Archive for maggio, 2015

LA DOMENICA DEL BOSCO

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B. D. Blu

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È da tanto che non scrivo nel Bosco dell’amata terra mia: La Sardegna.

Parto da lontano, rileggendo un po’ di storia dalla dominazione spagnola in poi.

Il Regno di Sardegna restò Iberico per circa quattrocento anni, dal 1323 al 1720, assorbendo molte tradizioni, costumi, espressioni linguistiche e modi di vita spagnoli, oggi rappresentati nelle sfilate folkloristiche di Sant’Efisio Cagliari (1° maggio), della Cavalcata Sarda a Sassari (penultima domenica di maggio) e del Redentore a Nuoro (fine agosto). Nel 1708, a causa della Guerra di Successione spagnola, il governo del Regno di Sardegna passò di fatto nelle mani degli Austriaci sbarcati nell’isola.

 

 

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Cagliari: Bastione S.Remy

 

 

Nel 1717 il Cardinale Alberoni, ministro di Filippo V di Spagna, rioccupò la Sardegna. Nel 1718, col trattato di Londra, il Regno di Sardegna venne ceduto ai Duchi di Savoia, Principi di Piemonte. Con questo passaggio il Regno di Sardegna si italianizzò e assunse il diritto alla summa potestas, ovvero il riconoscimento e la facoltà di stipulare trattati internazionali.

Nel 1799, a causa delle Guerre Napoleoniche in Italia, i Savoia lasciarono Torino e si rifugiarono per circa 15 anni a Cagliari, lasciando il segno della loro presenza soprattutto a Cagliari.

 

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Ruderi Anfiteatro romano

 

Nel 1847 i Sardi rinunciarono “spontaneamente” (mah?) all’autonomia statuale e si “fusero” col Piemonte per avere un unico Parlamento, un’unica Magistratura ed un unico Governo a Torino.

Nel 1848 iniziarono le Guerre d’Indipendenza per l’Unità d’Italia condotte dai re di Sardegna per 13 anni.

Conosciamo la storia e sappiamo tutti che nel 1861 il Regno di Sardegna si trasformò in Regno d’Italia e nacque lo Stato Italiano che ancora oggi celebra i suoi anniversari, prima come Regno d’Italia e ora come Repubblica Italiana.

 

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Palazzo “Baccaredda” sede del Comune di Cagliari

 

 

L’argomento può essere senz’altro interessante ma non era la mia prima intenzione parlare della storia della Sardegna per cui, dopo queste sciabolate di larga scala, pensavo che, all’approssimarsi della nostra bella estate, la stagione di maggiore interesse turistico, che porta tantissimi a trascorrere in questa bella isola al centro del Mediterraneo il loro periodo di vacanza, non sarebbe male la descrizione di qualche itinerario da percorrere unendo lo svago diportistico all’aggiornamento culturale.

 

001_city_tour_busBus turistico “City tour”

 

 

Penso ai turisti che arrivano con la nave da crociera che attracca nel porto di Cagliari, scendono a terra e salgono sul bus panoramico scoperto che li porta a fare il giro “turistico” della città e in pratica la vedono nell’aspetto di facciata quindi dall’esterno ma perdono il contenuto culturale.

Basillica San SaturninoAntica Basilica di San Saturnino

 

Un giro veloce “mordi e fuggi”, qualche foto esterna dei principali monumenti perché all’ora di pranzo è programmato il rientro a bordo per il desinare. Poi racconteranno ad amici e parenti che d’aver visitato la bella città di Cagliari, in Sardegna come previsto nel cartellone della crociera ma, in realtà, non hanno visto la vera anima storico/culturale della città.

Trascurando quelle che possono essere spiagge e bellezze naturali di grande interesse, che sono poi le cose che maggiormente attirano il turista, vorrei, invece, mostrare alcune immagini particolari dei siti monumentali religiosi e civili della mia città, appunto Cagliari.

