Archive for febbraio, 2015

PENSIERI E NON SOLO…

    Barra div. - Due linee colorate sovrapp. - anim. Le_nostre_ru_34642   Pensieri_e_n_52419 Nembo_34913   Barra div. - Due linee colorate sovrapp. - anim.

LA BRIGATA SASSARI

Cento anni di storia d'Italia

 

Nembo è la memoria storica di Eldy e del Bosco in particolare e ha voluto ricordarci che oggi ricorre il centenario della fondazione del Corpo della Brigata Sassari che, in cento anni di storia, ha al suo attivo tante pagine di eroismo in difesa della Patria.

Nembo ha inviato anche queste immagini che pubblichiamo volentieri a corredo dell’evento.

Giuseppe_42674         Barra div. - Due linee colorate sovrapp. - anim.       Brigata 1ordinedelgiornoLetteri-1

Ordine del Giorno del primo comandante Generale Vittorio Letteri,

dopo l'atto costitutivo della Brigata Sassari

 

Brigata

Stemmi storici del Corpo con i quattro mori bendati simbolo della Sardegna

"La vita per la Patria"

 

Brigata sassariPoster del centenario

 

L'inno in lingua sarda e una carrellata con le immagini che ricordano la partecipazione della Brigata Sassari agli eventi di cento anni della storia d'Italia.

         

ARTE !!

  Barra div. - Piccoli rombi multic. anim. Le_nostre_ru_19544     ARTE__19217   Giovanna_19780   Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.     Tiepolo_20247

(Venezia 1696 - Madrid 1770)

 

 Giambattista Tiepolo nacque a Venezia. La rivalutazione di quest’artista iniziò circa mezzo secolo fa, e coincise naturalmente con quel generale processo di revisione del Barocco che doveva portare gli studi storico-artistici su  un piano di nuova visione critica rispetto all’arte del Seicento e Settecento. Tuttavia, è singolare il fatto che in quest’opera di rivendicazione, il Tiepolo apparisse come un fenomeno a sé stante. In realtà, egli era considerato come l’ultimo dei vecchi grandi maestri del Rinascimento.

 

Tiepolo - Madonna con bambinoTiepolo - Madonna con bambino

Il Tiepolo, piccolino, manieroso, mite, che i Veneziani chiamavano con scherzosa bonomìa “Il Tiepoletto”, covava dentro di sé un mare di fantasie, era agitato da una bruciante passione per l’arte. Bastano, ad indicarlo, quei suoi occhi spiritati, mordenti, che ci vengono incontro dai suoi autoritratti, e quella tensione sensuale nel suo naso d’aquila e nelle sue tumide labbra sinuose.

 

Tiepolo - Susanna e i vecchioniSusanna  coi Vecchioni

 

Tiepolo fu di una potenzialità creatrice quasi senza limiti. Egli abbracciò tutti i generi di pittura: la sacra, la profana, l’eroica e l’aneddotica, la storica e la ritrattistica, toccò le corde più drammatiche e quelle più liriche, dominò superfici murali di centinaia di metri quadrati e si dilettò in schizzi di poco più di una spanna.

 

Tiepolo - Giovane con pappagalloTiepolo  -  Giovane con papagallo

La pittura gli era entrata nel sangue e fu anche un gioioso tormento di ricerche, di perfezione, di superamento, e sempre nell’ordine di un’esperienza vissuta e conquistata giorno per giorno. Giambaattista Tiepolo è il maestro della tavolozza cromatica e della leggerezza del segno della pittura Veneziana  del Settecento.

 

Tiepolo - Alexander and Campapse in the studio of ApellesTiepolo nello studio di Apelles

Il suo stile grandioso presenta caratteristiche sofisticate e iperboliche, in un senso tipicamente settecentesco, le scene da lui create evocano un mondo dilatato all’infinito e fittizio, reso da una tavolozza cromaticamente scintillante e da una luce fredda e irreale,  creato usando un tono argenteo che si riflette dagli oggetti come dalle figure, che perdono ogni consistenza plastica.

