LA DOMENICA DEL BOSCO

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B.D. WW

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Siamo ormai inesorabilmente destinati verso una Europa multietnica con l’inarrestabile proseguire della migrazione degli extracomunitari destinati a distribuirsi un tutta l’Europa. È una vera invasione già in atto e non sarà indolore: se ne vedono già quotidianamente gli effetti purtroppo negativi.

 

european_union_member_states_detailed_mapUnione europea

 

I nostri giovani oggi si muovono in tutta l’Europa e sono consapevoli che ormai devono conoscere almeno due/tre lingue, il lavoro non si trova sotto casa e si deve andare a cercarlo lontano consapevoli di dover essere ben preparati e pronti a superare competizioni sempre più esasperate.

 

Limes_Sardegna_Punica

 

Sardegna Punica

SARDEGNA

Sardegna oggi

          

Ma come eravamo prima della realtà europea di oggi?

 

Una prima trasformazione linguistica l’abbiamo avuta con la realizzazione dell’unità d’Italia che portò ad imporre l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole di tutto il territorio del Regno e l’utilizzo della stessa negli atti ufficiali e nello scambio della corrispondenza con uffici ed enti di stato.

L’uso della lingua nazionale fu imposta dove prima imperavano gli innumerevoli dialetti locali che via, via andavano perdendosi, almeno in parte, ma che oggi, in una maggiore consapevolezza culturale si sta cercando di recuperare.

Posso fare un breve cenno sulla situazione della Sardegna i cui aspetti linguistici sono molto vari e risultano frazionati in quattro gruppi dialettali:

  • Logudorese;

  • Nuorese-Barbaricino;

  • Campidanese;

  • Gallurese.

 

bastoni caglieri immaginiScalinata Bastione S.Remy - Cagliari

 

Università di SassariUniversità di Sassari

 

I primi tre costituiscono l’essenza della lingua sarda mentre il gallurese è il risultato della immigrazione delle genti corse nel nord Sardegna.

A questi si aggiungono il dialetto di Sassari, risultante dalla fusione della base sardo/logudorese con apporti linguistici italiani e quello di Alghero assai vicino al Catalano, conseguente al periodo della dominazione spagnola in Sardegna. Infine nelle isole di San Pietro (Carloforte) e di Sant’Antioco (Calasetta) si parla il dialetto ligure, conseguente, appunto, all’insediamento di pescatori originari di Pegli (frazione di Genova) che erano tenuti in schiavitù a Tabarka, in Tunisia, e che erano stati liberati al tempo di Carlo Emanuele III e trasferiti in tali isolette del sud-ovest della Sardegna. La cittadina di Carloforte fu così chiamata proprio in onore del Sabaudo Re di Sardegna

 

Casa di Grazia Deledda - NuoroCasa di Grazia Deledda

 

Nel comprensorio di Arborea, in provincia di Oristano, si parla, invece, il dialetto veneto a seguito del trasferimento nella zona di coloni veneti avvenuto durante il periodo fascista del secolo scorso. 

 

800px-Navicella_nuragicaBronzetto sardo: navicella nuragica

   

Pur nelle sue variazioni locali territoriali è affermato che il sardo è una lingua che deriva dal latino al pari dell’italiano, del francese, dello spagnolo e del rumeno.

A differenza di queste ultime, però, la lingua sarda si mantiene straordinariamente fedele al latino, denotando la tendenza conservatrice della cultura tradizionale sarda.

Anche se molti ceppi etimologici risalgono al periodo dei Shardana, è difficile risalire alla lingua sarda nuragica in quanto i dialetti sopra descritti che costituiscono l’essenza della lingua sarda risentono anch’essi dell'influenza delle diverse popolazioni che sono arrivate nel tempo sull'isola.

Gli studiosi affermano di trovare nella lingua sarda alcuni termini di origine Fenicia e Cartaginese ma in qualche caso anche di origine ellenica conseguenti all’insediamento di alcune colonie greche, soprattutto sulla costa nord-orientale, tra queste probabilmente Olbia.

