Pirri) e lasciare che fossero le bestie senza guida a decidere la direzione e quindi ad indicare a chi affidare la santa: Cagliari o Pirri. I buoi si diressero verso Pirri.Giogo buoi IMG_3835

Ancora oggi si perpetua il rito della traslazione della statua di Santa Maria Chiara da Monte Claro (ove è stata costruita una cappella) alla Parrocchia di San Pietro Apostolo in Pirri (ove viene custodita e venerata) con una processione notturna, immancabilmente il lunedì dopo Pasqua. Nel martedì di Pasqua, invece si effettua, con il simulacro della santa, la processione diurna con un percorso che varia di anno in anno al fine di poter interessare, via, via, tutte le strade cittadine.

 

Chiesa addobbata20 IMG_3865La chiesa di San Pietro addobbata per le festività

 

Nell’ottava di Pasqua, infine, altra processione che rispetta rigorosamente il percorso dell’incontro del giorno di Pasqua tra il Gesù risorto e sua madre, la Madonna.

Giuseppe

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INNO DELLA SARDEGNA ( da non perdere )

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LA CONSULTA FEMMINILE

 

LA CONSULTA FEMMINILE

A conferma dell'orientamento e maggiore attenzione della Chiesa nei confronti della Donna, leggiamo questo trafiletto pubblicato sulla stessa pagina di “”Avvenire” del 19 marzo scorso:

 

La Santa Sede si tinge di rosa

Nata tre anni fa nel contesto del Pontificio Consiglio della Cultura, è composta da 37 donne. La Consulta femminile è un organismo permanente che, nella sua attuale composizione presentata lo scorso 6 marzo, raccoglie membri di diverse provenienze, sensibilità ideologiche e professionalità.

Sono medici, imprenditrici, attrici, dirigenti, docenti universitarie, suore, diplomatiche. Si riuniscono tre volte all’anno e non si concentrano solo sulle problematiche delle donne ma si impegnano a offrire una lettura globale del mondo attuale con la sensibilità femminile.

Papa Francesco il 12 giugno 2015 disse a centinaia di sacerdoti radunati nella Basilica di San Giovanni in Laterano:

“La Chiesa è donna”

 

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DONNA PRETE.... SI / NO

   

Papa Francesco ha confermato il “NO” all’ordinazione di preti-donna nella Chiesa Cattolica, come già ribadito, a suo tempo, da Papa Giovanni Paolo II, ora santo. Ciò non significa che la Donna non abbia un ruolo importante nella Chiesa, anzi…

A miglior chiarimento propongo di leggere questo articolo pubblicato su “Avvenire” lo scorso 19 marzo, poi proviamo ad esprimere le nostre considerazioni.

L’argomento è sicuramente serio e, a prima vista, potrebbe apparite “pesante” ma nel proseguire vi renderete conto che è interessante e direi, pure piacevole e illuminante ma, soprattutto, in favore delle Donne.

  _GRAZIE_PER__38707   Giuseppe_25939 Barra separ. blu con specchietti cangianti   LA CHIESA È DONNA  

La Chiesa nasce dalla Pasqua di Cristo!

 

In un commento al Vangelo di Giovanni (S. Giovanni Crisostomo, Ufficio delle letture - Venerdì Santo), si legge che la Chiesa nasce dal costato di Cristo in croce: “… uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19,34): si tratta di due elementi presenti nel momento in cui la donna dà alla luce la vita di una nuova creatura!

Dal suo costato ferito, dunque, Cristo “partorisce” la Chiesa, ma questa è resa manifesta e visibile nell’annuncio della Risurrezione di Gesù, quale vita nuova e trasformata, soltanto quando le donne scoprono la tomba scoperchiata e lo vanno a dire, camminando di fretta, a coloro che erano stati vicini a Gesù nell’ultima cena.

Le donne che lo avevano seguito e che erano state toccate dallo sguardo di amore di Gesù hanno compreso che era accaduto qualcosa di straordinario e di nuovo; sono le donne che hanno risvegliato la memoria degli uomini impauriti, affinché prendessero il coraggio di intendere le parole del Maestro; proprio loro in quanto donne non avrebbero potuto comparire in tribunale, perché la loro parola non aveva valore, non erano credibili, e non erano tenute in considerazione.

Sono tali donne, a generare e a “partorire” gli Apostoli, a illuminare con il loro sostegno il comando del Cristo Risorto: “Andate … come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Si tratta di una peculiarità del tutto femminile, quella di riconoscere aspetti degli accadimenti impercettibili agli occhi, se non agli occhi del cuore.

La Chiesa è donna e nasce dalle donne, dal loro amore discreto, silenzioso e allo stesso tempo tenace, capace di costruire e tessere delicati fili tra i giorni della storia, di rifrangere l’insegnamento del Cristo Risorto nelle forme più intime e delicate che penetrando i cuori, li cambia e li trasforma in cuori di carne.

