UNA STORIELLA PER RIDERE

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Siamo a Ferragosto, la maggior parte dei nostri amici che possono godere di un periodo di ferie, sono in vacanza, in villeggiatura al mare, in montagna o al lago, in Italia o all’estero. Noi, invece, siamo qui, nel nostro Bosco incantato, che possiamo fare?

Sistemandoci in un angolino riparato dalla calura ci consoliamo con la lettura di una simpatica storiella.

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STORIA DI CORVI

IL SALOTTO DI MADAME CLARY

Madame Clary era una corvina le cui piume avevano perso la lucentezza di una volta ma mantenevano ancora un bel nero vivo.

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Madame Clary, corvina diligente e di modi gentili, teneva cura del suo nido facendosi aiutare, di volta in volta, da due amici: Schioppo e Sprizzo, due corvi non più giovanissimi pure loro, ma che mantenevano ancora un bel piumaggio nero che, all’occorrenza, spolveravano e tenevano lucido per mostrarsi disponibili qualora le circostanze offrissero qualche buona occasione.

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Madame Clary li teneva alla corda entrambi: Schioppo aveva sede in un albero più distante ma Clary si faceva aiutare da lui per tutte le cose che potevano servire per mantenere un bell’aspetto per sé e per il suo nido.

Sprizzo era ubicato più vicino e veniva utilizzato, quando serviva, per l’approvvigionamento delle cibarie e spesso e volentieri si tratteneva sull’albero di Clary per un pasto mattiniero o serale.

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Insomma si era creato una sorta di triangolo che Madame Clary gestiva molto abilmente perché accortamente destinava una parte della giornata a Sprizzo e un’altra a Schioppo.

I due poveri corvi sapevano poco l’uno dell’altro, ovvero, solo ciò che Clary riferiva loro ma ad entrambi assicurava che i rapporti con “l’altro” erano solo di amicizia e non c’era niente di tenero…  Per i due non c’era mai stata occasione di incontrarsi, questo fatto non era mai avvenuto.

In entrambi comunque era nato il sospetto che Madame Clary potesse fare il doppio gioco e quindi poteva raccontare bugie sia all’uno che all’altro.

Mentre Schioppo, di carattere forte tendenzialmente venoso si adirava quando veniva a conoscenza degli incontri di Clary con Sprizzo fino ad arrivare ad accese litigate di gelosia, quest’ultimo era più accomodante e, forse per una sua interiore convenienza, fingeva di credere e restava sottomesso al volere di Clary che lo dominava caratterialmente.

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La vita continuava così da un pezzo e Madame Clary riusciva a tenere calmi i due uccelli che continuavano a svolazzarle attorno ma solo fino al punto che lei concedeva sia all’uno che all’altro.

Pur senza una legge sancita da un Parlamento, anche tra gli animali vige il tacito rispetto della privacy per cui non pretendiamo di sapere se Madame Clary allargasse le ali o alzasse la coda con l’uno o con l’altro, lei assicurava di no, ma tutto era possibile, sono cose della vita anche nel mondo degli uccelli.

Molto abile a gestire il suo tempo libero Clary era anche brava ad inventarsi delle astute fole quando mancava un appuntamento con l’uno o con l’altro oppure le serviva uno spazio solo per sé stessa. Clary era molto orgogliosa della sua autonomia e ne pretendeva il rispetto.

A lungo andare le cose si erano stabilizzate così e sia Sprizzo che Schioppo si erano adattati ai voleri di Madame Clary che continuava a dominare sui due secondo il suo perentorio e insindacabile volere.

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Un giorno, però, si affacciò alla corte di Clary un terzo corvo: Zirlo che aveva casa due alberi più in là. Era una vecchia conoscenza di Clary e, nel ritrovarsi, ci fu subito intesa tra loro.

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Uscirono alcune volte insieme, saltando di ramo in ramo, svolazzando tra gli alberi e giocando a nascondino tra le foglie. Manco a dirlo, finirono entrambi nel nido ad ali allargate, forse era nato quel sottile sentimento che, anche per gli animali, si chiama amore…

I due si resero conto che erano fatti l’uno per l’altra e Clary si dimenticò presto dei suoi due amici di prima.

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Scoperta la cosa, Sprizzo e Schioppo, si ritrovarono a guardarsi reciprocamente com’era cresciuto il loro becco e scoprire che altro non erano che due poveri, miseri merli solitari, vaganti, senza fissa dimora, tra il fogliame di una immensa foresta. D’altra parte, non poteva essere diversamente con una corvina che voleva sentirsi regina ma che in fondo, anche lei, non era che una piccola merla.

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Questa la storiella per trascorrere insieme una domenica d’agosto… spero vi sia piaciuta e non dubito che saprete trarre le vostre conclusioni e anche una spiritosa morale: grazie!

Auguro Buon Ferragosto in allegria per tutte/tutti, Ciao.

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COMMENTI

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  1. il 14 agosto, 2016 lorenzo12.rm dice:

    Bellissima la storiella, Giuseppe. Te ne sono e certamente te ne siamo grati. Un affettuoso abbraccio.

