Archive for aprile, 2015

Pensieri e non solo…!!

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Sabato 25 Aprile, come  tutti sappiamo,  in Nepal una forte scossa di terremoto di Magnitudo 7,8 ha distrutto città intere, causando danni consistenti e, stando alle stime, 10.000 morti . La più colpita è  la capitale,  Katmandu. Il ministro degli esteri, mentre scrivo,  ha comunicato che per ora 4 sono i nostri connazionali deceduti e 10 sono i dispersi. Molte persone sono state travolte da una valanga causata dalla forte scossa di terremoto sul monte Everest. 

 

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L’enorme scossa è stata avvertita anche in India e in Bangladesh.  Attualmente, anche se in ritardo, molti paesi Europei stanno inviando squadre  di soccorso per aiuti alla popolazione per gestire l’emergenza. Il terremoto ha colpito circa 8Milioni di persone, ovvero un terzo del paese himalayano.  Il 90% delle case sono crollate, causa il maltempo e il  freddo; decine di migliaia di sfollati vivono all’addiaccio, migliaia di bambini sono a rischio ipotermia, scarseggia acqua in bottiglie, cibo, medicinali e soprattutto carburante per i mezzi di soccorso.  Migliaia di persone, prive di tutto,  hanno lasciato i villaggi e sicuramente fra qualche mese avremo un’altra ondata di profughi in Europa.

 

Nepal foto significativa, senza parole

   

Il terremoto in Nepal ha seguito un ciclo storico come hanno dichiarato dei ricercatori Francesi a 700anni di distanza. La storia si è ripetuta: il sisma del 1934 ha causato ben 17Mila vittime, a 81 anni di distanza, il terremoto di nuovo si è fatto vivo come un effetto domino, con distruzione di vite umane e non solo. Di fronte a tragedie di questa portata tutti noi siamo solo spettatori. Il rapporto natura-uomo è sempre stato sinonimo di ricerca e di interpretazione come terremoti, maremoti, uragani, eruzioni vulcaniche e altro e ci chiediamo il perché il terremoto è un nemico invisibile, la crosta della terra il fondo degli oceani, sono come il guscio incrinato delle uova, solo che i frammenti si spostano lentamente, mentre  le catastrofe naturali avvengono improvvisamente.

 

Terremoto NepalDistruzioni

Ho scritto questo Post, perché come ogni evento disastroso è   diventa subito mediatico  lo sfruttamento per fare audience e produrre consensi politici.  Dopo qualche giorno, ancora con i morti sotto le macerie,  si blatera tanto,  discettando su argomenti che fanno rabbrividire, così pure i vari Twitter    (spero che siano stati rimossi per rispetto ai defunti) come quelli postati da Antonietta  Meta,  libera professionista e “ sedicente” amante degli animali e contro la vivisezione, che si lascia andare a demenziali commenti, e non solo lei, che inneggiano a un più forte terremoto contro questa gente e contro la loro religione solo perché queste persone alla festa induista, che si tiene a Bariyarpur,  massacrano migliaia di bufali, capre e maiali…. Ma anche in Occidente ogni anno 5Milioni di pollame vengono uccisi, oltre a 1Miliardo di bovini, tori,  caprini e  ovini.  Tutti noi amiamo gli animali, credo,  e non per questo incitiamo all’ odio contro queste persone; probabilmente  questa è la scusa per suscitare odio verso i propri simili, forse non hanno mai vissuto un terremoto e nemmeno aiutato le persone bisognose. E, a proposito di aiuti,  tutti si faranno grandi con la pubblicità, ma non è possibile che dopo circa 24H, nessun aiuto non fosse ancora arrivato dalle organizzazioni internazionali (UN-UNESCO-EU),  che dovrebbero essere in prima fila. 

 

Nepal earthquakeTempli rasi al suolo

Una vita umana ha un valore inestimabile, ma altrettanto enorme è il valore della nostra  coscienza,  che,  in fondo, è ciò che gratifica il nostro essere  uomini e dotati di un percorso  storico. Viene da pensare, in questi momenti, che forse invece di perdere tempo in missioni impossibili e dove conviene, fare riforme sul consiglio di sicurezza ONU, o a Bruxelles,   discutere sulla nostra pizza al forno a legna o come preparare i vari salumi, o emanare  direttive con autoritarismo,  dovrebbero porsi obiettivi più concreti, ad  es. fare una Task-Force per  intervenire in casi di disastri naturali in tutto il mondo. In queste giorni arriveranno aerei da tutto il mondo, con medici, medicinali, cibo  e altro ma,  come al solito, verrà mal gestito. 

