LA DOMENICA DEL BOSCO

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Questo racconto di Nembo è uno di quelli che ricordano

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 ed è sempre piacevole ritornare indietro nel tempo e rivivere la nostra infanzia, non possiamo dimenticarla, è stato il periodo della nostra formazione fisica, caratteriale e culturale per l’approccio alla vita.

Il confronto con i giovani d’oggi è d'obbligo e ci aiuta a capire come va il mondo e come cambia l’esistenza degli esseri umani.

Grazie Nembo, portaci ancora di queste preziosità, sono perle sempre gradite, arricchiscono il Bosco e tutti noi.

 

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gif_animate_separatori_04 Post by Nembo

 

RICONOSCERSI CON FANTASIA

 

 

Alla fine della seconda guerra mondiale, l’Italia era un paese profondamente ferito, disastrato, per i bombardamenti subiti e molto altro che tutti conosciamo. Il passaggio dell’Italia alla modernità fu miracoloso, dall’urbanizzazione, agli spazi di libertà in modo sempre positivo nella vita sociale, la storia corre veloce e con le varie trasformazioni sociali e culturali sommata a quello del consumo diede origine ad un fenomeno nuovo per l’Italia con sempre più espansione economica.

GelatiIl triciclo ambulante per la vendita dei gelati

 

Il miracolo Italiano (Boom economico) ha spento un periodo buio della nostra storia con uno sviluppo e miglioramento generale delle condizioni di vita sostenuto dei consumi che, dal 1950 fino al 1962, ha regalato con il lavoro una distribuzione di ricchezza non solo per la nostra famiglia, ma soprattutto la nostra da bambini, specialmente a quelli nati appena finita la guerra.

Gioco biglieL'infantile gioco con le biglie di vetro

 

Si passavano ore e ore ad inventare giochi, si giocava a palline di vetro, con i tappi delle bibite, con le figurine, con i cerchi delle biciclette, si costruivano carrettini a rotelle, si giocava a nascondino, a bandiera, si formavano squadre per giocare e gli scartati non andavano poi dallo psicologo perché si sentivano esclusi e avevano subito un trauma, non chiamavano subito la mamma con Smartphone.

 

1960. Ragazzi giocano con le figurine “Panini” della collezione “Calciatori”. Foto Walter Breveglieri  Agli inizi degli anni ’ 60 Benito e Giuseppe Panini, che hanno fondato a Modena l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, acquistano a Milano un lotto di vecchie figurine invendute delle edizioni milanesi “Nannina” e le mettono in vendita in bustine con due figurine ciascuna a 10 lire. Il successo è enorme e inaspettato: 3 milioni  di bustine vendute. L’anno successivo i Panini decidono di fare tutto con i loro mezzi, stampando le figurine e creando anche il primo album per la loro raccolta. Le bustine vendute saranno 15 milioni. Era nata la collezione “Calciatori”.Molto diffusi i giochi con le figurine

La domanda allora è questa: Come abbiamo fatto a sopravvivere, a crescere e diventare grandi, ora c’è silenzio, ora parlano i cellulari in un contatto virtuale, gli occhi con i vari sguardi non esistono più solo messaggi con Wazzapp, iPhone, Tablet, le piccole abrasioni che si notavano a fine giornata giocando non esistono più, è cambiato il modo di vivere, di comunicare, è cambiato il linguaggio, è cambiata la cultura, è cambiato il modo di vivere, di giocare, vedendo non solo gli adolescenti ma anche bambini sempre con gli smartphone o simili in mano, allora…ci si può chiedere è meglio questa o la nostra di un tempo?

 

cavallinaGioco di strada: il salto della cavallina

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. C’era un tempo, ormai lontano nel tempo, in cui sapevamo far volare un’aquilone fatto da noi, sognare, giocare e fantasticare, era il tempo del “Come se...” come se fossi un giocatore di pallone famoso, un ciclista campione, una fata, un supereroe, un astronauta e altro ancora.

BottiEsercizi di abilità: l’instabile equilibrio sulle botti

 

Era il tempo del nostro passato, quando ancora sapevamo soffermarci ai nostri sogni. Poi il tempo si è fatto lontano, sono trascorsi gli anni, siamo cresciuti, non si va più al bar portando la sedia da casa per vedere il programma “Lascia o raddoppia?” con Mike, siamo stati presi dal lavoro, per fare carriera e migliorare la propria posizione per i figli, per la famiglia, siamo diventati papà, nonni, abbiamo smesso di guardare l‘arcobaleno, le nuvole, come un tempo, o forse no, ora siamo in pensione, siamo ancora bambini in qualche modo, forse nei sogni o, visualizzando i nipotini.

