Archive for agosto, 2016

CARTOLINE D’AMORE

  Buona domenica

Post by   Giuseppe_56456

 

Riprendiamo il nostro consueto stare insieme con la lettura di alcune frasi sull'Amore, scritte da grandi personaggi del  passato.

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My Love For You - ERNESTO CORTAZAR 

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LA TERRA TREMA

QUESTA NOTTE LA TERRA TREMA COME SUCCESSE 7 ANNI FA ALL'AQUILA ....

 

Terremoto 6.0 devasta il centro Italia:

Si scava fra le macerie. Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto i centri piu' colpiti.

 

GRAZIE A TUTTI I VOLONTARI CHE SONO SUL POSTO.

 

NON CI SONO PAROLE DA DIRE, C'E' SOLO TANTA TRISTEZZA E NOI, REDAZIONE DEL BOSCO, ESPRIMIAMO IL NOSTRO CORDOGLIO A TUTTE LE VITTIME DI QUESTA CATASTROFE.

 

UN SALUTO A ROBERTO24.RM E LA SUA FAMIGLIA CHE E' DI ORIGINE DI CORNILLO NUOVO PAESE VICINO AD AMATRICE.

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Ore 4.30 del 25 agosto

Con l’ultimo aggiornamento di cronaca si ha notizia di 159 morti e otre 270 feriti ma come bilancio provvisorio. Prosegue la ricerca dei dispersi con l’aiuto dei Gruppi speciali delle Unità Cinofile.

Confluiscono da tutta l’Italia i contingenti dei Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Volontari e Forze dell’Ordine per la gestione delle emergenze nell’area interessata dal sisma.

Sono state subito operative le unità per l’allestimento delle tendopoli e delle cucine da campo per l'assistenza ed il conforto delle prime necessità logistiche.

Possiamo essere orgogliosi dei nostri connazionali che si prodigano nella circostanza ed ai quali inviamo il nostro sincero grazie ed un virtuale incoraggiamento.

 

Ore 6.30 DATI ULTERIORE AGGIORNAMENTO.

  • 247 morti

  • oltre 370 feriti

  • oltre 2500 sfollati

  • circa 80 persone disperse

ma di positivo c'è che si è riusciti a trovare ed estrarre dalle macerie qualche persona ancora in vita.

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I morti accertati ammontano a 250 dei quali 204 nel Comune di Amatrice ma ci sono ancora decine di dispersi e la ricerca continua sperando ancora nel miracolo di trovare dei sopravvissuti;

I feriti portati nei vari ospedali sono 365;

Si contano 2550 sfollati;

La disponibilità dell’accoglienza nelle tendopoli finora allestite ammonta a 3400 posti;

Sono state estratte vive 215 persone grazie all’intensa e ammirevole opera dei Vigili del Fuoco;

Il Centro Sismico ha registrato il susseguirsi di 460 scosse dall’inizio del sisma;

L’ENEL comunica che le dighe dei centri colpiti, non hanno subito danni;

Nell’opera di soccorso sono impiegate complessivamente oltre 7000 persone, uomini e donne, di cui 1000 Vigili del Fuoco, 3000 volontari, 400 militari dei Corpi specializzati, si aggiungono medici e infermieri, personale delle ambulanze, addetti all’assistenza, alla distribuzione dei generi di conforto, i vari staff organizzativi;

Riportiamo ancora i numeri per le emergenze comunicati dalla Protezione Civile:

Generale: 800 840840

Per la regione Lazio: 803555

Per la regione Marche: 840 001111

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27 AGOSTO 2016

 

OGGI LUTTO NAZIONALE E FUNERALI DI STATO PER IL SISMA DEL CENTRO ITALIA

 

AGGIORNAMENTO DATI ORE 4.00 DEL 27 AGOSTO 2016

 

Il numero delle vittime sale a 281 (221 ad Amatrice; 49 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumuli)

388 il numero dei feriti; 238 le persone estratte vive dalle macerie; 15 persone risultano ancora disperse e continuano le ricerche sebbene con speranze sempre più deboli di riuscire a trovarle ancora in vita.

