Archive for marzo, 2015

Pensieri e non solo….!!!

 

barra separatrice violetto Le_nostre_ru_44575

 

 

Pensieri_e_n_40509

 

Nembo_45205

barra separatrice violetto

 

Omicidi__Sui_42081

 

  Definizione   Omicidio:  reato che consiste nel procurare la morte di una persona. Pluriomicida:  chi è colpevole di più omicidi. Il suicidio è un atto volontario con il quale ci si priva della propria vita.   Dopo la tragedia dell’Airbus Germanwine, ci domandiamo il perché di questo gesto  inconsulto del   copilota Lubitz. Io  stesso lo definirei suicida e boia verso  altre persone;  (non solo lui se le cose fossero veramente come ci hanno fatto sapere). 

 

dove si è schiantato l'aereo suicidaAlpi francesi – Tragedia Airbus Germanwings

 

Gli omicidi-suicidi sono atti,  dopo i  quali,  segue il suicidio. Gli tessi sono legati da motivazioni culturali, come fattori di  gelosia e smania di possesso individuale, legati soprattutto a casi di femminicidio:  ultimamente diretti anche ad altre persone innocenti. Sembra inarrestabile l’escalation di suicidi-omicidi, anche se non sono molti pubblicizzati, o meglio, dati come notizia in breve,  che non segue poi la triste storia. Forse  è  cinico snocciolare percentuali,  fasce d’età e i luoghi  dove questi eventi accadono più frequentemente.   Si stima che, dal 2008, le persone che hanno deciso di togliersi la vita sono circa 4Mila all’anno. Come si evince, dunque,  la situazione è molto  seria se non al limite dell’emergenza,  e dobbiamo chiedercene la ragione.

 

revolver (1)

Revolver

 

I tragici fatti, secondo cui  una persona decida di togliersi la propria vita e, prima di compiere il gesto definitivo,  decide altresì  di togliere la vita anche ad altri innocenti, ci fa riflettere e prendere coscienza:  tutto ciò  “negativizza” la società.  ll fenomeno sociale esiste ed esisterà sempre, a prescindere dal meccanismo di “ fornire la notizia ”, tuttavia occorre capire le cause che inducono ad optare per la propria  morte, non naturale, e anche  per quella degli altri.

 

suicida (1)Suicida

Molti sono i fattori che inducono al suicidio:  problemi legati alla salute, fortemente associati ad altre cause che,  a volte, coinvolgono altre persone, ad es. quando si è disperati, non si vedono le cose in modo obiettivo; problemi finanziari, rottura di rapporti sentimentali, depressione, abusi fisici, sentirsi isolati, stress, lavoro, problemi sociali e di salute, situazioni disperate, e molti altre ancora. Tutte queste negatività lasciano  sempre un senso di smarrimento nell’opinione pubblica, specialmente quando vengono coinvolti altri soggetti innocenti.

Terrorismo (1)Terrorismo

Ci viene da pensare…. Ma se qualcuno decide di  uccidersi, è  padrone di farlo, è artefice  della sua vita, ma non di quella di altre persone… Questi omicidi-suicidi, tuttavia, sono da distinguere  da quelli, altrettanto esecrabili, dei Kamikaze che, in nome di chissà quale religione o Dio o causa, distruggono centinaia di migliaia di vite umane innocenti, con fanatismo assoluto, secondo quella che essi definiscono la propria  cieca causa e ritengono  che, invece di essere carnefici, siano martiri.

 

11 settembre

11 Settembre 2001

L’amore verso se stessi resta il principio fondamentale di moralità, anche verso gli altri. Quando si è disperati, non si vedono le cose in modo obiettivo, spesso chi si suicida pensa di ottenere con la propria morte  quell’affetto e  considerazione che non è riuscito ad ottenere da vivo e appare, allora come unico mezzo per porre fine alle proprie sofferenze. Tutti questi fatti dovrebbero essere analizzati anche politicamente oltre che socialmente,  da chi è preposto a farlo, e la domanda è sempre la stessa:  perché succede tutto ciò?  Mi auguro che la tragedia che abbiamo vissuto in questi giorni, non si ripeta mai più, soprattutto come  “ emulazione”, con effetto domino, o altri   gesti estremi,  perché non c’è solo l’aereo ma molti altri mezzi   che possono essere usati per nuocere alla comunità,  nel vita quotidiana.  La morte è sempre una sconfitta.