 

Earthquake aftermath in NepalDistruzioni

 

Cercheranno di recuperare la credibilità persa, arriveranno sempre quando saranno tutti morti e  sepolti, quando sarà  morta persino la memoria di noi stessi. Ora, come ripeto,  faranno passerella politica in tutti i paesi. In questo momento il termine condividere acquista una concretezza mai dovuta prima e, insieme tutto è possibile. Spero che all’apertura dell’EXPO al padiglione Nepal, ci si vada non solo per visitare usi costumi e cibi gastronomici, ma per portare solidarietà concreta.  Rivolgiamo un pensiero a tutte le vittime di questa tragedia. R.I.P.

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Fryderyk  Chopin  -   Tristesse

   

Zibaldone!!

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Molti anni fa…tanti…, due giovani poco più che diciottenni incrociarono i loro destini sul terrazzo di un attico, situato in un bellissimo  e caratteristico quartiere di Roma.

 

 

due giovani innamoratiDue giovani innamorati

Il  primo marzo nella mia città  già era  una  giornata primaverile e tiepida, tanto da poter stare tranquillamente all’aria aperta a godersi i primi tepori  dopo le fredde giornate invernali. Passarono l’intero pomeriggio inchiodati su una mattonella a ballare al suono  di un registratore (l’indimenticabile  Geloso) che diffondeva le mitiche  canzoni di quel periodo.

 

attico 3Attico romano

Nacque un amore a prima vista, un amore travolgente e disinteressato, che li condusse dopo qualche anno al matrimonio, al quale credevano con convinzione  e che permise loro di costruire una famiglia  di cui oggi sono fieri

Accumularono nei cuori un pieno di amore, che ha consentito di percorrere un cammino difficile colmo di passioni, di insidie, di  errori, di incomprensioni, di chiarimenti,  ma non smisero mai di aiutarsi  a vicenda , ognuno dando all’altro il meglio di sé,  infondendo coraggio e sostegno.

 

mangiadischi-fonetteMangiadischi Geloso

Ora, dopo tanto tempo, il pieno è sul punto di esaurirsi. Viaggiano in rosso con il timore che il percorso si interrompa bruscamente. Quella piccola e fioca spia, che si accende e si spegne nei  comandi della loro vita, è ancora sufficiente per fortuna  ad accompagnarli verso mete più alte, più difficili da conquistare e quasi insuperabili. Che il Signore dia loro la forza  di  proseguire nel loro cammino e che quella debole luce illumini sempre i loro pensieri senza mai spegnersi. E’ il mio augurio.

  Francesco75_31561   Barra div. - Foglie e fiore celeste centrale Fausto Papetti - Soleado https://www.youtube.com/watch?v=-eByEb38VbU&list=RDMM-eByEb38VbU#t=35

LA DOMENICA DELBOSCO

  Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.    

B.D.-  Z

Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.

   

Buona Domenica cari amici, oggi vi racconto una storiella che, da buon animalista, mi sta tanto a cuore ma lascio a voi la facoltà di esprimere un giudizio. Grazie per la comprensione e la pazienza.

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C’era un sole pallido, come tutte le mattine all’ora che generalmente esco di casa per andare a farmi una passeggiata di footing al Parco dietro casa, poteva venire anche una bella giornata. Invece, una volta raggiunto il Parco sentii una serie di boati di tuoni e, scrutato l’orizzonte, al di sopra della prima catena montuosa, ho visto le nuvole nere avvicinarsi velocemente verso la mia direzione, tra poco sarebbe piovuto. Così è stato, le prime gocce arrivarono presto ad interrompere la mia passeggiata e raggiunto nuovamente il parcheggio all’esterno del parco, m’infilai in auto per ripararmi dalla pioggia che arriva subito dopo con uno scrocio forte, quasi temporalesco ma poi, d’improvviso si ferma, pochi minuti ancora e ricompare il sole.

sole primaverileSole pimaverile

Era piovuto anche il giorno precedente anche se la stagione delle piogge era alla fine ed eravamo già nella Primavera avanzata.

