Archive for gennaio 23rd, 2016

LA DOMENICA DEL BOSCO

    Buona_Domeni_21492     amorepsiche

AMORE E PSICHE

 

Questo è il titolo del post nel Bosco di oggi ma non per ricordare la favola di Apuleio[1] che narrava la storia di una ragazza che, per la sua bellezza, aveva destato l’invidia della Dea Venere, né per scrivere un trattato d’arte sul monumento di Canova[2] conservato al Museo del Louvre ma… leggete e saprete.

“C’è una storia dietro ogni persona. C’è una ragione per cui loro sono quel che sono. Loro non sono così solo perché lo vogliono. Qualcosa nel passato li ha resi tali, e alcune volte è impossibile cambiarli.” (Sigmund Freud)[3]

Prendo spunto da questo aforisma del fondatore della psicanalisi per proporre al giudizio dei lettori del Bosco una storia, un po’ romanzata, non recente ma neppure tanto lontana.

Sappiamo tutti quanto una donna possa elevare al supremo o distruggere fino all’infimo, la vita di un uomo. Questa storia vuole darci un flash della vita di un ragazzo che nella sua esistenza ha vissuto e subìto esperienze ed emozioni condizionate dal suo  rapportarsi con l’essere femminile. Certamente avviene la stessa cosa invertendo le parti ma oggi la storia ha un soggetto maschile anche se non può mancare, naturalmente, il complemento Donna.

 

 

Barra separ. nat.

 

FEDERICO

 

UN UOMO DAL CUORE DI RAGAZZO

 

Si chiamava Federico e aveva compiuto da poco sedici anni quando questo ragazzo, negli anni dello sviluppo, era stato usato sessualmente da una donna che aveva trent’anni più di lui. Federico, nella sua acerba ingenuità aveva pensato che era amore e quella donna è stata per lui veramente il suo primo amore e se ne era innamorato e si sentiva così legato al punto tale da pensare di poter restare con lei per tutta la vita affacciando l’ipotesi di una possibile unione. Lei gli rispose con un sorrisetto e una carezza sulla guancia ma lui confermò le sue intenzioni dicendo: “Quando sarò maggiorenne, possiamo farlo”. Quanta stupida ingenuità in quella frase ma Federico non poteva rendersene conto, era solo un bambino preso cotto, in balia di una donna che aveva avuto sicuramente le sue esperienze amorose ma che in quel momento era sola e probabilmente aveva trovato in questo ragazzo conforto e soddisfazione insieme.

La relazione andò avanti per oltre un anno con sotterfugi e incontri più o meno costanti. Poi a quella donna erano venuti gli scrupoli per il fatto che lui era minorenne e si rifiutò improvvisamente di continuare la relazione. Per Federico era stato uno shock terribile e inaspettato, non capiva perché poteva succedere questo, fino a quel momento andava tutto bene, si sentiva uomo. Ogni tentativo di riprendere gli incontri andò a vuoto. Il ragazzo ritornò ad essere bambino e cadde in una profonda depressione e ci fu un momento di massimo sconforto nel quale pensò pure di farla finita con la vita ma la vicinanza dei suoi genitori che pur non conoscendo il motivo del suo stato d’animo, nervoso, irascibile e intrattabile, lo fecero riflettere e capire che la vita era più importante di qualsiasi altro male. In quel momento provava dolore e non avrebbe voluto dare dolore ai suoi genitori ed alla sorellina alla quale voleva bene e sapeva che era profondamente affezionata al suo fratello maggiore.

La vita continuò a scorrere ma da quel momento, Federico provava odio per tutte le donne che per lui erano esseri dotati di una cattiveria infinita. Da questa considerazione si salvava solo sua madre, la donna che lo aveva messo al mondo.

Aveva vent’anni ed era l’inizio dell’estate quando Federico incontrò Genny, una ragazzina del gruppo che frequentavano entrambi.

 

ragazzi inn.innam.

 

Forse spinto dagli amici che vedendoli fianco a fianco, perché la Genny si teneva sempre vicino a lui, quasi come battuta avevano detto che stavano bene insieme ma forse anche incuriosito dagli occhioni di lei che non cessavano di fissarlo intensamente ed infine, un giorno, sulla spiaggia lei gli prese la mano invitandolo ad entrare in mare per fare il bagno insieme e le loro mani continuarono a tenersi strette l’una all’altra anche sotto il livello dell’acqua. Federico e Genny iniziarono ad amoreggiare, oltre che al mattino al mare, si incontravano anche la sera per una passeggiata e un gelato.

