Archive for febbraio, 2016

LA DOMENICA DEL BOSCO

buonadomenicaunbacioxy0

barra separatrice natalizia

Post by Gabriella.bz

 

"SFOGLIANDO L'ALBUM DEI RICORDI"

  27b-L'album dei ricordi    

Aprendo il mobile dove conservo gli album di tutte le foto, mi sembra di aprire un baule della nonna, seduta sul tappeto in sala ne sfoglio uno alla volta, non so neppure quanti siano tanti certamente perché la passione della fotografia l’ho sempre avuta.

album-servizio-fotografico-photo-booth

Ora sono tre anni che le foto sono nel pc. ma chissà perché non mi donano quella gioia a guardarle come lo fanno le foto dei vari album, posso dire che lo stesso vale per lo scritto, mi piace molto di più scrivere a mano che non sul computer.

Sfoglio gli album e mi vedo nei vari anni della mia vita, ma quello che più mi piace sono le foto dei figli e dei nipoti, hanno un viso che sembra dire “fammi la foto” tanto sono fotogenici. albumRicordi-500x500

Ci sono poi foto davvero vecchie, sono degli anni 1930 circa, i miei genitori su un’automobile molto bella e scoperta, certamente di qualche loro amico, perché non hanno mai posseduto una macchiana, una seconda su delle biciclette la mamma indossa dei vestiti magnifici, sempre brava nella scelta di che indossare.

ALBUMPoi in mano mi arriva l’album della mia primavera, anni felici, gioiosi lavoravo ma non faticavo, c’era la gioventù la salute e la speranza che tutto fosse roseo come era in quel momento con il pensiero del fidanzato e prossimo marito, tutto volava verso il cielo limpido, non c’erano nubi solo sole e azzurro, l’insegna della felicità. In un’altro portafoto i visi dei miei figli a cui non occorreva chiedere un sorriso avevano già stampata la gioia e le foto erano tutte belle, anche da grandi il sorriso non è mai mancato. album-dei-ricordi-1

Mi sposto per appoggiarmi meglio, attorno a me vedo il viso di tutti i miei cari negli album aperti, delle foto di papà al tempo della guerra, quanto tempo è trascorso? Tanti anni le immagini sono ancora belle, era un uomo che amava la famiglia e la montagna, quanti segreti mi ha raccontato per evitare di cadere durante le escursioni! Eccone una della mamma sotto un roseto, era una bellissima donna ed una grande lavoratrice. Mi manca la foto del loro matrimonio, l’avrà mia sorella, avevamo diviso tutto a metà dopo la scomparsa della mamma. Pensando a loro cerco dove ho messo le foto delle nostre gite, non erano gite lontane, si andava a cavallo o ci si incamminava a piedi, al massimo si prendeva il Tram anche perché era gratis, il papà lavorava appunto alle ferrovie e usufruiva dei biglietti omaggio.

 

B12742098 X osco 160227

 

Sono scivolate alcune immagini degli anni sessanta c’è la nonna paterna, la matrona di casa severa e autoritaria con figli e nuore, dolcissima con noi nipotine è di carnagione scura o meglio olivastra, sembra una donna del sud ed era invece austriaca. Con me e la nonna due gemelle della zia francese venivano a trovarci tutti gli anni, chissà dove saranno ora, in tempi lontani abitavano a Parigi. Vedo un album che mi attira in modo particolare ad ogni foto avevo messo un aforisma, a pensarci bene ho cominciato presto a scrivere, forse non me ne accorgevo neppure.

B12688377 x Bosco 160227Ci sono gli album dei tre matrimoni, il mio, e quello dei miei figli ma non li guardo sovente, era appena morto mio marito ed io mi sentivo più sola di quanto si possa immaginare. Spuntano i quattro nipoti dai loro portafoto belli grossi, posso dire che immagini non ne manca a nessuno, dal loro primo giorno di vita fino ad ora, osservando le date penso a quanto sono grandi. Riprendo in mano l’album con gli aforismi e guardo le scritte, eccone alcune:

Il fuoco che ora vi unisce, arda per tutta la vita

Sulle ali del vento passa la vita

“Quando la casa è trasparente anche le stelle stanno a guardare

La vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda

“Riflessi di onde leggermente increspate dal vento”

Parla il silenzio dei ricordi”.

