IL PROBLEMA ENERGETICO

ll   pppimage   rr  

979585-1_FOTOMEDIA-1Traliccio dell' alta tensione

 

Come abbiamo detto nella pagina dedicata all'inquinamento, la maggior parte delle centrali dedite a produrre l'energia elettrica per il nostro pianeta sono altamente inquinanti, perchè, come nel caso delle centrali termoelettriche, si fa uso di combustibili fossili che, una volta bruciati, producono un aumento sostanziale di ossidi, polveri sottili nonché anidride carbonica, tutti elementi che contribuiscono all'inquinamento e al surriscaldamento globale.

Il problema non interessa solamente le centrali termoelettriche, ma anche le centrali termonucleari che, anche se non inquinano direttamente, possono essere molto pericolose nel caso di incidenti, senza dimenticare l'enorme quantità di scorie radioattive che vengono prodotte da queste centrali e che, per ora, è praticamente impossibile smaltire.

Il mondo, quindi, si sta ponendo da diversi anni un modo di produrre energia elettrica che non utilizzi combustibili fossili, uranio o altre fonti che potrebbero essere cause di inquinamento. In un primo momento si decise di muoversi verso le fonti energetiche rinnovabili, le energie alternative, come ad esempio l'energia eolica, solare, delle biomasse. Ma un utilizzo massiccio di queste energie ha riscontrato vari problemi: innanzitutto i costi altissimi, per una quantità di energia comunque molto bassa, l'inquinamento visivo, soprattutto nel caso delle centrali eoliche, ma anche per le centrali fotovoltaiche e solari a specchio. Di conseguenza la possibilità di un utilizzo maggiore delle fonti alternative è, ora come ora, un'utopia.

Un'altro problema che si è posto in questi ultimi anni è stato quello dei biocarburanti, per produrre i quali sono necessari interi campi monocoltivati che oltre a impoverire il terreno, usano lo spazio precedentemente occupato o da prodotti destinati al mercato o da alberi: i biocarburanti quindi sono più danosi che utili, già quest'anno si è dovuta mettere mano alle riserve poiché i prodotti agricoli non bastavano più e inoltre i biocarburanti incrementano il disboscamento della foresta amazzonica.

 

Scorcio di foresta amazzonicaAmbiente da salvare

I problemi che si pongono le varie nazioni, quindi, sono molteplici; le nazioni vogliono avere centrali che producono abbondante energia elettrica, ad un basso costo e possibilmente il meno possibile inquinanti. Ma ciò, per ora, non è possibile, perchè come abbiamo visto prima si hanno o centrali altamente inquinanti a basso costo o centrali a basso impatto ambientale, ma ad altissimo costo. Per cercare di risolvere questo problema e quindi diminuire l'inquinamento senza troppi problemi di costo vengono tenute delle conferenze nelle quali più stati cercano di raggiungere accordi che controllino il costo dell'energia e l'inquinamento delle fabbriche. Dopo il protocollo di Kioto l'ultima conferenza, chiusasi il 15/12/2007 a Bali lo ha rettificato e si è deciso di avviare nuovi negoziati che dovranno concludersi entro il 2009 con un accordo sul clima che integri il protocollo di Kyoto.

 

imagepppUn consiglio per risparmiare corrente e soldi.

  VV imageppp  
bnm
Articolo preso dal web


COMMENTI

Both comments and pings are currently closed.

  1. il 18 maggio, 2016 lorenzo12.rm dice:

    Si sentiranno davvero coinvolti tutti i Paesi del mondo? Speriamo di sì. Non vorrei che questi problemi fossero semplicemente occasioni di incontri e “vertici”.

  2. il 18 maggio, 2016 giuseppe3ca dice:

    Condivido il tuo sospetto Lorenzo… “incontri al vertice” fini a sè stessi, poi è da vedere ciò che si fa realmente per difendere l’ambiente e l’habitat terrestre, in genere si dice una cosa ma se ne fa un’altra perché prevalgono, in primis, gli interessi nazionalistici e di potere. Intanto parliamone nella speranza che si muova qualcosa.

