Archive for giugno 13th, 2015

LA DOMENICA DEL BOSCO

Barra divis. - Rondelline gif policrome  

B.D. WW

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Siamo ormai inesorabilmente destinati verso una Europa multietnica con l’inarrestabile proseguire della migrazione degli extracomunitari destinati a distribuirsi un tutta l’Europa. È una vera invasione già in atto e non sarà indolore: se ne vedono già quotidianamente gli effetti purtroppo negativi.

 

european_union_member_states_detailed_mapUnione europea

 

I nostri giovani oggi si muovono in tutta l’Europa e sono consapevoli che ormai devono conoscere almeno due/tre lingue, il lavoro non si trova sotto casa e si deve andare a cercarlo lontano consapevoli di dover essere ben preparati e pronti a superare competizioni sempre più esasperate.

 

Limes_Sardegna_Punica

 

Sardegna Punica

SARDEGNA

Sardegna oggi

          

Ma come eravamo prima della realtà europea di oggi?

 

Una prima trasformazione linguistica l’abbiamo avuta con la realizzazione dell’unità d’Italia che portò ad imporre l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole di tutto il territorio del Regno e l’utilizzo della stessa negli atti ufficiali e nello scambio della corrispondenza con uffici ed enti di stato.

L’uso della lingua nazionale fu imposta dove prima imperavano gli innumerevoli dialetti locali che via, via andavano perdendosi, almeno in parte, ma che oggi, in una maggiore consapevolezza culturale si sta cercando di recuperare.

Posso fare un breve cenno sulla situazione della Sardegna i cui aspetti linguistici sono molto vari e risultano frazionati in quattro gruppi dialettali:

  • Logudorese;

  • Nuorese-Barbaricino;

  • Campidanese;

  • Gallurese.

 

bastoni caglieri immaginiScalinata Bastione S.Remy - Cagliari

 

Università di SassariUniversità di Sassari

 

I primi tre costituiscono l’essenza della lingua sarda mentre il gallurese è il risultato della immigrazione delle genti corse nel nord Sardegna.

A questi si aggiungono il dialetto di Sassari, risultante dalla fusione della base sardo/logudorese con apporti linguistici italiani e quello di Alghero assai vicino al Catalano, conseguente al periodo della dominazione spagnola in Sardegna. Infine nelle isole di San Pietro (Carloforte) e di Sant’Antioco (Calasetta) si parla il dialetto ligure, conseguente, appunto, all’insediamento di pescatori originari di Pegli (frazione di Genova) che erano tenuti in schiavitù a Tabarka, in Tunisia, e che erano stati liberati al tempo di Carlo Emanuele III e trasferiti in tali isolette del sud-ovest della Sardegna. La cittadina di Carloforte fu così chiamata proprio in onore del Sabaudo Re di Sardegna

 

Casa di Grazia Deledda - NuoroCasa di Grazia Deledda

 

Nel comprensorio di Arborea, in provincia di Oristano, si parla, invece, il dialetto veneto a seguito del trasferimento nella zona di coloni veneti avvenuto durante il periodo fascista del secolo scorso. 

 

800px-Navicella_nuragicaBronzetto sardo: navicella nuragica

   

Pur nelle sue variazioni locali territoriali è affermato che il sardo è una lingua che deriva dal latino al pari dell’italiano, del francese, dello spagnolo e del rumeno.

A differenza di queste ultime, però, la lingua sarda si mantiene straordinariamente fedele al latino, denotando la tendenza conservatrice della cultura tradizionale sarda.

Anche se molti ceppi etimologici risalgono al periodo dei Shardana, è difficile risalire alla lingua sarda nuragica in quanto i dialetti sopra descritti che costituiscono l’essenza della lingua sarda risentono anch’essi dell'influenza delle diverse popolazioni che sono arrivate nel tempo sull'isola.

Gli studiosi affermano di trovare nella lingua sarda alcuni termini di origine Fenicia e Cartaginese ma in qualche caso anche di origine ellenica conseguenti all’insediamento di alcune colonie greche, soprattutto sulla costa nord-orientale, tra queste probabilmente Olbia.

 

Bronzetto_sardo_-_guerrieo_nuragico-ABronzetto sardo: Guerriero nuragico

 

 

L'influenza del latino genera “Sa limba sarda”, che ancor oggi costituisce la principale lingua romanza. Agli inizi dell'occupazione romana nell'isola si parlavano tre idiomi: punico, sardo, latino. Quest'ultimo si diffuse in breve tempo nelle zone costiere e nelle città, mentre nelle zone interne la diffusione incontrò notevoli ostacoli, poiché in quei luoghi si continuò a parlare il sardo.

 

15-NuragheCostruzioni nuragiche in Sardegna

Alla luce di questa piccola storia della evoluzione degli idiomi nella Sardegna, mi pongo la domanda, come saremo tra 50 o 100 anni in Europa? Noi non ci saremo ma la rivoluzione avanza e continua: come vivranno i nostri posteri in una società multietnica ormai integrata?

Buona Domenica.

 

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