IL PAESE SOMMERSO

  IL CAMPANILE    

IL CAMPANILE CHE EMERGE DALLE ACQUE

Il racconto trae spunto da un fatto realmente accaduto, ma può esserci una variante. I vecchi del luogo la raccontano in modo un po’ diverso ma questo lo dirò alla fine. All’inizio del 1900 c’erano tre laghi di montagna che a quei tempi erano in territorio austriaco, ed erano chiamati lago di Resia, lago di S. Valentino alla Muta, e lago di Curon Venosta.

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I laghi erano in una posizione ideale per costruire sul luogo una diga, che con gli opportuni impianti idroelettrici, avrebbe prodotto energia per tutta la zona. Chi aveva effettuato il sopralluogo aveva assicurato agli abitanti che il livello delle acque si sarebbe alzato solo di cinque metri. Sopraggiunse la Prima Guerra Mondiale e si bloccarono tutti i permessi e conseguentemente anche i lavori che allora erano opera degli austriaci. Solo nel 1920 quando quei territori erano passati all’Italia, il governo italiano di allora concede il permesso di innalzare il livello del lago di Resia di cinque metri. L’ultimo paese italiano prima di entrare in Austria è Curon Venosta e al lato c’è la Svizzera.

  italia austri e svizzera  

Sono i capitali svizzeri a finanziare i lavori e aiutare l’Alto Adige, a quei tempi gli Altoatesini non avevano il denaro per costruire una diga. Cominciarono a lavorare sodo, solo che non si fermano ad elevare il livello delle acque solo ai 5 metri annunciati. La gente del luogo si esaspera e, impaurita, vuole andare a Roma dal Santo Padre a portare la propria preoccupazione. A Roma ci va don Alfred Rieper, ma nemmeno lui potrà far niente ed i lavori continueranno. A fine lavori l’innalzamento delle acque arriverà fino a 22 metri.

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Dall’Argentina si erano fatti inviare per la prima volta gli esplosivi, e il legname era giunto dalla Sila. Lavorano 7000 operai, verranno utilizzati 1,5 milioni di quintali di cemento, ma un costo notevole sarà rappresentato dalla evacuazione degli abitanti e dal dover radere al suolo tutte le case di Curon Venosta e un pezzo di Resia. Un paese e mezzo se ne va, ma gli abitanti non vogliono perdere le loro case e tutto quello che hanno lasciato, cuore compreso. Poi ci sono i frutteti con il loro valore non indifferente, campi che poi verranno pagati con un pugno di spiccioli, una miseria.

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Curon e Resia sono in fin di vita. Come un malato muore poco a poco, giorno per giorno l’acqua si fa strada, le case vengono demolite con l’esplosivo. Solo la chiesa con il suo campanile verrà fatta esplodere quando la costruzione della diga è già completata. Questa viene inaugurata il 28 agosto 1949 e nel 1950 verrà fatta esplodere la chiesetta. Il campanile solitario e triste rimane a custodire tutto quello che la mano dell’uomo ha distrutto e fatto morire. Posso aggiungere che il lago di Resia è il più grande dell’Alto Adige, viene visitato per il suo caratteristico campanile in mezzo all’acqua che d’inverno si ghiaccia e consente pure di pattinare.

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Se non fosse per la tristezza del paese sotto il lago, sarebbe stupendo quel grandioso specchio d’acqua, con nel mezzo un campanile solitario che emerge dalle acque, unico ricordo di un paese che non esiste più. Ora un piccolo aneddoto, non so se è vero ma gli anziani affermano che sia verità. Al ritorno da Roma di Don Alfred Rieper, dopo aver saputo che non c’era niente da fare e nessuno poteva fermare, i lavori, alcune persone del luogo aprirono una falla nella diga non ancora finita, pensando, in tal modo, di mettere in salvo il paese. Non avevano pensato che se si apre una falla nella diga per mano dell’uomo, l ’acqua defluisce e il paese s’inonda in poco tempo, non nei tempi dilazionati che avevano programmato gli ingegneri. Questo il racconto che io ho sentito fin da piccola, e fino a che punto possa essere di fantasia non lo so.

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Posso però dire che le case non erano pronte al momento di chiudere la diga, che sia stata colpa di un gruppo di gente che voleva salvare la loro abitazione non lo so, mi sembra incredibile che ingegneri, geometri ecc. abbiano fatto funzionare la diga senza che le case fossero tutte pronte! Sarà vera la memoria dei vecchi o la documentazione delle carte bollate?