  2. il 14 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Una storiella che vale per gli animali, ma forse molto più per gli uomini, che sian merli oppure no. Ci hai rallegrata la mattinata Giuseppe con la favola che senza dubbio ha la sua morale. Buon ferragosto, ed un saluto CIAO

  3. il 14 agosto, 2016 edis.maria dice:

    I merli assomigliano agli uomini o gli uomini hanno copiato bellamnete dai merli????? Chissà! Però è sempre la femmina che fa la figura di colei che approfitta dell'” ingenuinità” dei poveri maschi!!! aahaah!!! Simpatica storiella.

  4. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    Ti ringrazio Lorenzo, siamo a metà agosto, periodo di ferie e di relax, e una storiella con un pò di ironia è quello che ci vuole per rallegrare l’animo. Ciao.

  5. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    Sai Gabriella, morale se ne può trovare più d’una, la prima che viene in mente potrebbe essere questa: “Tra i due litiganti il terzo gode” ma mi sembra troppo banale, infatti nella stpria c’è qualcosa di più profondo, vediamo se alla fine viene fuori qualcosa di diverso. Grazie per il tuo intervento, molto gradito, ciao.

  6. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    Grazie per aver trovato simpatica la storiella Edis. Nella storia c’è un sottile filo di ironia perché, in fondo, nella vita, a volte siamo corvi e a volte poveri merli costretti a subìre, indipendentemente dall’appartenenza al genere maschile o femminile. L’unica soluzione è quella di avere la capacità di adeguarci. Grazie per la tua visita nel Bosco, un saluto di sincera stima con l’augurio di Buon FERRAGOSTO per te e famiglia, ciao.

  7. il 14 agosto, 2016 edis.maria dice:

    Sbaglio o, giuseppe, non ci siamo intesi! Dò ragione ai merli! Sono le femmine che, di solito, creano queste questioni! Noi donne (chissà quanti strali mi raggiungeranno!) siamo felici di essere contese ed appreezzate! Uomini, le donne troppo ammirate sono pericolose!!!!!!!! VIa!!!!!! aahaaah! Buon agosto Giuseppe!

  8. il 14 agosto, 2016 gabriella.bz dice:

    Giuseppe, ti chiedo scusa per essermi dimenticata di ringraziarti per un video tanto bello, oggi hai superato te stesso per la storiella che è favolosa, ed un video da mille e una notte. Un saluto ciao

  9. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    Ci siamo intesi benissimo Edis e concordo con te. Le donne troppo ammirate si mettono su un piedistallo, credono di essere su un trono e pensano di condizionare la vita di tanti uomini che poi non sono che dei poveri merli. La forza della donna, in quanto entità femminile, è immensa ma qualche volta avviene anche il contrario, dobbiamo ammetterlo. Vero comunque che per noi maschietti è meglio diffidare da quel tipo di donna. Buon proseguimento delle festività, ciao.

  10. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    É un video scelto di proposito Gabriella con lo scopo di riportare a livello umano una storiella di fantasia ambientata nel mondo degli uccelli ma che, in fondo, rispecchia vicende di natura umana. Ciascuno di noi ha, nel profondo del proprio cuore, una personale nostalgia, vicina o lontana e la sonata di Marradi ce la riporta alla mente. Grazie ancora, un saluto.

  11. il 14 agosto, 2016 sandra.VI dice:

    Una storiella piacevolisissima ,divertente. Purtroppo troviamo anche donne che si divertono a far fare la figura del …merlo a quel povero uomo che capita a tiro della dolce, piuttosto scaltra merlottina………. Un grazie GIUSEPPE del video veramente molto bello MARRADI è sempre notevole, ne discutevamo con Giovanna. Un caro saluto.

  12. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    Verissimo Sandra, capita a tutti di incontrare nella vita dei corvi e siamo costretti a fare i merli, sia uomini che donne. Anche io ho scoperto le sonate di Marradi con Giovanna e ne sono rimasto affscinato per cui vengo a postarle ancora. Grazie, un caro saluto, ciao.

  13. il 14 agosto, 2016 franco dice:

    Siete sicuri che madame Clary fosse una merla , mi sembrava più un altro animale …Certamente i maschi non potevano essere che “merli” !

  14. il 14 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    C’est la vie Franco. La storiella dice così e precisa che è una storiella per ridere… mi sembra che siamo riusciti tutti a farci una risata. Buon Ferragosto.

  15. il 15 agosto, 2016 carlina dice:

    Molto carina ed ironica la storiella che hai raccontato Giuseppe, certo che merla o donna la differenza è minima sono tutte e 2 femmine, e si sa che la capacità di gestire gli uomini o i merli, ognuno li considera come vuole, è tutta femminile.

    Molto bella anche la musica che accompagna la fine della ironica storia, bravo Giuseppe e grazie x averci fatto sorridere.

  16. il 15 agosto, 2016 giuseppe3ca dice:

    L’intento era proprio quello di farci una risata tutti insieme e se ci sono riuscito posso compiacermene, grazie Carlina. Se anche la musica risulta piacevole allora possiamo dire che abbiamo avuto l’occasione di un piacevole incontro tra Amici. BUON FERRAGOSTO a te e famiglia, ciao.