 

 

 

03-Madonna-di-Bonaria-1Basilica Nostra Signora di Bonaria a Cagliari

 

Simulacro di Nostra Siggnora di BonariaSimulacro di N.S. di Bonaria che ha dato il nome alla città di Buenos Aires in Argentina

 

Sono tantissimi i siti di interesse turistico culturale ma oggi oltre a qualche immagine dall’esterno, come la vedono i turisti seduti sul bus panoramico, vengo a mostrarvi anche qualcosa dell’interno del “Palazzo Regio”, sconosciuto ai più.

Palazzo Regio veduta aerea 7_93_20060525124402 Veduta aerea con il Palazzo Regio e la Cattedrale

 

Il Palazzo fu impiantato all’epoca della presenza pisana nell’isola e venne adibito a sede Viceregia nel 1337 per volontà di Pietro d’Aragona, sovrano del “Regnum Sardiniae et Corsicae”.

Interno del Palazzo Regio a Cagliari, ora sede della PrefeturaInterno del Palazzo Regio, ora sede della Prefettura

 

 

Nei suoi locali, oltre agli appartamenti privati dei componenti la corte Viceregia, ebbero sede la Reale Udienza e la direzione della difesa militare dell’isola. Soltanto a partire dal 1720, con il passaggio dalla monarchia asburgica a quella sabauda, ci furono cambiamenti sostanziali, che comportarono sia la ristrutturazione degli interni sia il rifacimento della facciata.

Palazzo Regio Scalone d'onore 7_93_20060525124231Palazzo Regio Scalinata d’onore

L’atrio introduce alla scalinata che porta al piano nobile; quindi si passa, attraverso la sala con i ritratti dei Viceré, nell’aula divenuta poi sede del Consiglio Provinciale, realizzata nella sua attuale configurazione alla fine dell’Ottocento e decorata tra il 1893 e il 1896 da Domenico Bruschi. Al secondo piano si accede attraverso due scale di servizio.

Palazzo Regio Salone di rappresentanza 7_93_20060525124306Palazzo Regio Salone di rappresentanza

 

Spero di aver proposto ancora qualcosa che possa avere destato il vostro interesse. Grazie per la vostra pazienza, cari Amici, Buona Domenica per tutti.

 

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Giovanni Marradi – Someone like you

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Zibaldone

 

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Trovo interessante osservare le persone, la gente in generale. E’ sempre stata  una mia piccola “mania”.  (Sin da ragazzo), amavo, ed amo  sedermi al bar, al ristorante, e prendere una posizione che mi permetta  una buona visuale della sala, anche… se… dice il bon ton che il posto migliore per la visione della sala lo si debba  lasciare alla donna che ti accompagna.  Osservare le persone mentre dialogano, mentre mangiano, mentre discutono, mi piace! Guadare i miei simili mi fa sentire parte di loro. Mi piace vedere i loro atteggiamenti, leggerli, interpretarli, è più forte di me! Sono un curioso!  Siamo attorniati da persone, da un mondo umano variegato. Perché perdersi questa occasione di rubare, di essere  un voyeur, un fotografo che ruba immagini. Se non guardo, mi sembra di perdere qualche attimo fuggente della realtà che mi circonda. Osservo, sicuramente… sono osservato. Osservare non mi fa sentire chiuso in me stesso. Ma… aperto agli altri, a quello che mi circonda. Cerco di non farmi “scappare” nulla. Ho un sesto senso nel captare, nel cogliere gli  atteggiamenti psicologici delle persone. Mi piace guardare il mondo, gli esseri umani, i loro visi,  il loro modo di porsi, di vestire, di apparire. Certo… in fondo è soltanto un apparire!! Non posso e… non riesco ad entrare nella loro interiorità più profonda. Ma… dai loro atteggiamenti già puoi capire molto. Quante storie di vita si celano dietro quei volti quegli atteggiamenti??

 

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La cosa mi inebria mi fa sentire bene, mi gratifica. Lo faccio anche in auto(con una certa attenzione), quando… passando osservo le persone che  per strada aspettano un autobus, camminano per la strada. E’ bello osservare, guardare, soffermarsi, captare. Guardo con  gli occhi, osservo… con la mente. Amo i luoghi aperti!!! E’ cosi bello essere circondato da persone affaccendate, da persone… che anche innocentemente, semplicemente, sono prese dai loro ritmi quotidiani.” Rubo, colgo, incamero”.La mia anima si arricchisce, la mia mente si inebria. In fondo  è come guardare delle opere d’arte. Perché il genere umano nella sua diversità,  disuguaglianza, ci si pone a noi come un’ opera d’arte. Poi… dagli altri c’è sempre da imparare?????

