LA DOMENICA DEL BOSCO

  Barra divis. fissa - celtic bar nodini verdi intredc.  

B.D. Q

 

Barra divis. fissa - celtic bar nodini verdi intredc.

 

Due brevi inserti, uno mio e l’altro di Nembo, per ricordare nel nostro amato Bosco il centenario di un grande evento storico.

Giuseppe_54769 

100 prim a guerra 

LA_GRANDE_GU_46092    

Cadeva di Domenica anche il 24 maggio 1915, cento anni fa, quando l’Italia inviò la dichiarazione di guerra all’Austria/Ungheria.

   

soldati-in-trincea-620x405Accampamenti provvisori in attesa dell'ordine di attacco

 

Una guerra di trincea, accampamenti provvisori in continui spostamenti, filo spinato, buche per terra, fossi, fango, neve, canaloni scavati con vanga e picconi e la forza delle braccia umane, guerra di bombe a mano, mitragliatrici, pezzi d’artiglieria, fucilate di cecchini, assalti alla baionetta per la conquista di lembi di territorio in zone impervie, attraversate da fiumi che segnavano confini.

 

combattimento_tra_francesi_e_tedeschi_nella_fororesta_delle_argonne_illustriete_gefchichte_des_weltkrieges_1914-1915Nel vivo di una battaglia di trincea

Le battaglie ebbero inizialmente fasi alterne in una guerra che gradualmente assunse dimensioni mondiali coinvolgendo tutte le forze belliche di terra, del mare e dell’aria.

 

 ponte-di-barche-sul-fiume-isonzoPonte di barche sull'Isonzo

Per la prima volta artigianali velivoli a elica vengono attrezzati per la ricognizione, per i combattimenti in volo e lancio di bombe dall'alto.

a1918gAereiAustriaci  

   

Combattimenti tra aerei nemici: l'abbattimento di un velivolo comportava anche la morte del pilota

Sommergibili e unità navali di superficie sono impegnate nei combattimenti in mare.

 

3117C_HMS_Barham_1914_corazzata_da_battaglia_vista_aereaUnità navali da guerra

 

Mobilitazione generale, eravamo in guerra contro l’Austria. In tutte le Regioni italiane si procedeva all’arruolamento di studenti, lavoratori della terra e dell’industria, cittadini di qualsiasi ceto sociale, venivano inquadrati e, dopo un breve addestramento, inviati nei fronti di combattimento per difendere la Patria.

Tanti uomini staccati dai loro affetti familiari e inviati a combattere per una guerra che non capivano e in tanti non sarebbero più tornati.

 

il giornaleL'annuncio sulla stampa dell'epoca

   

Ma la guerra non si combatteva solo al fronte. La popolazione viene sottoposta al razionamento dei generi alimentari, la produzione industriale viene convertita per fini bellici, i raccolti agricoli sono destinati alle forze armate.

La popolazione conosce il duro volto della guerra, l’ansia per i familiari al fronte, i lutti e le privazioni ma riesce a dare prova di grande senso civico collaborando allo sforzo bellico e dando dimostrazione di grande generosità, impegnandosi nel sostegno delle vedove e degli orfani dei caduti in guerra nonché di reduci e mutilati.

 

CAMPO DA GUERRAAmbulatorio da campo per i primi soccorsi ai feriti

   

I Comitati di Beneficenza sorti spontaneamente vengono successivamente istituzionalizzati riconoscendone la grande utilità davanti all’aumentare delle necessità della popolazione.

   

grandeguerra_archivio_it_1133_file_img_popupSfollamento dei civili dalle zone di guerra

Nei posti di lavoro si avvia l’assunzione degli “avventizi” in sostituzione degli uomini validi richiamati alle armi.

Grande importanza ha avuto in tale occasione il massiccio intervento delle donne nelle attività del mondo del lavoro.

Le perdite militari nella Prima Guerra Mondiale registrano per l’Italia oltre 651 mila morti, 947 mila feriti e 600 mila prigionieri o dispersi. Cifre spaventose.

 

ombre_di_guerra_largeIl dolore di fronte alla morte

Tanti atti eroici e tanti eroi molti dei quali rimasti ignoti al punto che non si riuscirebbe a menzionarli tutti: ne vogliamo ricordare due:

Cesare_BattistiCesare Battisti, trentino, che alla vigilia della guerra andò in giro per l’Italia e arrivò anche in Sardegna, accolto trionfalmente e caldamente applaudito per i suoi trascinanti discorsi interventisti mirati alla liberazione dei territori italiani ancora sotto dominio austriaco. Solo un anno dopo, catturato dagli austriaci, fu processato e giustiziato per “tradimento”, Per noi resta un eroe italiano.

 

Foto_Raimondo_ScintuRaimondo Scintu, valoroso appartenente alla “Brigata Sassari”, semplice caporale è ricordato per aver catturato, con pochi eroici compagni, in una avventurosa azione sulla Bainsizza, ben 55 austriaci tra militari e ufficiali, restando ferito egli stesso al fianco sinistro da un colpo di pistola di un Ufficiale ma portando a termine l’azione. Gli venne attribuita sul campo la promozione ad Aiutante di Battaglia ed assegnata, in seguito, la Medaglia d’Oro al valor militare.

 

Giuseppe_54769

 

Barra div. - GIF - stelline minuscole color. 

 

E_il_Piave_m_58343

 

esercito 1

   

24 Maggio 1915, quando il Piave mormorò… questo fiume è sacro alla Patria, sul Piave si saldò finalmente l’unità Nazionale e per un’intera generazione se ne parlò ricordando i giovanissimi ragazzi del ’99, soldati di leva.

