I RACCONTI DELLA DOMENICA DEL BOSCO

 buona domenica

AURORA BOREALE 1

 

Aurora_01708

 

Questa ultima mattina di vacanze, ho aperto la finestra, su un cielo di un tale splendore, che ne sono rimasta pietrificata, braccio in croce appesa alle ante. Al disopra del villaggio, in un angolo formato dai due fianchi della montagna coperta di foreste, dalle quali dominava la punta di un campanile, alcune grosse nuvole tutte bianche, sovrapposte, filtravano la luce, si incastravano in questo cono di verde. I loro bordi dentellati, orlati di frange iridate ai riflessi gialli ed oro, scintillavano come la colata di ferro fuso, rendendo lo scoppio di queste scie luminose, insopportabile allo sguardo.

sole che filtra

 

Dietro essi, sullo schermo del cielo alla chiarezza dolcemente degradata di blu, scaturivano, si agitavano dei raggi soleggiati, spaziando nel triangolo del ventaglio delimitato dalla montagna come un faro che irraggia il mare della sua luce, ma, dalla terra verso il cielo. In questa instabilità così creata, i tratti di colori, brillavano, impallidivano penetrando con vaporose linee di fumo i colori inimitabili che passavano e svenivano come i miraggi in questo giorno che nasceva.

nuvole_72

Le nuvole perdevano poco a poco il loro bianco puro, si immischiavano di grigio, metallizzato. I loro orli dorati incomparabili si venavano di lividi, di verdi, di viola, e per finire si sfilacciavano, per non essere più delle forme ordinarie. Prendendo matita, carta, scarabocchiavo i contorni, il paesaggio, volendo lasciare una traccia, di questo istante. 

 

sprazzo-di-sole-della-radura-di-aspen-44802825

Cercavo il perché, il come, rinunciavo a trovare una logica all'événement. Di nuovo sollevavo gli occhi che mi dicono che vedere o rivedere erano forse sicuramente meglio del voler lasciare una povera immagine. Il sole saliva, sembrava soppesare le nuvole che si alzavano. Gli effetti di un'aurora che mi stupiva a questa latitudine, si dissipavano lentamente. Il cielo che subisce i fuochi dell'astro, di blu virava al beige, la foresta a contro giorno diventava nera ed io, abbagliata da lui. Abbassavo gli occhi sul villaggio addormentato, pensando che, avrei potuto contemplare anche questo mistero, in questa piccola mattina fresca e silenziosa.

images valle isarco

 

Io senziente sola improvvisamente, accettavo questo regalo del Grande Pittore, presente del cielo, per me che mi pungo (¹) talvolta di imitare la natura con un pennello. Prendevo anche una lezione di modestia e richiudevo il mio quaderno. Il cuore rovesciato da tanta bellezza, cosciente di non potere rivaleggiare con un Dio, sentivo due lacrime scivolare per di più sulle mie guance di povera scarabocchiona, troppo sentimentale. I miei occhi avevano visto tanta meraviglia ma io come potevo descrivere l'emozione vissuta?

 12670753_1183758564969416_815216048893947492_n 

Ma cosa poteva significare per me questo fenomeno, che presentivo come miracoloso. E che potrei dire io, che avevo avuto una tale visione in Italia, senza essere sospettata di avere abusato di qualche bicchierino di grappa, fin dall'aurora. Un poco febbrile, come alla mattina di un Natale, ma sicura che un giorno avrei trovato la chiave del mistero, poiché si finisce sempre per capire, il perché della strizzatina d'occhio del destino, aggiungevo questo ricordo nella mia scatola di colori delle piccole mattine felici.

 

12342858_1184644674880805_4709782282810958833_n

Non avevo avuto la possibilità di ritornare a Prestine dall'estate precedente, avendo avuto l'impressione, fin dal mio primo viaggio che questa terra aveva una potente attrattiva per me. Veggente tuttavia sugli ostacoli a passare, abbastanza superstiziosa anche davanti ai segni di un cielo che sembrava onorarmi delle sue 'glorie', mi imposi di trovare la maniera di ritornare ancora in questi luoghi per quanto pazza possa essere l'idea.

 

12832431_1181627655182507_1511167672279545875_n 

   

Sigillavo il mio avvenire al suono delle prime torri di una betoniera che si metteva vicino in marcia, ricordata alla realtà per i Tottoli che attaccavano la loro giornata con le prime grandi ristorazioni del hotel, per l'ora: queste del primo piano, provvisoriamente buco spalancato sostenuto per quattro muri portatori e tre pilastri, illuminato per le orbite delle finestre scavate dei loro vecchi infissi di legno. Si era in Maggio la stagione andava a cominciare presto, sotto gli auspici celesti, cominciavano le trasformazioni del vecchio 'ospizio' di Prestine.

 

Il viaggio del Gradus ad Musicam, il nostro Coro Orchestra Sinfonico… l'anno precedente, aveva dato l'audacia, la determinazione visionaria, ai “terribili camunes” che andavo ad imparare a conoscere.