 

Bagno nella tinozzaIl bagno nella tinozza, la piscina dell'epoca

 

Noi che con le stesse scarpe, giocavamo al pallone, andavamo in bici, andavamo a scuola, inseguivamo gli animali in cortile, però avere quelle scarpe ai piedi… e a volte strette avevano il loro fascino, molti di noi avranno la fortuna di ricordare bene questo periodo e avere ancora oggi nella propria mente i momenti belli senza il Selfie. Tanti ora non ricordano di essere stati bambini, oppure lo sono sempre, la via di mezzo non esiste più per molti. (Citazione del libro “Il piccolo principe”).

 

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ALCUNE IMMAGINI DI CONFRONTO

CON L'ATTUALITÀ D'OGGI

 

Telefonia-penali-e-costi-di-migrazione-vietatiL'avvento dei telefoni cellulari per tutti

 

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Per Bambini                  e                   la Terza Età

       

Situazioni pericolose al volante, vietate e... assolutamente da evitare!

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cellulari a scuolaCellulari depositati sulla cattedra durante il compito in classe

         

Gruppi in conversazione ma tra loro non c'è dialogo

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Quei Favolosi Anni 60  -  Le Canzoni Più Belle

Una rassegna di Giancarlo Armeni

 

 

 


COMMENTI

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  1. il 26 settembre, 2015 gabriella.bz dice:

    Nembo hai scritto un bellissimo ricordo di quando eravamo bambini, non hai dimenticato niente o quasi, io avevo una bambola e quella me la sono portata fino alla casa da sposa. Ora le bambole non le vedo nemmeno più nelle vetrine. Ricordo quando in inverno arrivavamo da scuola con le scarpe bagnate e dovevamo ritornarci poi a scuola, non avevamo il cambio come ora. Se un bambino si sentiva messo in disparte ti dicevano, “svegliati che è ora”, forse vivendo nei paesini avevevamo una grande libertà quando avevamo finiti i compiti e che non ci si dimenticasse il compito perchè non c’era il cellulare per chiamare l’amica e chiedere; che compiti abbiamo oggi? Io ho una grande nostalgia del mio passato, specie dei tempi in cui ero una bimba timida da non credere. Grazie a te e a Giuseppe per il lavoro, siete grandi Ciaoo… mi dimenticavo il video bello.

  2. il 27 settembre, 2015 lorenzo.rm dice:

    Hai ragione in tutto, Gabriella. Speriamo che l’articolo di Nembo sia una bella scossa per tutti noi, grandi e piccoli. Ricominciamo ad impegnatci tutti e tutte per una vita migliore di questa attuale. Con le nuove tecnologie e senza. Con amore, soprattutto. Perché il mondo sopravviva, prima di tutto. E che migliori.

  3. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Gabriella ringrazio io te per il tuo commento, hai menzionato che hai nostalgia del passato, io oggi rimpiango quegli anni perciò non sei la sola, ricordo visto che oggi è domenica che dovevo andare in bici in paese a giocare la famosa “schedina” che mio padre giocava con tante X-2-1 e non solo la sua ma dovevo fare io giro dei casali,che poi sentivano i risultati alla radio con la trasmissione “tutto il calcio minuto per minuto” Mi ha colpito il tuo commento del ricordo della tua -bambola-sono ricordi molto belli. Un Saluto

  4. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Lorenzo, spero tanto che il tuo saggio commento sia un augurio e speranza per un mondo migliore, non dimenticando le cose belle del passato con i nostri ricordi indelebili della nostra infanzia e adolescenza.

  5. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Un plauso a Giuseppe per il video appropriato al Post, con un mix di belle canzoni che emozionano e ci ricordano molte cose.