 

Oggi 24 Maggio 2015 si celebra il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale 24 Maggio 1915. Conflitto conosciuto anche con il nome guerra italo-austriaca.

caduti in trinceaCaduti in trincea

Uno dei momenti che ha maggiormente segnato la vita del paese e dei suoi cittadini, è stata una carneficina che sconvolse il mondo cambiando il destino, una guerra che ha coinvolto tutti i Continenti con conseguenze disastrose il tutto fino all’11 Novembre 1918. Il tutto iniziò con una scintilla il 28 Giugno 1914 a Sarajevo per un attentato di matrice estremista nei confronti all’erede al trono d’Austria.

italia entra in guerraMarce forzate su instabili passerelle

Così, il 28 Luglio 1914 iniziò la prima guerra mondiale. L’Italia con le sue truppe comandate dal generale Luigi Cadorna si impegnava ad entrare nel conflitto un mese dopo il “Patto di Londra” il 24 Maggio 1915. Questa grande guerra segnò la fine di un lungo periodo di pace detto anche “Belle Epoque”. La stima del numero totale delle vittime di questo conflitto è molto, molto alto si parla di milioni di persone tra militari e civili, le cifre sono sempre oggetto di brutture di questi eventi politici che hanno portato sangue, morte e distruzione. L’umanità deve mettere fine a tutte le guerre, o le guerre metteranno fine all’umanità.

carabinieri in azioneIl valido apporto dell'Arma dei Carabinieri nelle azioni di coordinamento e di guerra

 

La commemorazione di questo giorno deve continuare ad interrogare la coscienza di ognuno di noi, e il pensiero va a tutti gli uomini, donne, soldati, gente comune, che vissero al tempo del conflitto, che li ha travolti, che ha modificato radicalmente le loro vite con sacrifici sofferenze. L’esempio dei nostri caduti, morti per ideali e senso del dovere, ci hanno dato un futuro e noi tutti, dobbiamo riaffermare con forza sempre questi valori ereditati con dei principi inviolabili dalla nostra bandiera, al nostro inno, alla nostra democrazia e costituzione. Onore, dunque, ai caduti, ai nostri caduti. R.I.P.

W L’Italia.

 

Nembo_63916

 

Barra div. - GIF - stelline minuscole color.

 

judoUn invito alla pace per tutti i popoli

   

Il piave mormorava

https://www.youtube.com/watch?v=STRD20k5rYM

  Fuoco e mitragliatrici


COMMENTI

Both comments and pings are currently closed.

  1. il 24 maggio, 2015 lorenzo.rm dice:

    Tanti ricordi pesano. Ma dobbiamo tenerli sempre presenti. Perché fatti terribili, come le guerre, non si verifichino più. Mai più.

  2. il 24 maggio, 2015 aquilafelice44 dice:

    1915/ 1918 seconda guerra mondiale ITALIA DICHIARA GUERRA AUSTRIA UNGHERIA quanti morti quanti nostri nonni son partiti la guerra mai piu tornati dai loro cari chi non ce mai stato facia una visita RE DI PUGLIA poi mi sa dire nostri nonni anno combatuto x la pace x la libertà ma chiedo a voi letori oggi dove la pace la libertà che volevamo nooooooooo non ce loro e la canzone dice ANDARO AVANTI QUELA NOTE I FANTI TACERE BISOGNAVA ANDARE AVANTI MA IL PIAVE MORMORò NON PASSA LO STRANIERO MI CHIEDO COSA E SERVITO TANTO SANGUE MORTE DISPERAZIONE, I NOSTRI NONNI E BISNONNI ANNO FATO IL LORO DOVERE X CHE VOLEVANO UN ITALIA DIVERSA DICE UN PROVERBIO ERA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO ERA SACRA LA PAROLA NON PASSA LO STRANIERO OGGI PASSA PASSA DOVE LA LIBERTA CHE ANNO CONCUISTATO LORO NOI UOMINI DOGGI LA STIAMO PERDENDO X COLPA NOSTRA PIU NESSUNO SA COSA VUOL DIRE LIBERTà NON LO SA CHE NON CE PIU MI FERMO QUI NON VOGLIO DIRE ALTRO GRAZIE GIUSEPPE GIOVANNA BUONA GIORNATA A TUTTI

  3. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Vanni, alla tua maniera, hai detto delle cose giuste tutte riferite alla Prima Guerra Mondiale, anche se valide per tutte le guerre. Grazie Aquila… un saluto.

  4. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Oggi siamo tutti Fanti, oggi giorno di riflessione nel segno della pace e del ricordo delle sofferenze e delle vittime. La più bella gioventù d’Italia, quei ragazzi dal cuore puro e dal ghigno beffardo e duro, di chi non teme la morte, hanno combattuto per la libertà, per degli ideali e, per un disperato Amore per una sola bandiera che si chiama Tricolore. Eppure oggi qualcuno (lo scrivo senza polemica) non vuole sentirsi Italiano non vuole esporre le bandiere che rappresenta vessillo di libertà e concquista, il ” Nein” di qualche governatore non serve a dissipare questi ricordi che questi ragazzi 100Anni or sono ci hanno dato, a Voi ragazzi che avete dato la vita a un Amore irrazionale del senso di Patria, a Voi che ci avete dato la capacità di emozionarci davanti a un Tricolore, dico siete stati dei grandi. ONORE a tutti Voi. R.I.P.

  5. il 24 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    ” Si stava come d’autunno sugli alberi le foglie” Ungaretti

    I nostri nonni avanzavano a stento tra i reticolati e nelle trinceee sapendo che avrebbero davanti ricevuto la pallottola del nemico e dietro quella dei nostri carabinieri …..

  6. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Aquila ciao, ti ringrazio per il tuo intervento commentando la grande guerra,e a proposito del Piave…Mormorò…NON passa lo straniero…aggiungo…Lo straniero è passato!Un saluto

  7. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Lorenzo, lo spirito del post di oggi, concordato con Nembo, è proprio quello di un invito e augurio di pace per tutti i popoli. Lo si evince dall’ultima immagine inserita nel post. Ricordare fa bene perché dalle memorie del passato si possono capire gli errori commessi e da non ripetere una seconda volta. Grazie ancora, ciao.

  8. il 24 maggio, 2015 aquilafelice44 dice:

    scusa giuseppe prima ho seconda x me vale lo stesso sempre di guera e sangue si parla sangue che anno pagato a caro prezzo i nostri connazionali la pace x la libertà pace e libertà che oggi oi non vedo grazie anche al mio caro amico nembo da buon soldato brigata sassari FORZA PARISI

  9. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Il primo colpo di fucile. Erano esattamente le 22.40 del 23 Maggio 1915,quando due finanzieri apaprtenente al 2° batatglione G.F.,Pietro dell’acqua e Costantino Carta, notavano un’insolito movimento vicino al ponte di Brazzano, fecero fuoco ed impedirono a dei guastatori di minare il vecchio ponte, su quel ponte a breve sarebbero passati i Fanti della Brigata “RE” e altri. Un cenno di storia…, nella speranza che qualche Altotesino che non vuole il tricolore esposto, lo legga e se lo ricordi e, a tal proposito nulla vieta di mettere il tricolore esposto sulla propria finestra o balcone.