 

Bronzetto_sardo_-_guerrieo_nuragico-ABronzetto sardo: Guerriero nuragico

 

 

L'influenza del latino genera “Sa limba sarda”, che ancor oggi costituisce la principale lingua romanza. Agli inizi dell'occupazione romana nell'isola si parlavano tre idiomi: punico, sardo, latino. Quest'ultimo si diffuse in breve tempo nelle zone costiere e nelle città, mentre nelle zone interne la diffusione incontrò notevoli ostacoli, poiché in quei luoghi si continuò a parlare il sardo.

 

15-NuragheCostruzioni nuragiche in Sardegna

Alla luce di questa piccola storia della evoluzione degli idiomi nella Sardegna, mi pongo la domanda, come saremo tra 50 o 100 anni in Europa? Noi non ci saremo ma la rivoluzione avanza e continua: come vivranno i nostri posteri in una società multietnica ormai integrata?

Buona Domenica.

 

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 I Tazenda e Bartoli - Spunta la luna dal monte

    I Moda -  Cuore e vento


COMMENTI

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  1. il 14 giugno, 2015 mario33.co dice:

    Andrea Parodi…(Tazenda)…”No Potho Reposare”…(con testo).
    https://youtu.be/CmsrTYXOlAk

    Maria Carta – DEUS TI SALVET MARIA (trad. in italiano)
    https://youtu.be/hU3ACYXgNIw

    —–Traduzione—–
    Dio ti salvi, Maria,
    che sei piena di grazia;
    di grazie sei la sorgente e la corrente.
    Il Dio Onnipotente
    con te e’ stato;
    percio’ ti ha preservato immacolata.
    Benedetta e lodata
    sopra tutti gloriosa
    sei mamma, figlia e sposa del Signore.
    Benedetto il fiore,
    frutto del seno;
    Gesu’ fiore Divino Signore nostro.
    Prega tuo figlio
    per noi peccatori,
    che tutti gli errori ci perdoni.
    E ci dia grazie,
    nella vita e nella morte,
    e una buona sorte, in Paradiso.

    DA… NON PERDERE!!!!
    DONNE DI SARDEGNA (le più belle del mondo)VIDEO FRANCO URRACI (CON BELLISSIMI ABITI TRADIZIONALI)
    https://youtu.be/TgDSoI_yang

  2. il 14 giugno, 2015 paolacon.rm dice:

    Giuseppe, come sai io amo molto leggere della Sardegna. Poi la lingua è una delle cose che mi interessa di più.
    Hai fatto molto bene a premettere il discorso della multietnicità attuale, dato che proprio la Sardegna ne è un esempio concreto.
    Nella sa limba sarda (o sue lingue) si notano tutte le stratificazioni delle influenze esterne avvenute nei secoli. Addirittura Fenicio e Cartaginese io questo non lo sapevo. Conoscevo la storia di Carloforte e di Calasetta, posti bellissimi che ho avuto la fortuna di visitare e sapevo anche del catalano di Alghero, ma non sapevo del veneto di Arborea. I coloni veneti sono “stati migrati” a forza nella provincia di Latina, nel Lazio e lì parlano ancora veneto, ma non sapevo che erano stati trasferiti anche in Sardegna durante il fascismo, per popolare le zone appena bonificate.
    Però Giuseppe, per rispondere alla tua domanda: come vivranno i nostri posteri in una società multietnica ormai integrata? io non credo che grandi cambiamenti linguistici avverrano nel giro di 50 anni in Europa. Grazie ai mezzi di comunicazione ed alla nostra tecnologia avanzata, le lingue evolveranno in modi molto più rapidi che non nei secoli precedenti, ma secondo me ci vorrà più tempo di una cinquantina di anni per avere (se questo avverrà) un’unica lingua europea.
    Grazie dell’articolo. In ogni caso in Sardegna: “c’èsti sa sècca e sa Mèkka” (giusto?)

  3. il 14 giugno, 2015 lorenzo.rm dice:

    Per molti anni sono stato iscritto a Roma ad una associazione di sardi e, a chi mi chiedeva perché, da siciliano, rispondevo inevitabilmente: “Per elezione”. La Sardegna si sceglie e si ama. Profondamente. Un grazie a Pino per questa nuova puntata sulla storia, sulla geografia, sullle tradizioni di questa magica terra. E un grazia a Giovanna.

