zibaldone!!

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 La nostra cara amica, Lucia di Terni,, che ringraziamo molto,  ci invia questa  preghiera    laica di Erri De Luca che, per il suo attualissimo contenuto, ci affrettiamo a pubblicare.

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 «Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell’isola e del mondo col tuo sale, sia benedetto il tuo fondale, accogli le gremite imbarcazioni senza una strada sopra le tue onde i pescatori usciti nella notte, le loro reti tra le tue creature, che tornano al mattino con la pesca dei naufraghi salvati.

 

Mare nostro che non sei nei cieli,

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva e di vendemmia.

ti abbiamo seminato di annegati più di

qualunque età delle tempeste.

 

Mare Nostro che non sei nei cieli,

tu sei più giusto della terraferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le abbassi a tappeto.

Custodisci le vite, le visite,

come foglie sul viale,

fai da autunno per loro,

da carezza, abbraccio, bacio in fronte,

madre, padre prima di partire”

 

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     Mozart - Lacrimosa - Claudio Abbado

     


COMMENTI

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  1. il 23 aprile, 2015 lucia1.tr dice:

    https://youtu.be/fcF0LCBSMIE

    Bellissima, nella sua crudezza.
    Grazie, Giovanna,per averla postata.

  2. il 23 aprile, 2015 giovanna3rm dice:

    Tragedie di questa portata non hanno senso in assoluto, ma non si riesce a vedere una soluzione possibile. Le azioni che sono previste sono orrende anche loro, ma sicuramente se non ci sarà la volontà mondiale, in primo luogo quella dell’ONU, andremo poco lontano, purtroppo e i massacri continueranno!

  3. il 24 aprile, 2015 lorenzo.rm dice:

    Non è una poesia ma un inno di dolore che lascia sgomenti. Un grazie a Lucia e Giovanna.

  4. il 24 aprile, 2015 lucia1.tr dice:

    Pietà e vergogna sono i sentimenti che provo in questi giorni.
    L’ultimo, terribile, immane naufragio d’immigrati nel “Mare nostrun” ci lascia storditi. Per il numero di uomini che, scappando da guerra e miseria, vanno incontro alla morte sperando la vita. Arrivando sulle nostre spiagge senza fiato. E senza fiato restiamo noi che siamo sulla terra guardando quel mare, provando un senso di pietà verso quelle vite perse.
    Ma ancora più forte è il moto di vergogna che ogni di noi dovrebbe provare come cittadino europeo che sta sulla terra ferma senza far nulla. Politiche comunitarie del tutto assenti, silenzi istituzionali, incapacità ed indifferenza nel gestire seriamente e pragmaticamente l’emergenza migratoria. Preghiamo insieme a Erri perché qualcosa di buono accada…

  5. il 24 aprile, 2015 giovanna3rm dice:

    L’Inghilterra, pare, se ne sia lavata le mani, rispetto a questioni pratiche immediate, molto bene, buon inizio!

  6. il 24 aprile, 2015 gianna dice:

    Lucia, questo Naufragio e orribile, mi unisco con il cuore alla preghiera di Erri De Luca, mentre leggevo questa preghiera mi scendevono le lacrime dal dolore,sono fatti di tutti i giorni che ascoltiamo, uomini che scappano dalle guerra e dalla miseria,per andare incontro alla morte quando loro cercavano una vita vivibile,questa non è una poesia ma un inno al dolore continuo che lascia sgomenti,Lucia e Giovanna3, quella preghiera scritta da Erri e la pura verita’. L’inghilterra pare se ne sia lavata le mani,rispetto a questioni immediate.spero ci siano aiuti dall’Onu,veloci non c’è piu’ tempo Grazie ciaoo

  7. il 24 aprile, 2015 Giuseppe3.ca dice:

    Erri de Luca non è la prima volta che appare nelle colonne del Bosco, ce lo aveva già presentato la cara Nicoletta che lo citava in una sua poesia. Lo ammiriamo per la sua chiara schiettezza nel dire la verità.
    Grazie Lucia per aver presentato questa sua preghiera che in poche righe punta il dito cercando di mettere luce su un problema di valenza mondiale al quale nessuno deve tirarsi indietro. Ringrazio Giovanna per la continua attenzione a questi problemi e per la sua volontà di presentarli nel Bosco al fine di divulgazione e sensibilizzazione. Continuiamo così!

  8. il 24 aprile, 2015 franco muzzioli dice:

    Amo soprattutto la prosa di De Luca…uomo scomodo che non ha paura di difendere le sue idee anche in tribunale.
    Questa poesia mostra il solito garbo nel raccontare…non mi entusiasmano le liriche celebrative e le finte preghiere….ma il messaggio giunge!