  10. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    CONCORDO CON TE VANNI, INFATTI LO AVEVO GIÀ DETTO::: VOLA SEMPRE ALTO, CIAOOOO

  11. il 24 maggio, 2015 gabriella BZ dice:

    Ho letto la lunga pagina dei nostri amici Giuseppe e Nembo. Si celebra il centenario della prima guerra mondiale. Una guerra che chiama tutto il popolo Italiano, si lasciano a casa solo i giovanissimi ed i più deboli, anche le donne devono lavorare al posto degli uomini chiamati a difendere la Patria. Del “Patto di Londra” di un mese prima della guerra l’Italia non ne era neppure a conoscenza, ed è per quello che gli alpini cominciarono la guerra cercando di valicare i monti con le poche armi. Nembo posso capire il tuo disgusto per un popolo che ha per presidente della Provincia “uno” che si rifiuta di mettere la NOSTRA BANDIERA, ma alcuni comuni la mettono a mezz’asta per onorare i morti di quasiasi lingua siano stati. Vi chiedo scusa per il popolo dove abito, grazie.

  12. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Gabriella, tieni presente che esistevano, allora più di oggi, i “SEGRETI DI STATO” e il popolo era l’ultimo a sapere le cose. Pur nel rispetto dei vessilli di altri Stati è nostro obbligo onorare la Bandiera Italiana, chi non lo fa non merita di essere considerato un buon cittadino nè dell’Italia, nè di altre nazionalità. Un saluto.

  13. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Gabriella sei una grande, non devi chiedere scusa di nulla, chi vuole la può esporre sempre a casa sua fregandosene di quello che impone SVP e il governatore che dice… è inoportuno quello che dice il governo per oggi, rammento che lo stesso partito appoggia il governo di Fonzie! Pensiamo solo agli eroismi, sofferenze di uomini giunti da ogni parte dItalia a difendere il suolo, loro non sono andati via perchè c’era la guerra!!!Patria e Bandiera non si vende ma si difende e si onora.

  14. il 24 maggio, 2015 sandra vi dice:

    Grazie GIuseppe, Nembo avete fatto un bellissimo lavoro .questo vostro ricordo della nostra entrata in guerra ,omaggio ai ragazzi caduti per la difesa della nostra amata Patria mi ha profondamente commossa. Mi ha ricordato che anche in famiglia ,un fratello di mio suocero è caduto sul Piave ,il suo nome è scritto sulla lapide del cimitero di Desio .MIO suocero diceva ,era giovanissimo,partito pieno d’entusiasmo,nn l’abbiamo più visto.R.I.P.una preghiera ai ns eroici ragazzi

  15. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Condividiamo la tua commozione Sandra perché è anche la nostra. Con Nembo abbiamo ritenuto giusto ricordare nel Bosco questo centenario che fa parte della nostra storia. Tutti, in un modo o nell’altro, siamo legati ai caduti delle nostre guerre e dobbiamo ricordarli per il loro valore. Grazie Sandra, la tua partecipazione è sempre preziosa per noi tutti. Un saluto.

  16. il 24 maggio, 2015 Francesca (franci) dice:

    E auspico davvero che il messaggio trasmesso da Nembo sui valori da difendere, onestà, giustizia, rispetto verso il prossimo diventino veramente la nostra bandiera. Non so se la mia è vana speranza o utopia, però io voglio crederci!
    Buona Domenica a tutti.

  17. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Sandra, come sempre un grazie per il tuo commento commosso, perchè ti ha ricordato un tuo famigliare, credo che dire 700km di fronte, migliaia e migliaia di morti soldati e civili, la dice tutta, credo che tutte queste persone abbiano dato valore alla loro morte per il bene di tutti. Comunque, l’inizio di qualunque guerra, come tutte le guerre, è già una sonfitta di per sè. Un Saluto

  18. il 24 maggio, 2015 gianna dice:

    Oggi Centenari dell’ultimo Guerra Mondiale, diviso il post tra Giuseppe e Nembo, anche il bosco vuole ricordare come ogni evento le guerre lascia i segni irreversibili molti caduti anche i nostri nonni,partiti senza un ritorno erano stato chiamato tutto il popolo, meno i giovani e donne che dovevano provvedere alle famiglie, noi saremo sempre legati a questi tristi ricordi, ricordandoli spesso per i loro grandi valori,concordo con i commenti precedenti dove hanno forse piu’ esperienza di noi ringrazio Giuseppe3, e Nembo e mi scuso per il mio brevissimo commento,ma lascio la parole ai grandi studiosi, le guerre portono solo distruzione, per il popolo, a noi rimane che augurarci che siano finite siamo gia’ in guerra ,la miseria che oggi esiste tra noi devono lottare i padri di famiglie per la sopravivenza ringrazio Giuseppe3, Nembo e La nostra cara Giovanna sempre bravissima nei suoi lavori ,di foto immagini e video quella canzone che forse tutti abbiamo ascoltato bellissima grazie a tutto il blog del bosco, siete fantastici ciao…

  19. il 24 maggio, 2015 alba morsilli dice:

    100anni dalla prima guerra mondiale 70anni dalla seconda che l’Europa si fa per dire vive in pace, anche se il nostro contorno di asia minore è in piena guerra.
    Ma chi vuole le guerre? Se pensiamo bene il mondo occidentale forse ha raggiunto un recor, ma perchè per tanto che se ne dica male io penso che paesi democratici e non capitalisti ci pensano due volte.
    Si è vero anche in democrazia l’uomo sbaglia, vi è corruzione e tanta, ma non la voglia di fare guerra al suo vicino di confine per il potere.
    Poi io penso che se dovesse venire un’altra guerra ora che siamo nell’era atomica si muore tutti e questo loro lo sanno molto bene.
    su queste basi si è formato l’unione Europea essere alleati uni con gli altri, poi che l’uomo sbagli è normale. ma è meglio il dialogo che le armi

  20. il 24 maggio, 2015 edis.maria dice:

    Argomento per me interessantissimo perchè la mia vita fu costellata da racconti di guerra.Mio padre, emigrato in America l’anno prima della Prima guerra mondiale, contro il parere dei suoi fratelli, tornò in Italia per arruolarsi e ” compiere il suo dovere da buon italiano”! Finita la guerra si trasferì in Libia dove apri una grossa falegnameria,e mentre la famiglia, tornava in Italia perchè ormai si vociferava di un altro conflitto, mio padre venne richiamato nell’esercito. Stranamente, come spesso la vita ci riserva, venne fatto prigioniero dagli angloamericani e trasferito in America nei pressi di Detroit!!!! Ritornò in Italia, in Piemonte , nel 1936. Per me mio padre era un eroe e gradivo i racconti che mi faceva,e che mi fecero amare tanto l’Italia. Nembo mi piace come scrive della ostra Patria che tutti dovremmo amare d più, anche se, a volte, persone ed eventi,la rendono diversa da quella che vorremmo: aiutiamola noi a renderla più civile e onesta. Grazie anche a Giuseppe per il supporto che, anche oggi, ha reso al Bosco

  21. il 24 maggio, 2015 edis.maria dice:

    Ho sbagliato la data del ritorno di mio padre dalla prigionia in America: 1946, non 1936!Scusate!!!!

  22. il 24 maggio, 2015 giovanna3.rm dice:

    Sono contraria alla guerra, per principio: non risolve conflitti, incomprensioni, divergenze di qualsiasi tipo, anzi le esaspera e le aggrava sempre più. Mi piacerebbe che fosse la musica ad unire le genti, poiché tale espressione è gentilezza d’animo, quando si tratta di buona musica, ma quando l’uomo si imbestialisce si trasforma in un essere intrattabile, non ci sono ragioni che lo plachino, in una parola “non c’è musica che tenga”.
    La guerra abbrutisce, danneggia tutti e tutto, impoverisce chiunque la pratichi o la subisca, lasciando intorno a sé lutti, distruzioni, sfaceli. Spesso nascono potenze tiranniche e diaboliche che hanno provocato milioni di morti.
    Per quanto riguarda la prima Guerra Mondiale, possiamo contare un’ecatombe di morti, peraltro inconsapevoli che si stavano imolando per degli obiettivi a loro nemmeno conosciuti.
    L’attentato di Sarajevo fu il gesto omicida che colpì l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria- Ungheria, e sua moglie Sofia durante una visita ufficiale nella città bosniaca nel 1914. Secondo me, non fu che un espediente per il governo di Vienna per dar luogo al casus belli, ma ben altri interessi si celavano dietro questo evento. La Guerra fu un disastro, si aprirono in seguito ulteriori ragioni di conflitto e si arrivò alla II Guerra Mondiale, l’odio e lo sterminio degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, insomma di tutti i “diversi”, rispetto ai “Puri” della razza ariana e cosìvia. Ora, poi, lo sterminio ha assunto aspetti prettamente religiosi tra musulmani integralisti e infedeli, e così via. Se questo è l’uomo c’è da vergognarsi in ogni attimo della giornata. E pensare che dovrebbe farsi carico di milioni di esseri umani miserabili, che muoiono di fame e di malattie ogni giorno, l’essere ragionevole, intelligente che avrebbe dovuto dominare il mondo con il suo ingegno!!! Altro che Homo Sapiens…..Homo Destruens

  23. il 24 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    Sono d’accordo con Giovanna , la prima guerra mondiale ha visto oltre 650.000 soldati italiani morti, la maggioranza dei quali figli del popolo ,non della borghesia ! Giovani anche di 18/19 anni (i ragazzi del 99) , molti dei quali non volevano questa guerra, pensata invece dalla monarchia, dai costruttori di cannoni e da una parte esigua di interventisti come D’Annunzio . Poi il fascismo ne ha fatto una bandiera per arrivare al potere . Io porgo tutto l’onore, l’amore, la stima per questi poveri ragazzi morti spesso per “fuoco amico” , soprattutto quelli che la guerra e la morte l’hanno subita loro malgrado. Sono orgoglioso di loro perchè molti sopravissuti di genio hanno tramandato cosa sia veramente una guerra. Grazie Ungaretti, Lussu, Gadda, Malaparte ecc. ecc….senza contare Erich Maria Remarque col suo ” all’ovest niente di nuovo” che tutti almeno una volta dovrebbero leggere.

  24. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Tutto vero quanto dici Gianna, esprimi pensieri e valori che sono condivisi da tutti noi e mi è sembrato giusto parlarne oggi nella nostra consueta Buona Domenica coinvolgendo l’Amico Nembo che, come dimostrato, è per noi la persona più adatta a parlare di dati storici e di amor patrio. Grazie Gianna.

    Un grande meritato grazie all’Amico Nembo.

  25. il 24 maggio, 2015 elisabetta8.mi dice:

    Una preghiera per tutti i caduti nelle due guerre.La guerra è sempre,morte ,dolore ,distruzione.Tutte queste persone cadute per un forte ideale e per dare a noi ,la liberta’.Quella liberta’che giustamente ,riteniamo che sia un diritto, ma forse non siamo in grado tutti di apprezzare con il dovuto rispetto.Tutti chiediamo a gran voce PACE!!!ma la pace ,prima deve essere dentro di noi,siamo in un mondo strano,chiediamo pace ma siamo in guerra magari con il vicinato per stupidate.Questi uomini che hanno versato il propio sangue per un alto ideale ed un bene prezioso,come la liberta’credo che facciano fatica a capirci.Vorrei che il mondo fosse in pace ,che ci fosse comprensione,rispetto ,amore e potere issare con orgoglio il nostro amato tricolore,,,,,,,,,

  26. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Condivido il tuo pensiero Franci con l’augurio che il credere nei valori espressi non sia mai utopia né vana speranza. Sarà Nembo a darti la risposta adatta. Grazie per la Buona Domenica. Un saluto.

  27. il 24 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    Amo la mia patria , ma non con lo stesso ardore retorico di come era vissuta nel 1915 e nei successivi trent’anni.La mia patria è la cultura, l’arte, le città ,i monti, i mari , i laghi che cerco di sentire uniti e patrimonio di una Europa nascente. Quell’idea mazziniana che con fatica sta sbocciando e che sperò sarà la patria dei nostri nipoti. I nazionalismi chiusi in stretti perimetri e difesi dall’onore di soldati sacrificali, per fortuna non esistono più. In un mondo globalizzato pensare ai sacri confini è un concetto che può andar bene per qualche capopopolo per usi elettorali. Fra cinquant’anni saremo una Nazione multietnica con abitanti che parleranno almeno tre lingue …..guardiamo al futuro con costruttiva speranza.