 

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Paul Mauriat  –  Love is blue

 

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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B.D. Q

 

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Due brevi inserti, uno mio e l’altro di Nembo, per ricordare nel nostro amato Bosco il centenario di un grande evento storico.

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Cadeva di Domenica anche il 24 maggio 1915, cento anni fa, quando l’Italia inviò la dichiarazione di guerra all’Austria/Ungheria.

 

 

soldati-in-trincea-620x405Accampamenti provvisori in attesa dell’ordine di attacco

 

Una guerra di trincea, accampamenti provvisori in continui spostamenti, filo spinato, buche per terra, fossi, fango, neve, canaloni scavati con vanga e picconi e la forza delle braccia umane, guerra di bombe a mano, mitragliatrici, pezzi d’artiglieria, fucilate di cecchini, assalti alla baionetta per la conquista di lembi di territorio in zone impervie, attraversate da fiumi che segnavano confini.

 

combattimento_tra_francesi_e_tedeschi_nella_fororesta_delle_argonne_illustriete_gefchichte_des_weltkrieges_1914-1915Nel vivo di una battaglia di trincea

Le battaglie ebbero inizialmente fasi alterne in una guerra che gradualmente assunse dimensioni mondiali coinvolgendo tutte le forze belliche di terra, del mare e dell’aria.

 

 ponte-di-barche-sul-fiume-isonzoPonte di barche sull’Isonzo

Per la prima volta artigianali velivoli a elica vengono attrezzati per la ricognizione, per i combattimenti in volo e lancio di bombe dall’alto.

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Combattimenti tra aerei nemici: l’abbattimento di un velivolo comportava anche la morte del pilota

Sommergibili e unità navali di superficie sono impegnate nei combattimenti in mare.

 

3117C_HMS_Barham_1914_corazzata_da_battaglia_vista_aereaUnità navali da guerra

 

Mobilitazione generale, eravamo in guerra contro l’Austria. In tutte le Regioni italiane si procedeva all’arruolamento di studenti, lavoratori della terra e dell’industria, cittadini di qualsiasi ceto sociale, venivano inquadrati e, dopo un breve addestramento, inviati nei fronti di combattimento per difendere la Patria.

Tanti uomini staccati dai loro affetti familiari e inviati a combattere per una guerra che non capivano e in tanti non sarebbero più tornati.

 

il giornaleL’annuncio sulla stampa dell’epoca

 

 

Ma la guerra non si combatteva solo al fronte. La popolazione viene sottoposta al razionamento dei generi alimentari, la produzione industriale viene convertita per fini bellici, i raccolti agricoli sono destinati alle forze armate.

La popolazione conosce il duro volto della guerra, l’ansia per i familiari al fronte, i lutti e le privazioni ma riesce a dare prova di grande senso civico collaborando allo sforzo bellico e dando dimostrazione di grande generosità, impegnandosi nel sostegno delle vedove e degli orfani dei caduti in guerra nonché di reduci e mutilati.

 

CAMPO DA GUERRAAmbulatorio da campo per i primi soccorsi ai feriti

 

 

I Comitati di Beneficenza sorti spontaneamente vengono successivamente istituzionalizzati riconoscendone la grande utilità davanti all’aumentare delle necessità della popolazione.

 

 

grandeguerra_archivio_it_1133_file_img_popupSfollamento dei civili dalle zone di guerra

Nei posti di lavoro si avvia l’assunzione degli “avventizi” in sostituzione degli uomini validi richiamati alle armi.

Grande importanza ha avuto in tale occasione il massiccio intervento delle donne nelle attività del mondo del lavoro.

Le perdite militari nella Prima Guerra Mondiale registrano per l’Italia oltre 651 mila morti, 947 mila feriti e 600 mila prigionieri o dispersi. Cifre spaventose.