  4. il 14 giugno, 2015 Nembo dice:

    E’ sempre bello parlare della Sardegna terra di storia millenaria che conserva da secoli cultura e tradizioni, altresì e bello anche apprendere notizie dal nostro amico Giuseppe che con il suo post Domenicale ci espone la storia delle varie lingue Sarde. La domanda poi finale di come saremo fra 50 anni con una popolazione sempre più multietica, io la domanda me la pongo già ora chiedendomi…possiamo ospitare già ora altri stranieri senza mettere in pericolo la nostra sicurezza? O continuiamo invece a far trascorrere il tempo senza fare nulla…per queste persone che per loro si apre una finestra di nuova vita mentre per noi si apre uno scenario non proprio rassicurante. Comunque la nostre ricchezze in questo caso l’amata Sardegna deve tramandare e preservare le tradizioni anche attraverso la tutela della propria lingua. Un ringraziamento a Giuseppe e Giovanna. W la Sardegna. Buona Domenica.

  5. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Mario, hai arricchito la serie dei video musicali: i primi due già più volte presentati nel Bosco proprio con le voci di Andrea Parodi e Maria Carta ma è un piacere riascoltarli. Il terzo è una piacevole novità per il Bosco e ti ringraziamo tutti per avercelo proposto. Ancora grazie! Ciao.

  6. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    “C’esti sa sicca e sa mecca” che sintentizzando potrebbe significare: “c’è una cosa e l’altra”. Letteralmente ‘sicca’ sta per carestia e mecca (o mekka) per abbondanza., i due opposti. Mentre sècca è sinonimo di Zecca cioè “Logu ue si coniant sas monedas” = “Luogo ove si coniano le monete” ovvero la Zecca di Stato.
    È vero Paola, in Sardegna ci sono sempre state entrambe le cose, il molto e il poco, che si sono alternati nel tempo secondo i periodi di siccità e scarsi raccolti e altri, invece, di prosperità.
    Concordo che nella futura società multietnica europea non ci saranno grandi mutamenti linguistici ma sicuramente significativi cambiamenti sociali ai quali dovremo abituarci già da ora perché il processo è già partito e non si arresterà.
    Grazie per i tuoi consensi Paola, considerato l’argomento non dubitavo del tuo intervento.

  7. il 14 giugno, 2015 aquilafelice44 dice:

    rientrato dal mare oggi mi trovo un raconto della mia amata SARDEGNA che dire io lo chiamo mare come tutti coloro che vanno a rimini non voglio togliere niente a rimini ma signori miei amici del bosco vi prego visitate la SARDEGNA garantisco e come se uno trovasse il suo primo amore io da buon sardo non posso dire che lo dimenticata manco dalla sardegna da piu di 50 anni ma parte di me e rimasta li nessuno puo tocarla amo la sardegna amo i sardi mi piace parlare la nostra lingua sarda x che e una lingua non dialeto resto molto deluso quando vado in ferie che sento parlare i ragazzini in italiano le mamme non parlano piu in sardo tra non molto ci saranno bambini e adulti che na sapranno dire una parola in sardo e questo mi ratrista un po speriamo che i nostri insegnati a scuola insegnino ai nostri nipoti a parlare in sardo cosa che non credo lo faciano xche neanche loro lo sanno parlare grazie giouseppe grazie giovanna w la SARDEGNA FORZA PARISI

  8. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Si Nembo, lo scenario è quello descritto e ne stiamo vivendo gli effetti quotidianamente, è un’invasione ‘morbida’ (per modo di dire), che non ha tendenza a fermarsi e proseguirà incessantemente nel tempo perché non si ha nessuna intenzione di arginarla. Con questo ritmo la società multietnica si realizzerà molto presto, con il rischio che i valori potrebbero anche capovolgersi. Cerchiamo di salvare almeno le nostre tradizioni e con la storia della Sardegna ho voluto dare un esempio. Grazie per l’apprezzamento, un saluto.

  9. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Lorenzo, la tua stima per i sardi e la Sardegna risale a vecchia data, me ne avevi già parlato e apprezzo il tuo pensiero.
    Mi unisco al tuo ringraziamento per Giovanna che non manca mai di darsi da fare per la buona riuscita dei lavori del Bosco. Un saluto, ciao.