Attenzione, siamo negli anni ’50 e l’amoreggiare di allora era ben diverso dai flirt di oggi con i quali ci si ritrova a letto prima ancora di conoscere il nome del partner.

Genny era dolcissima, carinissima, innamoratissima e amorevole ma nel cuore di Federico dimorava ancora il dolore di quell’abbandono da parte di una donna da lui amata fino alla follia. Era troppo difficile da dimenticare e la povera incolpevole Genny era destinata a subire le conseguenze di quel dolore.

A fine estate Federico aveva lasciato Genny, consapevole che lei ne avrebbe sofferto tantissimo ma lui, in quel momento, restava indifferente alla sofferenza di lei.

  Giovanissimi scoprono la gioia dell'amore  

Si erano ritrovati l’estate successiva e avevano ripreso a frequentarsi, sembrava che tutto potesse riprendere il suo corso ma Federico si rese conto che nell’animo di Genny c’era una sorta di volontà di rivalsa per quanto aveva sofferto, le cose non filavano tanto bene e si erano lasciati di nuovo e le loro vite seguirono strade diverse.

Le motivazioni di Federico erano state quelle di non avere un lavoro sicuro e di non sentirsela di impegnare una ragazza senza la certezza di un futuro.

Due anni dopo Genny si era sposata con un ragazzo che era andato a chiedere la sua mano direttamente ai genitori di lei senza parlarne prima con l’interessata e loro, da buoni genitori e secondo loro per il bene della figlia, glielo avevano praticamente imposto considerandolo un bravo ragazzo mentre Federico era stato giudicato un mascalzone poco affidabile.

Terminato il servizio militare e trovato un lavoro che poteva dargli una certa affidabilità, qualche anno più tardi anche Federico aveva messo su casa nella città sede di lavoro che era distante dalla città di residenza dei genitori. Aveva sposato una ragazza che forse aveva capito il suo momento di solitudine sia fisica che mentale ma che poi si era rivelato più un matrimonio di necessità che d’amore. Sono i casi della vita. Avevano avuto un unico figlio al quale la moglie si dedicava interamente trascurando, per certi aspetti anche il marito. A lungo andare la moglie si era rivelata una donna incapace di governare una casa e curare la famiglia per cui, alle carenze di lei suppliva Federico, che si era adattato pensando che così doveva essere. Con il passare degli anni, anche a causa di una turbe psichica della moglie che aveva sempre rifiutato di curarsi, i rapporti coniugali si erano sempre più diradati al punto che all’arrivò dell’età della pensione Federico poteva considerarsi vedovo bianco ormai da parecchi anni anche se, visti dall’esterno, i due erano considerati una bella coppia.

Si sa che il mondo è piccolo e le persone hanno modo di incontrarsi. Infatti, Genny e Federico, che nel frattempo era rientrato nella sua città d’origine, avevamo modo di incontrarsi casualmente e tutte le volte si fermavano non solo per scambiarsi notizie personali e delle rispettive famiglie e figli ma anche, più specificamente, con qualche cenno al loro periodo di quasi fidanzati, cercando i motivi della loro mancata unione. Forse nei loro cuori era rimasto qualche rimpianto da parte di entrambi.

Ma la vita, si sa, a volte può riservare delle sorprese.

 Federico non pensava più all’amore ma un giorno, in occasione di una festa conviviale tra amici, gli presentano Ornella, una signora, di qualche anno più giovane, carina, di attraente simpatia, dolcissima nei suoi modi di fare, vedova da un po’ di anni. Fu l’incontro fatale e l’amore forse non è stato a prima vista ma era dietro l’angolo. A lei piaceva tutto di lui, in primis disse che l’aveva attratta il suo modo di parlare e la sua voce e lui restò affascinato da questa bella figura di donna, signorile, molto ben curata e dai modi gentili. Lei risiedeva in un’altra città, non molto distante da quella di Federico, e dopo i primi convenevoli si scambiarono il numero di cellulare per potersi tenere in contatto. La cosa avvenne già il giorno dopo, fu lui a chiamare per primo ma lei gli disse subito che aspettava la sua chiamata. Cercarono di darsi reciprocamente una spiegazione per questa simbiosi nata così improvvisa ma nessuno dei due sapeva trovare la soluzione. Si scambiarono la mail e il recapito del loro sito delle nuove tecnologie informatiche che consentiva anche l’incontro visivo durante i loro colloqui che erano divenuti da subito molto frequenti. Il passaggio agli approcci amorosi fu quasi naturale anche se fino a quel momento virtuali ma vissuti con tanta intensità al punto che entrambi li sentivano come fossero reali e veritieri per quanta passione si scambiavano Ornella e Federico.

