Zibaldone

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Trovo interessante osservare le persone, la gente in generale. E' sempre stata  una mia piccola "mania".  (Sin da ragazzo), amavo, ed amo  sedermi al bar, al ristorante, e prendere una posizione che mi permetta  una buona visuale della sala, anche... se... dice il bon ton che il posto migliore per la visione della sala lo si debba  lasciare alla donna che ti accompagna.  Osservare le persone mentre dialogano, mentre mangiano, mentre discutono, mi piace! Guadare i miei simili mi fa sentire parte di loro. Mi piace vedere i loro atteggiamenti, leggerli, interpretarli, è più forte di me! Sono un curioso!  Siamo attorniati da persone, da un mondo umano variegato. Perché perdersi questa occasione di rubare, di essere  un voyeur, un fotografo che ruba immagini. Se non guardo, mi sembra di perdere qualche attimo fuggente della realtà che mi circonda. Osservo, sicuramente... sono osservato. Osservare non mi fa sentire chiuso in me stesso. Ma... aperto agli altri, a quello che mi circonda. Cerco di non farmi "scappare" nulla. Ho un sesto senso nel captare, nel cogliere gli  atteggiamenti psicologici delle persone. Mi piace guardare il mondo, gli esseri umani, i loro visi,  il loro modo di porsi, di vestire, di apparire. Certo... in fondo è soltanto un apparire!! Non posso e... non riesco ad entrare nella loro interiorità più profonda. Ma... dai loro atteggiamenti già puoi capire molto. Quante storie di vita si celano dietro quei volti quegli atteggiamenti??

 

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La cosa mi inebria mi fa sentire bene, mi gratifica. Lo faccio anche in auto(con una certa attenzione), quando... passando osservo le persone che  per strada aspettano un autobus, camminano per la strada. E' bello osservare, guardare, soffermarsi, captare. Guardo con  gli occhi, osservo... con la mente. Amo i luoghi aperti!!! E' cosi bello essere circondato da persone affaccendate, da persone... che anche innocentemente, semplicemente, sono prese dai loro ritmi quotidiani." Rubo, colgo, incamero".La mia anima si arricchisce, la mia mente si inebria. In fondo  è come guardare delle opere d'arte. Perché il genere umano nella sua diversità,  disuguaglianza, ci si pone a noi come un’ opera d'arte. Poi... dagli altri c'è sempre da imparare?????

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Paul Mauriat  -  Love is blue

  https://www.youtube.com/watch?v=7Yf3ZfRsEKk          


COMMENTI

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  1. il 28 maggio, 2015 lorenzo.rm dice:

    Il nostro amico Mario: un irrefrenabile, simpatico “guardone”. Bravi voi che avete curato il pezzo.

  2. il 28 maggio, 2015 sandra vi dice:

    Ho letto il tuo articolo incuriosita e infine sinceramente interessata. Vedi per una come me che quando ha lasciato una persona non ricorda come e’ vestita ,nn ha facilita; captare gli stati d;animo degli altri,perche’ cerca di nascondere il piu’ possibile i suoi, e’ come osservare le cose in modo completamente diverso inusuale, un invito a provare, un saluto. Un ringraziamento a Giovanna per il bellissimo video.

  3. il 28 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Per prima cosa un grazie a Giovanna che ci ha regalato 154 secondi di musica meravigliosa e uno stupendo video di visioni floreali. Bravissima Giò.

    Che vuoi che dica Mario? La tua può essere considerata una ‘mania’ ma è una mania ovvero una curiosità verso il prossimo diffusa in tante persone e allora è il caso di dire che “Mal comune, mezzo gaudio”.
    Gli occhi sono lo strumento per guardare ma in realtà si guarda con la mente e si cerca di capire il prossimo dai loro comportamenti e il loro modo di fare, quasi per confrontarci con noi stessi.
    Ti dirò di più, a me, a volte, basta l’incrocio di uno sguardo per scambiare un saluto e iniziare un dialogo di socializzazione anche con persone che non ho mai visto prima e quindi non conosco. Come vogliamo chiamarlo questo? Ciao.

  4. il 28 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    Caro Mario lo faccio anche io…..e penso a quanti siamo al mondo,quante storie uniche e irrepetibili e mi sento piccolo e sperduto tra questa immane folla di esseri che poi spariranno senza lasciare traccia. Scusa questa mia digressione malinconica , ma dopo aver cercato di capire i loro pensieri, le loro emozioni ….arrivo sempre alla conclusione finale.