 

ombre_di_guerra_largeIl dolore di fronte alla morte

Tanti atti eroici e tanti eroi molti dei quali rimasti ignoti al punto che non si riuscirebbe a menzionarli tutti: ne vogliamo ricordare due:

Cesare_BattistiCesare Battisti, trentino, che alla vigilia della guerra andò in giro per l’Italia e arrivò anche in Sardegna, accolto trionfalmente e caldamente applaudito per i suoi trascinanti discorsi interventisti mirati alla liberazione dei territori italiani ancora sotto dominio austriaco. Solo un anno dopo, catturato dagli austriaci, fu processato e giustiziato per “tradimento”, Per noi resta un eroe italiano.

 

Foto_Raimondo_ScintuRaimondo Scintu, valoroso appartenente alla “Brigata Sassari”, semplice caporale è ricordato per aver catturato, con pochi eroici compagni, in una avventurosa azione sulla Bainsizza, ben 55 austriaci tra militari e ufficiali, restando ferito egli stesso al fianco sinistro da un colpo di pistola di un Ufficiale ma portando a termine l’azione. Gli venne attribuita sul campo la promozione ad Aiutante di Battaglia ed assegnata, in seguito, la Medaglia d’Oro al valor militare.

 

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24 Maggio 1915, quando il Piave mormorò… questo fiume è sacro alla Patria, sul Piave si saldò finalmente l’unità Nazionale e per un’intera generazione se ne parlò ricordando i giovanissimi ragazzi del ’99, soldati di leva.

 

Oggi 24 Maggio 2015 si celebra il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella prima guerra mondiale 24 Maggio 1915. Conflitto conosciuto anche con il nome guerra italo-austriaca.

caduti in trinceaCaduti in trincea

Uno dei momenti che ha maggiormente segnato la vita del paese e dei suoi cittadini, è stata una carneficina che sconvolse il mondo cambiando il destino, una guerra che ha coinvolto tutti i Continenti con conseguenze disastrose il tutto fino all’11 Novembre 1918. Il tutto iniziò con una scintilla il 28 Giugno 1914 a Sarajevo per un attentato di matrice estremista nei confronti all’erede al trono d’Austria.

italia entra in guerraMarce forzate su instabili passerelle

Così, il 28 Luglio 1914 iniziò la prima guerra mondiale. L’Italia con le sue truppe comandate dal generale Luigi Cadorna si impegnava ad entrare nel conflitto un mese dopo il “Patto di Londra” il 24 Maggio 1915. Questa grande guerra segnò la fine di un lungo periodo di pace detto anche “Belle Epoque”. La stima del numero totale delle vittime di questo conflitto è molto, molto alto si parla di milioni di persone tra militari e civili, le cifre sono sempre oggetto di brutture di questi eventi politici che hanno portato sangue, morte e distruzione. L’umanità deve mettere fine a tutte le guerre, o le guerre metteranno fine all’umanità.

carabinieri in azioneIl valido apporto dell’Arma dei Carabinieri nelle azioni di coordinamento e di guerra

 

La commemorazione di questo giorno deve continuare ad interrogare la coscienza di ognuno di noi, e il pensiero va a tutti gli uomini, donne, soldati, gente comune, che vissero al tempo del conflitto, che li ha travolti, che ha modificato radicalmente le loro vite con sacrifici sofferenze. L’esempio dei nostri caduti, morti per ideali e senso del dovere, ci hanno dato un futuro e noi tutti, dobbiamo riaffermare con forza sempre questi valori ereditati con dei principi inviolabili dalla nostra bandiera, al nostro inno, alla nostra democrazia e costituzione. Onore, dunque, ai caduti, ai nostri caduti. R.I.P.

W L’Italia.

 

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judoUn invito alla pace per tutti i popoli

 

 

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Fuoco e mitragliatrici

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Zibaldone

 

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In una delle pareti di una tipica trattoria della mia città fa bella mostra una curiosa vignetta con sotto scritto “Se le corna avessero le foglie, saremmo sempre all’ombra”, un modo di dire  forte    ma significativo,  che non si discosta  molto dalla realtà.