  10. il 14 giugno, 2015 edis.maria dice:

    Ho rispolverato con tanto amore e con tanto piacere le fasi storiche della lingua sarda. Come il solito i miei ricordi mi hanno riportato indietro assai. Pensate che vissi , non in Sardegna, ma in Piemonte , con mia suocera dieci anni.Parlava solo in sardo ( per amore, perchè lontana dalla sua Terra) , non perchè non sapesse esprimersi in italiano. Dovetti imparare a capire, non a parlare perchè il sardo è piuttosto complicato. Appresi , per affetto, a colloquiare con Lei , che dolcemente mi insegnava!Poi ritornò nella sua adorata Sardegna e ci sentivamo per telefono Ebbene pensate che parlava in italiano, ora che era riuscita a ” rimpatriare” come diceva Lei! Cara la mia suocera Peppina!Grazie Giuseppe, grazie per la splendida musica che ci segue la lettura!!!!!

  11. il 14 giugno, 2015 gabriella BZ dice:

    Giuseppe una pagina di vita vera oggi ci fai leggere come sei solito fare parlando della Sardegna, mi piace tanto parlare dei dialetti certo non mi posso esprimere per i tuoi, troppo impegnativi ma pensandoci bene anche il mio nasce dal latino. Avete avuto anche la fortuna di avere una grande scrittrice Grazia Deledda e forse altre che in questo momento non mi affiorano. Non mi pongo tanto la domanda che hai fatto, perchè in questo periodo è possibile uscire di casa e non trovarla più tua, ma di un extracomunitario! Un saluto.

  12. il 14 giugno, 2015 franco muzzioli dice:

    L’emblematico saggio di Giuseppe non riguarda solo la Sardegna ,”l’Italia ” come entità geografica all’epoca dei romani contava numerosissimi popoli diversi per cultura etnia e religione come : liguri , celti, camuni, etruschi, veneti, piceni, latini, sanniti, umbri, greci, fenici siculi….tanto per citare i maggiori….l’impero romano ha in qualche modo unificato queste genti insieme a tutte quelle d’Europa , d’Africa e d’Asia quindi nulla che si potesse definire “nazione Italia”. Solo nel 1200 con Dante c’è stato una timida unificazione linguistica con il “volgare” ,che ha visto interessate poche “regioni” italiane. Si deve arrivare al risorgimento per parlare di “unità d’Italia” , con popoli diversissimi tra loro, nati sotto dominazioni come quelle spagnole
    e francesi (sia de Spagna che de Franza ,perchè che mangia).
    La tua domanda finale come vivranno i nostri posteri in una nazione multietnica ? Siamo sempre stati in una nazione multietnica , quindi ….nessun problema!!!

  13. il 14 giugno, 2015 giovanna3rm dice:

    Un bell’aforisma di Grazia Deledda

    “Mutiamo tutti, da un giorno all’altro, per lente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ciò che ieri aveva scritto nelle misteriose tavole del cuore umano”.
    Caro, bel, peronaggio!

  14. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Caro Vanni, oggi, non solo per fortuna ma anche per la ferma volontà di alcuni sardi ‘veri’, le cose sono cambiate ed in alcuni corsi scolastici si insegna il sardo: “sa limba nostra”. Non perdiamo la nostra identità. Io stesso ho avuto modo di frequentare un corso di lingua sarda all’Università di Cagliari, ottenendo il mio bell’attestato del quale vado orgoglioso. Grazie per i tuoi interventi sempre incoraggianti. Ciao.

  15. il 14 giugno, 2015 sandra vi dice:

    Attraverso i tuoi racconti Giuseppe ho iimparato nn solo a conoscere la tua stupenda terra ,la sua fiera gente ,sempre piu’ piena di ammirazione ,ti ho seguita nelle tue descrizioni semprev piu’ affascinata dalle sue bellllezze.Sopratutto questa domenica ,la conoscenza delle sue origini .la sua storia millenaria ,con secoli di cultura ,l’origine dei suoi dialetti ,ho avuto piacere di conoscere .Per il futuro dei nostri giovani ,preferisco pensare positivo.Ho risentito volentieri Maria Carta.un grazie a Giovanna per i video

  16. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Edis.Maria, una simpatica, piacevole e toccante storiella il bel rapporto tra te e la tua suocera Peppina che trovandosi lontana dalla sua Sardegna non voleva perdere le sue origini e la sua identità continuando a parlare il sardo, cercando di insegnare pure a te la sua “limba”. Poi, rientrata in ‘patria’, ha ripreso ad esprimersi in italiano per il rispetto verso di te. Anche questa una dimostrazione d’amore. Grazie per avercela raccontata Edis, un saluto.