Il sole infonde coraggio e ritorno al parco per completare il mio giro di footing come consiglia il medico per le persone della terza età quale dovrei essere io ma ancora non me la sento di arrendermi alla vecchiaia che avanza.

 

 IMG_1480Canneto

 

Mi fermo incuriosito a guardare due lumache unite tra loro, penso che stiano facendo l’amore e osservo quel movimento lento, quasi impercettibile e di lunga durata, ma non per questo privo di quella  sottile eccitazione di godimento e di piacere che si prova in un amplesso amoroso, anche se di lumache.

Le lumache sono ermafrodite, né maschio, né femmina, ovvero maschio e femmina insieme. Dopo aver compiuto l’atto d’amore (amore o semplice accoppiamento animale? non è dato sapere) si separano e non si vedranno forse mai più. Andranno a deporre ciascuna le proprie uova scavando nella terra umida e da queste palline bianche opalescenti nasceranno tante lumachine che sono orfane già alla nascita, non conosceranno mai né un padre né una madre, tanto non ne avrebbero bisogno, sanno già cosa fare.

Com’è strana la natura ma è così che la vita continua!

   

???????????????????????????????Anatre in sosta

 

Sono anni ormai che frequento questo parco per le mie salutari passeggiate mattutine da quando hanno fatto le opere per adibirlo a tale scopo ma io lo ricordo quando, ancora ragazzo, era un’oasi naturale e selvaggia dove imperavano tante specie di animali allo stato selvatico. Allora non esistevano le panchine, i parchi giochi per bambini, la zona stretching, l’area riservata ai cani, le piste ciclabili, le fontanelle, i giochi d’acqua, il lungo ponte di legno che scavalca il laghetto e completa il circuito della passeggiata e, infine, i punti ristoro. Del vecchio parco naturale è rimasto solo parte del canneto e il laghetto, un dislivello naturale di acqua salmastra che si riempie con le piogge d’inverno e quasi si asciuga d’estate lasciando una grande desolazione per uomini e animali.

???????????????????????????????Giochi per bambini

Questo laghetto, nel suo periodo vitale, è frequentato da anatre e fenicotteri che evidentemente vi trovano un habitat adatto alla loro vita ed elementi di sostentamento. Altri animali stanziali sono i piccioni e le cornacchie, sempre numerosissime nonché passeri, cardellini, canarini, pappagallini, storni, corvi e uccelli vari senza considerare tartarughe, gechi e numerosissime lucertole. Nella stagione favorevole non è raro incontrare anche i nuovi nati dei fenicotteri che riescono a fare il nido e a completare la cova nei canneti che circondano il lago.

???????????????????????????????Fenicottero

Una volta c’erano abbondanti i conigli e una sorta di gallinella selvatica che, anche questa, faceva la cova nei canneti impenetrabili per noi ragazzi, tanto erano fitti. Tutto scomparso con l’avvento della moderna civiltà.

  Cactus

Cactus fiorito

 

Oggi imperversano numerosi i gatti che sono stati stanziati li per evitare il proliferare di sorci e topi ma che in realtà sono gatti domestici che si alimentano con cibo e croccantini generosamente portati dai frequentatori del parco. Mi capita spesso di trovare una signora che si siede su una panchina e attende una gatta che la raggiunge e si accomoda nel suo grembo per lasciarsi accarezzare. Una scena quasi commovente che si ripete frequentemente, tanto da considerarla un’abitudine.

   

Cinque miciCinque gattini

   

Ricordo che lo scorso anno anche io mi ero affezionato ad una gattina nera che aveva un ciuffetto bianco sulla testa, appena sopra gli occhi. Era gravida e mi si era avvicinata forse affamata e quindi chiedendo cibo. Mi aveva intenerito ma in quel momento non avevo niente da darle e mi limitai ad accarezzarla leggermente sulla testa e la schiena.

 

 Tartaruga alla fragolaTartarug alla fragola

   

Il giorno dopo portai dei ritagli di carne e pezzetti di formaggio, avanzi della cena. Ciuffetta, cosi l’avevo nominata, non appena mi vide con il pacchetto in mano aveva capito che le portavo qualcosa, mi venne incontro e si accucciò ai miei piedi, mangiò tutto quanto le avevo portato e gradì nuovamente di sentirsi accarezzata: ormai eravamo diventati amici.