D’autunno, teneramente una foglia avvolse i nostri cuori, li unì

Continuare a vivere per una lunga strada felice se ben tormentata!”

 album1

Ripongo alcuni album i ricordi delle immagini incollate sono un modo per tenere il mio cuore avvolto in un cellofan disegnato di volti. Per ultimo prendo in mano l’album grosso in pelle, non è finito alcune pagine sono senza foto, è l’ultimo con le foto di tutta la famiglia, dopo la morte di Vale, il mio amato marito, la vita mi si era spezzata e non ho proseguito con la raccolta delle foto.

 Macchina fotografica anni '50 (6)

Lo riprendo in mano dopo tanti anni e riemergono i ricordi della montagna, del giuramento di Marco nel periodo militare, della prima volta che Giuly era in Abruzzo, le nostre gite in Umbria, a Venezia, le foto ricordo con i colleghi, di tutto un po’, credo non manchi niente, se non che Vale mi ha lasciata troppo presto e non abbiamo avuto modo di completare l’album con altre immagini della nostra vita, sono rimaste le pagine in bianco, non c’è stato neppure il tempo di scrivere la parola

FINE

  ALBUM EGON  FURSTENBERG

ma la vita continua con i ricordi indelebili delle gioie vissute.

 

Gabriella_38771

11138688_858495094187226_7923815544763742010_nB12011343 x Bosco 160227

barra separatrice natalizia

VALZER VIENNESE

UMBERTO ECO

    eco  

UMBERTO ECO

 

Nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, morto nella sua abitazione di Milano il 19 febbraio 2016. Ottantaquattro anni di vita intensa e di cultura letteraria che ha spaziato in tutti i campi e in tutti i tempi.

Il nome della rosa

Poliedrico giornalista, filosofo, semiologo, scrittore, saggista, autore oltre a romanzi di successo, di saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia che hanno lasciato il segno nella cultura letteratura non solo italiana.   Il pendolo di Foucault

L’ultimo libro, messo in distribuzione anticipata nelle librerie proprio in questi giorni per sfruttare l’effetto vendite a seguito del decesso dell’autore, ha come titolo:

 

PAPE SATAN ALEPPE

 

Sono parole prese da un verso della Divina Commedia all’inizio del canto VII dell’inferno:

 

Pape Satàn, pape Satàn aleppe!», cominciò Pluto con la voce chioccia; e quel savio gentil, che tutto seppe,

disse per confortarmi: «Non ti noccia la tua paura; ché, poder ch'elli abbia, non ci torrà lo scender questa roccia.»

 

Storia della bellezza 

Parole di non facile interpretazione ma forse proprio per questo adottate dall’autore che vuole esprimere la grande confusione che regna nel mondo d’oggi in tutti i campi esistenziali, culturali, politici e religiosi.

Sulla scia dei libri precedenti come: “Il secondo Diario Minimo” e “La Bustina di Minerva” il libro, in effetti, riporta in parte quanto già pubblicato in una rubrica del settimanale “L’ESPRESSO” seguita dallo stesso Eco nel periodo che va dal marzo 1985, fino al marzo 1988.umero Zero 365x574

Come lo stesso Eco ebbe a dichiarare vuole rappresentare il fenomeno della “società liquida” e dei suoi sintomi: crollo delle ideologie, delle memorie, delle comunità nelle quali identificarsi, enfasi dell’apparire ecc.

 

Giusto per avere un barlume d’idee proviamo a pubblicare qualche stralcio prelevato dalle precedenti pubblicazioni. In primis vediamo le “40 regole per parlare bene l’italiano” suggerite da Umberto Eco ed a seguire una serie di “perché” che hanno le risposte chiaramente spiritose e sarcasticamente umoristiche.

La misteriosa fiamma della Regina LoanaSperando di fare cosa gradita ai lettori, anche il Bosco, nel suo piccolo, ha voluto rendere un modestissimo omaggio al grande Umberto Eco. Buona lettura.

  Giuseppe_56456

 

separatori (178)

 

Umberto Eco

40 regole per parlare bene l'italiano

 
  1. 1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

    2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

    3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

    4. Esprimiti siccome ti nutri.

    5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

    6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

    7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

    8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

    9. Non generalizzare mai.

    10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

    11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

    12. I paragoni sono come le frasi fatte.

    13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

    14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

    15. Sii sempre più o meno specifico.

    16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

    17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

    18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

    19. Metti, le virgole, al posto giusto.

    20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

    21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

    22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

    23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

    24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

    25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

    26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

    27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

    28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

    29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

    30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

    31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

    32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

    33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

    34. Non andare troppo sovente a capo.

    Almeno, non quando non serve.