 

Nembo_40878

 barra separatrice violetto

Herbert von Karajan – Requiem de Mozart:Lacrimosa

Immagine anteprima YouTube

 

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

 

barra div. natal.  lucette

B.D.-Dolce-Domenica-Amici

 

barra div. natal.  lucette

 

 

 

AMORE_AMORE__45456

 

Amor_che_vie_24661

 

Amor_che_nas_26396

Amor_vicino__27829

Amore_giuliv_29098


Amor_fedele__30280

Amore_giovan_32702

 

Amor_brucian_56254.gifcc

 

Amore_di_gio_36060

 

Amore_di_fuo_38163

 

Amore_ricamb_39781

Amor_platoni_40675

 

Giovanissimi scoprono la gioia dell'amore Giovanissimi scoprono la gioia dell’amore

 

barra div. natal.  lucette

  Sorrisi di gioia e felicitàSorrisi di felicità

 Quanti amori nella vita, quanti palpiti del cuore, quante emozioni vissute, alterne ad alti e bassi, a sorrisi e pianti, partenze e ritorni, alternarsi di odio e amore. Anche nelle coppie più stabili, fedeli e durature si vivono alternanze tra dubbi e sicurezze, tradimenti anche solo virtuali, tradimenti con sguardi fugaci o di pensiero mai svelati, vuoi per amor proprio o per dignità di sé stessi e di chi ci vive accanto nella vita ma, una volta avvenuti, non possiamo negarli al nostro animo anche restano nascosti nell’intimo profondo del proprio cuore.

Noi cuori di terza età possiamo ricordare tante storie vissute, sia come esperienza personale o altre che abbiamo avuto modo di conoscere perché raccontate da chi ci è stato vicino o ha intersecato, anche solo in parte o per breve periodo, la nostra esistenza.

Ad ogni causa corrisponde sempre un effetto collaterale, una reazione di ritorno, il rovescio della medaglia che non sempre è uguale per tutti. Rassegnazione o furore, tanti casi di stalking, atti persecutori con epiloghi tragici e violenti che la cronaca ci riporta in continuazione su TV e carta stampata.

Coppia adulta sorride all'amore Coppia adulta gioisce d’amore

 

Non è mia intenzione fare una casistica della miriade di situazioni inerenti l’argomento ma, dopo questa premessa, colgo l’occasione per raccontare due casi che hanno portato i protagonisti della vicenda a sfogare la loro delusione o rabbia a seguito di un abbandono o tradimento, imbracciando, non una pistola o un coltello ma prendendo in mano una penna o mettendo le dita su una tastiera per sfogare il loro rancore su un foglio di carta o nell’archivio del proprio PC, scrivendo i propri pensieri in prosa o in versi.

La prima storia riguarda due giovani affermati professionisti, impegnati in due campi completamente differenti, moda e teatro. Tra loro l’amore era esploso in modo travolgente, ma il lavoro li porta in continuazione lontani e loro si inseguono pur di riuscire a trovarsi. Un susseguirsi di viaggi utilizzando gli intervalli o pause di lavoro per incontrarsi magari solo per una notte di travolgente passione, poi ripartire di nuovo la mattina dopo in attesa di un’altra pausa e un altro incontro. Questa storia, durata pochi mesi, era finita in modo brusco, così come era iniziata perché lui, nei giorni di lontananza l’aveva tradita. Lei, avendone avuto conoscenza, con grande dolore e delusione nel cuore lo aveva lasciato dopo una infuocata telefonata ricca di irripetibili improperi. Ecco cosa ha scritto per sfogare la sua rabbia.

L'amore continua nel cuore che cresce  L’amore continua nel cuore che cresce alla vita

barra div. natal.  lucette

 

AMORE_E_DELU_41561

Era impossibile,

assurdo, lo sapevamo

ma era bello lasciar viver la speranza,

proiettarla nel futuro,

nell’infinità delle stelle,

nell’eternità dell’universo.

Sogni di fughe,

viaggi in terre lontane,

al di là della profondità del mare,

al di là della sommità dei monti,

distanti dal brusio del mondo,

lontani dalla civiltà,

indenni da onde magnetiche,

da suoni assordanti,

isolati da trilli e suonerie.

Noi due, unici, anime solitarie,

in sottofondo, i battiti del cuore,

spiriti in un sol corpo, paghi d’amore.

 All’improvviso,

nel cielo scuro,

una saetta e…. Big Bang.

Si apre una luce, svelato il mistero,

scoperte falsità e tradimento!

Hai distrutto tutto,

una rosea speranza,

andata in fumo, cenere,

grigia polvere inutile

spazzata dal vento.

 

Hai pensato d’esser bravo,

complimenti,

non sai cos’hai perduto,

fatua fiammella,

non puoi capire, pazienza,

continua a svolazzare,

nella nebbia del nulla.