  5. il 28 maggio, 2015 francesco75 dice:

    La gente che ci circonda, anche senza saperlo, da dei segnali, che con un po’ di fantasia rivelano la loro identità.
    Sta nella nostra capacità saperli interpretare e capire fino a quanto sono spontanei.
    Oggi si vive in un mondo dove tutti vogliono sembrare e questo potrebbe ingannarci nella valutazione.
    Certo il linguaggio corporeo, la mimica facciale, il modo di conversare, di porsi, l’espressione degli occhi riescono a definire in qualche modo le persone, ma per carità non illudiamoci di poterle conoscere da questi elementi.
    Per conoscere le persone a volte non basta una vita vissuta assieme.
    Un bravo anche a Giovanna
    Ciao mario

  6. il 28 maggio, 2015 Nembo dice:

    In Primis un ringraziamento alla nostra istancabile Giovanna. A Mario Cucciniello è la prima volta che leggo questo nick nel Blog del Bosco e mi fa piacere,studiare il comportamento degli altri ci aiuta a volte a capire il proprio, la vita quotidiana si compone di interazioni sociali svolte in più delle volte non verbali, questa è una delle tanti. La definerei psicologia sociale, è un modo importante di capire come una persona percepisce o interpreta l’ambiente sociale, giusto però che lo stesso non venga influenzato dal contesto o della situazione che si pone davanti o degli atteggiamenti, meglio ancora definiamoli cognizioni sociali con pensieri controllati con schema di memoria. Tutte le manie sono interessanti come i propri sport o altro ” Unicuique Suum” Osservare… Mario dici che non ti fa sentire chiuso in te stesso ma…aperto verso gli altri, perfetto, condivido, ma non è che ci si sente soli a volte, ci si sente isolati, ed esiste un’incredibile differenza tra le due cose, sentirsi isolati credo che sia frutto dell’assenza dell’altro, (amici-familiari-conoscenti)solitudine a volte è la presnza dis e stessi ( come fonte positiva) e non hai bisogno di nessuno. Vero dagli altri c’è sempre da imparare e avere lezioni vita in positivo. A volte le proprie scelte diventano il credo di vita. Un Saluto

  7. il 28 maggio, 2015 gianna dice:

    Mario33.co: il tuo racconto e anche molto simpatico,leggo molto coriosita nel tuo modo di esporti, cosa strana fatta da un uomo, di solito sono le donne piu’ incoriosite a certi atteggiamenti per copiare altre persone seguono anche i passi l’eleganza,il suo modo comportamentale raffinato, ma sei ugualmente sincero,solo per osservare forse nn sara’ la solitudine! di un paese dove abiti magari con pochi abitanti osservando i turisti vorresti imparare cose nuove , la psicologia potrebbe essere solo osservando la gente, ma sara’ una scielta di vita per te involontariamente senza alcun dubbio ti piace, tu sei molto bravo a scrivere ,poesie scrivile e noi ti leggeremo con piacere, ringraziando sempre la nostra bravissima ,Giovanna che con la sue mani sa cercare e fare cose meravigliose foto e video grazie Gio* sei fantastica ciao

  8. il 28 maggio, 2015 lucia1.tr dice:

    Mi complimento con mario.33 per il suo articolo in Bosco, vi confesso che alla prima e frettolosa lettura non avevo ben capito il senso di questo pensiero, forse era opportuno dire che il nostro amico è amante delle fotografia e osserva in maniera critica e attenta tutto quello che lo circonda. Non sono solita porre attenzione verso persone che abitualmente incontro, cammino a testa bassa e spesso mi capita di fare brutte figure, mi pongo sempre con ritrosia verso chi non conosco. E’ interessante conoscere, apprezzare e avere un atteggiamento positivo verso gli “altri”, saper cogliere in un sorriso di un bambino, la bellezza, in uno sguardo triste, la sofferenza, valutare che non siamo noi il centro di tutto!

  9. il 28 maggio, 2015 francesca dice:

    Non definirei assolutamente “voyeurismo” nè tantomeno “guardone” l’osservare le persone che incontra, da parte di Mario. Lo collocherei, invece, tra la capacità di interpretare il mondo che lo circonda e il saper leggere in modo diverso, più attento, più approfondito, più completo, la quotidianità. Lui coglie, e quasi analizza, le situazioni sociali, sa carpire la vita in tutte le sue sfumature, impara ogni giorno qualcosa senza che nessuno glielo insegni.
    Dico questo perchè anch’io ho la mia piccola “mania” (se vogliamo chiamarla così), ma lo definirei più che altro, interesse. A me piace scrutare le case. Si, le case e più esattamente all’interno di esse. Non pensate che vada a curiosare dalle finestre o quant’altro, ma mentre cammino per strada, che sia in città o in piena campagna, in collina, montagna o mare, volgo lo sguardo, soprattutto se è sera, verso le finestre illuminate. Da ciò che vedo o intuisco, dai movimenti delle ombre-persone o, d’estate quando si percepiscono suoni, rumori, parole, frasi, mi piace immaginare chi abita dentro quelle case. E con la fantasia riesco a costruire la loro storia. Immagino chi sono quelle persone, cosa fanno nella loro vita e cosa stanno facendo in quel momento e magari, cosa faranno alla fine di quella giornata. Se riesco ad intravvedere dei libri immagino persone che amano la lettura, se hanno il televisore acceso penso che dialoghino poco, se vedo bambini giocare immagino una bella famiglia. Io penso che in ogni casa, qualunque oggetto di uso quotidiano porta il segno e l’impronta di chi ci abita.
    Ecco, questa è la mia curiosità ma non è certo voyeurismo.
    Complimenti Mario, bel pezzo!