    35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

    36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

    37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

    38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

    39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

    40. Una frase compiuta deve avere.

 

 separatori (178)

Risposte spiritose a tanti perché

 

 

  • Perché le banane crescono sugli alberi? Perché se crescessero raso terra sarebbero subito mangiate dai coccodrilli.

  • Perché il mercurio si chiama cosí e non uranio? Perché altrimenti l'uranio dovrebbe chiamarsi Amordidio Brambilla e tutti lo prenderebbero in giro.

  • Perché gli sci scivolano sulla neve? Perché se scivolassero solo sul caviale gli sport invernali sarebbero troppo costosi.

  • Perché la nostra scrittura va da sinistra a destra? Perché altrimenti i periodi incomincerebbero con un punto.

  • Perché le parallele non s'incontrano mai? Perché se s'incontrassero chi ci fa gli esercizi sopra si spaccherebbe le gambe.

  • Perché san Paolo non era sposato? Perché con tutti i viaggi che ha fatto, se avesse dovuto scrivere lettere anche alla moglie, il Nuovo Testamento avrebbe dimensioni proibitive.

  • Perché le dita sono cinque? Perché se fossero sei, i comandamenti sarebbero dodici.

  • Perché il whisky è stato inventato in Scozia? Perché se fosse stato inventato in Giappone sarebbe sakè e non si potrebbe berlo con la soda.

  • Perché il mare è cosí vasto? Perché ci sono troppi pesci e sarebbe irrazionale metterli sul monte Bianco.

  • Perché i bicchieri sono aperti in alto e chiusi in basso? Perché se fosse il contrario i bar andrebbero in fallimento.

  • Perché la mamma è sempre la mamma? Perché se talora fosse anche il papà i ginecologi non saprebbero più dove andare a sbattere.

  • Perché le unghie crescono e i denti no? Perché altrimenti i nevrotici si mangerebbero i denti.

  • Perché il sedere è in basso e la testa in alto? Perché in caso contrario sarebbe faticosissimo disegnare una stanza da bagno.

  • Perché Cristoforo Colombo ha navigato verso Ponente? Perché se avesse navigato verso Levante avrebbe scoperto Messina.

  • Perché le dita hanno unghie? Perché se avessero pupille sarebbero occhi.

  • Perché il fuoco brucia? Perché se bagnasse sarebbe acqua.

  • Perché i cani hanno la coda? Perché altrimenti per manifestare gioia dovrebbero dimenare il pene.

  • Perché quando è buio non è chiaro? Perché è buio.

  • Perché le pastiglie di aspirina sono diverse dagli iguana? Provate a immaginare che cosa accadrebbe in caso contrario.

  • Perché chi la fa l'aspetti? Si tratta di un problema mal posto: è già lì.

  • Perché i migliori cuscini sono fatti di piume? Perché altrimenti i migliori uccelli sarebbero fatti di lana.

  • Perché Nord è sopra e Sud è sotto? Perché altrimenti Est sarebbe a sinistra.

  • Perché le sirene hanno la coda di pesce? Perché se avessero le gambe sarebbero casalinghe di Voghera.

  • Perché un angolo retto misura novanta gradi? Domanda mal posta: lui non misura niente, sono gli altri che misurano lui.

Notizie dal web

 separatori (178)    

Lo scriptorium de "Il nome della rosa"

 

Il nome della rosa - finale

       

LA DOMENICA DEL BOSCO

  Le_nostre_ru_25272     Buona domenica   fiori_stw-435  

UNA DONNA

Una donna, una voce, una vita ricca di successi, osannata dalle platee di tutto il mondo ma un’esistenza difficile.

Le sue difficoltà iniziarono subito dalla nascita in una famiglia i cui genitori l’avevano concepita con l’idea di procreare un maschio che nelle loro intenzioni avrebbe dovuto sostituire un loro figlio morto a soli tre anni durante una epidemia di tifo.

Quando la madre apprese di aver dato alla luce una bambina, per i primi giorni non volle nemmeno vederla, e il padre ritardò persino la registrazione all’anagrafe della nuova arrivata.