Si contano oltre 2400 sfollati e sono stati allestiti 44 centri di accoglienza con una capacità di 3600 posti.

Prosegue l'opera di primo soccorso e assisteza alla popolazione con la distribuzione di pasti caldi, prima all'aperto con le cucine da campo, poi con l'allestimento delle maxitende che fungono da sala mensa.

Ora si deve pensare alla fase organizzativa per la ripresa e dai malcapitati si leva un unico grido:

"NON SIAMO TERREMOTATI,

DOBBIAMO RISORGERE"

Noi glielo auguriamo di cuore e non faremo mancare il nostro contributo di solidarietà.

Grazie.

 

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IL PAESE SOMMERSO

  IL CAMPANILE    

IL CAMPANILE CHE EMERGE DALLE ACQUE

Il racconto trae spunto da un fatto realmente accaduto, ma può esserci una variante. I vecchi del luogo la raccontano in modo un po’ diverso ma questo lo dirò alla fine. All’inizio del 1900 c’erano tre laghi di montagna che a quei tempi erano in territorio austriaco, ed erano chiamati lago di Resia, lago di S. Valentino alla Muta, e lago di Curon Venosta.

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I laghi erano in una posizione ideale per costruire sul luogo una diga, che con gli opportuni impianti idroelettrici, avrebbe prodotto energia per tutta la zona. Chi aveva effettuato il sopralluogo aveva assicurato agli abitanti che il livello delle acque si sarebbe alzato solo di cinque metri. Sopraggiunse la Prima Guerra Mondiale e si bloccarono tutti i permessi e conseguentemente anche i lavori che allora erano opera degli austriaci. Solo nel 1920 quando quei territori erano passati all’Italia, il governo italiano di allora concede il permesso di innalzare il livello del lago di Resia di cinque metri. L’ultimo paese italiano prima di entrare in Austria è Curon Venosta e al lato c’è la Svizzera.

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Sono i capitali svizzeri a finanziare i lavori e aiutare l’Alto Adige, a quei tempi gli Altoatesini non avevano il denaro per costruire una diga. Cominciarono a lavorare sodo, solo che non si fermano ad elevare il livello delle acque solo ai 5 metri annunciati. La gente del luogo si esaspera e, impaurita, vuole andare a Roma dal Santo Padre a portare la propria preoccupazione. A Roma ci va don Alfred Rieper, ma nemmeno lui potrà far niente ed i lavori continueranno. A fine lavori l’innalzamento delle acque arriverà fino a 22 metri.

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Dall’Argentina si erano fatti inviare per la prima volta gli esplosivi, e il legname era giunto dalla Sila. Lavorano 7000 operai, verranno utilizzati 1,5 milioni di quintali di cemento, ma un costo notevole sarà rappresentato dalla evacuazione degli abitanti e dal dover radere al suolo tutte le case di Curon Venosta e un pezzo di Resia. Un paese e mezzo se ne va, ma gli abitanti non vogliono perdere le loro case e tutto quello che hanno lasciato, cuore compreso. Poi ci sono i frutteti con il loro valore non indifferente, campi che poi verranno pagati con un pugno di spiccioli, una miseria.

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Curon e Resia sono in fin di vita. Come un malato muore poco a poco, giorno per giorno l’acqua si fa strada, le case vengono demolite con l’esplosivo. Solo la chiesa con il suo campanile verrà fatta esplodere quando la costruzione della diga è già completata. Questa viene inaugurata il 28 agosto 1949 e nel 1950 verrà fatta esplodere la chiesetta. Il campanile solitario e triste rimane a custodire tutto quello che la mano dell’uomo ha distrutto e fatto morire. Posso aggiungere che il lago di Resia è il più grande dell’Alto Adige, viene visitato per il suo caratteristico campanile in mezzo all’acqua che d’inverno si ghiaccia e consente pure di pattinare.