 

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In effetti secondo gli esperti  oggi gli episodi di trasgressione sono   molto frequenti e l’adulterio non fa  scandalo come una volta, quando,  se il tradimento era da parte della moglie,  veniva guardato con l’ottica di un reato. E’ persino più tollerato forse per la consapevolezza  che la fedeltà coniugale è messa a dura prova  da una società completamente cambiata, alla  ricerca  continua del piacere e poco disposta a rinunciare a certe distrazioni.girandola  della pace

Il lavoro,  più impegnativo e più dinamico, i Social network e le moderne tecnologie di messaggistica hanno il potere di far dimenticare il senso della famiglia e di favorire il desiderio di trasgredire.

La vera opportunità di questa riflessione mi è stata data  da un drammatico  episodio accaduto al figlio di un mio caro amico. E’ rientrato a casa in anticipo per un attacco influenzale, si è abbandonato sul divano con le braccia che pendevano dietro la spalliera e con grande sorpresa ha pescato un intruso  tremante e accovacciato. con un abbigliamento che non ammetteva dubbi. Grande baruffa, poi  l’intervento dei soliti   avvocati, che hanno relativamente calmato le acque, ma non evitato  le conseguenze traumatiche ad  entrambi.

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Parliamoci chiaro tutti siamo stati tentati ad uscire fuori dai ranghi, ma in molti abbiamo superato tale debolezza,  trovando proprio nella famiglia  la forza necessaria a riconquistare gli equilibri.

E poi in termini di opportunità i vantaggi di un amore fedele  sono di gran lunga superiori ai piaceri di un scappatella , che scatena i sensi di colpa e costringe a continue bugie per  conciliare i momenti da dedicare a due vite parallele.girandola  della pace

Quando  l’unione è diventata talmente  conflittuale che non puo  più coesistere    e uno dei coniugi o entrambi   preferiscono rispolverare  le passate  emozioni  con nuovo partner, non sempre  avranno  la fortuna di imbattersi  in  una storia importante e   dovranno  mettere in preventivo il rischio di quel malessere, di cui sono già stati vittime.

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Non è un mistero che   le emozioni dei primi anni di matrimonio  sono quasi sempre destinate a scemare , quindi  ricordiamoci che amore e passione   non possono andare   in sintonia per tutta la vita. È per questo motivo che  dobbiamo  convincerci che con il passare degli anni  dovremmo maturare  e creare  nuovi stimoli per mantenere vivo il nostro amore  ed il senso del “noi” , che il vero collante della coppia.

 

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Sapete che vi dico?. Teniamoceli stretti i nostri compagni, modelliamo il nostro affetto adeguandolo alla età e ricordiamoci che,  quando quel giorno lontano saremo costretti a sorreggersi  mano nella mano, questo segnale  non dovrà essere interpretato come un atto di dimissione, ma come  il risultato   di una vita trascorsa assieme, un gesto  di calore e di dolcezza  che vale quanto  la passione che ci ha travolto all’inizio della nostra unione.

 

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 Giovanni Maradi  – Someone like you

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LA DOMENICA DEL BOSCO

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Nell’esistenza di ciascuno di noi c’è sempre un qualcosa che lascia il segno, un avvenimento, una storia o un episodio che ha destato forti emozioni, incertezze e palpitazioni e, in conseguenza, rimane stampato nella mente come ricordo indelebile e ogni tanto riemerge. È il caso di questa storia che ci propone l’Amica Sandra.vi per la nostra Buona Domenica e non potevamo perdere l’occasione di pubblicarla per la gioia di tutti noi e della stessa Sandra che merita il nostro grazie. Brava Sandra!

 

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Era un luglio particolarmente caldo, le scuole finite, cominciavamo a fare progetti per le vacanze. Naturalmente c’erano gli inviti dei miei da Pegli “Vi aspettiamo, non mancherete” e mia cognata da Chiavari “Il nonno aspetta di vedere Laura, passerete le vacanze qui vero?” Mia figlia logicamente non voleva andare né da una parte né dall’altra, cercava compagnia. Inaspettata giunse una telefonata dai nostri clienti greci, perché non venite a trascorrere qualche settimana al mare da noi? La proposta fu accolta con entusiasmo, però il mio socio pose una condizione, lui non avrebbe fatto la traversata in nave, dovevamo attraversare la Jugoslavia (erano gli ultimi anni che si poteva fare). Io ero un po’ titubante, i km erano tanti anche se la macchina era confortevole, poi mi lasciai contagiare dall’entusiasmo e dissi di sì.