Parliamo di Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos, universalmente nota come:

MARIA CALLAS

index  

Nata a New York il 2 dicembre 1923 da genitori di origine greca e deceduta il 16 settembre 1977 a Parigi a poco più di 53 anni.

Ebbe un’infanzia tutto sommato tranquilla. Aveva una sorella maggiore di sei anni, Jakinthy, chiamata Jackie, che era la prediletta dei genitori e come tale godeva di privilegi dai quali Maria restava esclusa.

Jackie riceveva lezioni di canto e pianoforte mentre Maria era costretta ad ascoltare tali lezioni restando dietro la porta. Maria riusciva ad imparare subito quello che la sorella apprendeva con tanta difficoltà tant’è che a soli undici anni partecipò ad una trasmissione radiofonica per dilettanti e si classificò al secondo posto con la canzone “La Paloma”.  hqdefault

I genitori divorziano e la madre ritorna in Grecia portando con sé Maria che continua a coltivare la sua passione per il bel canto. Nel 1937 entra nel Conservatorio di Atene per perfezionarsi nel canto e studia contemporaneamente greco e francese.

Siamo nel periodo bellico e sono anni difficili per la giovanissima Maria ma dopo la guerra riesce ad avere un’esistenza tranquilla e a raccogliere i primi successi proprio in Grecia interpretando Santuzza, nella Cavalleria Rusticana e poi Tosca che sarà, in seguito il suo cavallo di battaglia.

Rientra a New York non solo per riabbracciare suo padre rimasto negli Stati Uniti ma, soprattutto, per non rischiare di perdere la cittadinanza americana.mariacallasCallas

   Due anni di rappresentazioni artistiche in America non le portano né gloria né benefici economici, quindi, il 27 giugno 1947, la decisione della fuga in Italia, destinazione Verona, accompagnata dal cantante Nicola Rossi-Lemeni e Luisa Bagarotzy, moglie di un impresario americano.

A Verona Maria incontra Giovanni Battista Meneghini, imprenditore italiano amante della lirica, che due anni dopo, il 21 aprile 1949 diventerà suo marito. Tra loro ci sono 37 anni di differenza ed è molto probabile che sia stato per lei più un matrimonio di convenienza per la carriera artistica che d’amore. Anche il Meneghini da lungimirante imprenditore, da questa unione, ha saputo trarre notevoli benefici.  callas-051

L’Italia è stata il trampolino di lancio per le ambiziose capacità della bravissima soprano, i successi si susseguirono nei migliori teatri nazionali: Verona, Venezia, Milano con la rappresentazione di opere come “Norma”, “Gioconda”, “Aida”, “Tristano e Isotta”, “Il Trovatore”, “I Vespri siciliani”, “I Puritani” ecc. per poi decollare in tutto il mondo con una inarrestabile serie di trionfi: Londra, Vienna, Berlino, Amburgo, Stoccarda, Parigi, New York (Metropolitan), Chicago, Philadelphia, Dallas, Kansas City.

La sua voce incanta, commuove, stupisce. Arte, gossip e mondanità si intrecciano nella vita di Maria Callas, così pure amicizie importanti con personaggi di spicco dell’ambiente dell’arte e dello spettacolo. Tra questi possiamo ricordare, Arturo Toscanini, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Franco Zeffirelli.

Maria_Callas_(La_Traviata)_2   Una grande rivale dell’epoca per Maria Callas fu la soprano Renata Tebaldi con la quale divideva i fans degli stimatori della lirica e che forse era stata messa un po’ in ombra dallo strapotere della Callas. Sarcastica e cattiva fu una battuta della Callas che riferendosi alla Tebaldi disse:

"Quando potremo cantare la Valchiria e i Puritani fianco a fianco, allora si potrà fare un paragone. Fino ad allora sarebbe come paragonare la Coca-Cola allo Champagne".

Giunse all’apice de successo ma i tormenti per l’animo irrequieto di questa donna non erano finiti. Nel 1959 c’è la rottura del matrimonio con Giovanni Battista Meneghini.

Conosce l’armatore greco Aristotele Onassis con il quale si instaura un rapporto d’amore sfrenato, tormentato e violento. Anni di passioni, lusso e sregolatezza con un uomo che la farà soffrire tantissimo, come lei stessa ebbe a confessare successivamente.