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Se non fosse per la tristezza del paese sotto il lago, sarebbe stupendo quel grandioso specchio d’acqua, con nel mezzo un campanile solitario che emerge dalle acque, unico ricordo di un paese che non esiste più. Ora un piccolo aneddoto, non so se è vero ma gli anziani affermano che sia verità. Al ritorno da Roma di Don Alfred Rieper, dopo aver saputo che non c’era niente da fare e nessuno poteva fermare, i lavori, alcune persone del luogo aprirono una falla nella diga non ancora finita, pensando, in tal modo, di mettere in salvo il paese. Non avevano pensato che se si apre una falla nella diga per mano dell’uomo, l ’acqua defluisce e il paese s’inonda in poco tempo, non nei tempi dilazionati che avevano programmato gli ingegneri. Questo il racconto che io ho sentito fin da piccola, e fino a che punto possa essere di fantasia non lo so.

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Posso però dire che le case non erano pronte al momento di chiudere la diga, che sia stata colpa di un gruppo di gente che voleva salvare la loro abitazione non lo so, mi sembra incredibile che ingegneri, geometri ecc. abbiano fatto funzionare la diga senza che le case fossero tutte pronte! Sarà vera la memoria dei vecchi o la documentazione delle carte bollate?

Come sempre, in queste vicende, rimane sempre il mistero.

Un saluto per tutti cari amici.

 

BUONA DOMENICA

 

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ERNESTO CORTAZAR – Autumn Rose      

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CLAUDIO BAGLIONI

  CLAUDIO BAGLIONI  

CLAUDIO BAGLIONI

Baglioni è nato a Roma nel 1951, ed ha cominciato a cantare da giovane, pare abbia cominciato in un’osteria a cantare “Una casetta in Canadà”.  Il primo strumento che le venne regalato è stata una chitarra ma in seguito imparerà a suonare il pianoforte. Sarà proprio nel suo quartiere che vince il primo concorso; nel frattempo continua a studiare e consegue il diploma di geometra. Incide il suo primo 45 giri con “Signora Lia”, e poco dopo il suo primo album intitolato

Un cantastorie dei giorni nostri”.

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Nei suoi primi spettacoli non manca di dedicare sinceri accenni ai Beatles ed anche ad autori classici, da cui prenderà poi spunto per realizzare alcune sue arie. In questo periodo la sua casa discografica punta su di lui proponendolo in varie manifestazioni canore: “Un disco per l’estate” e “La Caravella dei successi” dove presenta “Una favola blu”, e alla “Gondola d’argento” dove canta “Notte di Natale”.  Sarà una delusione, l’insuccesso lo spinge a fermarsi.

 

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Solo nel 1972 ricomincia il successo con l’uscita del disco “Questo piccolo grande amore”, che entrerà a far parte della canzone italiana.

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Poco dopo altre due canzoni si riveleranno un successo: “Io me ne andrei”, e “Amore bello”.  Parte per Parigi e ritorna con una canzone che non sentirà mai sua, “E tu”.

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Vuole ricominciare da capo, e ci riesce tutto da solo come era nel suo animo, nasce “Solo”, e dopo un po’ “Strada facendo”, altra canzone di un successo senza precedenti. Nel frattempo le nasce il primo figlio e le dedicherà la canzone “Giovanni”, l’ha scritta in una notte e vince il Disco d’oro, è un omaggio alla sua paternità. Altra canzone dedicata al figlio sarà “Avrai”.