  10. il 29 maggio, 2015 mario33.co dice:

    Amici vi ringrazio tutti per i vostri commenti. Il mio, poteva sembrare una riflessione/ confessione un po’ ostica, dettata… da una “sensibilizzazione” interiore che mi ha permesso per tanti anni di svolgere l’attività di fotografo. In fondo… un fotografo è… un… po’ un… “voyeur legalizzato” una persona attenta… che “ruba”i volti, i comportamenti, gli atteggiamenti, delle persone. Ho amato molto Henry Cartier Bresson, grande fotografo soprannominato ” l’occhio del XX secolo.” Egli coglieva l’attimo in cui l’atteggiamento delle persone raggiungeva il massimo della sua completezza ( raramente faceva posare i suoi soggetti). Alla nascita della fotografia, certe tribù indigene che venivano fotografate, rimanevano attonite dalle foto che gli si mostravano, essi pensavano che la foto, la rappresentazione , il doppione, dei loro atteggiamenti, delle loro posture, della loro immagine, gli rubava l’anima. Ringrazio L’amico… Lorenzo, Sandra , che vuole provare a cogliere L’attimo, la situazione, a soffermarsi sulle persone che ci circondano. Ringrazio… Giuseppe, che con il suo sensibilissimo “colpo d’occhio” dettato (sicuramente) da una propensione ai rapporti umani sa innescare un contatto umano di primo acchitto. Ringrazio l’amico Franco, che con il suo “malinconico” commento dice una grande verità. Francesco… grazie, per la tua considerazione sulla conoscenza imprendibile neanche dopo una vita vissuta, sulla tua soggettività, apparente. Caro Nembo, mi trovo in sinergia con il tuo commento, grazie!!! Gianna ti poni sempre con una disarmante gentilezza sempre propensa ad elogiare, Cara Gianna vivo in una cittadina di provincia come Como come tu vivi in una cittadina come Lecco entrambe molto turistiche dove i nostri occhi spaziano oltre frontiera. Abbiamo molti stimoli visivi, riflessivi, per i nostri occhi sensibilmente appartenenti ad entrambi i sessi. Cara Lucia, non sai cosa ti perdi!!prova tu che sei amante della fotografia. se… mi permetti, alza la testa!!! c’è tutta un’umanità che vuole essere osservata e che con umanità… vuole osservare te. Ringrazio Vivamente Francesca la fantasia, la forte sensibilità che sono in te non sono acqua. Cara Francesca mi sento accomunata in sintonia, in sinergia, con il tuo commento. Sono… riflessioni che appartengono anche… a me. Giovanna, grazie dell’ospitalità!! e… grazie della bella musica appropriata che sai scegliere per ogni occasione.

  11. il 29 maggio, 2015 giovanna3.rm dice:

    L’atteggiamento così gradito a Mario, che ce lo ha descritto, anche a me non suscita l’impressione di “voyeurirmo” né di “guardone””, piuttosto il modo un poco singolare di penetrare nell’intimo di una persona, per riuscirne a capire la disponibilità, la simpatia, l’animo, l’antipatia e ancor più, se si vuole!
    Tutto sommato, è prova d’interesse per la persona che si ha di fronte, di volerla conoscere e individuare se con lei abbiamo delle attinenze o punte…….non certo solo per meschina o banale curiosità! Questa è piuttosto la mia idea, assolutamente positiva! Mario ha descritto molto bene il suo stato d’animo.

  12. il 30 maggio, 2015 giovanna3.rm dice:

    Sono in perfetta sintonia con Franci: grazie Francesca.

  13. il 31 maggio, 2015 lieve.ge dice:

    Sorrido , mentre leggo l’articolo e ricordo perfettamente la vergogna che provai quel giorno…
    Ero seduta al bar , in compagnia; e guardandomi intorno vidi un raggio di sole posarsi sulla spalla di una giovane donna che sorseggiava l’aperitivo piluccando finger food. Osservavo attentamente cercando di fissare nella memoria il movimento e l’armonia di quel corpo rilassato e quella linea di luce che accarezzava il collo , la nuca ed una parte della spalla,un riflesso stupendo che avrei voluto trasferire immediatamente su una tela.
    Improvvisamente vidi il corpo irrigidirsi , e le dita della mano che piluccava, racchiudersi a tulipano; in quel chiaro movimento tutto iltaliano che intende chiedere ” MBE? CHE VOI? ” Arrossisco ancora…..Non ricordo bene come sbrigai l’impasse, so solo che da quel giorno cercai la poesia di un raggio di sole sulle case, sui balconi,i cornicioni , l’asfalto….Ovunque , tranne sulle persone…. Può essere pericoloso fissare la gente,Mario33.co….