Archive for maggio 16th, 2015

LA DOMENICA DEL BOSCO

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B.D. 2

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Nell’esistenza di ciascuno di noi c’è sempre un qualcosa che lascia il segno, un avvenimento, una storia o un episodio che ha destato forti emozioni, incertezze e palpitazioni e, in conseguenza, rimane stampato nella mente come ricordo indelebile e ogni tanto riemerge. È il caso di questa storia che ci propone l’Amica Sandra.vi per la nostra Buona Domenica e non potevamo perdere l’occasione di pubblicarla per la gioia di tutti noi e della stessa Sandra che merita il nostro grazie. Brava Sandra!

 

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Era un luglio particolarmente caldo, le scuole finite, cominciavamo a fare progetti per le vacanze. Naturalmente c’erano gli inviti dei miei da Pegli “Vi aspettiamo, non mancherete” e mia cognata da Chiavari “Il nonno aspetta di vedere Laura, passerete le vacanze qui vero?” Mia figlia logicamente non voleva andare né da una parte né dall’altra, cercava compagnia. Inaspettata giunse una telefonata dai nostri clienti greci, perché non venite a trascorrere qualche settimana al mare da noi? La proposta fu accolta con entusiasmo, però il mio socio pose una condizione, lui non avrebbe fatto la traversata in nave, dovevamo attraversare la Jugoslavia (erano gli ultimi anni che si poteva fare). Io ero un po’ titubante, i km erano tanti anche se la macchina era confortevole, poi mi lasciai contagiare dall’entusiasmo e dissi di sì.

Fatti tutti i preparativi, pronte le macchine, un bel mattino molto presto i miei amici, Ermanno e Mina, con il loro figlio Sergio, io con mia figlia Laura e la cuginetta Virginia, imboccammo la Milano Venezia alla volta di Trieste prima tappa.

 

Trieste Cattedrale di San Giusto (2)Trieste: Cattedrale di San Giusto

 

Uno sguardo alla bellissima città, poi ci dirigemmo alle grotte di Postumia, infatti non sarebbe stato possibile passare vicino e non fermarsi. Uscimmo, entusiasti dopo aver visitato le varie sale e ammirato quelle che sembravano sculture.

 

grotte-di-postumia-e-castello-di-predjama-1024x682Grotte di Postumia (Slovenia), circa 20 km., ricchissime di stalattiti e stalagmiti, sono visitabili anche con un percorso interno su un trenino panoramico

 

Uno sguardo rapido a Lubiana, ma i ragazzi cominciano a protestare, hanno fame, vogliono mangiare. Io fermo l’auto, vado verso quella dei miei amici e dico: “Sono senza benzina, i ragazzi hanno fame, che dite, ci fermiamo, vero? Vedo segnalato un ristorante vicino, ci fermiamo lì”. Infatti pochi km, ecco un ristorante all’aperto con dei tavolini sotto dei bellissimi platani. Io posteggio, scendo, chiudo la macchina, pensando di fare il pieno dopo. Ci riposiamo e mangiamo. Mi accosto ad un tavolino e appoggio guida, occhiali e chiavi sul tavolo. Sento mia figlia chiamarmi “Mamma, vieni, qui è più fresco. “Vengo”, rispondo, mi giro per raccogliere la mia roba... le chiavi non ci sono più!

    portachiavi co moneta d'oro

 Portachiavi d'oro

 

Guardo per terra sotto il tavolo, le ho appena appoggiate, chiamo il cameriere lì vicino, “no visto” accorre mia figlia, gli amici, niente... le chiavi sono sparite. L’amica Mina mi sgrida, tu devi abbandonare le chiavi con quel porta chiavi... Infatti il porta chiavi era una catena d’oro fermata da una moneta d’oro che la mia mamma aveva regalato a mio marito e io tenevo sempre con me, come caro ricordo. Ma in quel momento niente contava se non il fatto della macchina chiusa e senza benzina. Ci mettemmo tutti a cercare, a chiedere, niente, le chiavi si erano volatilizzate, sparite nel nulla. Io pregavo, tenetevi il porta chiavi, buttate le chiavi... Ad un certo punto mi si avvicinano due giovanotti e mi dicono: “Signora, il suo problema è entrare in macchina?” “Sì” rispondo e loro, di rimando: “Ci pensiamo noi”

Poco dopo mi chiamano, la macchia è aperta e mi fanno vedere come avviare il motore... “É semplice signora, avvicina i fili, fa la scintilla e poi avviato motore, inserisce la marcia”. Non avevo altra scelta, ho dovuto ringraziare i due ragazzi con una piccola mancia, fatto le prove con Ermanno che come amico mi è stato sempre vicino, fatto rifornimento di benzina, mandato le due ragazze nell’auto degli amici, perché loro volevano stare insieme e finalmente riprendemmo il viaggio. Quei km furono una vera tortura, pregavo di non trovare altri ostacoli davanti a me e dover spegnere il motore ma fortunatamente ripetei l’operazione di riavvio del motore solo poche volte, solo in occasione dei rifornimenti di benzina. Per nostra fortuna, a Salonicco, conoscevamo una persona del posto, l’ingegnere Kosta che nell’occasione si dimostrò un vero amico. Ermanno, che oltre ad essere amico di famiglia era anche il mio socio di lavoro, gli telefonò’ illustrando la situazione. “Nessun problema” rispose, arrivate sistemo io tutto, vi aspetto” Continuai così un po’ più sollevata il mio viaggio che mi aveva dato tanta apprensione, quasi da incubo.

salonicco-Grecia-Europa-PanoramaPanorama di Salonicco (Thessalonìkë - Grecia), città fondata alla fine del IV secolo a.C.

 

 Ecco, finalmente Salonicco, il nostro amico ingegnere greco ci accoglie con un sorriso amichevole. Scarichiamo la macchina in albergo, un bagno e, subito a letto: “Il primo che mi sveglia… lo fucilo”, scherzavo naturalmente. Quando mi sveglio uscendo dallo stato di torpore nel quale ero caduta, sopra il mio viso vedo mia figlia che agita delle chiavi e mi dice: “Mamma, sai che per mettere in moto la macchina si usano le chiavi?” È un cuscino quello che vola per la camera mentre lei scappa ridendo; la signora è servita. La mia macchina è sotto, pronta, ed è veramente stupendo inserire una chiave e avviare un motore. Mi sembra ancora adesso di aver vissuto un incubo, molte volte mi chiedo se non avrò sognato, anche se tutto è finito bene è stata una triste realtà.

  Salonicco Chiesa di S. Demetrio

Salonicco (Grecia) - Chiesa di San Demetrio

 

Ripartimmo da Salonicco e da quel momento tutto filò liscio: raggiungemmo i nostri amici al mare e ci godemmo quei giorni di vacanza. Al ritorno però la mia macchina riposò tranquilla nella pancia di un ferry-boat, perché il rientro lo facemmo col traghetto di linea ed io mi godetti un indimenticabile e stupendo tramonto sul mare.

Grazie cari Amici del Bosco, Buona Domenica.

 

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Fausto Papetti - Femmes