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Da allora sarà un successo quasi continuo, provo ad elencare alcune delle sue canzoni. E tu, Io me ne andrei, E tu come stai?, Sabato pomeriggio, Amore bello, Acqua nell’acqua, I vecchi, Ragazza di campagna, Notte di Natale, La prima volta, Gira che ti gira amore bello, La vita è adesso, Quanto ti voglio, Tutto in un abbraccio, Fammi andare via, La suggestione, Ci fosse lei, Amori in corso, Porta portese, e tanti altri, troppi per ricordarli tutti.

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Ascoltiamo qualche brano augurando Buon Fine settimana per tutti. Ciao.

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LA PAGINA DELL’ARTE

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NON INTENDITORI

MA ESTIMATORI DEL BELLO

 

Possiamo non essere intenditori d’arte ma ci piace il bello e, all’occasione, ci fermiamo ad ammirare un quadro, una scultura, un’opera d’arte.

Propongo questa rubrica per aprire una sorta di Galleria che, di volta in volta, potrà consentirci di passare in rassegna qualche artista e ammirare alcune delle sue principali opere.

Oggi presentiamo il pittore

 

indexAntonio Allegri detto

IL CORREGGIO

(1489 – 1534)

  Pittore Antonio Allegri detto  

Formatosi nell’ambiente del Mantegna, si accostò poi a più sfumature e moderne invenzioni del chiaro/scuro di origine Leonardesca, creando dipinti di intensa ricchezza psicologica e di misterioso calore cromatico.

 

Recentemente le sue opere, insieme a quelle di Francesco Mazzola, detto il “Parmigianino” (1503-1540) hanno fatto parte di una rassegna espositiva nella blasonata cornice delle Scuderie del Quirinale a Roma.

 

Innumerevoli opere del Correggio sono distribuite in Italia e in varie parti del mondo, osserviamone alcune:

 

 

8-correggio-la-zingarellaLa zingarella (1516-17 Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte)

 

Correggio-Antonio-Allegri-Noli-me-tangere-Madrid-Museo-Nacional-del-Prado-©-Photographic-Archive.- Noli me tangere Museo-Nacional-del-Prado-MadridNoli me tangere (1523-24 Madrid, Museo del Prado)

 

 Correggio_Ecce_Homo-457x580Ecce Homo (1526 circa, Londra, National Gallery )

 

Correggio_-_The_Adoration_of_the_Child_-_WGA05325Madonna in adorazione del Bambino

(1524-26 Firenze, Uffizi)

   

Correggio_045 Madonna S Girolamo partMadonna di San Girolamo - particolare -

(1527-28 Parma Galleria Nazionale)

 

22-la-notte La Notte (1529-30 Dresda, Gemäldegallery)

 

correggio-ganimedeGanimede (1530-32 Vienna, Kunsthistorisches Museum

   

danaeDanae (1531-32 Roma Galleria Borghese)

 

Immagini web

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Sempre all'insegna del bello passiamo  dall'arte pittorica a quella delle note per ascoltare questo bel video musicale. Buon Ascolto.

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GIOVANNI MARRADI - Crying    

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UNA STORIELLA PER RIDERE

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Siamo a Ferragosto, la maggior parte dei nostri amici che possono godere di un periodo di ferie, sono in vacanza, in villeggiatura al mare, in montagna o al lago, in Italia o all’estero. Noi, invece, siamo qui, nel nostro Bosco incantato, che possiamo fare?

Sistemandoci in un angolino riparato dalla calura ci consoliamo con la lettura di una simpatica storiella.

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STORIA DI CORVI

IL SALOTTO DI MADAME CLARY

Madame Clary era una corvina le cui piume avevano perso la lucentezza di una volta ma mantenevano ancora un bel nero vivo.

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Madame Clary, corvina diligente e di modi gentili, teneva cura del suo nido facendosi aiutare, di volta in volta, da due amici: Schioppo e Sprizzo, due corvi non più giovanissimi pure loro, ma che mantenevano ancora un bel piumaggio nero che, all’occorrenza, spolveravano e tenevano lucido per mostrarsi disponibili qualora le circostanze offrissero qualche buona occasione.