La cosa continuava ormai da oltre una settimana e non potevo più esimermi dal portarle da mangiare… non potevo saltare neppure un giorno, Ciuffetta mi aspettava sempre nello stesso punto del parco e quasi alla stessa ora: mangiava, si lasciava accarezzare e andava via contenta barcollando con il suo pancione sempre più pesante per la gravidanza ormai alla fine.

Un mattino Ciuffetta non c’era, attesi ma non arrivava, feci un giro del parco a passo svelto, quasi di corsa, e tornai al punto di consueto incontro con la mia affezionata gattina. Ma eccola, viene fuori dai cespugli ancora incolti in questa zona del parco, e mi viene incontro, non ha più il pancione. È stanca ed è più affamata del solito, mangia tutto e scappa, non mi dà neppure il tempo per una carezza… ora ha i suoi piccoli da accudire ed allattare.

Mi sentivo come se anch’io avessi messo su una nuova famiglia, ormai non potevo più abbandonarla. Avevo la curiosità di conoscere i micini ma dovevano essere ben nascosti in un punto non raggiungibile, Ciuffetta, evidentemente, li teneva ben protetti con tutto l’amore di mamma gatta.

   

Affetto felinoAffetto felino

 

Per conoscere i nuovi nati dovetti attendere ben oltre un mese: quattro micini che non si lasciavano assolutamente avvicinare e quindi non sapevo ancora con certezza quanti maschi e quante femmine ma potevo immaginarlo al solo guardarli: una gattina nera piccola, delicata, doveva essere femmina e aveva il ciuffetto bianco come la mamma, gli altri, un tigrato grigio, un cinerino e uno con un manto uniforme di colore sul marrone chiaro, pensai che quelli dovevano essere tutti maschi.

La vita continua anche in questo modo e quest’anno i piccoli saranno cresciuti, avranno i loro amori e nasceranno ancora tanti altri simpatici e amorevoli micini.

Buona Domenica agli amici animalisti e anche a tutti gli altri.

   

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Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.

   

Giovanni Marradi  -  Park on sunny morning

https://www.youtube.com/watch?v=45_ivaVY9Do&index=85&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g          

zibaldone!!

  Barra div. fissa - barra celtica cerchi multic. annodati     Zibaldone_16114     Barra div. fissa - barra celtica cerchi multic. annodati  

 La nostra cara amica, Lucia di Terni,, che ringraziamo molto,  ci invia questa  preghiera    laica di Erri De Luca che, per il suo attualissimo contenuto, ci affrettiamo a pubblicare.

  Barra div. fissa - barra celtica cerchi multic. annodati     La_preghiera_18933di_Erri_De_L_19066  

 «Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell’isola e del mondo col tuo sale, sia benedetto il tuo fondale, accogli le gremite imbarcazioni senza una strada sopra le tue onde i pescatori usciti nella notte, le loro reti tra le tue creature, che tornano al mattino con la pesca dei naufraghi salvati.

 

Mare nostro che non sei nei cieli,

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva e di vendemmia.

ti abbiamo seminato di annegati più di

qualunque età delle tempeste.

 

Mare Nostro che non sei nei cieli,

tu sei più giusto della terraferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le abbassi a tappeto.

Custodisci le vite, le visite,

come foglie sul viale,

fai da autunno per loro,

da carezza, abbraccio, bacio in fronte,

madre, padre prima di partire”

 

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     Mozart - Lacrimosa - Claudio Abbado

     

Zibaldone !!

  Barra div. - Due gruppi di pendants celesti Zibaldone_12525  

La nostra amica Gianna di Lecco, questa volta ha espresso l' intenzione di  dedicare la deliziosa poesia di Tagore : “Quando mi passò accanto”,  a Paola, Franci e a me medesima, chiedendo che fosse  pubblicata in Bosco. Ritengo di far cosa gradita,  anche  a nome delle altre amiche, ringraziando di cuore Gianna di questo suo desiderio, e ci gusteremo, ancora una volta, il bel poemetto. Non conosciamo a fondo, almeno per quanto mi riguarda, i poeti prediletti dell’amica di Lecco, ma le suggeriamo, per il prossimo futuro, di visitarne altri, altrettanto validi e diversificare le scelte, anche per un suo più ampio  approfondimento di contenuti. Grazie ancora, da parte nostra, cara Gianna,  continua pure le tue ricerche  e buon lavoro.