  17. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie per la tua approvazione Gabriella, sempre preziosa e gradita. Hai fatto bene a ricordare Grazia Deledda, nuorese di nascita ma che poi visse a Roma senza dimenticare la ‘sua’ Sardegna ma anzi, descrivendo nei suoi romazi e novelle, la profonda indole dei suoi conterranei.
    Relativamente alla nostra casa, i tuoi timori non sono del tutto infondati, visto i tempi che corrono, perciò è necessario vigilare. Un caro saluto, ciao.

  18. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Vero Franco, non riguarda solo la Sardegna ma l’Italia e oggi anche l’Europa perché la Sardegna, nel suo piccolo, può darci un esempio della trasformazione non solo del linguaggio ma anche delle genti nel corso del susseguirsi dei secoli ed è ciò che oggi sta avvenendo nella macro situazione europea con la migrazione di massa, ovvero “invasione soft”, ma non sempre indolore. Chi vivrà vedrà!
    Consentimi di aggiornare il detto da te citato, non esatto forse per un piccolo refuso: “O de Franza o de Spagna, purché se magna”… perché in fondo al popolo non importa chi governa purché ci sia da mangiare. Grazie, ciao.

  19. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Giovanna, hai voluto ricordare Grazia Deledda (1871-1936), premio Nobel 1926 per la letteratura. Neisuoi numerosi romanzi e novelle rappresentò gli usi e costumi dei sardi del suo tempo, indagandone lo spirito nel profondo dell’animo. Indimenticabili: “Elias Portolu” – “Canne al vento” – “Marianna Sirca”, tanto per citarne alcuni.
    Grazie , infine, per la scelta dei video. Ciao.

  20. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Sandra mi fa piacere sapere che i miei scritti siano utili anche per qualche aggiornamento culturale o almeno di conoscenza perché, grazie al Bosco, possiamo fare anche questo. Io cerco di metterci un pò del mio, quando ci riesco ma anche i commenti di lettori e amici sono importanti e fanno la loro parte. La tua approvazione è di grande incoraggiamento. Anche io ascolto sempre volentieri Maria Carta.
    Per il futuro e per i giovani è necessario mantenere l’ottimismo, quindi condivido. Ti ringrazio, ciao, a presto.

  21. il 14 giugno, 2015 alba morsilli dice:

    io ho un sogno che vorrei tanto si verificasse fra 50anni
    la PACE tra i popoli, la TOLLERANZA tra le diverse razze etniche e la CONVINZIONE che noi tutti su questo pianeta siamo ospiti FRATELLI e SORELLE con la voglia di volerci bene…Non esistono “ignoranti, né immigrati, ma solo ESSERI UMANI..!” Quando l’umanità avrà raggiunto questa consapevolezza, vivremo in un vero paradiso terrestre senza odio e/o lotta di classe.

  22. il 14 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Il tuo è un grande concetto filosofico Alba e lo condivido appieno… se ci fosse una volontà comune si potrebbe realizzare presto senza attendere 50 anni.
    Il mio concetto è che la Terra è solo una grande astronave in viaggio nell’immenso spazio siderale, quindi siamo tutti sulla stessa “barca” e dobbiamo imparare a vicerci in pace utilizzando al meglio le risorse di questo pianeta che dobbiamo considerare, volenti o nolenti, il nostro Paradiso Terrestre, come hai detto tu. Grazie Alba, ben trovata, ciao.

  23. il 15 giugno, 2015 Ignazia dice:

    Sa limba nostra, sa prus bella de su mundu.
    Grazie Giuseppe per queste tue escursioni sulla storia della Sardegna, molte cose non le sapevo e gli aggiornamenti sono più che utili, direi indispensabili.
    Un saluto con affetto, ciao.