Dalla loro unione nasce un bambino che forse avrebbe potuto cambiare il corso della loro tormentata storia d’amore, gli diedero il nome di Omero ma purtroppo visse solo pochissime ore e il destino era già cambiato. 1000509261001_1127466222001_Bio-Biography-Maria-Callas-LF

Aristotele Onassis abbandona la Callas per unirsi a Jacqueline Kennedy, vedova del Presidente statunitense assassinato a Dallas. Maria apprende la notizia attraverso i quotidiani e per lei è una terribile e improvvisa mazzata. Scossa da tante emozioni quella voce tanto osannata inizia a perdere smalto e intensità e inizia il suo lento ma inarrestabile declino. La “Divina” si ritira dal mondo e si rifugia a Parigi, dove il 16 settembre 1977, a soli 53 anni, lascerà questa valle di lacrime. Una esistenza vissuta intensamente con fortissime emozioni sia come donna nella vita che con i personaggi interpretati con tutta la sua forza espressiva e vocale sulla scena dei teatri in tutto il mondo.

Per sua espressa volontà le ceneri sono state disperse nel mar Egeo ma una lapide con il suo nome si trova nel cimitero parigino di Pere Lachaise, dove sono sepolti molti altri importanti nomi della politica, della scienza, dello spettacolo, del cinema e della musica.

A noi resta la sua inimitabile voce e oggi abbiamo la possibilità di ascoltarne ancora gli acuti nella riproduzione di queste registrazioni.

Buona domenica per gli amanti della lirica e per tutti, grazie.

A seguire tre video della Callas e un mix di voci dello stesso pezzo per consentire il confronto delle tonalità Soprano/Mezzosoprano.

  Giuseppe

N.B. - Fonte notizie dalla rete

  separatori gif separators glitter 15  

Maria Callas "Casta Diva" | Vicenzo Bellini - Norma, 1957

 

Maria Callas sings "Una voce poco fa", from Rossini

 

María Callas - Puccini "Vissi d'arte" (Tosca)

 

Difference between vocal Soprano and mezzo-soprano

   

LETTURA PER TUTTI

  libri_3  

UNA LODEVOLE INIZIATIVA

 

CHE È UTILE CONOSCERE

   

Ce la rende nota l’Amico Giuseppe Marinò con questa comunicazione pervenuta per il tramite di un'Amica di Eldy e che pubblichiamo volentieri in quanto riteniamo utile sia come informazione generale ma in particolare per alcuni nostri iscritti che conoscono il problema molto da vicino.

BIBLIOTECA ITALIANA IPOVEDENTI

Libro anim.  

Se il libro ha una valenza per la crescita spirituale dell’individuo, ciò deve valere per tutti.

La lettura deve essere un piacere, l’accesso all’istruzione, all’informazione e alla cultura un diritto.

logo-ipovedenti

Affinché questo possa divenire realtà su tutto il territorio nazionale, è stata costituita a Treviso nell’ottobre 2009 la Biblioteca Italiana per Ipovedenti “B.I.I. ONLUS”: una biblioteca specifica per gli ipovedenti (legge 138/2001: Art. 4, 5, 6), per gli anziani affetti da disturbi della vista legati all’età, per soggetti con minorazioni visive non classificabili legalmente.

Persone ipovedenti, persone anziane con la vista indebolita, persone che presentano alterazioni o ridotte capacità visive, possono leggere in completa autonomia grazie ai libri a grandi caratteri messi a disposizione gratuitamente nelle biblioteche pubbliche dalla “B.I.I. ONLUS” con l’obiettivo di facilitare e favorire l’accesso all’istruzione, all’informazione, alla cultura, alla lettura in genere, ad una categoria di individui sempre più ampia.

  Libro animato 1  

La BII ONLUS sino ad oggi ha affidato-donato i propri libri a grandi caratteri a 47 biblioteche pubbliche sparse in tutta Italia:

 

Abano Terme (PD), Acri (CS), Agrigento, Anagni (FR), Aosta, Avellino, Barletta (BT), Belluno, Bologna, Campobasso, Carbonia (CI), Castellammare del Golfo (TP), Castelnovo Bariano (RO), Cattolica (RN), Cecina (LI), Chivasso (TO), Conegliano (TV), Crotone, Ferrara, Giugliano in Campania (NA), Gorizia, Imperia, Isernia, Jesi (AN), Lanciano (CH), Luino (VA), Manduria (TA), Mantova, Marcon (VE), Matera, Merano (BZ), Muggia (TS), Novara, Olbia (OT), Perugia, Pisa, Potenza, Rapallo (GE), Roncade (TV), Sacile (PN), Teramo, Terni, Tivoli (RM), Tolentino (MC), Trento, Vicenza, Villafranca di Verona (VR).