  9. il 24 aprile, 2015 sandra vi dice:

    Un vero urlo di dolore ,bellissima nella sua durezza questa poesia di Erri de Luca ,come solo lui sa presentarle ,mettendo in evidenza la verita’ in tutta la sua schiettezza.Ricordo anch’io quando ne parlo’ la nostra cara indimenticabile amica Nicoletta .Un vero ringraziamento a Lucia aver suggerito la poesia a Giovanna per averla postata ,e per il video molto bello

  10. il 24 aprile, 2015 allba morsilli dice:

    alle poesie può dare tanti colori, ma il colore della morte di quella povera gente è nero come la loro pelle
    Domani 25Aprile festa della liberazione, ma io mi
    domando dopo 70anni che cosa abbiamo liberato se al mondo esistono ancora persone che fugano dalle guerre, dalla miseria per poi morire in un fiume(Loro non conoscono neppure il mar Mediterraneo)Non è buonismo è solidarietàche ci vuole e in questo lItalia ha grande merito, lasciata sola per anni finalmente l’Europa dopo tanti naufragi
    che la loro carne serve solo ad ingrassare il pesce che noi mangiamo,e noi diventiamo cannibalimangiando pesce

  11. il 24 aprile, 2015 lucia1.tr dice:

    “Non nel mio cortile”, questo sembra aver detto il premier britannico David Cameron che offre la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori con la mission di fare operazioni di soccorso e salvataggio, in stretto contatto con Frontex e le autorità italiane, ma al di fuori di Triton.
    Tutto questo a patto «che le persone salvate siano portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiedano asilo nel Regno Unito».

  12. il 25 aprile, 2015 lucia1.tr dice:

    Oggi 25 Aprile, Festa della Liberazione,
    ancora una riflessione leggendo questi versi, un incontro tra poesia e storia.

    Racconti di uno ( Erri De Luca)

    Da giorni prima di vederlo il mare era un odore
    Un sudore salato, ognuno immaginava di che forma .

    Sarà una mezza luna coricata, sarà come il tappeto di preghiera,
    sarà come i capelli di mia madre.

    Beviamo sulla spiaggia il tè dei berberi,
    cuciniamo le uova rubate a uccelli bianchi.

    Pescatori ci offrono pesci luminosi,
    succhiamo la polpa da scheletri di spine trasparenti.
    L’anziano accanto al fuoco tratta con i mercanti
    Il prezzo per salire sul mare di nessuno.

    Notte di pazienza, il mare viaggia verso di noi,
    all’alba l’orizzonte affonda nella tasca delle onde.

    Nel mucchio nostro con le donne in mezzo
    Un bambino muore in braccio alla madre.

    Sia la migliore sorte, una fine da grembo,
    lo calano alle onde, un canto a bassa voce.

    Il mare avvolge in un rotolo di schiuma
    La foglia caduta dall’albero degli uomini.

    Vogliono rimandarci, chiedono dove stavo prima,
    quale posto lasciato alle spalle.

    Mi giro di schiena, questo è tutto l’indietro che mi resta,
    si offendono, per loro non è la seconda faccia.

    Noi onoriamo la nuca, da dove si precipita il futuro
    che non sta davanti, ma arriva da dietro e scavalca.

    Devi tornare a casa. Ne avessi una, restavo.
    Nemmeno gli assassini ci rivogliono.

    Rimetteteci sopra la barca, scacciateci da uomini,
    non siamo bagagli da spedire e tu nord non sei degno di te stesso.

    La nostra terra inghiottita non esiste sotto i piedi,
    nostra patria è una barca, un guscio aperto.

    Potete respingere, non riportare indietro,
    è cenere dispersa la partenza, noi siamo solo andata.

    Faremmo i servi, i figli che non fate,
    nostre vite saranno i vostri libri d’avventura.

    Portiamo Omero e Dante, il cieco e il pellegrino,
    l’odore che perdeste, l’uguaglianza che avete sottomesso.

  13. il 25 aprile, 2015 gianna dice:

    Lucia, il racconto di . Erri ci porta a riflettere in ogni sua parola,Grazie per averla trasmessa a noi. (Buon 25 Aprile a tutti)festa della Liberazione)un saluto ciao

  14. il 25 aprile, 2015 Francesco75 dice:

    Ciao lucia, una poesia di dolore per i recenti avvenimenti durante un’ennesima traversata di migranti.
    Sono parole di sgomento condivise da tutti noi, ma pur sempre parole. Non vedo ancora fatti concreti che possano evitare le continue morti e andare incontro alle speranze della maggior parte di queste povere persone.
    Brava lucia per aver cercato di tenere vivo il ricordo di questa tragedia di enormi proporzioni, sppure citando un autore da molti discusso.

  15. il 27 aprile, 2015 lucia1.tr dice:

    Leggo con ritardo il commento di Francesco 75, grazie per aver apprezzato questo tema, difficile e poco condivisibile per molti. E’ facile parlare di argomenti leggeri, spensierati, che non ci rattristano, purtroppo la vita è fatta anche di altri problemi, non solo quelli personali, ed è nostro compito farcene carico, non dobbiamo risolverli ma una condivisione aiuterà il cammino verso una soluzione equa e giusta.