                   ADDIO

 

barra div. natal.  lucette

In panchina c'è l'amore per tutte le stagioni La panchina parcheggio d’amore per tutte le stagioni

La seconda storia riguarda due cuori maturi, quasi terza età ma ancora pieni di vitalità, con alle spalle le loro esperienze passate. Un caso fortuito li fa incontrare e la scintilla scoppia improvvisa senza che i due lo avessero voluto o capiscano nel momento la ragione. Sarà stato lo sguardo d’ammirazione da parte di lei o la voce decisa e, allo stesso tempo suadente di lui, sta di fatto che Cupido aveva lanciato il duo dardo e l’amore li travolge subito e, senza rendersene conto, si ritrovano strettamente abbracciati a coprirsi di baci e di carezze.

Infinita tenerezza diversamene giovane

Infinita tenerezza tra diversamente giovani

Non sempre, però, le cose belle durano a lungo: lei è libera da parecchi anni, è alla sua prima nuova esperienza amorosa e la vive con intensità e gioia, lui è sposato ma con la moglie si è perso il feeling di una volta. Vive un monotono tran-tran fossilizzato, senza più slanci affettuosi, classica coppia attenta più all’apparenza delle convenzioni sociali di facciata che all’amore.

Questa nuova esperienza lui la vive inizialmente con grande entusiasmo, ha ritrovato slanci amorosi che non sospettava più possibili ma poi subentra la riflessione della ragione con timori, rimorsi di coscienza, paura di far del male alla donna che sta amando, sa che non potrà dare al suo nuovo amore ciò che lei forse desidera e aspetta da lui. Rallenta i suoi incontri amorosi e la invita sottilmente a cercarsi un compagno che possa darle tutto ciò di cui lei ha bisogno e che lui stesso, nel suo benvolere altruistico, vorrebbe che lei potesse avere ma che lui non potrà darle.

Lei non vorrebbe ma pensando che lui non le voglia abbastanza bene e che stia cercando di scaricarla, riflettendo su quanto ha detto lui, alla fine, spinta pure da alcune amiche, cede ad un amico del gruppo che da qualche tempo le ruotava intorno con timide “avances”.

Romanticamente mano nella manoRomanticamente mano nella mano

Non era il suo tipo ma, in un momento di debolezza e solitudine, o forse anche per un inconscio desiderio di vendetta, delusione o rancore per non essere stata capita, quasi sentendosi respinta, cede al nuovo compagno e, a cose fatte, lo confessa al suo primo lui.

La gioia dell'amore non ha limiti d'età L’amore non ha limiti d’età

Apriti cielo, dentro di lui si scatena l’inferno, solo allora capisce quanto ci tiene a lei e quanto ne è innamorato e non vorrebbe perderla, approccia un tentativo di recupero ma si rende conto che ormai è tardi, ne assume tutte le responsabilità e scarica la sua rabbia scrivendo queste righe sul suo inseparabile PC:

 

L'amore mantiene eternamente giovani

L’amore mantiene eternamente giovani

 

ADDIO_DOLCE__42500(Riflessioni interiori)

 

 Addio ultimo amore

 Addio stellina

 Addio fiorellin del prato

 Addio timido uccellin del bosco

 Addio dolce compagna delle corse sulla sabbia  calda del mio mare.

Addio alle passeggiate mano nella mano lungo i sentieri del bosco

Addio agli abbracci seduti sulla panchina del parco

Il sogno è finito,

ti sei svegliato,

quanto hai anelato,

desiderato e amato

ma non hai capito

o non volevi capire

che il suo cuore

andava da un altro.

Fino all’ultimo

hai sperato

ma alla fine

ti sei arreso.

Al cuor non si comanda,

mio dolce sogno, addio.

A piedi nudi sulla spiaggia A piedi nudi sulla sabbia

barra div. natal.  lucette

 

Le cose sono andate poi diversamente ma questa era stata la sua reazione nel sentirsi tradito nell’amore e nel suo orgoglio di maschio.

Si conosce pure il seguito delle due storie ma si ritiene di non raccontarlo per mantenere il rispetto della privacy dei protagonisti.

È vero che ho aggiunto molta realtà romanzesca ma alla base di queste storie c’è sempre anche tanta verità. Vi invito, pertanto, a fare le vostre considerazioni entrando nel ruolo dei personaggi delle due vicende, pensando anche all’eventuale cambio di genere in una e nell’altra storia. Voi come avreste reagito? Quale arma avreste usato: penna, tastiera o spada?