Ornella sembrava innamoratissima e molto probabilmente lo era veramente e aveva coinvolto in pieno anche Federico ma in quest’uomo dal cuore di ragazzo sorsero dei timori: dove li avrebbe portati questa passione che non poteva avere futuro a lunga scadenza non tanto per l’età dei protagonisti quanto per il vincolo matrimoniale di lui. Ma a Federico non importava più niente, non intendeva assolutamente perdere Ornella e la ritrovata gioia della vita.

Sembrava impossibile ma Federico aveva ritrovato l’amore con gli stessi impulsi della prima volta, tutto compreso: passione, sotterfugi, inseguimenti, gelosie, litigi, riconciliazione e rinnovato amore ogni volta.

  due persone al mare in sdraio  

La tresca amorosa proseguì per oltre due anni, erano entrambi felici dei loro numerosi approcci virtuali e dei rari ma intensi incontri reali, erano riusciti a trovare anche il tempo per una vacanza al mare insieme, poi l’improvviso patatrac: Ornella si era ammalata e dopo una cura con terapia d’urto forse troppo forte per il suo fisico già sottoposto al condizionamento di altri farmaci, si era fortunatamente ripresa anche se non perfettamente ma ciò che più conta, questa fase l’aveva cambiata: per Federico aveva tanto benvolere ma dentro di lei non sentiva più nessuno stimolo, l’amore era finito e lo disse all’interessato. Da quel momento poteva e voleva offrirgli solo la sua amicizia, sincera ma solo amicizia perché comunque non voleva perderlo.

Federico era all’apice della sua felicità per questo nuovo amore, era veramente innamorato e voleva immensamente bene alla sua Ornella per cui la decisione di lei gli fece cadere il mondo addosso e il suo cuore riprovò il dolore con le stesse intense emozioni del primo drammatico abbandono giovanile con la sola differenza che stavolta, pur non accettandone i motivi, non provava rancore ma anzi comprensione e ancora tanto affetto per questa donna che era riuscita a riportarlo alle gioie amorose e far ritrovare gli impulsi giovanili al suo cuore di ragazzo. Continuavano a sentirsi al cellulare e in chat e Federico cullava la speranza che Ornella sarebbe tornata a lui con nuovo amore e passione. Lui conosceva quanto lei sapeva voler bene e non poteva credere in una chiusura così drastica e definitiva e pur in un impeto di gelosia non voleva pensare che avesse trovato un altro.

Non è dato sapere se i due si siano riconciliati e abbiano ritrovato la loro iniziale e travolgente passione, questa conclusione la lascio alla fantasia dei lettori: come vorreste la finale?

    barra separatr. gruppo stelline    

EPILOGO

Ogni cosa, si sa , ha il suo rovescio e questa è l'opera di Canova esposta al Luouvre, vista dal retro.

  amore-psiche-antonio-canova posteriore  

In questa storia ci sono tutti gli elementi per una analisi psicoanalitica dei personaggi (la corruttrice del minore, Genny la fidanzatina, la moglie, Ornella l'ultimo amore e naturalmente Federico), ma il grande Freud non c’è più per cui vi invito ad esprimere il vostro giudizio personale con un libero pensiero che può suggerire il cuore.

Grazie a tutti, Amiche e Amici e Buona Domenica nel Bosco.

Giuseppe_08835

 
  • [1] – Lucio Apuleio scrittore latino (Madaura, Algeria ca. 125 d.C. – Cartagine ca.180 d.C.)

  • [2] - Antonio Canova, scultore italiano (Possagno 1757 – Venezia 1722)

  • [3] - Sigmund Freud, medico austriaco fondatore della psicanalisi (1856-1939)

 

Metaforicamente la vita non è che una ballata, gustiamoci questo bel video.

Ernesto Cortazar - Waltz Of Love