Paola_12547 Giovanna_12868Franci_12834   Barra div. - Due gruppi di pendants celesti    

chagall_danseuse 1945Chagall - La Danseuse  - 1945

    Quando_mi_pa_13998  

Quando mi passò accanto velocemente, l'orlo della sua veste mi sfiorò. Dall'isola sconosciuta d'un cuore venne improvviso un respiro caldo di primavera. Fu un tocco fugace che svanì in un momento, come il petalo di un fiore reciso trasportato nell'aria. Ma si fermò sul mio cuore come un sospiro del suo corpo, come un sussurro dell'anima.

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(Calcutta 6 maggio 1861)

Barra div. - Due gruppi di pendants celesti Gianna3lc_13175     Fausto Papetti  - Pequeña flor    

LA DOMENICA DEL BOSCO

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 Anche oggi Gabriella.bz ci diletta con un altro dei suoi racconti della memoria, tanto cari a noi della terza età che riusciamo a trovare nei racconti della Domenica del Bosco anche i nostri ricordi mai dimenticati. Grazie Gabriella, ti invitiamo a raccontarcene ancora tanti altri.

Buona Domenica. 

 

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Tanti mesi fa ebbi modo di tornare al mio paese, la cittadina nella quale avevo vissuto i miei anni da bambina. Non sono andata alla mia vecchia casa, ma nella casa della nonna, una casa ristrutturata nell’aspetto esterno ma che all’interno aveva mantenuto le sue precedenti caratteristiche e scoprii con piacere che la visione di questa casa riportava alla mia mente ricordi che sembravano dimenticati. Salii nella soffitta dove erano annidati tanti vecchi ricordi e con mia sorpresa e meraviglia mi resi conto che riemergevano con chiarezza nella mia mente come se fossero stati vissuti il giorno precedente.

C’erano le vecchie cassepanche dove noi nipoti custodivamo gelosamente il nostro tanto amato corredo in previsione di un futuro matrimonio.

 

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Cassapanca della nonna

 

 

 Ricordo che il primo lenzuolo lo avevo ricamato tutto a mano quando frequentavo la seconda media, era stato un lavoro molto impegnativo per chi non ricamava alla perfezione, a scuola c’era un’insegnante molto severa, bisognava che il ricamo fosse uguale sia dalla parte dove si ricamava che sotto, dritto e rovescio dovevano essere identici. E’ pur vero che l’anno prima ci aveva insegnato molto bene il ricamo ma c’era sempre qualche difficoltà e qualcosa di nuovo ancora da imparare. Era stata una grande soddisfazione al termine dell’anno scolastico aver completato il ricamo del lenzuolo per poterlo riporre nella cassapanca. L’anno seguente avevo ricamato anche le federe e quello era stato il mio primo capo di corredo. Ma non c’erano solo le cassepanche, ritrovo anche un vecchio comodino che nessuno usava più, io mi ero affezionata a quel mobiletto e lo consideravo un pezzo raro per me.

 

comodini intagliati - 4 cassetti Mobili d’epoca: Comodini a quattro cassetti

 

 

Ero ormai una giovane fanciulla con tanti sogni, speranze e desideri. Aveva quattro cassetti, uno alla volta li avevo foderati, il primo con uno scampolo di stoffa che la nonna mi aveva regalato ed era una seta azzurra molto bella. Sognavo che in quel cassetto ci avrei messo tutte le lettere che il mio primo amore lontano avrebbe potuto spedirmi. Il secondo l’avevo foderato con del broccato che, sempre la mia meravigliosa nonna mi aveva regalato raccomandandomi di non svelarlo ad altri perché era stoffa di pregio e costava parecchio. Era giallo come sfondo e bianco il disegno, ricordo ancora lo schizzo. Quello lo dovevo riservare per riporre le foto quando mi sarebbero arrivate, dall’ipotetico innamorato che già cominciava a comparire nei miei sogni senza ancora conoscerlo. Il terzo era un semplice velluto bordeaux scuro. Avevo fatto seccare in un vecchio libro qualche fiore di “non ti scordar di me” e li avevo poi appoggiati sul velluto in modo che l’azzurro del fiore desse un poco di vivacità al colore troppo scuro del tessuto.