  28. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Francesca, ti ringrazio per il tuo commento, la tua speranza è la mia, purtroppo nel nostro paese tutt’ora sono presenti significative spinte politiche che vanno in altra direzione che non sono conciliabili e che non conbaciano con il passato, intendo valori enormi che tu hai espresso, sopratutto il senso di appartenenza alla Patria che comprende tutto e, il tutto si migliora, non si vendono gli ideali e i valori. La Patria non è solo fatta di terra, tutte le terre si assomigliano, la Patria è qualcosa di tuo, è nel tuo sangue,è una eredità d’amore, di dolore, di sacrificio ricordando come oggi quello che i nostri padri ci hanno consegnato. A volte le parole illudono e, le persone deludano, il vero coraggio Francesca è nel continuare a credere sempre e ovunque nei nostri ideali di veri Italiani. Un saluto

  29. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Gianna, condivido il tuo commento, e mi unisco a te per ringraziare Giuseppe e Giovanna per il loro profuso lavoro nel blog del Bosco. Un Saluto

  30. il 24 maggio, 2015 Paul7.vi dice:

    Una riflessione a riguardo le guerre del mondo.
    Auguriamoci che il futuro sia di saggezza e bene sociale che che dona la Pace costruita su politiche di convivenza.
    In questo quadro, non esiste una corona di Gratitudine e Gloria piu’ significativa da offrire a combattenti o civili come riconoscenza al sacrificio della propria vita, causata da eventi bellici, per darci la Liberta’ e lo Stato di Diritto.
    Inginocchiato, una preghiera e un fiore a voi tutti martiri di tutte le guerre. Paul

  31. il 24 maggio, 2015 edis.maria dice:

    Ho voluto raccontare la storia d mio padre perchè ormai si vive di soli ricordi! Un eroe giovane, siciliano,povero, immigrato in America, ma ritornato in un’Italia che , allora, pochi riconoscevano come propria, ( forse anche illuso del suo paese ), ha sperato di accoppiare, per una guerra, a migliorare e poter ritornare al suo paese, Trapani! E ne combattè due di guerre, fortunatamente senza morire, ma mi chiedo se ne è valsa la pena!Dopo aver lottato, sofferto e atteso , si accorge che la retorica, vince, e i ricordi REALI perdono! Che delusione!!!!!

  32. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Edis, sono contento che il Post di oggi sia stato di tuo gradimento e, lo stesso ti ha reso partecipe con noi, dandomi un ulteriore risvolto di riflessione in riferimento di come è stata dura e crudele la vita in quel periodo, ricordando anche le 500.000mila vittime di civili oltre ai soldati. Un plauso a tuo padre che con i tuoi racconti ti ha reso partecipe nella sua storia, insegnandoti valori e ideali per amare la nostra Patria.

  33. il 24 maggio, 2015 francesco75 dice:

    Anche se non è determinabile con certezza, il triste bilancio delle vittime della I guerra mondiale supera i venti milioni fra militari e civili.
    Ricordiamo questo sanguinoso conflitto non certo per giustificare la guerra, ma per capire quanto è importante la pace fra i popoli del mondo.
    E dedichiamo questa giornata a tutti i caduti, al loro sacrificio, a quello dei familiari e delle popolazioni coivolte.
    Sia anche un motivo di riflessione per comprendere quello che è successo e per non ricadere in simili orrori.
    Anche se fino ad oggi questa carneficina non è servita a niente
    Un grazie agli amici che hanno presentato questo significativo contributo

  34. il 24 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Tutto vero quanto dici Alba. É sempre una lotta di supremazia dell’uomo sull’uomo. Sono sempre esistiti gli Uomini del dialogo e gli Uomini della guerra… a volte prevalgono gli uni a volte gli altri ma la storia ci ha insegnato che quando hanno prevalso gli uomini della guerra, hanno perso tutti. Continuiamo a sperare nel dialogo e nella democrazia. Grazie, ciao.

  35. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Giovanna, ti ringrazio per il tuo sempre profuso impegno che hai per il Blog. Condivido il tuo commento, sperando che alla luce dei fatti e degli ultimi avvenimenti ci sia una svolta migliorativa verso un senso di pace, anche nella più totale indifferenza degli stati potenti che oltre al Bla-Bla non fanno nulla. Le guerre portano al fatto di dire chi vince e chi perde, alla fine sia i vincitori che i vinti giungono però a piangere i propri morti.

  36. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Alba, vero in democrazia l’uomo può sbagliare, non dimentichiamo però che la politica può fare molto per il popolo, servono e, forse spesso mancano persone animate da spirito di sacrificio e dotate delle capacità di elaborare proposte efficaci e, non solo pensando al proprio carro con i propri personalismi di grandezza. Vero…è sempre meglio il dialogo, ma a volte non si sa con dialogare quando si hanno varie fazioni in guerra per il potere e altro, la guerra è sempre una brutta cosa. Un saluto

  37. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Elisabetta, mi unisco con il tuo pensiero per una preghiera a tutti i morti di tutte le guerre. Il tricolore non è una semplice insegna di Stato, è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito e, che trova la sua identità nei principi di fratellanza e nei suoi valori della storia e della propria civiltà. Un Saluto

  38. il 24 maggio, 2015 Nembo dice:

    Francesco75, vero il bilancio dei morti nelle guerre non è mai definitivo, dai vari conflitti sono stati scritti e commentati centinaia di libri con le più svariate storie e girati centinaia di documentari con immagini toccanti dalle trinceee ai giorni nostri. L’umanità si è sempre dato battaglia nei modo più orrendi rendendosi protagonisti di razzie, delitti, saccheggi, atrocità, ma, a distanza di un secolo, oggi siamo ancora a commemorare i soldati che hanno donato la vita per un ideale e per dei valori sacri donandoci la libertà. Tutto questo ci deve portare a fare una forte riflessione. Per fortuna oggi sventola ancora una bandiera Tricolore. Grazie per il tuo intervento.