  24. il 15 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Ignazia, anche se non era difficile da capire, per prima cosa traduco la tua frase in campidanese:
    “La nostra lingua, è la più bella del mondo”.
    Penso che per ognuno di noi, il proprio idioma sia il linguaggio più bello, quello che la nostra mamma ci ha insegnato per comunicare con lei e con tutti i nostri cari fin dalla prima infanzia. Ricambio il saluto, grazie, ciao.

  25. il 16 giugno, 2015 armida.ve dice:

    Quanto ho amato la Sardegna subito, la prima volta che la visitai!
    La sentii subito “mia” e quando ci tornai mi sembrò di ritrovare aria di casa.
    Ho tanti amici sardi, qui, con i quali mi trovo benissimo
    e quando loro tornano per le vacanze in Sardegna li invidio tanto. Spero di poterci tornare, un giorno, chissà!
    Il dialetto…vorrei impararlo.. ma.. chi ci riesce?!!

  26. il 16 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Ti senti un poco sarda anche tu Armida, sei stata contagiata dal “mal di Sardegna” che inesorabilmente contagia tutti quelli che vengono a visitarla.
    Non disperare, una vizita in Sardegna puoi sempre farla e ti auguro di poterla fare presto. Per imparare “sa limba sarda”, si fa presto ma ci vuole una immersione totale: “Full immersion” come direbbero gli inglesi.
    Ti ringrazio e ti invio un saluto, ciao

  27. il 16 giugno, 2015 elisabetta8.mi dice:

    Ancora un pezzo di storia e di vita della bella Sardegna. Il futuro non possiamo prvederlo ma con i tempi che stiamo vivendo putroppo vedo i giovani andare via dai loro nidi, cercano di poter volare altrove e questo mi dispiace anche se capisco le loro motivazioni. Per noi, saranno i posteri a vedere l’evolversi o meno del nostro bel paese, mi auguro con tutto il cuore che possa risollevarsi alla grande. Grazie Giuseppe e a tutto lo staff del bosco,,,,,,,

  28. il 16 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    L’Italia ha grandi risorse e molta inventiva e questa è la forza dei nostri giovani che hanno capito e non si spaventano a confrontarsi e collaborare con gli altri giovani d’Europa per migliorare loro stessi e far rivive l’Italia e l’Europa insieme. La sfida è aperta e nessuno vuole tirarsi indietro.
    Grazie Ely, condivido il tuo pensiero e speriamo in una evoluzione positiva per tutti. Un saluto di grande stima, ciao.

  29. il 16 giugno, 2015 sandra vi dice:

    Giuseppe, Gianna e’ dispiaciuta di nn poter commentare il tuo racconto ,senza interenet “si sente tagliata dal mondo ha detto” sopratutto dopo che le ho spiegato quanto sia particolarmente interessante la storia della tua Sardegna della quale ci parli questa domenica.

  30. il 17 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Ti ringrazio Sandra per il tuo interessamento e ci dispiace per l’inconveniente della chiavetta di Gianna ma in un certo qual senso ci sentiamo risollevati per la notizia, non è niente di grave, una chiavetta si può riparare o sostituire. Puoi salutare Gianna e dirle che l’aspettiamo. Grazie ancora con un saluto di vera stima, ciao.

  31. il 17 giugno, 2015 gianna dice:

    Giuseppe3, complimenti sei stato bravissimo, questo rimane il 3 commento, tu sai il motivo del mio ritardo,mi dispiace moltissimo il prossimo sara’ doppio ora sono stanca, un grazie a Giovanna per le cose meravigliose che ci fa vedere come sempre, W la Sardegna W il popolo Sardo spero potere riprovare domani, B. notte ciaoo

  32. il 17 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Gianna, per la tua coerenza e per i complimenti dedicati alla Sardegna e al Popolo Sardo… complimenti che fanno piacere anche a me che a Giovanna. Grazie ancora, sempre con grande stima, ciao.

  33. il 18 giugno, 2015 mario33.co dice:

    piccola raccolta di foto di gente sarda in abito tradizionale e breve descrizione delle origini considerando la genetica dei sardi.. https://youtu.be/r9uz1Y-ym7o

  34. il 18 giugno, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Mario, un video che conoscevo ma che serve comunque ad arricchire la pagina e tutto è buono. Un saluto e ancora grazie, ciao.