  6. il 27 settembre, 2015 Gugli dice:

    Anni 50 le strade erano poco frequentate dalle macchine.Noi ragazzi per giocare, si costruiva il carretto. Con pezzi di tavole di legno, avanzi delle botteghe artigiane.Nel fondo della tavola si fissava una tavoletta di legno.Su la cima si metteva a forza i due cuscinetti, e per tenerli fermi un chiodo di traverso. Sull’ anteriore del carretto una tavoletta di legno con un solo cuscinetto,si usava come timone. Il carretto era pronto per l’uso. Era il nostro passatempo. si scorrazzava per il rione. Di solito si usava in due, uno spingeva e l’altro stava a sedere.Non mancavano le “sbucciature” nei gomiti e ginocchia. Ci si divertiva con poco….

  7. il 27 settembre, 2015 Gugli dice:

    Tra i giochi di una volta.
    Noi ragazzi, (anni 50), si giocava al “ciri bè”. Come da un post precedente ci si divertiva col “Carretto con i cuscinetti a sfere”. Il gioco del ciri bè è tutto diverso, credo che nessun ragazzo oggi lo usi ci sono adesso giochi diversi elletronici. Dunque il ciri bè si gioca cosi. Si traccia un cerchio per terra che è la casa dentro il cerchio si appoggia per terra, un bastoncino lungo una 20 di cm, tratto dalla granata vecchia, si appuntiva a tutte è due le estremità con un coltellino. Un altro bastone sempre tratto dal bastone della granata lungo mezzo metro. Il gioco consiste di colpire il “ciri” il bastoncino appuntito, facendolo saltare in aria e con il “bè” che è il bastone piu’ lugo colpirlo al volo e mandarlo piu’ lontano possibile in ciri dalla casa. Questo gioco vuole spazi grandi lascio a voi cosa poteva succedere in uno spazio piu’ piccolo, la strada in cui giocavamo. Quanti vetri rotti con il ciri che a chi rompavamo il vetro dovevano poi ripagarlo i genitori. Quando rientravamo a casa erano sculaccioni e qualche rimprovero di non farlo piu’…e si continuava a rompere vetri…questi erano i miei giochi la mia infanzia al Pignone il mio quartiere. l’ho voluto raccontare.

  8. il 27 settembre, 2015 Gugli dice:

    Vi ricordate questo legume? il “Lupino”. Lo ricordo e lo collego alla mia infanzia. Vicino casa mia molti anni…fa c’era un cinema si chiamava “Chiardiluna” un cinema all’aperto molto frequentato dal popolo del rione e non, nelle afose notti d’estate. Fuori del cinema con un triciclo attrezzato per la vendita,di tutto quello quello che fa “gola hai “ragazzi”, c’era un uomo, di bassa statura con una faccia simpatica e tutto pelato con il suo grembiule bianco. Si poteva trovare i duri, i semi, la rondellina di liquirizia molto amata da noi ragazzi e tante altre delizie che stuzzicavano la “gola”.Il prodotto piu’ ricercato era il “lupino” un classico per chi andava al cinema e anche per chi faceva la giratina nel quartiere nelle serate d’estate. I “lupini” venivano serviti in un cartoccino di carta gialla molto usata da chi aveva questo genere di vendita e anche nei tanti negozi del quartiere. La carta aveva quel
    classico odore del fieno.

  9. il 27 settembre, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Ti ringrazio Gabriella per la tua nota nettamente al femminile che manca nel racconto di Nembo, giustamente tutto al maschile. Mi auguro che il gentil sesso di Eldy trascriva i propri ricordi. Un saluto per la Buona Domenica, ciao.

  10. il 27 settembre, 2015 aquilafelice44 dice:

    ciao e bravo nembo. tutto questo mi a fato tornare nel passato tutto questo e vero noi ragazzi giocavamo e ci si divertiva con niente ricordo molto bene che vicino a casa mia cera un bar e aveva la televisione ricordo perfetamente che mio padre mi portava non ricordo in giorno esato che veniva trasmesso le puntate del film CANNE AL VENTO di grazia delledda poi finito tutti a letto poi ricordo con piacere che molta gente veniva a casa nostra x ascoltare campanile doro di miky bongiorno . noi ragazzino avevamo anche i nostri compiti andare sul monte a prendere la legna x linverno altro che smarfon e tablet poi se rimaneva tempo cera anche il momento di giocare a palline ho anche a figurine ,x me la squola e rimasta un sogno dopo la terza elementare come voi sapete gia ho dovuto lasciare x altri motivi famigliari ,ho dei bei ricordi da ragazzo ma qui bruti sono molti di piu,ma sono cresciuto ugualmente diventato grande oggi sono un uomo felice anche quando ai miei nipotini il nonno raconta la sua storia da ragazzo bravo nembo bravi tutti