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Madame Clary li teneva alla corda entrambi: Schioppo aveva sede in un albero più distante ma Clary si faceva aiutare da lui per tutte le cose che potevano servire per mantenere un bell’aspetto per sé e per il suo nido.

Sprizzo era ubicato più vicino e veniva utilizzato, quando serviva, per l’approvvigionamento delle cibarie e spesso e volentieri si tratteneva sull’albero di Clary per un pasto mattiniero o serale.

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Insomma si era creato una sorta di triangolo che Madame Clary gestiva molto abilmente perché accortamente destinava una parte della giornata a Sprizzo e un’altra a Schioppo.

I due poveri corvi sapevano poco l’uno dell’altro, ovvero, solo ciò che Clary riferiva loro ma ad entrambi assicurava che i rapporti con “l’altro” erano solo di amicizia e non c’era niente di tenero…  Per i due non c’era mai stata occasione di incontrarsi, questo fatto non era mai avvenuto.

In entrambi comunque era nato il sospetto che Madame Clary potesse fare il doppio gioco e quindi poteva raccontare bugie sia all’uno che all’altro.

Mentre Schioppo, di carattere forte tendenzialmente venoso si adirava quando veniva a conoscenza degli incontri di Clary con Sprizzo fino ad arrivare ad accese litigate di gelosia, quest’ultimo era più accomodante e, forse per una sua interiore convenienza, fingeva di credere e restava sottomesso al volere di Clary che lo dominava caratterialmente.

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La vita continuava così da un pezzo e Madame Clary riusciva a tenere calmi i due uccelli che continuavano a svolazzarle attorno ma solo fino al punto che lei concedeva sia all’uno che all’altro.

Pur senza una legge sancita da un Parlamento, anche tra gli animali vige il tacito rispetto della privacy per cui non pretendiamo di sapere se Madame Clary allargasse le ali o alzasse la coda con l’uno o con l’altro, lei assicurava di no, ma tutto era possibile, sono cose della vita anche nel mondo degli uccelli.

Molto abile a gestire il suo tempo libero Clary era anche brava ad inventarsi delle astute fole quando mancava un appuntamento con l’uno o con l’altro oppure le serviva uno spazio solo per sé stessa. Clary era molto orgogliosa della sua autonomia e ne pretendeva il rispetto.

A lungo andare le cose si erano stabilizzate così e sia Sprizzo che Schioppo si erano adattati ai voleri di Madame Clary che continuava a dominare sui due secondo il suo perentorio e insindacabile volere.

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Un giorno, però, si affacciò alla corte di Clary un terzo corvo: Zirlo che aveva casa due alberi più in là. Era una vecchia conoscenza di Clary e, nel ritrovarsi, ci fu subito intesa tra loro.

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Uscirono alcune volte insieme, saltando di ramo in ramo, svolazzando tra gli alberi e giocando a nascondino tra le foglie. Manco a dirlo, finirono entrambi nel nido ad ali allargate, forse era nato quel sottile sentimento che, anche per gli animali, si chiama amore…

I due si resero conto che erano fatti l’uno per l’altra e Clary si dimenticò presto dei suoi due amici di prima.

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Scoperta la cosa, Sprizzo e Schioppo, si ritrovarono a guardarsi reciprocamente com’era cresciuto il loro becco e scoprire che altro non erano che due poveri, miseri merli solitari, vaganti, senza fissa dimora, tra il fogliame di una immensa foresta. D’altra parte, non poteva essere diversamente con una corvina che voleva sentirsi regina ma che in fondo, anche lei, non era che una piccola merla.

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Questa la storiella per trascorrere insieme una domenica d’agosto… spero vi sia piaciuta e non dubito che saprete trarre le vostre conclusioni e anche una spiritosa morale: grazie!

Auguro Buon Ferragosto in allegria per tutte/tutti, Ciao.

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