Grazie, Buona Domenica.

 

Giuseppe_42963

 

 

barra div. natal.  lucette

Giovanni Marradi  – Gratest love

Immagine anteprima YouTube

 

 

LZJhkN44g[/youtube]

L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni

 

 

Barra div. fissa - Margheritine blu-chiaroLe_nostre_ru_41394

 

 

LAngolo_del__40910Fatti_e_opin_41001

 

 

Lorenzo_41659

Barra div. fissa - Margheritine blu-chiaro

 

Ringraziamo il nostro amico Francesco 75, che ha voluto cortesemente inviarci un suo elaborato,  che siamo lieti di pubblicare nella rubrica “Fatti e Opinioni”,   e  ci auguriamo che sia di gradimento ai nostri lettori.
Franco, ti invitiamo a continuare la tua collaborazione.

 

Barra div. fissa - Margheritine blu-chiaro

 

 

La_mia_prima_42247

 

Sveglia presto stamattina, ho capito che non c’era modo di addormentarmi di nuovo e che soprattutto dovevo fare attenzione a non  fare rumore. Con noi c’è una nonnina  di novantanove anni che solo per questo merita rispetto e una moglie stanca,  in debito di sonno. Avevo iniziato a vedere un film drammatico ma non c’è voluto molto per capire che non era adatto a me, tenuto conto  del mio morale non certo alle stelle.
“Coraggio Franco,  scegli la soluzione bar….. Ti ricordi tre mesi fa….era una consuetudine  fermarti  qualche minuto prima di andare al lavoro.”

 

Bar

     Bar

      

Con calma e in silenzio ho cercato di rendermi presentabile. Una fatica per trovare un po’ di moneta, è da tempo che il mio portafoglio è vuoto,  tanto anche se fosse stato pieno…L’ impresa mi sembrava temeraria, ma per fortuna  non ho avuto alcun ripensamento e mi sono diretto  spedito verso il bar, in macchina però, non volevo strafare.

 

 gustosa colazione al bar

Colazione

 

Sono entrato quasi barcollando. Che emozione! Mi sono ripreso subito, ero piombato in un ambiente che ricordava la mia efficienza,  i miei impegni , le corse dopo la colazione per arrivare prima possibile al lavoro.
La solita cassiera con  una scollatura mozzafiato, nonostante l’aria  ancora pungente: un sorriso, una parola per tutti; i soliti barman   eleganti e armoniosi, pronti ad intrattenere il cliente senza mai eccedere, le solite facce conosciute. C’era persino quel tipo alto elegante profumatissimo, dalle movenze tipicamente femminili, che dava  volutamente spettacolo, accentuando i suoi atteggiamenti pur di far sorridere le persone, che frettolose sorseggiavano il caffè, con la mente già rivolta al traffico che dovevano  affrontare.

 

 bella cassieraCassiera

  

Ho ritrovato il piacere di una volta, quella bella sensazione di essere accolti con calore, serviti in un lampo e quasi coccolati. Si può  essere tristi, depressi, ma un sorriso, una parolina al momento giusto è sicuramente di aiuto. Ed ho trovato anche l’aumento del prezzo  della colazione.
Mi sono seduto vicino ad un tavolo  occupato da un gruppo di  immigrate, che mi guardavano con una discreta curiosità, forse per il mio capello arruffato o forse per i miei movimenti un po’ impacciati in verità.
Nella mia mente ormai frullava il desiderio di rientrare e, forte del mio successo, mi sono avviato a piedi, stimolato anche dal ricordo delle mie “antiche” corse campestri proprio in quei luoghi.

 

crocifisso

Crocifisso 

Sono rientrato a casa con la gioia del cuore e con lo sguardo diretto verso il piccolo Crocefisso, situato al lato del portone dingresso per ricevere il saluto di chi entra e chi  esce. Uno sguardo intenso e significativo e una sequenza di parole tese a ringraziare l’aiuto ricevuto che avevo con tanta forza e devozione richiesto.
Dimenticavo…. il bastone…. l’ho portato solo per compagnia.