Fatti tutti i preparativi, pronte le macchine, un bel mattino molto presto i miei amici, Ermanno e Mina, con il loro figlio Sergio, io con mia figlia Laura e la cuginetta Virginia, imboccammo la Milano Venezia alla volta di Trieste prima tappa.

 

Trieste Cattedrale di San Giusto (2)Trieste: Cattedrale di San Giusto

 

Uno sguardo alla bellissima città, poi ci dirigemmo alle grotte di Postumia, infatti non sarebbe stato possibile passare vicino e non fermarsi. Uscimmo, entusiasti dopo aver visitato le varie sale e ammirato quelle che sembravano sculture.

 

grotte-di-postumia-e-castello-di-predjama-1024x682Grotte di Postumia (Slovenia), circa 20 km., ricchissime di stalattiti e stalagmiti, sono visitabili anche con un percorso interno su un trenino panoramico

 

Uno sguardo rapido a Lubiana, ma i ragazzi cominciano a protestare, hanno fame, vogliono mangiare. Io fermo l’auto, vado verso quella dei miei amici e dico: “Sono senza benzina, i ragazzi hanno fame, che dite, ci fermiamo, vero? Vedo segnalato un ristorante vicino, ci fermiamo lì”. Infatti pochi km, ecco un ristorante all’aperto con dei tavolini sotto dei bellissimi platani. Io posteggio, scendo, chiudo la macchina, pensando di fare il pieno dopo. Ci riposiamo e mangiamo. Mi accosto ad un tavolino e appoggio guida, occhiali e chiavi sul tavolo. Sento mia figlia chiamarmi “Mamma, vieni, qui è più fresco. “Vengo”, rispondo, mi giro per raccogliere la mia roba… le chiavi non ci sono più!

 

 

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 Portachiavi d’oro

 

Guardo per terra sotto il tavolo, le ho appena appoggiate, chiamo il cameriere lì vicino, “no visto” accorre mia figlia, gli amici, niente… le chiavi sono sparite. L’amica Mina mi sgrida, tu devi abbandonare le chiavi con quel porta chiavi… Infatti il porta chiavi era una catena d’oro fermata da una moneta d’oro che la mia mamma aveva regalato a mio marito e io tenevo sempre con me, come caro ricordo. Ma in quel momento niente contava se non il fatto della macchina chiusa e senza benzina. Ci mettemmo tutti a cercare, a chiedere, niente, le chiavi si erano volatilizzate, sparite nel nulla. Io pregavo, tenetevi il porta chiavi, buttate le chiavi… Ad un certo punto mi si avvicinano due giovanotti e mi dicono: “Signora, il suo problema è entrare in macchina?” “Sì” rispondo e loro, di rimando: “Ci pensiamo noi”

Poco dopo mi chiamano, la macchia è aperta e mi fanno vedere come avviare il motore… “É semplice signora, avvicina i fili, fa la scintilla e poi avviato motore, inserisce la marcia”. Non avevo altra scelta, ho dovuto ringraziare i due ragazzi con una piccola mancia, fatto le prove con Ermanno che come amico mi è stato sempre vicino, fatto rifornimento di benzina, mandato le due ragazze nell’auto degli amici, perché loro volevano stare insieme e finalmente riprendemmo il viaggio. Quei km furono una vera tortura, pregavo di non trovare altri ostacoli davanti a me e dover spegnere il motore ma fortunatamente ripetei l’operazione di riavvio del motore solo poche volte, solo in occasione dei rifornimenti di benzina. Per nostra fortuna, a Salonicco, conoscevamo una persona del posto, l’ingegnere Kosta che nell’occasione si dimostrò un vero amico. Ermanno, che oltre ad essere amico di famiglia era anche il mio socio di lavoro, gli telefonò’ illustrando la situazione. “Nessun problema” rispose, arrivate sistemo io tutto, vi aspetto” Continuai così un po’ più sollevata il mio viaggio che mi aveva dato tanta apprensione, quasi da incubo.


salonicco-Grecia-Europa-PanoramaPanorama di Salonicco (Thessalonìkë – Grecia), città fondata alla fine del IV secolo a.C.