Come sempre, in queste vicende, rimane sempre il mistero.

Un saluto per tutti cari amici.

 

BUONA DOMENICA

 

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  Gif sep. Fiori celeste-blu  

ERNESTO CORTAZAR – Autumn Rose      

Gif sep. Fiori celeste-blu


COMMENTI

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  1. il 21 agosto, 2016 lorenzo12.rm dice:

    Cara Gabriella, la tua storia ci lascia l’amaro in bocca: vogliamo dire che i conti, a volte, si fanno senza l’oste, o che i conti li fa l’oste, oggi come ieri? Mah, diciamocelo come ci pare. Il campanile sommerso funge da perenne monito per noi e per le generazioni future. Sei stata, come sempre, cronista brava e fedele. Altro che Olimpiadi. Ti abbraccio.

  2. il 21 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Ciao Lorenzo, sempre con o senza l’oste i conti si fanno e amaramente, perchè che sia vera la prima o la seconda i paesi sono stati sommersi. Con la calma sono stati ricostruiti, ma le case non eran più le loro. Un grazie del brava ed un abbraccio ciao

  3. il 21 agosto, 2016 Giuseppe3.ca dice:

    Un racconto verità scritto con stile giornalistico fa onore al tuo post Gabriella. Questi episodi si cerca di lasciarli in archivio perché meno se ne parla, meglio è per non tirar fuori i risvolti che ci sono dietro. Hai fatto bene a parlarne, fanno parte della storia anche se circoscritta a livello territoriale. Complimenti!

  4. il 21 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Giuseppe un ringraziamento per il video molto bello e la coreografia di un post che sta rimanendo pressochè in archivio. Un saluto ciao

  5. il 21 agosto, 2016 sandra.VI dice:

    Avrei voluto commmentare subito questo tuo post, fatto con tanta dettagliata precisione, una vera perfetta descrizione dalla quale emana tutta la tragedia vissuta da quella povera gente, tu ce la fai rivivere e percepire, quel campanile che emerge solitario, come una stele di quello che giace ai suoi piedi, grazie Gabriella sei stata veramente brava. Ho ricordato quando l’ho visto passando e ne ho rivissuto la stessa emozione, UN GRAZIE a Giuseppe per il bel video di Cortazar, mi piace molto.

  6. il 22 agosto, 2016 carlina dice:

    ho letto il tuo racconta gabry, sembra un romanzo fantascientifico, x non parlare del campanile che spunta x metà dal lago, ha qualcosa di surreale, e invece è stato drammaticamente tutto vero sei stata molto brava.
    Un grazie a Giuseppe che, come sempre, ci mette lo zampino, bravissimi.

  7. il 22 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Ciao Sandra, non sapevo che tu lo avessi già visto ma ne sono lieta, così le immagini non ti sono nuove. Ho raccontato la storia di quel campanile perchè pensavo potesse incurioscire gli amici. Non è da tutti i giorni vedere in un lago un campanile che emerge dalle acque. Ciao un abbraccio

  8. il 22 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Ciao Carlina hai detto giusto, sembra qualcosa di surreale il campanile ed è invece il resto di una tragedia per la gente che ci viveva. Anche se non ci sono stati morti per quel che mi ricordo e letto, erano pur sempre i paesi che si sbricciolavano per lasciar posto ad una diga! Grazie del tuo pensiero Ciao

  9. il 22 agosto, 2016 franco dice:

    Dopo aver visto Glorenza, con le sue antiche mura si arriva a Resia e l’impatto di questo lago (lagaccio) con il campanile piazzato lì a tre quarti tra acque non limpidissime fa un pò di tristezza. Ora che conosco la storia così ben narrata da Gabriella, capisco la sensazione di mestizia che si prova.

  10. il 22 agosto, 2016 Giuseppe3.ca dice:

    Le musiche di Cortazar piacciono tanto anche a me Sandra, e quando accompagnano un bel video, come in questo caso, allora le scelgo per le Amiche/Amici del Bosco. Grazie, ciao.

  11. il 22 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Franco sono del tuo parere che il campanile dia tristezza e più volte l’ho detto, ma l’acqua del lago di solito è limpida anche se sotto ci sono i ruderi e tanti ricordi di quasi due paesi. Un saluto ciao.

  12. il 22 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    Come redattore devo metterci necessariamente lo “zampino”, come dici tu Carlina e lo faccio ben volentieri per la gioia di tutti. Grazie, un saluto per te.