Tiepolo - Dama al ballo in mascheraTiepolo - Dama al ballo

 

Un fatto singolare accadde ad un suo capolavoro, scomparso da oltre  200 anni, che è stato ritrovato nell’attico di un castello in Francia, dove era stato “nascosto” dagli antenati proprietari  perché considerato “osceno”, dal momento che raffigura una donna a seno nudo. Nel 1762, accompagnato dai due figli, Tiepolo partì per Madrid e si mise al servizio di re Carlo III, che l’invitò a decorare tre sale del palazzo reale. Morì a  Madrid e lì fu sepolto, nel 1770.

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Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.

 

N.B. – Unitamente alla pagina della scorsa settimana sul Cimabue, questa pagina è stata predisposta da Giovanna per assicurare la continuità delle rubriche del Bosco anche durante la sua assenza. Io ho avuto solo l’incarico di mandarla in onda come da precedenti accordi con la stessa Giovanna alla quale auguriamo un pronto rientro in perfetta forma. Onoriamo questa sua mirabile buona volontà con i nostri commenti che lei leggerà postumi. Un saluto a tutti, grazie.

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A. Vivaldi - La primavera

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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  SECONDA TAZZINA DI CAFFè   barra div. due strice lucine colorate  

La vita non è fatta solo di necessità, lavoro, amore, sentimenti, emozioni, matrimoni, litigi, separazioni, divorzi, scuola, figli, nipoti ecc. ma anche di aforismi, proverbi, detti celebri ai quali ricorriamo nella vita quotidiana per distrarci o superare momenti belli e brutti che capitano tutti i giorni dell’umana esistenza.

La brava Gabriella.bz ne ha trascritto una piccola serie e per ciascuno ha aggiunto una sua breve considerazione del tutto personale. Leggiamoli insieme e, volendo, possiamo aggiungere un nostro pensiero. Buona Domenica.

 

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Qualche tempo fa avevo scritto un racconto dove gli aforismi godevano nell’essere raccontati. I vostri commenti sono stati favorevoli così mi son detta, perché non scriverne un altro? Comincerò con uno dolce, per chi accetta lo scorrere degli anni serenamente, i compleanni:

 

“CAPISCI CHE STAI INVECCHIANDO,

QUANDO LE CANDELINE COPRONO TUTTA LA TORTA”

Torta con candelina 1

La torta con una candelina vale da 1 a 99 anni, a 100 si cambia:

tenetevi pronti per aggiungere la seconda.

Da alcuni anni la mia torta non ha più candeline, sono troppe coprirebbero in abbondanza. Ci si limita ad una sola con tanto marzapane con decorazioni di frutta e tanti fiori in modo che l’allegria non si spenga con l’unica candelina.

 

Fiori animati violetto

“SE HAI UN IDEA RISPETTALA, NON PERCHE’ E’ UN IDEA

MA PERCHE’ E’ TUA”

L'idea luminosaL'idea deve essere luminosa come una lampada

 

Molto tempo prima di sapere che avrei imparato ad usare il computer e con l’aiuto di un amico conosciuto tramite il web avrei poi trovato la gioia di scrivere, avevo scritto un racconto corto come sono i miei soliti, la trama era in ricordo di una nonnina. L’ho tenuto nascosto per anni, solo alcuni mesi fa ho trovato la forza di consegnarlo e farlo postare. Ero sicura che i commenti mi avrebbero dato ragione, tutti quelli che avevano un cuore lo avrebbero capito, la mia IDEA è stata premiata.