  11. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Gugli, come non condividere tutto quello che hai commentato nei tuoi vari commenti e, ti ringrazio che hai elencato cose che forse pure io avevo dimenticato, ricordi bellissimi, indimenticabili che rimangono impressi ancora oggi nella nostra memoria da adulti (nonni)che quando lo diciamo ai pù giovani o ai nipoti ridono e nel contempo dicono…ma dai!Come facevate ecc…,es. il banco di scuola… chi si ricorda che c’era il sedile ribaltabile per consentirci di alzarci in piedi all’entrata dalla maestra,e a proposito di scuola, i famosi pennini con svariate forme, il calamaio di vetro con l’inchiostro che se ti macchiava erano guai, lo stesso sprigionava quel caratteristico odore, che ora rimane -profumo d’infanzia-Gugli hai menzionato certe specialità alimentari, indimenticabili, e con esse, aggiungo molti lavori ormai caduti in disuso gelattaio con il suo carrettino ecc…,sono rimasti però per sempre nel nostro immaginario. Un Saluto

  12. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Giuseppe, bene hai fatto ricordare la mia mancanza verso i giochi al femminile e, me ne scuso, sarà magari uno spunto per descrivere un Post da parte di qualche nostra frequentatrice del Bosco che parlerà dei loro giochi in quegli anni indimenticabili, ho menzionato solo nel mio post, come fantasia…cosa fare da grande…le fate!

  13. il 27 settembre, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Niente scuse Nembo, è giusto così: lasciamo che le gentili signore del Bosco esprimano i loro ricordi, lo ha già fatto Gabriella e ora aspettiamo che lo facciano anche le altre, non dubitiamo che saranno certamente interessanti.

  14. il 27 settembre, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Concordo per il video Nembo, una rassegna musicale che ci ricorda canzoni indimenticabili per le nostre prime emozioni adolescenziali, non possiamo dimenticarle ed è bello rivivere nel ricordo quelle palpitazioni giovanili.
    Grazie, un saluto.

  15. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Bravo Aquila, hai menzionato nel tuo commento belle cose che ci hanno accompagnato durante la nostra fanciullezza, ricordo anche che portavamo la sedia da casa per vedere certe trasmissioni all’unico bar che aveva la televisione vicino a casa, ricordo anche la radio che un pò andava e un pò no, e aspettavo la hit-parade della settimana, e anche oggi nonostante altri mezzi a disposizione la radio conserva un grande fascino e tanta nostalgia di quel suono che assomigliava a un cinquettio. Caro Aquila mi fa piacere che ti sei ricordato dei tuoi momenti da ragazzo che ti hanno reso felice, e dico anche noi giocavamo a biglie sulla terra senza che adoperavamo il -Gel- antibatterico, e siamo diventati grandi ugualmente come tu hai scritto. Un Saluto

  16. il 27 settembre, 2015 gianna dice:

    Nembo oggi ritorniamo molto indietro nel tempo, pensando hai nostri giochi dell’infanzia,noi bambine avevamo una bambola che ci portavamo accanto in ogni luogo della giornata era bellissima, mi piaceva molto cambiare il vestitino e eravamo felici tranquille e sopratutto senza pretese , allora non chiedavamo nulla solo a Natale alle bimbe la bambola, hai maschietti il pallone le, biglie le figurine,poi alla Epifania dolci e qualche gioco per tutti, siamo cresciute anche senza tecnologia ecc.certo oggi serve per imparare cose importante che domani possono servirti negli studi e nelle ricerche,per scoprire e sapere cose nuove, allora avevamo l’inciclopedia ma oggi con il pc. e forse meglio oggi i bambini pretendono non capiscono ragione se ci sono le possibilita’ per certi giochi, bastava poco per essere serene, oggi i cell il Tablet e tanti altri giochi che noi non potevamo avere, ma pensiamo che sono altri tempi oggi tutto è cambiato,ci siamo dovuti adeguare! anche noi bella la foto dei ragazzi a scuola mentre si studia e si fanno i compiti i cell. nella scrivania spenti senza distrarre gli alunni e il suo Prof. e insegnante,giustissimo imparono la disciplina e l’educazione da grandi si spero conservano questo tipo di insegnamento,Ora i bambini piccolissimi con il cell in mano i nonni e tutti noi certo e un sistema veloce per poter comunicare in ogni momento, ma a tutto va un limite! belle le immagini e il video grazie ,un saluto