 L'idea era là: La musica. Questo è lei che mi aveva fatto venire qui, è grazie a lei, che ritroverei la strada del Valcamonica, e con altri, che trascinerei nella mia scia, organizzando dei giri e dei soggiorni, qui all'Oasi Verde. Dopo l'aurora boreale, questi anni sono stati per me, un fuoco di artificio, tutto acceso. Una riuscita, culturale, intellettuale, relazionale, un vero, puro, scambio di doni, per un orientamento di vita che chiamavo dei miei voti e di cui le conseguenze hanno superato tutte le mie speranze.  Ho trovato a Prestine, un rifugio, una famiglia e tanti cari amici, l’oasi verde della mia vita. Una nuova aurora.

MarieJosè G
 

(¹) - pungo, inteso come ostinarsi, impuntarsi (ndr).

    barra separatrice natalizia

Jean Sibelius - Finlandia     

barra separatrice natalizia


COMMENTI

Both comments and pings are currently closed.

  1. il 26 giugno, 2016 lorenzo12.rm dice:

    Trepidante e felice con te, MarieJosé, ho condiviso i tuoi pensieri e i tuoi stati d’animo, senza parole, quasi immerso interamente nei fenomeni che mi hai fatto vivere. E’ stata proprio una magica domenica. Grazie a te e Giuseppe.

  2. il 26 giugno, 2016 gabriella.bz dice:

    Marie Josè, come ti posso capire mentre parli delle montagne, delle nuvole che giocano a rimpiattino, dei campanili in lontananza, mi sembra d’alzare la testa e guardarmi attorno. Non mi diletto a disegnare, ma se ne fossi capace l’azzurro che ho intorno sarebbe tracciato su un foglio bianco, e delle montagne ne farei un abbozzo, credo che ne uscirebbe un magnifico disegno, solo con la matita. Bellissino racconto, un saluto ciao

  3. il 26 giugno, 2016 sandra.VI dice:

    Cara MarieIose’,come commentare il tuo post. Hai descitto il sorgere del sole come un pittore potrebbe dipengerlo, è una tavolozza di colori che pian piano si dissolvono con lo schiarirsi del cielo. Le nuvole si rincorrono stracciandosi nel cielo sempre più terso, ma altri rumori ti destano dal tuo sogno, la vita ricomincia, sei però dove sognavi d’essere sei arrivata e il cielo ti ha accolta con questa meraviglosa aurora. Un cao saluto, un grazie a Giuseppe per il suo video stupendo

  4. il 26 giugno, 2016 Giuseppe3.ca dice:

    MariaJosè, una pagina di intensa liricità artistica e poetica nello stesso tempo, dirti: “Complimenti” sarebbe poco per quanto meriterebbe questa pagina della Domenica, veramente “Grande” Molti consensi sono arrivati da varie parti e nella chat ma in questo modo non lasciano traccia… e mi dispiace, spero che Amiche e Amici capiscano che si ha bisogno anche del loro piccolo contributo per premiare il lavoro di chi propone i propri scritti perché lo si fa anche per chi legge, non solo per sé stessi. Un grazie e un saluto per tutti.
    MJosè, ti prego di accettare il mio grazie e le mie parole di incoraggiamento.

  5. il 27 giugno, 2016 mariejose2-FR dice:

    Grazie amici, per l’accoglienza, calorosa, che riservate ai miei ricordi, che dorminavo nel mio giornale, e che risveglio oggi, nella vostra lingua. Ne sono sensibile. È una esperienza fruttuosa per me, e le vostre incoraggianti parole, come il simpatico sostegno del redattore, mi danno la voglia di inseguire i miei ‘studi Italiani’.
    Ho ricevuto conferma orale degli effetti riconosciuti del fenomeno dell’aurora boreale, che si crea, al disopra del Monte Badile e del Crocedomini, ma sono sempre in ricerca di testimonianze scritte. Lancio una chiamata, Amici.
    Ho visto l’aurora, a Prestine, il 19 Maggio 1997 a 5.45. Merci….

  6. il 27 giugno, 2016 franco dice:

    Questa fascinosa Valcamonica è proprio nel tuo cuore,nei tuoi sentimanti (che sono Dio!) , nelle tue matite colorate, nel romanticismo dei tuoi occhi . Scrivi molto bene …a quanto sembra canti molto bene, dipingi (e vorrei vedere qualcosa) ,sei una donna speciale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. il 27 giugno, 2016 mariejose2-FR dice:

    Il virtuale ha dei segreti. C’è una spiaggia o si possono bruciarsi al sole ardente, e chi da la fortuna, di lasciarsi scoprire, tavolta, “a piccolo fuoco” per sorprendere. Il suo fascino, può rivelare dei vecchi ricordi, o, tuttavia, risvegliare l’ispirazione.
    Ho lasciato da qualche anno, pennelli e matita nera. Ho quasi offerto tutto il mio lavoro … Vedrò come farvi la sorpresa d’una foto, nel bosco, Franco. Grazie a lei, come a Gabriella, Sandra, Lorenzo e Giuseppe, dei vostri incoraggiamenti.