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 Fiorellini Non ti scordar di me

  

   

Non avevo ancora deciso cosa metterci ma intanto era pronto. Il quarto e ultimo l’ho adornato con del semplice raso rosso ma la nonna quando ha saputo che non era di mio gusto mi ha allungato un pezzo di pizzo avanzato da un vestito da sposa. Il pizzo l’ho cucito sopra il raso ed è venuto un bel lavoro, potrei dire quasi un capolavoro. Aprendo quei cassetti mi si è fermato il cuore. Nonostante tutti gli anni trascorsi i cassetti avevano ancora le varie stoffe, leggermente sbiadite ma non rotte. Forse in questi ultimi anni in quel solaio non ci andava più nessuno, ed alla mia richiesta di visitare la soffitta mi hanno guardata con curiosità tutti i parenti. Io vi ho ritrovato il posto dei miei desideri nascosti e…. il cuore grande della  nonna, che all’apparenza sembrava tanto severa ma invece ci viziava con tutto il suo amore. Faceva la stessa cosa con Fido, il suo cane preferito, fedelissimo e affezionato a lei.

Sedendomi sulla cassapanca pensavo che tanti mobili erano ancora belli, non di moda quello è certo, coperti da vecchie lenzuola della nonna si erano mantenuti bene e rappresentavano un’epoca. Non hanno usato quelli belli con i pizzi è vero, forse li hanno regalati ai poveri perché si deteriorano anche a non usarli. Mi alzo e guardo nel vecchio cassettone che nonna teneva nella sua camera da letto, apro e un forte odore di naftalina mi blocca.

 

   

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Un vecchio cassettone della nonna

 

 

L’odore è forte e fermarsi lì sopra era fastidioso per la respirazione, ma i miei occhi hanno visto un pizzo che ricordo da sempre. Un pizzo che era alto e lungo attaccato alla tovaglia bella ed era per il tavolo da dodici persone. Supero la repulsione dell’odore fastidioso e provo a guardare, forse mi sbaglio, no è proprio lui, il pizzo della grande tovaglia.

 

 

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Il pizzo della grande tovaglia

 

 

Con la nonna mi divertivo a dirle che lo poteva dare al nostro Monsignore perché era adatto da mettere sull’altare per quanto era esagerato quel pizzo, ma a lei piaceva tanto e aveva anche lavorato tanto per farlo, ed ora me lo ritrovo qui.

Non posso descrivere l’emozione che ho provato, lo usava solo per le grandi festività, oppure per le feste particolari dei suoi amati nipoti: Comunione, Cresima ecc. I ragazzi non sedevano a tavola con i grandi ma per l’occasione nel salone che erano poi due stanze con una porta che rimaneva sempre aperta, metteva un tavolo lungo per tutti noi ragazzi/e. Che strano nessuno ha pensato di utilizzarlo, eppure è molto bello, forse per i giorni nostri troppo grande, ma sento un’amarezza dentro, nessuno dei parenti che abitano ancora nella casa ha pensato di regalarlo, lo hanno lasciato nel vecchio cassettone.

     

Centro tavolo lavorazione manuale 122

   

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 Centri tavola ricamati a mano

 

 

 

 

Oltre alla tovaglia vedo altra biancheria, sempre bella, riconosco lo stile della nonna. Prendo sul braccio solo la tovaglia e penso alla mia amata nonna, a colei che se esprimevo un desiderio cercava sempre di accontentarlo e che, se ho avuto tanto nella mia giovinezza, lo devo a lei.

Dò un ultimo sguardo al mio amato comodino e scendo, allontanandomi lentamente da quella mansarda piena di ricordi. Chiedo perché avevano lasciato che la biancheria della nonna si sciupasse. Rispondono che tanto nessuno la usa, è fuori moda, nessuno la vuole. Allora dico: se vi va bene la porto via io, quella che posso usare bene, l’altra la regalo ma non la lascio in una soffitta a non rallegrare i tavoli o il letto di chi usa ancora questo tipo di biancheria. Perché ora abbiamo tutte case senza la soffitta, dove nascondere i nostri cimeli? mi sarei portata via anche il vecchio comodino se avessi avuto lo spazio dove metterlo con tutti i ricordi delle sete, velluti, rasi e broccati, compreso il mio “non ti scordar di me” e le mie speranze di ragazzina dal cuore inguaribilmente romantico.

 

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 Richard  Clayderman  - Souvenirs d'enfence