La lettura dei Vangeli nel corso della storia è stata fatta, il più delle volte, con il cuore e gli occhi solo maschili, non che questi non siano occhi buoni, ma non hanno l’esclusiva. Per tale motivo è urgente ri-sanare il tempo trascorso, al fine di riprendere e mettere in circolazione quel patrimonio immateriale della visione femminile e del ruolo della donna nella Chiesa riconoscendone in modo visibile i carismi e i talenti, anche nella prassi e nei ruoli riconoscibili e riconosciuti, perché la Chiesa possa mostrare al mondo il vero volto di Dio in modo più autentico, per meglio annunciare come la redenzione di Cristo riguardi tutti, uomini e donne. Tutti sono investiti di compiti per promuovere “la civiltà dell’amore”, coerente al Vangelo, in questa società in pieno travaglio di sofferenza.

I Vangeli raccontano che Gesù si è relazionato alle donne che ha incontrato nel suo cammino superando tutti gli schemi sociali del suo tempo, mostrando come esse fossero degne interlocutrici del suo insegnamento e capaci di comprendere le più profonde verità della fede, capaci della contemplazione del mistero di Dio al punto da privilegiarle nell’essere prime testimoni della pietra rotolata del sepolcro. Fu una scelta che presagì l’inedito, nell’ascoltare l’annuncio della resurrezione per comunicarlo a coloro che avevano ricevuto il mandato di “andare”.

Anche la vita della Chiesa delle origini, raccontano gli Atti e le lettere paoline, dice come molte donne furono ufficialmente designate a svolgere differenti compiti relativamente all’evangelizzazione nelle varie comunità cristiane.

Il guardare alle origini è termine di riferimento e di confronto, è rivelazione che può illuminare le azioni da intraprendere nel presente e per il futuro. Il ricchissimo servizio che le donne cristiane svolgono nella Chiesa non si esaurisce certamente nel ministero catechistico o nell’animazione pastorale in genere, seppure azioni preziose e generative di vita. Tali funzioni non sono sufficienti ad armonizzare quella complementarietà tra uomo e donna nei processi educativi e in tutti i campi della comunicazione della fede, da quelli della teologia a quelli finalizzati persino alla stessa formazione dei presbiteri.

Non c’è formazione spirituale se non partendo da una formazione umana che si fonda nella interazione tra sapere teologale e esperienza di vita. Oggi le scienze psicopedagogiche possono contribuire a che si possa realizzare un processo educativo integrale della persona, anche al fine di raggiungere quella armonia già descritta in Genesi, una umanità creata per interfacciarsi nell’essere “maschio-femmina”.

La nuova evangelizzazione nel mondo in continua trasformazione non potrà mai essere efficace se non ci sarà il recupero di questa pienezza dell’umanità che significa una sinfonia tra le due componenti capaci di leggere, vivere e interpretare in modo differente la realtà, e dunque nella compiutezza.

Lo sguardo maschile, infatti, si fonda in prevalenza sulla ragione, ma lo sguardo femminile attraverso la sensibilità che le è propria va oltre, penetra nella realtà ed è capace di cogliere aspetti della sfera emotiva e affettiva che la sola ragione non riesce a cogliere, pertanto entrambe le visioni devono entrare in dialogo, sostenendosi e confrontandosi umilmente perché il Vangelo raggiunga tutti nelle loro situazioni particolari.

Per concludere si può fare riferimento al più recente insegnamento di Papa Francesco, il quale auspica che la donna nella Chiesa sia valorizzata con i suoi talenti e i suoi carismi, perché possa esprimere al meglio il proprio apostolato penetrando la realtà con lo sguardo di Maria.

 

                                                    Maria Grazia Pau [1]

 
[1] - Maria Grazia PAU (docente di Catechetica Fondamentale presso l’ISSR
di Cagliari – collegato alla PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELLA SARDEGNA)
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Ave Maria - Gregorian

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I RAGAZZI CHE VENGONO DAL MARE

  I RAGAZZI CHE VENGONO DAL MARE1

I RAGAZZI CHE VENGONO DAL MARE

 di Gugli9.fi

I ragazzi che vengono dal mare.

In un nuovo mondo che guarda

arrancando la loro diversità,

cercano di imparare

una nuova lingua88167_immigrati

e una nuova vita,

coprendo gli occhi

dal freddo delle parole

e dai muri dell'indifferenza.

terremoto-abruzzo

Sperano che vengano curate

le loro ferite

sporche di sangue e di sale.

Sperano che i loro sogni

diventino calde braccia.

Sperano che i loro piedi nudi

trovino calde scarpe.le-scarpe-di-marta

Sperano di non passare

ancora notti gelide

di paure e dolore.

Ma quanto costa la vita,

per questi ragazzi

che vengono dal mare.

  Guglielmo  

Guglielmo

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pane e coraggio

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GIUBILEO DI NOZZE

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N O Z Z E     D’ O R O

 

fedi d'oro classiche

 

Per una ponderata riflessione da parte delle lettrici/lettori del Bosco, riporto un articolo pubblicato in un importante giornale ecclesiale, il cui contenuto ritengo possa essere argomento interessante per una serena discussione su come vanno le unioni matrimoniali oggi, sia civili che religiose, nonché le convivenze di coppia nell'era moderna.