  39. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    Muzzioli, fra cinquant’anni forse saremo una nazione multietnica e, se ci sarà, non si potrà cancellare la storia e dimenticare il sacrificio di chi con la propria vita ci ha dato libertà e democrazia, la verità e la memoria non possono essere dimenticati se noi oggi trasmettiamo ai nostri nipoti il valore del nostro popolo. Il proprio paese può essere amato anche con la cultura, arte, e altro ancora, ma se abbiamo tutto questo testamento culturale, dobbiamo ringraziare chi ci ha preceduto salvaguardando con sacrificio tutto il patrimonio. Poi per metodo Mazziniano si può riassumere in una parola” Azione” le sue idee erano per il Popolo e per il Popolo e non per il proprio carro pieno di mnzogne e interessi elettorale e propagandistiche del nulla. Comunque, l’Italia non la fece Mazzini, ma i Mazziniani.

  40. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Elisabetta, come gli altri mi unisco alla tua preghiera. Per la pace non dobbiamo mai stancarci di pregare con insistenza, il risultato dovrà pur arrivare: è la nostra speranza. Un saluto.

  41. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Grazie per il tuo riconoscimento Edis, è sempre un piacere ricevere l’apprezzamento per quanto si fa. Ho letto con interesse la tua storia che ha molte similitudini con altre di quel periodo. Anche il mio nonno paterno dalla Sardegna fu inviato al fronte con uno degli ultimi scaglioni, subì una ferita ma, fortunatamente, ritornò sulle proprie gambe.

    Colgo l’occasione per dire che relativamente al riconoscimento dei meriti ritengo giusto che vadano indistintamente a tutti i componenti del blog che lavorano in completa sintonia e collaborazione. Quando, però, si ricevono a titolo personale riconoscimenti non propri, mi sembra doveroso che chi li riceve debba gentilmente ricusarli a favore dell’avente titolo. Nel caso specifico preciso che per la ricerca di gran parte delle immagini postate oggi e del secondo video, mi sono avvalso della collaborazione, con lodevole supporto, di una validissima persona che, però, ha chiesto di non essere citata, pertanto rispetto la sua volontà. Grazie a te Edis che mi hai dato l’opportunità di questa precisazione e grazie a tutti. Un saluto sincero.

  42. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Siamo concordi con quanto hai sapientemente illustrato Giò, come non si può essere d’accordo? Siamo tutti contro la guerra ma, purtroppo, ce le hanno fatte subire anche nostro malgrado.
    Grazie per i tuoi interventi di rifinitura al post. Ciao.

  43. il 25 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    Caro Nembo fra cinquant’anni il sacrificio dei soldati del 15/18 sarà storia, come ora lo è quella dei mille di Garibaldi, di Pisacane, delle cinque giornate di Milano, di Ciro Menotti e di tutte le pagine del risorgimento che forse hanno fatto l’Italia più , o come , la 1° guerra mondiale. Quando un giovane dei nostri giorni guarda una statua di Garibaldi , non credo senta vibrare il cuore d’amor patrio, ma forse neppure se visita il monumento al Milite ignoto, personalmente sento ancora emozione se passa la banda dei bersaglieri, mio nipote di vent’anni forse non sa neppure che esistano. Gli eroismi restano …restano nella storia dei popoli , ma come tutte le cose sfumano nel tempo e nella storia stessa. Perchè la società cambia , cambiano i punti di riferimento e non c’è da meravigliarsi se i giovani d’oggi conoscono l’innno di Mameli solo per la Nazionale di calcio . Nembo …la vita scorre e forse solo noi che abbiamo avuto padri e nonni che hanno combattuto queste guerre possiamo ricordarle con qualche afflato…..ma il futuro è alle porte ….gli orizzonti diversi ….e la storia scorre prponendo forse altri valori.

  44. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    Lorenzo, i ricordi bisogna sempre e ovunque tenerli presenti, gli stessi, uniscono ciò che la vita divide. Un Saluto

  45. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    GabriellaBZ, non avevo dubbi che ieri molti Italiani (VERI) hanno glorificato danno Onore a tutte le vittime della prima guerra mettendo le bandiere del nostro Tricolore sulla propria finestra o balcone, così facendo hanno dimostrato chi comanda ancora in Alto Adige!

  46. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    Franco, concordo la vita scorre inerosabilmente per tutti noi, il futuro è un fenomeno che nel suo contesto pone delle complesse azioni nella globalizzazione che non sto a scrivere, ma dimenticando che tra un passato e il presente, c’è un vago futuro con un orizzonte forse temporale ma non certo. Il futuro prevedibile varia a secondo i vari scenari mondiali e Europei che non sono molto limpidi e sicuri. Di certo, di sicuro, la storia rimane sempre. Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni (Eleanoir Rosvelt). Credo che la risposta migliore sia quella che ognuno di noi ha nel proprio animo nel proprio cuore. Sufficit Animus.

  47. il 25 maggio, 2015 gabriella BZ dice:

    Nembo io non sono mai stata una donna che si interessa tanto di politica, ma oggi guardando la TV locale ho visto che il nuovo Sindaco di Merano è dei Verdi! Era ora che si cambiasse… Bandierine alle finestre non ne ho viste, ma abito in un quartiere tutto tedesco, sono una delle poche persone Italiane. Sono sicura che se avessi fatto una passeggiata al mio vecchio rione, avrei trovato le bandiere esposte, eccome! Quella dei Carabinieri in testa. Vivono nel mio vecchio rione. Ciao e speriamo in un’ITALIA dove viva prima l’Italiano poi gli altri. Ciao

  48. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    Credo che sia stato bello ricordare questo anniversario di guerra con sentimento patriotico onorando a nostro modo chi ha dato la vita per la propria Patria. Grazie a tutti coloro che hanno lasciato il proprio commento sempre costruttivo esprimendo le proprie idee inerenti al Post, un grazie anche a chi ha visualizzato il post e i vari commenti ma che non ha commentato. Termino con una frase che sta in una copertina di un romanzo inerente alla guerra scritto da Erich Maria Remarque la frase figurante un soldato dice: Non dimenticateci! Un Saluto

  49. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Paul, mi piace l’idea di rivolgere un fiore e una preghiera ai martiri delle guerre, lo si dovrebbe fare tutti perché, con una riflessione interiore, nel profondo del nostro animo dobbiamo sentirci tutti insieme, figli di quegli eroi che hanno immolato la loro vita per la nostra libertà. Grazie per il tuo intervento. Un saluto.