 

E’ possibile richiedere un libro in prestito gratuito da qualsiasi biblioteca appartenente ai circuiti bibliotecari sopra elencati.

copertina

Per maggiori informazioni potranno essere consultati i siti:

 

www.biionlus.it

www.facebook.com/biionlus/

libri animati

Giuseppe Marinò

 

separatori-178

ERNESTO CORTAZAR-El Dia Que Me Quieras

(romantic piano)  

           

SAN VALENTINO

    sanvalentino2cu9    

san-valentin-storia-leggendeSan Valentino

(Terni 176 circa – Roma 14  febbraio 273)

 

Santo venerato dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa ma successivamente anche dalla Chiesa Anglicana. Considerato universalmente patrono degli innamorati e protettore degli epilettici.

Nell'anno 270 Valentino si trovava a Roma per predicare il Vangelo e convertire i pagani. Fu arrestato e invitato dall’Imperatore romano Claudio II ad abiurare la propria fede, si rifiutò tentando di convertire l’imperatore al cristianesimo. Ammirato da questa perseveranza Claudio II lo graziò dall’esecuzione capitale affidandolo ad una nobile famiglia.

Valentino continuò la sua predicazione e fu arrestato una seconda volta negli anni che l’impero proseguiva le sue persecuzioni contro i cristiani. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell'imperatore Aureliano

 

Basilica_di_San_Valentino,_Terni,_Italia_-_altareTerni - Basilica di San Valentino

 

La città di Terni, sua città natia, venera giustamente san Valentino come principale patrono. Numerosi eventi e celebrazioni sono organizzati nel corso del mese di febbraio, il più noto è probabilmente la Festa della Promessa, la domenica precedente il 14 febbraio, nella quale centinaia di fidanzati vanno a Terni in preparazione del matrimonio da celebrare nei mesi successivi.

Il culto di San Valentino è diffuso in moltissime cittadine italiane di ogni regione. Con spirito campanilistico voglio citarne due della Sardegna e lascio ai lettori la facoltà di ricordare le località di propria conoscenza che hanno chiese dedicate al santo degli innamorati.

San Valentino è patrono del paese di Sadali, in provincia di Cagliari, qui è considerato protettore dei matrimoni e si festeggia nel mese di ottobre e non a febbraio.

Nella cittadina di Ozieri, invece, si trovano parte delle reliquie di San Valentino nella Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Pare siano state portate nel 1838 da un frate benedettino nativo del luogo e tuttora venerate.

Dopo questa brevissima sintesi storica guardiamo al lato romantico della festa di San Valentino, alle parole che gli innamorati si scambiano per esternare il loro volersi bene. In questi frangenti sono più espansivi gli uomini o le donne? Analizziamone alcuni celebri e no, pescati qua e là poi aggiungerete i vostri nei commenti, grazie.

   

1503833_1011977955497436_8334404853504753191_n

 

PENSIERI  D’AMORE

Fiori animati violetto

Sei la mia gioia, Amore,

nelle ore trascorse

ad osservare l’esistenza

davanti ad una finestra.

Fiori - anim.celeste

 

Sei l’ultimo pensiero della sera

e il primo del mattino,

il raggio di sole

nelle mie giornate buie.

 fiori - rosa gialla

“Posso stare un poco con te?

Alla tua finestra…

Cerco di fermare il battito

del cuore impazzito

 Fiori - Margherita multic. anim.

Ti amerò

come le praterie

amano la primavera

 Fiori - Mammola

Canterò il tuo nome

come la valle

canta l’eco delle campane

fiori rosa rossa che ruota 

Ascolterò

il linguaggio della tua anima

come la spiaggia

ascolta la storia delle onde

 Cestino con fiori animati

non ho armi per difendermi,

da questo amore

che prepotente mi invade

 fiori_stw-144

posso solo lasciarmi cullare

da una sensazione strana e soave,

che mi trasporta alla deriva.