 

Francesco_75_45178

 

 

 

Barra div. fissa - Margheritine blu-chiaro

 

Fausto Papetti  – Solo più che mai

Immagine anteprima YouTube

 

 

 

 

 

 

Zibaldone

 

barra div. a stelle colorate gifle_nostre_ru_27111

 

Zibaldone_26632

 

barra div. a stelle colorate gif

 

Non era  sicuramente  mia intenzione fare torto al blog Poesie,  ma sono convinta che  Paola e Franci mi capiranno. I miei amici sanno bene che, sono molto affezionata al Bosco  e desidero vivamente che questo mio breve  pensiero appaia in questo blog.
Curiosando in Web, mi sono imbattuta in uno splendido piccolo  poema, che ho sentito  subito mio. Forse  è molto noto, non so, ma mi ha  dato una commozione profonda e  vorrei trascriverlo, per chi non lo conoscesse
Sempre da Web scopro che la sensibilità di  Michele Baraldi (noto scrittore) è, capace di dare tutto il pregio che la figura di Tagore e la sua opera meritano, soprattutto il suo umanesimo
Il percorso letterario di Tagore è veramente una “stranezza”. Egli canta Dio, il “Dio della vita”, e il suo cammino porta inequivocabilmente verso Dio. Tuttavia, nella sua opera, il soggetto non è Dio, ma l’uomo! Il fine della sua ricerca rimane l’uomo, l’uomo di questa terra. Non gli sta a cuore il “dopo la morte”, ma la “vita prima della morte”. La vita! Per il poeta, l’ultimo fine è il “Dio della vita” e quindi la scoperta del “Volto di Dio”!

Sono particolarmente attratta dalla poesia, in generale, e vorrei saper “poetare”,  ma non è ancora il momento. So, però, che prima o poi mi cimenterò.  Intanto eccovene  una  del poeta-filosofo Indiano, che trascorse  molti anni in Inghilterra: Rabrindranath Tagore.

 

Gianna3lc_14650

 

 

barra div. a stelle colorate gif

 

indexKlimt – Il Bacio

 

Non_nasconde_35962il_segreto_d_37430

 

Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

 

Rabrindranat_39810

 

barra div. a stelle colorate gif

 

Giovanni Marradi    – A flower is all you need

Immagine anteprima YouTube

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

Barra div.- fiorellini policr. colorati GIF

Le_nostre_ru_40633

 

 

B.D. WW

 

 

Giuseppe_40937

 

Barra div.- fiorellini policr. colorati GIF

 

 

 

Servizio_mil_43124

 

L’obbligo del servizio militare di leva, detto anche coscrizione obbligatoria di una classe (volgarmente naja), istituito nello stato unitario italiano con la nascita del Regno d’Italia e confermato con la nascita della Repubblica Italiana, è rimasto operativo per 144 anni, dal 1861 al 2005. L’obbligo è ancora vigente ma sostanzialmente inattivo dal 1° gennaio 2005, come stabilito dalla legge 23 agosto 2004 n° 226. Da tale data il reclutamento avviene esclusivamente tramite l’arruolamento volontario.

Prima di tale data, sebbene il periodo di naja poteva avere il suo lato buono nella educazione formativa dei giovani, molti di questi mal sopportavano il periodo di ferma obbligatoria e cercavano ogni scusa per evitare la naja.

Ce ne dà una palese dimostrazione l’amico Aquilafelice, Vanni per tutti gli amici, con questo raccontino che descrive il suo periodo di ferma obbligatoria.

Buona lettura e Buona Domenica per tutti

Giuseppe_59425

 

Barra div.- fiorellini policr. colorati GIF 

 

La_mia_naja_47203di_Vanni_Put_47851

 

Era gennaio del ‘65 quando venni chiamato per svolgere il servizio militare, destinazione Trieste Fanteria Brigata Sassari. Per noi sardi è un grande onore far parte delle Forze Armate Italiane, nella Brigata Sassari, corpo specializzato che ha una storia e si è fatto onore in varie parti del mondo in difesa della pace. Io, giovane 21enne arrivai a Trieste, sorpreso di trovare tanto freddo, abituato com’ero al clima temperato della mia Sardegna.

 

Lapide ricordoLapide ricordo del legame di Trieste con la Brigata Sassari

Subito sottoposto a ritmi serrati e continuativi: La sveglia alle 5,30, lavarsi in fretta per essere pronti ad andare a stare in fila per quasi due ore per bere una sorta di acqua sporca che chiamavano caffè.

Poi ginnastica e subito dopo, a seguire, fase di addestramento. Sono sincero, ho sofferto molto ma orgoglioso di far parte di quel Corpo militare chiamato Brigata Sassari, ero felice ma mi mancava una cosa che mi tormentava tanto. In Sardegna avevo lasciato la ragazza della quale ero innamorato. Il mio tormento era quello di non poterla avere vicino, ne sentivo la mancanza in modo tanto forte da farmi star male. Cercai d’inventarle tutte, feci finta anche di svenire buttandomi per terra con la speranza che questo potesse far decidere i superiori a darmi una licenza: niente da fare, niente licenza, addestramento e basta! Passarono tre mesi e venni destinato a Peschiera del Garda. Ragazzo fortunato Vanny, lo mandarono a fare il corso di autista: al mattino a lezioni teoriche, pomeriggio scuola guida con i camion militari.

