Archive for agosto 21st, 2016

IL PAESE SOMMERSO

  IL CAMPANILE    

IL CAMPANILE CHE EMERGE DALLE ACQUE

Il racconto trae spunto da un fatto realmente accaduto, ma può esserci una variante. I vecchi del luogo la raccontano in modo un po’ diverso ma questo lo dirò alla fine. All’inizio del 1900 c’erano tre laghi di montagna che a quei tempi erano in territorio austriaco, ed erano chiamati lago di Resia, lago di S. Valentino alla Muta, e lago di Curon Venosta.

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I laghi erano in una posizione ideale per costruire sul luogo una diga, che con gli opportuni impianti idroelettrici, avrebbe prodotto energia per tutta la zona. Chi aveva effettuato il sopralluogo aveva assicurato agli abitanti che il livello delle acque si sarebbe alzato solo di cinque metri. Sopraggiunse la Prima Guerra Mondiale e si bloccarono tutti i permessi e conseguentemente anche i lavori che allora erano opera degli austriaci. Solo nel 1920 quando quei territori erano passati all’Italia, il governo italiano di allora concede il permesso di innalzare il livello del lago di Resia di cinque metri. L’ultimo paese italiano prima di entrare in Austria è Curon Venosta e al lato c’è la Svizzera.

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Sono i capitali svizzeri a finanziare i lavori e aiutare l’Alto Adige, a quei tempi gli Altoatesini non avevano il denaro per costruire una diga. Cominciarono a lavorare sodo, solo che non si fermano ad elevare il livello delle acque solo ai 5 metri annunciati. La gente del luogo si esaspera e, impaurita, vuole andare a Roma dal Santo Padre a portare la propria preoccupazione. A Roma ci va don Alfred Rieper, ma nemmeno lui potrà far niente ed i lavori continueranno. A fine lavori l’innalzamento delle acque arriverà fino a 22 metri.

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Dall’Argentina si erano fatti inviare per la prima volta gli esplosivi, e il legname era giunto dalla Sila. Lavorano 7000 operai, verranno utilizzati 1,5 milioni di quintali di cemento, ma un costo notevole sarà rappresentato dalla evacuazione degli abitanti e dal dover radere al suolo tutte le case di Curon Venosta e un pezzo di Resia. Un paese e mezzo se ne va, ma gli abitanti non vogliono perdere le loro case e tutto quello che hanno lasciato, cuore compreso. Poi ci sono i frutteti con il loro valore non indifferente, campi che poi verranno pagati con un pugno di spiccioli, una miseria.

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Curon e Resia sono in fin di vita. Come un malato muore poco a poco, giorno per giorno l’acqua si fa strada, le case vengono demolite con l’esplosivo. Solo la chiesa con il suo campanile verrà fatta esplodere quando la costruzione della diga è già completata. Questa viene inaugurata il 28 agosto 1949 e nel 1950 verrà fatta esplodere la chiesetta. Il campanile solitario e triste rimane a custodire tutto quello che la mano dell’uomo ha distrutto e fatto morire. Posso aggiungere che il lago di Resia è il più grande dell’Alto Adige, viene visitato per il suo caratteristico campanile in mezzo all’acqua che d’inverno si ghiaccia e consente pure di pattinare.

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Se non fosse per la tristezza del paese sotto il lago, sarebbe stupendo quel grandioso specchio d’acqua, con nel mezzo un campanile solitario che emerge dalle acque, unico ricordo di un paese che non esiste più. Ora un piccolo aneddoto, non so se è vero ma gli anziani affermano che sia verità. Al ritorno da Roma di Don Alfred Rieper, dopo aver saputo che non c’era niente da fare e nessuno poteva fermare, i lavori, alcune persone del luogo aprirono una falla nella diga non ancora finita, pensando, in tal modo, di mettere in salvo il paese. Non avevano pensato che se si apre una falla nella diga per mano dell’uomo, l ’acqua defluisce e il paese s’inonda in poco tempo, non nei tempi dilazionati che avevano programmato gli ingegneri. Questo il racconto che io ho sentito fin da piccola, e fino a che punto possa essere di fantasia non lo so.

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Posso però dire che le case non erano pronte al momento di chiudere la diga, che sia stata colpa di un gruppo di gente che voleva salvare la loro abitazione non lo so, mi sembra incredibile che ingegneri, geometri ecc. abbiano fatto funzionare la diga senza che le case fossero tutte pronte! Sarà vera la memoria dei vecchi o la documentazione delle carte bollate?

Come sempre, in queste vicende, rimane sempre il mistero.

Un saluto per tutti cari amici.

 

BUONA DOMENICA

 

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ERNESTO CORTAZAR – Autumn Rose      

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