 

E ancora:

ripetimi che continuerai a regalarmi emozioni

e stringerai la mia mano per guidarmi,

accompagnandomi ogni momento

 Bouquet fiori e mimose

Ancora una volta,

nel silenzio della sera,

ti chiedo: parlami.

 

Anche se non posso vederti e abbracciarti,

posso sognarti.

san-valentino-18 

Parlami,

saprò udire la voce del cuore

…capirò e sarò ancora felice!

 

 12642556_10153467707699472_8275890731176114831_n

   

Buona domenica 00san valentino (12)

     

Giuseppe_64845 A

 separatori (97)

Mozart. Cosi fan tutte - alla bella Despinetta

               

PER NON DIMENTICARE

Una triste pagina di storia che gli italiani non dimenticano

separatori (209)

Post by Nembo_34913

 Le_Foibe_25366IL GIORNO DEL RICORDO

  10 gennaio giorno del ricordo foibe    

La strage dimenticata, ricordare per capire. Dopo la “giornata della memoria” Il 10 Febbraio si celebra il “giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria per non dimenticare le tombe senza nome di circa 5.000 Italiani massacrati in Istria, Dalmazia, Venezia Giulia tra il 1943 al 1945 nascondendo questo eccidio sotto forma di azione di guerra, ma in realtà il più atroce e barbaro eccidio fu fatto il primo maggio 1945 a guerra finita uccidendo, deportando, torturando migliaia di cittadini civili, maestri, minatori, ferrovieri, militari, appartenenti alle forze dell’ordine, preti, suore, donne e bambini a Basovizza che divenne poi monumento nazionale nel 1992, cittadini inermi colpevoli solo di essere Italiani o anticomunisti, queste atrocità sono state fatte dalle truppe del maresciallo Tito durante l’occupazione Iugoslava.

  Esedo degli Istriani Foibe    

Questa giornata non è solo dedicata alle vittime delle Foibe, ma anche alla grande tragedia dei profughi dell’Istria, Dalmazia, oltre 350mila persone costrette ad abbandonare la propria casa, la propria terra, per non sottomettersi al regime comunista instaurato da Tito.

  banner-speciale-foibe (2)  

Le Foibe sono delle caverne, pozzi naturali molto profondi presenti sul Carso. Le stesse vennero per migliaia di persone tombe senza nomi e senza fiori. Le vittime destinate ad essere trucidate in modo inumano e barbaro e gettate in queste sacche naturali dopo numerose violenze, venivano legate con del filo di ferro fra di loro a catena, venivano sospinti a gruppi verso l’orlo dell’abisso, poco dopo con una scarica di proiettili uccidevano i primi, e gli stessi trascinavano gli altri vivi dopo un volo di centinaia di metri, gli stessi agonizzanti per le lacerazioni subite durante la caduta contro gli spuntoni di roccia morivano dopo giorni di sofferenza.

 

foiba

     

Nel corso degli anni questi martiri sono stati vilipesi e dimenticati. Lo Stato Italiano, la politica Nazionale, la scuola, hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato ucciso per il solo motivo di essere Italiano o contro il regime di Tito compresi numerosi croati e sloveni che subirono la stessa fine dei nostri connazionali. Impossibile sapere quante persone furono gettate nelle profonde cavità, migliaia sono state esumate, ma molte sono irraggiungibili, approssimativamente si parla di 6-7mila, alle quali vanno aggiunte circa 3.000 persone scomparse nei Gulag (campi di sterminio) di Tito.

 

FOIBE CON TRICOLORE 10 FebbraioFOIBE

       

A seguito all’interessamento delle varie associazioni combattentistiche, a nome degli esuli e loro famigliari, dopo sessant’anni, venne istituita questa giornata-nazionale del “ricordo” sancita dalla legge 92 del 30 Marzo 2004.

    Foibe con cartina      

Una riflessione si può e si deve fare, a parere nostro, trarre da questi fatti: Mai più nazionalismi, mai più violenze, mai più guerre; invece nonostante le tragedie del passato, tutti i governanti dicono di voler la pace, mentre, l’industria bellica continua ad essere alimentata portando morte, dolore, distruzione, odio, sofferenze.

   

Nembo_64194

   

separatore

   

ERNESTO CORTAZAR - Secrets of my heart