 

Scuola autieriScuola Autieri dell’Esercito Italiano

 

 

Autiere con il suo camion Autiere con il suo camion

Passarono altri tre mesi e licenza ancora niente, sempre lontano da casa, lontano da mia madre, disabile costretta in carrozzina; lontano dal mio amore mi faceva diventare sempre più triste. Ogni tanto ricevevo una lettera da mia sorella, scriveva poche righe ma dentro c’erano sempre 1000 lire. Non erano i soldi che volevo, desideravo rivedere i miei famigliari e la ragazza che era, allora, il mio grande amore. Ok il tempo passava, un giorno feci richiesta di una licenza che venne concessa. Ero contento di partire ma forse, proprio per la contentezza in quei giorni non avevo studiato abbastanza, venni interrogato e punito con la revoca della licenza. Non si poteva pretendere tanto da un ragazzo che aveva conseguito solo la terza elementare. Forse ero uno dei pochi fortunati a frequentare la scuola di motorizzazione, allievo autiere, tutto ok. Intanto arriva un altro trasferimento, questa volta destinazione Vicenza, zaino in spalla, prendo il treno ed eccomi a Vicenza. Mi presento in questa Caserma enorme, mi squadrano e mi dicono: “Lei non doveva venire qui, la sua destinazione è un’altra Caserma. Con un camioncino dell’Esercito mi accompagnano nella sede definitiva.

 

visita militare medicaVisita di leva: rilevamento misure altezza e circonferenza toracica

 

All’arrivo rimasi sbalordito e pensai che quella non era una caserma: erano quasi tutti civili e ufficiali, non potevo capire cosa fosse. Per me andava tutto bene, mi sistemo nel posto assegnatomi, letto zaino e accessori, tutto ok. Dopo un paio d’ore vengo chiamato a rapporto e mi spiegano quale era il mio compito: autista in accompagnamento col maresciallo per il rifornimento dei generi alimentari. Trascorre un altro mese e mi concedono una licenza breve per andare al mio paese a votare. Ero felice di riabbracciare mia madre e rivedere la ragazza amata ma come tutte le cose belle durano poco. Con la tristezza nell’animo e a malincuore partii per rientrare a Vicenza. Nel frattempo si era congedato l’autista del Generale, venni chiamato nuovamente a rapporto: questa volta non era uno qualsiasi di grado intermedio ma direttamente dal Generale. Tremavo come una foglia, lo salutai con uno scatto d’attenti e lui mi disse “Comodo, comodo” Mi propose di essere il suo autista e accettai, era un comando, non si poteva mica rifiutare: obbedire sempre! Per chi non lo sapesse la macchina del Generale è contrassegnata in avanti con una bandiera. Ero orgoglioso di me stesso, essere al servizio di un così alto Ufficiale non è cosa da tutti, ero il suo autista personale. Un giorno mentre lo accompagnavo a casa il Generale mi disse: “Senti, Putzolu, tu ora sei il mio autista, da domani metti il cappello d’alpino”. Non sapevo che dire, poi con voce tremante dissi, “Ma io sono della Brigata Sassari”. Lui rispose secco: “Io sono un Alpino, il mio autista deve mettere il capello d’alpino” Immaginate Vanny, piccolino e mingherlino come lo ero, col cappello d’alpino, non mi ci vedevo neanche, e sinceramente mi mancavano le mostrine bianche rosse della mia Brigata Sassari, alla quale continuavo a sentire la mia appartenenza, ma ero ugualmente felice: a Vicenza stavo bene, prendevo parecchi soldini, per il lavoro che svolgevo non mi mancava niente, ad essere sincero neanche le ragazze. Avevo il permesso di uscire e rientrare a qualsiasi ora, frequentavo allora una ragazza che avevo conosciuto, lei viveva da sola, a casa sua avevo i vestiti da borghese e quando uscivo con lei lasciavo la divisa a casa e vestivo da civile. Passarono i mesi e stavano per arrivare le festività natalizie, ormai era un anno che ero militare e avevo maturato il diritto alla licenza ordinaria, ben 12 giorni più il viaggio. Mi concedono la licenza, parto felicissimo ed è stato bello, purtroppo, però, come tutte le cose, arriva la fine e devo rientrare in Reparto.