  17. il 27 settembre, 2015 gianna dice:

    Giuseppe3, grazie per la tua presentazione, chiaro e bravissimo come sempre, il bosco porta sempre belle sorprese anche questa molto piacevole, perche’ ritorniamo indietro alla nostra infanzia con molto piacere, ciao un saluto e buona Domenica Bosco”

  18. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Bene Gianna, hai menzionato anche i giochi da bambina con le bambole, si giocava senza mai avere pretese e, bastava poco per divertirsi ed essere felici, e a proposito della scuola, ora i ragazzi, hanno il cellulare, il pc, il tablet, per giocare e anche per sapere notizie immediate inerenti a svolgere i loro compiti, però credo che si è perso l’impegno profuso che avevamo noi, ricordo il libro Bignami, ricordo ancora i quaderni a quadretti dove si faceva la battaglia navale, il classico gioco nomi, città, cose ecc…, purtroppo tutto questo rimane nel passato che si invidia per la sua bellezza e ricordi. Un Saluto

  19. il 27 settembre, 2015 franco dice:

    Quanto ha ragione Nembo ! Analisi chiara di quello che era un passato di pochi soldi e molta fantasia, contrapposto ad un presente di molte pretese e fantasia costretta in schemi consumistici spesso alienanti.
    Non crediate che ora i bambini siano diversi !
    In montagna dove passo buona parte dell’estate e dove esiste una situazione di “clan famigliare” , sono sempre stato l’animatore dei ragazzi, prima coi miei figli e i miei nipoti (figli di fratelli e sorelle), poi coi nipoti di seconda generazione , i figli dei miei figli e dei nipoti (sempre circa otto bambini ).
    Ho avuto l’esperienza che togliendoli da tablet , TV e cellulari e proponendo loro i giochi di un tempo , passavano le ore felici , assolutamente dimentichi delle “sirene virtuali”.
    Credo che la “colpa” denunciata nell’articolo sia certamente di una società consumistica che impone per emulazione questi “passatempi” , ma anche dei genitori che con questi mezzi si liberano della fatica di giocare con i loro figli , ormai abituati a non farlo più istintivamente da soli, immersi come sono in questo limbo di solitudini virtuali.

  20. il 27 settembre, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Gianna, infinite grazie, sono contento che il post si è rivelato di grande interesse per tutti e contiamo di proseguire sulla stessa linea per mantenere il Bosco sempre piacevole nello spirito di amicizia che ci lega tutti quanti. Ciao.

  21. il 27 settembre, 2015 Nembo dice:

    Franco condivido il tuo commento, giusto, giustissima la tua frase…pochi soldi e tanta fantasia e, se permetti…aggiungo…meglio allora che adesso, per noi che con un niente avevamo tutto. Ora vedo nelle nuove generazioni senso di insoddisfazione, forse abbiamo sbagliato qualcosa, tante volte me lo chiedo, non sarà colpa loro anche perchè vivono blindati in casa iper connessi con il mondo, la società è molto più competiva e chiede molto anche ai bambini, quel poco che giocano c’è una rivalià bestiale, devi essere il più bravo. Il pensiero che hai avuto togliendo il loro mondo cell.-tablet-ecc, è stata un’ottima idea che ho provato pure io quando ho avuto occasione di stare con dei ragazzi, devo dire che poi al giorno dopo loro stessi volevano ripetere quei giochi. I genitori forse per questo consumismo sfrenato per il lavoro e per altro non giocano più con i propri figli e, se tutto va bene delegano i nonni, dimenticando che la relazione con i figli è un dovere. Un Saluto

  22. il 28 settembre, 2015 francesca dice:

    Noi che, la merenda la facevamo con pane, acqua e zucchero. Noi che, la mamma ci metteva le toppe sui gomiti dei maglioni quando diventavano lisi (mica li buttava).
    Noi che, se ci davano 500 lire alla domenica ci doveva stare la liquirizia e il gelato, oppure il cinema all’oratorio (scegliere..!).
    Noi che, andavamo a scuola col grembiule e il fiocco (più grande della faccia).
    Noi che, quando i sandali diventavano troppo corti, la mamma li tagliava in punta e li usavi ancora un anno.
    Noi che, andavamo a letto con lo scaldino.
    Noi che giocavamo in strada fino a sera tardi.
    Noi che, quando si organizzavano le prime feste in casa con un mangiadischi che gracchiava, durante un ballo lento si aspettava il momento in cui si spegneva la luce per….
    Noi che non smetteremo mai di ricordare perchè è questa la nostra vera ricchezza di adesso.
    Ciao Nembo.