  3. il 18 maggio, 2016 sandra vi dice:

    Sono talmente inconpetente che ho veramente paura fare un commento . Pero’ il mio buon senso mi ha sempre fatto diffidare da tutti quegli incntri al “VERTICE” i risultati che ne sono scaturiti li abbiamo tutti sotto gli occhi. Spes ultima dea “mai dire mai” alla fine al di sopra degli interessi di potere prevarranno pure quelli della difesa dell’ambiente!!!!!!!!! In fondo viviamo tutti su questa terra . Interessante il video, grazie.

  4. il 19 maggio, 2016 gabriella.bz dice:

    Un post molto interessante e da osservare se uno è intenzionato a risparmiare, il che non fa mai male con i tempi che corrono. Grazie Bosco un saluto

  5. il 19 maggio, 2016 Bosco dice:

    Ci troviamo veramente in un epoca davvero inquinata e il bello che non si potra far nulla per migliorare le cose, se i grandi non decidano di salvare il salvabile.

  6. il 19 maggio, 2016 paul candiago dice:

    Signori e Signore,

    ci siamo direttamente o indirettamente coinvolti in un modi di vita e societa’ che non hanno vie d’uscita: insostenibili.

    Vogliamo un benessere economico, lusso e comodita’ a spese dell’ecosistema mondiale:il solo che abbiamo.

    Terra che era, fino a ieri, 100 anni fa, piu’ che sufficiente per un vivere dignitoso ed equilibrato per i 7 miliardi di persone, animali, vegetazione e pesci.

    E’ arrivato il tempo, ora, che ci cadono sulla testa le conseguenze di un vivere folle a spese di saper e voler “sporcare” il Pianeta.

    Ora nessuno vuol fare marcia indietro, ne noi come persone, ne nazioni perche’ orgogliose del loro progresso.

    Vedere se si puo’ rimediare le malefatte e’ gia da molti anni impresa impossibile: manca la volonta’ e non vi sono le risorse per farlo.

    Disgraziatamente il cancro e’ diventato planetario e non c’e’ cura.

    Abbiamo inquinto i luoghi del mondo dove si poteva vivere e abbiamo reso velenosa l’aria che respiramo.

    Assieme pagheramo nel giro di 10 anni i conti, che vengono uno dopo l’altro, in rapida successione.

    La migratoria nord africana, e altre parti del pianeta, con le sue conseguenze, e’ per ora solo un neo nel quadro generale della nostra ingordigia globale che creiamo per mancanza di saggezza delle sociata’ e delle nazioni.

    Non penso sia fuori tempo e luogo il detto che tutti sapiamo:

    “stiamo raccogliendo di gia’ i frutti di cio’ che abbimo seminato”.

    Paul

  7. il 20 maggio, 2016 franco dice:

    E’ difficile pensare che le multinazionali e gli Stati diminuiscano in modo significativo la necessità di energia o che si convertano all’utilizzo di energie alternative , pure problematiche. Le città sono sempre più illuminate , le industrie devono produrre , le automobili devono viaggiare ecc. Nel nostro piccolo per ogni kg di carne che consumiamo sappiamo che per produrlo sono stati necessari circa 15.000 litra d’acqua e il disboscamento di una parte di una forensta. Che dire ! Assistiamo supini alla distruzione della pianeta o cominciamo dal nostro piccolo ad utilizzare meno energia ?

  8. il 20 maggio, 2016 mariejose2-FR dice:

    Bilancio terribile, visione da incubo, da inviare a quelli chi credono in Dio, per chiedere dove portare gli occhi per trovare, conforto e gioia di vivere, per supportare i nostri propri tormenti, purtroppo, tantissimi piu piccoli, allo sguardo di tutte le miserie del mondo. Stamattina vorrei solo fermarmi, sui gatti e cestini di fiori, sorridere alla vita annegandomi nel mio giardino, per trovare l’energia di avanzare, e non vedere ‘i piloni elettrici’. Tuttavia, leggo, ascolto, analizzo tutto, perché voglio sapere, conoscere, finire la mia vita lucida, né cieca né muta. La natura stessa, nella sua grande sofferenza non rinuncia mai a presentarci tante bellezze nell’alba… Allora dobbiamo noi presentare a questa Grande Donna mille e mille scuse e… dire tantissimi….. Grazie a Lei….Ciao amici….