Ero al mio paese, avevo riassaporato il piacere di stare a casa mia e di avere l’amato bene della mia ragazza vicino: non volevo più partire. Vanny ne inventa una delle sue: andai dal medico condotto in divisa, le dissi mi fa male il fianco destro lui mi guarda e mi dice: “Ma cosa ci fai qui da me, tu sei militare, devi andare al Distretto di Oristano”, che è la città capoluogo di Provincia della mia zona.

Sulla base di quanto avevo dichiarato sui miei dolori al fianco, il medico mi disse che poteva essere un’appendicite. In realtà io non avevo dolori, era solo che non volevo più partire. Andai al Distretto militare, incontro un Tenente medico che mi dice “dove le fa male?” Gli risposi “Qui” indicando con la mano ancora il mio fianco destro.

“Ok” mi disse, “appendice, domani vada a Cagliari, Ospedale Militare. Arrivai al capoluogo sardo il giorno successivo. Senza farmi alcuna visita né alcun controllo, mi ricoverano, e il giorno dopo l’Epifania mi operano di appendicite. Venni poi dimesso ed ero felicissimo perché avevo ottenuto un supplemento di licenza: altri 15 giorni da trascorrere a casa.

Non tutto però andò per il verso giusto: dopo un paio di giorni mi sentii veramente male. Il mio medico mi curava per influenza ma la mia era cosa ben più grave, mi era intervenuta l’anemia per scompenso tra globuli rossi e globuli bianchi. Stavo sempre più male e rischiavo di morire quando mio padre con un’auto privata presa a nolo, mi riporto a Cagliari perché sembrava che per me non c’era ormai più niente da fare. Il medico dell’Ospedale parla con mio padre e gli disse di tornare in paese per recuperare tutti i miei amici che volessero donare il sangue perché io avevo immediato bisogno di trasfusione sanguigna.

 

Ospedale Militare e chiesa San Michele a Cagliair

Ospedale Militare e

Chiesa San Michele a Cagliari

 

Ne arrivarono una ventina tra amici e parenti, tutti generosissimi, e si assoggettarono alla donazione del loro sangue. Rimasi ancora per 40 giorni all’Ospedale Militare, poi con la convalescenza che mi era stata assegnata arrivai al termine del periodo di leva obbligatoria e, in pratica, ho terminato il servizio militare senza dover rientrare a Vicenza. Questa e un po’ la mia storia di buon militare della Repubblica Italiana, un periodo pieno di difficoltà e tribolazioni ma che è stato comunque bellissimo per me e ancora lo ricordo. Grazie.

 

Aquilafelice_54104

 

 

Barra div.- fiorellini policr. colorati GIF 

Giovanni Marradi  – Free

Immagine anteprima YouTube 

Da Bruco a Farfalla

 

 

Barra div. - linea ondulata stelline multic.

 

Sapevo_di_po_48759sulla_vostra_25685e_vi_ringraz_26112

Eccomi_torna_26441

 

Barra div. - linea ondulata stelline multic.

 

Da_Bruco_a_F_28510

 

Barra div. - linea ondulata stelline multic.

 

Anomala_e_st_29123avventura_sa_29174

 

 