  23. il 28 settembre, 2015 Nembo dice:

    Si Francesca NOI,che ricordiamo un pezzo della nostra vita guardando indietro nel tempo,tutto è rimasto impresso nella memoria con ricordi indelebili che nessuno può cancellare. Grazie del tuo intervento. Un Saluto

  24. il 28 settembre, 2015 alba morsilli dice:

    quelle foto del post quando sono vere, ero un maschiaccio e mi paceva giocare con loro,molto spesso si partiva in gruppo per andare a difendere il nostro quartiere contro gli aversari, si devo ammetterlo eravano dei discoli, ma forse tutto dipendeva il vivere in strada. Siccome a volte ci si annoiava si partiva all’attacco.
    Adesso lo chiamerebbero bullismo ma noi era solo gioco, forse anche oggi ma molto più consapevoli di quello che fanno.Ho sempre camminato scalza tanto è vero che avevo i calli sotto ai piedi come le scimmie,quando mi hanno messo ai piedi un paio di zoccoli con la tommaia sopra non li volevo, però mi sono serviti per tirarli in testa a chi
    mi angosciava, certo questo non è un gioco ma vivere in strada dovevi difenderti.
    Un giorno rubai una Bambola era in un secchio(di zinco ve li ricordate) fuori di una porta quando la presi in mano mi resi conto che era mutilata, aveva un solo occhio, un braccio,ed una gamba.In cambio di far giocare una bambina una signora me la riparò,così un bottone al posto dell’occhio, e gambae braccio di carta pesta.(molto lungo parlare della carta pesta )io so solo che volevo bene alla mia bambola mutilata

  25. il 28 settembre, 2015 sandra vi dice:

    Nembo hai fatto una bellissima descrizione dei ricordi della nostra bella infanzia ,come eravamo felici e come ci divertivmo con poco in modo semplice .Bastava un niente per inventare un gioco ,e farci sonore risate .Quanto giocare alla corda,le corse nei sacchi……O QUANTE BELLE FIGLIE MADAMA DEL RE,,,,,, e noi tutte in cerchio speravamo d’essere scelte ,,,, Nembbo hai veramente sollevato una cortina di felici ricordi ,e ,,, ho anche giocato con mia nipote .bellissimo il video di vecchie canzoni Giuseppe grazie,

  26. il 28 settembre, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Son contento che hai apprezzato Sandra, musiche ed emozioni vissute nella nostra gioventù. Grazie, ciao.

  27. il 28 settembre, 2015 Nembo dice:

    Alba, quanta verità hai descritto, in questi tempi credo che molte persone rimpiangono più di qualsiasi altra cosa quegli anni che hai descritto con tanta nostalgia. Veritiero è anche la storia del possesso del proprio territorio del quartiere, del ” Muretto nostro” e tanto altro ancora, ora giocano a softtair sport molto costoso e si credono tutti Rambo! Noi ragazzi invece giocavamo alle ” Cerbottane” con un pezzo di tubo di plastica ora chiamato PVC, ci si infilava all’estremità un cono di carta, un bel respiro e soffiare…Commovente e credo che lo hai descritto con nostalgia il commento sulla bambola, bello che fa riflettere di come si era e di come siamo. Un Saluto

  28. il 28 settembre, 2015 Nembo dice:

    Sandra,sono contento che ti ho rispolverato i tuoi vecchi ricordi dei giochi che si usavano allora, ci si accontentava di poco, magari con pezzo di corda ma era bello, oggi invece nonostante tutti i mezzi che hanno i ragazzi a disposizione non sono felici, noi che giocavamo in strada che era la nostra seconda casa, vero non c’era il traffico di oggi, passava un’auto ogni ora e, andava piano, ora invece tutti hanno fretta. il mondo è cambiato così pure la cultura, sono contento però che hai giocato con tua nipote rispolverando i tuoi ricordi del passato. Un Saluto