  50. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Siamo noi a ringraziare te Francesco, per il tuo intervento, per la tua partecipazione e per le tue ponderate e giuste riflessioni che condivido personalmente e pienamente. La raccolta di tante lodevoli considerazioni va oltre gli intenti iniziali che volevano solo ricordare il centenario dell’evento storico. Grazie.

  51. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Da una piccola idea di voler ricordare un importante evento storico nella ricorrenza centenaria, grazie alla larga e appassionata partecipazione di tanti amici, ne è scaturita una bella pagina ricca di considerazioni e riflessioni che aiutano a far maturare le nostre coscienze di liberi cittadini consapevoli del loro esistere.
    Tutti molto interessanti gli interventi che sono serviti anche ad ampliare le conoscenze di brani di storia vissuta.
    Utilissimo l’intenso e caloroso scambio di idee (quasi un dibattito) tra Franco Muzzioli e Nembo che hanno arricchito ulteriomente la pagina.
    Un fervido ringrazimento a tutti gli amici, sia a quelli che hanno lasciato il ‘segno’ del loro passaggio sia ai tanti ‘mordi e fuggi’ che leggono e scappano.
    Ciao a tutti e ancora grazie.

  52. il 25 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    Per finire in maniara logica rispetto all’argomento ,almeno per noi “grandicelli”….. rendo onore alla croce di guerra di mio nonno Germano bersagliere ferito sul Carso. Vedi un pò Nembo !!!!!!
    Ma “domani è un altro giorno ” come diceva la nota Rossella .Salutone a tutti…..

  53. il 25 maggio, 2015 lucia1.tr dice:

    Ieri il capo dello Stato, Mattarella si è recato nell’area del goriziano, dove furono combattute aspre e decisive battaglie per le sorti italiane nel conflitto, riporto un suo pensiero: “Nei sopravvissuti rimase scolpito il senso di aver partecipato a un evento di fondamentale importanza per la vita della nazione. Mentre i caduti ci chiedono di agire con la politica e il negoziato per affermare la pace”.
    Senza fare della retorica ricordiamo i morti innocenti, i fucilati per diserzione, la follia dei comandi militari, l’impreparazione, la violenza che portò sul fronte soldati analfabeti e mal armati in nome di un’ideologia nazionalista che ha portato poi al fascismo…..

  54. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    Lucia1.tr, ti ringrazio del tuo commento che ha dato ulteriori notizie al Post e mi da occasione per chiarire alcune tue affermazioni senza alcuna polemica. I nostri soldati seppur impreparati dettero alcune batoste ai rivali (escluso la disfatta di Caporetto 24-1O-1917)La crisi economica del primo dopoguerra,l’inflazione, povertà, la distruzione, non per ultimma la smobilitazione dell’esercito che restitui migliaia di persone alla vita civile, iniziarono vari conflitti sociali seguiti con l’avanzata socialista che era diventato il primo partito del 1919, si crearono delle condizioni di grave crisi con indebolimento delle varie strutture statali e industriali dell’epoca con scioperi pilotati e con un forte crescente timore di certi ceti di una presa (rivoluzione) comunista in Italia, sull’onda della rivoluzione d’ottobre Russa (1917)Mussolini,che ra un ex dirigente del P.S.I., convertito alle idee del nazionalismo della prima guerra mondiale, riusci a riprendere parte degli ex combattenti reduci della dura esperienza della guerra in trincea, formando un partito politico con chiara e inevocabile ispirazione socialista, in questo clima si formò con una denominazione il partito ” fasci Italiani di conbattimento” Milano 23 Marzo 1929. Per le altre ideologie tutti sappiamo poi la storia. Un saluto

  55. il 25 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Vero Lucia! In tutte le occasioni l’uomo profitta sull’uomo e a soccombere è sempre il più debole. Se si pensa che i Generali di allora, Cadorna e Diaz, erano azionisti delle industrie che producevano il materiale bellico, da questo si può capire l’opportunismo umano.
    Grazie per il tuo intervento Lucia, sempre graditissimo. Un sincero saluto, ciao.

  56. il 25 maggio, 2015 Nembo dice:

    Franco,non potevo finire l’argomento del post non dandoti la risposta al tuo ultimo commento che riguarda tuo nonno Bersagliere Germano. Onore, stima, rispetto al merito di questo grande soldato. Rendo Onore alla sua croce di merito, la stessa la si da per atti di eroismo compiuti in zona di guerra, sulla medaglia in basso c’è un gladio contornato da foglie di alloro, e nel retro una stella a cinque punte, per me è tutto. Un Saluto

  57. il 26 maggio, 2015 lucia1.tr dice:

    Avete riportato tante testimonianza, tutte toccanti, voglio riportarne una anch’io, che ci mostra un’altra visione della guerra.
    Dopo Caporetto, una maestra elementare di Mantova aveva imposto agli alunni della sua scuola questo tema: “Perchè l’Italia vinca, dobbiamo resistere fino alla fine”. I ragazzi erano in gran parte figli di contadini e criticarono il titolo. Uno di loro scrisse: gli ufficiali (“quelli che danno gli ordini”) “non sono ancora stanchi di uccidere tanta povera gente che non ha colpa; per fare la guerra giusta bisognerebbe fare così: 1) mandare tutti quelli che vogliono la guerra perchè già che la vogliono devono farla loro; 2) mandare avanti i ricchi che danno fondi al prestito nazionale di guerra; 3) mandare a casa i poveri. Così sarebbe una guerra giusta!”.
    La maestra denunciò il bambino ai carabinieri.

  58. il 26 maggio, 2015 Nembo dice:

    Lucia1.tr, Io avrei denunciato invece la maestra, e avrei aggiunto alla lista stilata del ragazzo anche i politici, perchè la guerra la fanno in “primis” i politici però seduti. La politica non ama l’autodifesa del Popolo, se la consentisse non potrebbe esercitare la propria superiorità imponendo leggi a suo favore! La politica è una guerra senza spargimento di sangue… la guerra è politica con spargimento di sangue.