Dopo una lunga assenza forzata,  finalmente, eccomi di nuovo al mio posto di combattimento. Cari amici, mi siete mancati molto: cercherò di recuperare, per quanto possibile, il tempo trascorso, proponendovi argomenti ad ampio raggio  e farvi trascorrere qualche ora gradevole della giornata, se mi sarà consentito.
Chi mi conosce sa che non è nel mio costume trattare argomenti personali utilizzando lo spazio di Eldy.
Tuttavia, il racconto che segue, mi sembra  un accadimento  sanitario con aspetti sociali generali, che riguardano tutti i cittadini, e mi è parso utile esplorare a fondo la situazione per discuterne insieme.
Ritornando alla sanità, forse qualcuno ricorda  che, circa tre anni fa, per uno scompenso cardiaco serio, fui consigliata  dal cardiologo, che anche in seguito si occupò del mio caso,  di ricoverarmi presso  una clinica romana, che vanta un’équipe  cardiologica di primissimo ordine (di questa struttura sanitaria parlerò ancora più avanti). Solo in tal modo si poteva  affrontare  la ritenzione di liquidi, che ormai si era estesa ovunque, e in parte fuoriusciva dalle gambe.  Infatti, furono tolti circa 17 litri di liquidi|. Il medico di famiglia non aveva consigliato nemmeno dei diuretici, che avrebbero potuto aiutare.
Con grande competenza, i problemi furono affrontati e, inevitabilmente, rimasero degli strascichi: analisi continue e controlli frequenti. Anche  in questo caso, i malesseri iniziarono con una bronchite, divenuta polmonite.
Alcuni mesi fa,  erano intervenute delle complicazioni: tosse persistente e sbalzi continui dell’INR  (l’elemento che controlla la fluidità o addensamento del sangue – Bassa anticoagulazione, rischio trombonico, eccessiva anticoagulazione, rischio emorragico).  Fu consigliata una radiografia toracica, che i medici  ritennero fosse  normale, poiché   furono prescritti solo degli antibiotici. Poiché  il fenomeno persisteva, fu richiesta anche una TAC toracica, eseguita  ai primi di ottobre 2014. Anche in questo caso, né  la lettura della diagnosi cartacea, né quella dei dischetti Cd Rom sembrarono destare sospetti ai vari medici ai quali furono mostrate: si trattava, invece, di una broncopolmonite. La grave situazione non venne affrontata, il tempo trascorreva, la tosse  sempre presente e persistente. Intanto la situazione polmonare continuava ad aggravarsi. Nel frattempo, intervenne un’ulteriore complicazione: una flebite alla  gamba sinistra.  Il cardiologo, che segue il mio caso, mi consigliò una visita dell’angiologo, il quale prescrisse delle iniezioni  di enoxaparina,  ad alto dosaggio, oltre ad un anticoagulante piuttosto forte , asserendo che non avrebbe avuto effetti antitetici con quello che già assumevo per il cuore. Arriviamo così a Febbraio 2015 e si scatena il dramma . Dolori intercostali, mali di testa violenti e tosse costante. Ad ogni colpo interveniva anche l’emottisi. I medici di cui ho già fatto cenno, mi consigliarono  di recarmi immediatamente al Pronto soccorso. Per  fortuna non lo feci  perché, con il caos che regna negli ospedali romani al Pronto soccorso, e prima che ne verificassero le cause sarei sicuramente collassata.
Mi misi allora immediatamente in contatto con il cardiologo perché mi facesse ricoverare nella clinica  di cui ho già parlato e nella quale, tre anni prima mi avevano ripreso per i capelli.

 

Una sala operatoria ben organizzataSala operatoria

 

Ecco, dunque che possiamo spendere de parole a favore della Clinica Villa Tiberia – non credo si possa parlare di pubblicità, perché non c’è scopo di lucro.
Questa struttura sanitaria romana dispone di un’équipe cardiologica eccellente, ma vi sono anche altri reparti di medicina generale.  Accenno solo ad alcuni  nomi, perché sono i sanitari che hanno preso a cuore il mio caso: Dr. Giuseppe Bruni,  Dr. Antonio Spampinato e la pneumologa Dr.ssa Laura Torrelli. Anche il personale para-medico è stato molto efficiente.
Per tre settimane hanno curato  la broncopolmonite trascurata dall’ottobre scorso (che solo a Villa Tiberia hanno saputo individuare), disfunzione cardiaca ecc.
Rivolgo i miei vivissimi ringraziamenti a tutti i medici che mi hanno seguito, per l’efficienza dimostrata.

 

medici in corsiaMedici in corsia

 

Romanticamente, in me c’è sempre la figura del caro medico di famiglia “d’antan”, che scrutava profondamente il paziente e con un colpo d’occhio  faceva diagnosi precise, senza l’assoluta necessità, come avviene ora, dell’intervento specialistico. Sicuramente la medicina ha fatto grandi passi in avanti tuttavia, secondo me, le tecnologie più moderne e sofisticate possono indurre in errori di interpretazione o di sottovalutazione.
Con il caro medico di famiglia c’era anche una conoscenza più completa del paziente,  l’aspetto umano e la simpatia che avevano un grande valore: parlo di quando la medicina era considerata una vera e propria missione.
Ho avvertito l’impulso di descrivere un accadimento, forse anche incidentale, e anomalo. Mi ripeto e sostengo che le suddivisioni specialistiche attuali comportano non poche difficoltà. Credo sia venuto meno l’uso di interpretare con calma e pazienza le diagnosi cartacee: ormai  si ricorre quasi esclusivamente ai sistemi telematici, CD Rom, indici vari, con i rischi cui ho accennato prima.
Infine, e per fortuna, la Clinica Villa Tiberia mi ha tirato per i capelli per la seconda volta!

 

Giovanna_04900

 

Barra div. - linea ondulata stelline multic.

 

Fausto Papetti  – For ever and ever

Immagine anteprima YouTube

 

 

Barra div. - linea ondulata stelline multic.