Archive for luglio 29th, 2015

SCIE LUMINOSE

  BOSCO  (4) Qualche giorno fa ad Aprilia si è svolto un “Flash mob”, un grido silenzioso contro la violenza in generale, le donne erano vestite in abito bianco da sposa e non sono mancati uomini e bimbi in abito bianco con scarpe rosse e ombrelli bianchi. Ultimamente fa molta tendenza questo modo di fare manifestazione, FLASH MOB è un termine coniato nel 2003 per indicare un assembramento spontaneo di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, che si dissolve nel giro di poco tempo, con la finalità comune di mettere in pratica un'azione insolita. Avendo partecipato a questo evento volevo raccontarvi la storia di questo flash mob intitolato : _SCIE_LUMINO_16564 Questo progetto nasce da un laboratorio di spettacolo del “Teatro Chimico” nel 2013, un lavoro sulla violenza. Un lavoro ricco di simboli:   BOSCO  (7)T C'è l'abito bianco da sposa che riprende il percorso di Pippa Bacca morta tragicamente durante la performance itinerante “Spose in Viaggio”, con il quale si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo.   BOSCO90 Altro simbolo la marcia silenziosa delle scarpe rosse è diventata una protesta e informazione in tutto il mondo. Dopo una sfilata nelle piazze italiane di Milano, Genova, Lecce e Torino sono diventate modo di denuncia del suo significato più crudo.   BOSCO  (11) Ultimo simbolo gli ombrelli che riguarda la rivoluzione non violenta che si è tenuta ad Hong Kong nel 2014, la manifestazione fu intitolata “Il movimento degli ombrelli”.   20699_10207140159331419_4147021004082572762_n Successo di pubblico e di calore per questo flash mob ma Aprilia non è stata scelta a caso, si è data voce all'indignazione per AURORA che ha subito diverse aggressioni per via della sua scelta di vita e i cittadini di Aprilia hanno detto no alla violenza all’omo-trans fobica protestando in silenzio dietro al corteo delle spose che ha sfilato per le vie del della città. GT Questa manifestazione è stata sostenuta da molte associazioni di Aprilia. Associazione Arci Associazione Libera Arte Mediterranea Associazione Senza Confine Teatro Chimico Regista:  Raffaele Calabrese 1. Scie luminose è una perfomance interamente ispirata a “spose in viaggio” contro la violenza sulle donne, l'omofobia e ogni tipo di violenza. 2. Un coro di corpi che avanza silenziosamente. 3. Siamo partiti in 40 e siamo arrivati in 150 e vogliamo crescere sempre più. 4. Prossimo appuntamento 4 ottobre a Roma.  
BOSCO  (1)
Aprilia
BOSCO  (2)
Aprilia
BOSCO  (5)
Aprilia
BOSCO  (6)
Roma
BOSCO  (8)
Roma
BOSCO  (9)
Aprilia
BOSCO  (14)
Aprilia
BOSCO  (15)
Aprilia
BOSCO  (10)
Aprilia
BOSCO  (13)

Aprilia

QUI SOTTO PICCOLI ARTICOLI PER APPROFONDIRE I SIMBOLI DELLA MANIFESTAZIONE.

 

PIPPA BACCA

Il viaggio, la cui meta era Gerusalemme, era stato intrapreso insieme ad un'altra artista, Silvia Moro, anch'essa in vestito da sposa ed era iniziato a Milano, l'8 marzo 2008 (Festa della donna). Dopo aver attraversato Slovenia, Croazia, Bosnia e Bulgaria, Pippa e la sua compagna arrivarono in Turchia il 20 marzo. Secondo il programma, le due donne avrebbero poi dovuto continuare attraverso Siria, Libano, Giordania, Israele e Palestina, con arrivo a destinazione per la metà di aprile. Nel corso del viaggio, però, dopo essersi separata a Istanbul dalla compagna, con cui prevedeva di rincontrarsi dopo pochi giorni a Beirut, il 31 marzo 2008 Pippa Bacca fu violentata e uccisa a Gebze, da un uomo che le aveva dato un passaggio. La sua scomparsa era stata subito segnalata e le ricerche, immediatamente messe in atto, portarono alla scoperta del suo corpo l'11 aprile successivo. Il responsabile del suo assassinio, il trentottenne Murat Karatash, fu individuato per aver fatto uso del cellulare della vittima. Pippa Bacca aveva al suo attivo diverse mostre personali e collettive.  

FEMMINICIDIO

Scarpe    rosse   in    cammino    contro     il      femminicidio. Scarpe rosse: una storia che viene da lontano. È stata l’artista messicana Elina Chauvet a raccontare per prima, attraverso un’invasione di calzature rosse, il fenomeno del femminicidio. Il suo progetto “Zapatos Rojos” fu realizzato per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez, la città di frontiera nel nord del Messico dove è nato il termine “femminicidio” (là, infatti, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e uccise con totale impunità per gli assassini). Scarpe rosse: da sempre considerate il simbolo di una femminilità gioiosa, che ciascuna donna ha voluto, vorrebbe, vuole esprimere liberamente e senza costrizioni (la danza incontrollata delle scarpette nella favola di Andersen) e che invece sempre più spesso e senza ritegno si sceglie di uccidere. Scarpe rosse: strappate dal piede di chi avrebbe potuto portarle e che invece è stata ammazzata. Scarpe rosse che con la loro vuotezza urlano tutto lo strazio, la vergogna, la paura e la condanna di chi non può e non vuole far finta di non vedere.  

RIVOLUZIONE CINESE

Le proteste sono iniziate in modo evidente e con una manifestazione svolta continuativamente in più giorni e notti dal 26 settembre 2014: ci sono state grandi manifestazioni, con migliaia di persone che hanno occupato piazze e strade per chiedere libere elezioni al governo cinese; e la polizia che ha aperto scontri con feriti e arresti, ma in un contesto dove i manifestanti si caratterizzano per un atteggiamento pacifico, nonviolento. Per dire: tanti manifestanti hanno dormito sui marciapiedi e nelle piazze, e poi hanno ripulito le strade dai rifiuti… tanto che vengono chiamati i “dimostranti più educati”. Questa gentilezza verso gli altri e la loro città rende evidente il carattere non violento del movimento. Ma questo preoccupa ancor di più il governo filo-cinese che c’è adesso ad Hong Kong, e le autorità centrali cinesi. QUEI 50 GIORNI DI HONG KONG TRA STUDENTI, MAFIA E ILLUSIONI di Federico Varese, da “la Stampa” del 19/11/2014 – Iniziati gli sgomberi in alcune zone, la rivolta sembra segnare il passo – Un membro delle Triadi: ci offriva 80 euro per creare il caos – E' quasi passato un anno da quando, il 28 settembre 2014, un gruppo di studenti ha occupato alcune strade del centro di Hong Kong. Il movimento degli Ombrelli mostra adesso segni di smarrimento. Mentre la questione ucraina è stata al centro dell’agenda dell’ultimo G20, nessuno vuole irritare il presidente della Cina Xi Jinping con domande scomode su Hong Kong. I ragazzi e le ragazze di questa città affrontano da quasi due mesi la seconda potenza mondiale, le botte della polizia e le incursioni della mafia locale con la sola forza delle loro convinzioni. Ma possono essere fieri di se stessi: sono l’ultimo anello di una catena che inizia con la “Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti” e comprende tutti coloro che hanno combattuto per un principio semplice e universale, la democrazia rappresentativa. MK      
 Alcune notizie sono state prese dal web.
    Sabry_39501