  59. il 26 maggio, 2015 franco muzzioli dice:

    Sti sovversivi di sette anni …..poi crescono …diventano socialisti ….e credono che sia un diritto l’uguaglianza …vengono a prendere i soldi a noi che ce li siamo sudati ….Se uno è nato sfigato che ci possiamo fare…E’ colpa mia se mio padre mi ha lasciato l’Azienda ,due ville , trenta appartamenti , la barca di 30 mt, cinque Ferrari……poi ditemi come faccio a dare una Ferrari a un povero…che cosa se ne fa? Meglio che il povero vada alla guerra ……almeno serve a qualcosa.

  60. il 26 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Lucia, una vicenda pietosa che dimostra che la guerra era entrata anche sui banchi di scuola. Mi fa pena quella povera maestra, priva della libertà di pensiero perché indottrinata pure lei dalla corrente di regime: costretta a denunciare, altrimenti veniva denunciata. Povera Italia.

  61. il 27 maggio, 2015 sandra vi dice:

    E’ da ieri che cerco di mettere questo commento senza riuscire impedita dalla mancanza di internet .La visita del ns Presidente nel Goriziano,mi ha ricordato quando con mia figlia e una sua amica si andava a sciare a Cesuna,sull’Altipiano di ASIAGO .la domenica mi piaceva ascoltare la S,Messa al Sacrario di Asiago ,dove sono piu’ di 100.000 morti di quali solo circa 40’000 hanno un nome .Mi sembrava di ascoltare la Messa per quei poveri ragazzi sconosciuti ,caduti lontano dalla loro terra senza nessuno vicino.Alla fine della Messa un giovane tenente leggeva la preghiera del soldato in modo cosi’ sentita da far commuovere tutti.In questi giorni ho saputo che il giorno 24 ,in tutto l;altopoano alle 8 DEL mattino le campane di tuuti i campanili hano suonato pert ricorare i caduti alla sera alle 20 Nhanno di nuovo suonato tutte AVEMARIA

  62. il 27 maggio, 2015 sandra vi dice:

    Volevo anche dire che una cerimonia commeorativa e’ stata fatta anche sul MONtE Ortigara ove un Ceppo Commemorativo ricorda il sacrificio di 20.OOO Alpini della brigata Sassari ,caduti tragicamente I miei ringraziamenti a Giuseppe .Nembo che col lo scritto hanno risvegliato tanti ricordi del nostro passato storirico.

  63. il 27 maggio, 2015 gianna dice:

    Vorrei,fare personalmente tantissime complimenti a questo blog, Giuseppe3,Nembo1, Giovanna, e tutto il personale che lavora dietro le quinte,vorrei dire basta guerre chiediamo solo Pace, qui abbiamo delle colonne portanti molte sicure, grazie amici del Bosco siete meravigliosi tutti,un caro saluto con affetto a voi..

  64. il 27 maggio, 2015 Nembo dice:

    Grazie Sandra delle tue notizie che hai commentato. I caduti non muoiono sui campi di battaglia, ma quando sono dimenticati. E allora che il Popolo dei vivi non è più degno del grande Popolo dei Caduti. Il passato deve anche servire a ritrovarsi migliori oggi…e, essere degni di loro. Un Saluto

  65. il 27 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Sandra grazie ancora, i luoghi e gli eventi citati conservano tanti ricordi e il suolo di quelle battaglie custodisce ancora il sangue versato non solo dagli eroi riconosciuti ma anche dai tanti caduti rimasti senza nome e senza gloria.
    É giusto ricordarli e onorarli tutti. Anche noi del Bosco non potevamo mancare, abbiamo fatto la nostra parte e, unitamente a tutti voi che avete partecipato uniti e solidali, possiamo sentirci orgogliosi di averlo fatto. Grazie a tutti con un caloroso abbraccio di sincera amicizia. Consentitemi di riportare il motto della Brigata Sassari che vale anche per tutti noi: “Forza Paris”.

  66. il 27 maggio, 2015 Giuseppe3,ca dice:

    Ti ringrazio Gianna, sei sempre generosa con tutti noi. I tuoi complimenti ci danno forza e ci incoraggiano a fare sempre meglio nell’interesse di tutti. Ci sentiamo tutti uniti nel dire basta alle guerre di qualsiasi genere… “W la Pace tra i Popoli e tutti noi”. Un saluto.

  67. il 27 maggio, 2015 Ignazia dice:

    La storia dei nostri padri e dei nostri nonni è la nostra storia, non solo perché l’abbiamo letta sui libri ma anche e soprattuto perché l’abbiamo sentita raccontare in casa da chi ha vissuto in prima persona le tragedie e le sofferenze della guerra. Ogni famiglia ha una propria storia legata, in un modo o nell’altro, alla Prima o alla Seconda Guerra Mondiale, in qualche caso anche a tutt’è due. Non possiamo assolutamente dimenticare, sono esperienze che non vogliamo ripetere.
    Complimenti a tutto lo Staff del Bosco: vi siete superati.

  68. il 27 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Ignazia, ancora un elogio che ci fa immenso piacere ma cerchiamo di restare con i piedi per terra. La serie dei complimenti molto positivi potrebbero farci montare la testa, invece lavoriamo in piena umiltà per tutti voi sperando nel vostro cenno di gradimento che comunque arriva sempre molto puntuale. Grazie ancora, un saluto fraterno.

  69. il 27 maggio, 2015 Nembo dice:

    Ignazia, grazie dei tuoi complimenti e, quello che hai scritto nel tuo commento rispecchia tutti i vari commenti, vero ogni famiglia ha una storia legata a questi avvenimenti che hanno coinvolto la nostra Patria.I nostri nonni, i nostri padri, hanno combattuto per darci libertà e democrazia, il nostro compito,la nostra missione, e anche quello dei nostri figli, nipoti,è quella di non dimenticare e far rinascere l’Italia con compettività e riforme strutturali rigorose, fondamento di sviluppo capace di valorizzare le nostre competenze, garantendo una unità politica democratica dello Stato Italiano.

  70. il 28 maggio, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    É stato un bel successo ed un ringraziamento è doveroso per voi tutti carissimi amici del Bosco… siete stati meravigliosi.

    Un grazie di vera stima all’amico Nembo sia per l’entusiasmo con il quale ha accolto la proposta, nonché per la spontanea, generosa e competente collaborazione che ha consentito di realizzare questa splendida pagina.

    Una calorosa stretta di mano per tutti, ciaooooo.