 

 Ecco, finalmente Salonicco, il nostro amico ingegnere greco ci accoglie con un sorriso amichevole. Scarichiamo la macchina in albergo, un bagno e, subito a letto: “Il primo che mi sveglia… lo fucilo”, scherzavo naturalmente. Quando mi sveglio uscendo dallo stato di torpore nel quale ero caduta, sopra il mio viso vedo mia figlia che agita delle chiavi e mi dice: “Mamma, sai che per mettere in moto la macchina si usano le chiavi?” È un cuscino quello che vola per la camera mentre lei scappa ridendo; la signora è servita. La mia macchina è sotto, pronta, ed è veramente stupendo inserire una chiave e avviare un motore. Mi sembra ancora adesso di aver vissuto un incubo, molte volte mi chiedo se non avrò sognato, anche se tutto è finito bene è stata una triste realtà.

 

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Salonicco (Grecia) – Chiesa di San Demetrio

 

Ripartimmo da Salonicco e da quel momento tutto filò liscio: raggiungemmo i nostri amici al mare e ci godemmo quei giorni di vacanza. Al ritorno però la mia macchina riposò tranquilla nella pancia di un ferry-boat, perché il rientro lo facemmo col traghetto di linea ed io mi godetti un indimenticabile e stupendo tramonto sul mare.

Grazie cari Amici del Bosco, Buona Domenica.

 

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Fausto Papetti – Femmes

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Il Mondo degli animali

 

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L’Amico Franco Muzzioli ci invia la  Favola:    “Il Grillo e la quercia”, che publichiamo ben volentieri.

 

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 Un grillo saltellava in un prato e seguiva il fosso  tra le erbe e le stoppie, si fermava a bere una goccia che scivolava lenta da uno stelo , mangiucchiava qualche barba di muschio abbarbicata ad un sasso, poi ogni tanto guardava in alto facendo vibrare le antenne per vedere se il sole era ancora la , a donare quella che chiamano la vita.
Con un ultimo salto finì davanti a grosse radici sporgenti  che si insinuavano potenti nel suolo. Alzò il capino e vide un albero altissimo con enormi rami e tante foglie che luccicavano e leggermente si muovevano alla brezza mattutina.

 

 

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“Chi sei  ?” chiese il grillo . L’albero quasi non lo vide , ma poi da vecchio saggio intravedendolo tra le radici si degnò di rispondere ” Sono una quercia”. Il piccolo insetto spiccò un salto ed arrivò sulla radice più alta per esser visto meglio …”Devi essere molto vecchio….sei tanto grande !” ….”Ho più di cent’anni ” rispose la quercia “..” Ma perché sei diventato così alto ? “….”Per poter fare grandi rami, tante foglie, tanti semi ,che poi uccelli , animali e vento porteranno altrove ” …” E poi ?” chiese incuriosito il grillo.

 

 

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….” “i semi cadono sui campi e sui prati e si perdono nel terreno ” …..”E poi ? ” insistette ……. ” Nasceranno altre querce che faranno a loro volta altri semi “…..” E poi ? ” continuò petulante ….” E…poi nasceranno foreste di querce ” …..” Ma… …e poi ? ” La quercia ebbe come un fremito nei rami , come se una folata di vento più forte avesse mosso le foglie bronzate e avesse fatto cadere a terra qualche ghianda ….. “Non so ! E’ così ……è sempre stato così ” …….”Ma ci sarò un qualcosa dopo ” insistette il piccolo insetto drizzandosi sulle zampine posteriori. Quasi sconsolato l’albero disse “Non so….non so “….

 

 

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Quercia 2

 

Il grillo fece cri …cri , saltò dalle radici tra gli steli d’erba e si perse nel prato.

 

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 Giovanni Marradi – Forever beautiful

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