Ringrazio per la partecipazione e auguro a tutti:

    Buona_Domeni_09930   Decoraz. - Stelle animate - un insieme     NOZZE D ’ORO1  

Sabato (data omissis) la Parrocchia di San Pietro nella città di (omissis)  ha festeggiato il giubileo nuziale di due fedeli: Maria  e Giuseppe che ai piedi dell’altare, durante la celebrazione della Santa Messa, hanno rinnovato la loro promessa matrimoniale, scambiandosi gli anelli come cinquant’anni fa fecero nella parrocchia dell’allora giovane sposa, la Chiesa di Santa Lucia nella cittadina di........ (omissis).

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In questa occasione, invece, la celebrazione si è svolta nella Parrocchia originaria dello sposo, alla quale oggi, la famiglia appartiene per territorio.

Il Parroco Don Ignazio, nell’accogliere gli sposi non ha mancato di manifestare la propria emozione per un avvenimento che oggi, sta diventando raro.

Nella cultura odierna, infatti, il valore del matrimonio è fortemente offeso e oscurato da una mentalità dell’usa e getta, e le unioni presto svaniscono in separazioni, divorzi, o semplicemente convivenze senza assunzione di responsabilità.

  V12834672A AUGURI 160328   mazzo di fiori autunnali

Pertanto, il buon don Ignazio, anche confortato dagli insegnamenti di Papa Francesco nella esortazione

Amoris Laetitia

ha voluto riaffermare, invece, il messaggio del Vangelo, e rivolgendosi agli sposi ha illuminato la loro scelta di oggi, investendoli della missione di essere segno per gli altri.

Dunque una testimonianza che è cresciuta e continua a crescere come sacramento, cioè come segno visibile, nonostante che, per vivere cinquant’anni insieme significa da una parte godere di tante gioie della vita, come quelle della paternità e della maternità, del farsi compagni di viaggio nella crescita personale fisica e spirituale; ma anche di momenti di sofferenza, di incomprensioni, di difficoltà.

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Ma se si giunge a celebrare cinquant’anni di vita comune, ciò significa che ci sono stati momenti in cui si è imparato insieme anche a chiedere scusa, e soprattutto a perdonarsi.

Essere capaci di perdono, significa purificare i momenti della vita, ricercare insieme le soluzioni ai vari problemi, sciogliere i nodi per ritrovare l’armonia delle relazioni.

Tutto questo, però è possibile se si lascia che la grazia del sacramento cristiano celebrato penetri nella vita, e continuamente la santifichi, anche quando non si è pienamente consapevoli che l’amore di Cristo ci precede.

  ALBUM EGON FURSTENBERG  

L’energia vitale della famiglia, infatti, risiede essenzialmente nella capacità di amare senza riserve, e nel silenzio dei cuori, anche pregare per riscoprire ogni giorno il senso di quell’incontro che apparentemente casuale, invece nasconde un mistero che sovrasta, per cui quella scelta di cinquant’anni fa, oggi, permette di riconoscere il fine trascendente non solo della vita umana, ma anche della stessa unione che resiste alle sfide del tempo.

Maria e Giuseppe hanno vissuto commossi la celebrazione del mistero eucaristico, accompagnati dalla gioia dei figlioli e dei familiari più intimi.

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(Maria Grazia XXXX)

N.B. - Per il rispetto della privacy dei protagonisti, nel testo sono stati utilizzati nomi di  fantasia.

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F. Mendelssohn: Marcia Nuziale  

  Barra div. fiori dorati animati        

MALIA DI SARDEGNA

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Quando infuriano le tempeste e si scatenano i venti di bufera non c’è miglior soluzione che aspettare che tutto torni nella normalità.

Con tale fine propongo la lettura di questa poesia di un Amico che non c’è più:

 

OTTORINO

 

Poeta di grande conoscenza e umanità che abbiamo stimato ed apprezzato in questi ultimi anni per le perle che ci ha regalato e che conserviamo con amore in suo ricordo.

È una poesia che nella mente del Poeta era nata per elogiare la dolce e penetrante malia delle donne sarde ma oggi vogliamo dedicarla a tutte le donne di Eldy, in particolare alle Amiche che seguono con costanza e affetto il nostro piccolo, grande Bosco.

Grazie Amiche e Amici, un saluto sincero per tutte/i.

 

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DONNE DI SARDEGNA

 

sarda 

 

Le leggiadre sarde donne

sono le graziose rose rosse

della mia terra di sole,

di nuraghi e di mare.

Il paesaggio dei loro occhi,

pieni di malìa,

ti seducono, ti affascinano

e ti dominano.

 Rose rosse

Sono ladre le nostre donne,

con gli occhi dolci d’incanto

come l’aurora

ti rubano il cuore

coi lacci d’amore.

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nel profondo mistero

dei loro occhi belli,

sinceri

ed ingenui:

sono una promessa

di felicità e di gioia.

 

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Maria Carta - Andrea Parodi

No Potho Reposare

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