 

“E’ DIFFICILE CHE UN SOGNO SI REALIZZI SE LO TENIAMO CHIUSO IN UN CASSETTO”

Aereo  AlitaliaL'aereo stimola sempre il desiderio di un viaggio per una bella vacanza

Qui è facile dire il mio sogno, si è realizzato per la prima volta tredici anni fa. Sognavo di poter fare un viaggio in aereo. Lo sognavo tanto, ma nessun’amica mi capiva. Poi un colpo di fortuna, avrei dovuto andare a Palermo, mai mi sarei lasciata sfuggire il mio sogno, sono partita da Verona per arrivare a Palermo Punta Raisi. Dopo ne ho fatti altri viaggi e sempre felice di salire su un aereo, ma il primo, è stato entusiasmante: Si era realizzato un sogno!

 

“METTERO’ LA MIA GIOIA NEL FAR DEL BENE”

regalo

 Ti porto un piccolo dono

In solo due parole posso dire, stare accanto agli anziani mi sembra di fare del bene e lo faccio con gioia.

 

“SIATE FORTI E CORRAGGIOSI, VOI TUTTI CHE SPERATE NEL SIGNORE”

Se sono guarita da una brutta malattia dopo tanti anni di cure e delusioni, vuol dire che la speranza in me c’è sempre stata, ho perso un po’ di giovinezza, ma non la voglia di vivere!

 

QUI’ ALLA FRONTIERA CADONO LE FOGLIE. ANCHE SE I MIEI VICINI SONO BARBARI E IL MIO LUI IDEALE É LONTANO MIGLIAIA DI KM., CI SONO SEMPRE DUE BICCHIERI SULLA MIA TAVOLA.

tavola-apparecchiata

La tavola imbandita attende gli ospiti

 

Questo lo posso collegare al mio amore lontano, ma così lontano che sarà improbabile realizzare un incontro ravvicinato del primo tipo, quello che appare solo nei miei sogni. L’amore consente di amarsi anche da lontano.

 

“RESTA”

E’ UNA PAROLA AFFASCINANTE NEL VOCABOLARIO DI UN AMICO”

Amicizia

 La vera amicizia non si scioglie mai

Qui potrei mettere mille esempi, ma mi limito a dire a tutti i miei amici: “Resta”

 

“SE NON FOSSE PER LA SPERANZA IL CUORE SI SPEZZEREBBE”

Cuore infrantoCuore spezzato

 

Se non ci fosse la speranza che ti aiuta a vivere serena, come si potrebbe sperare in un “ritorno”, in una vita serena, e rimanere con il sorriso sulle labbra guardando la montagna che ti osserva, con aria birichina per vedere se la speranza è ancora in te.

 

“SBARCARE IL LUNARIO”

Di questi tempi è presto detto, riuscire ad arrivare a fine mese con lo stipendio o la pensione. Non vado oltre.

 

“DALLA PADELLA ALLA BRACE”

Di male in peggio, se mai è possibile.

 

“NASCERE CON LA CAMICIA”

Mamma con neonato

Avere l'amore di una mamma è già una grande fortuna

Eccone uno lieto e festoso, essere nati con il sacco amniotico, dato che era molto raro, dicevano che i nati con la “camicia” fossero contrassegnati dalla buona sorte.

 

“SE TI FAI DI MIELE TI MANGERANNO LE MOSCHE”

miele-liquidoDolce miele

Ad essere troppo buoni c’è sempre chi se ne approfitta.

 

“LA SALUTE E’ PIU’ PREZIOSA DELLA RICCHEZZA. NON L’APPREZZA CHI NON E’ MAI STATO AMMALATO”

Abbiamo quasi tutti un’età nella quale si capisce cos’è la vera ricchezza.

 

“CHI AMA NON TEME LA TEMPESTA, TEME SOLO CHE L’AMORE SI SPENGA”

Se ami non temi una lite, con una scusa, con il perdono e una parola d’amore tutto si risolve. Ma il sentire che l’amore lentamente se ne sta andando, quello si chiama dramma.

 

“TACI, SOFFRI E SORRIDI. LA PAZIENZA SUPERA TUTTO”

Sarà pur vero ma sorridere e non parlare è doloroso, e la pazienza o la calma bisogna possederla”

 

“PRENDERE LUCCIOLE PER LANTERNE”

lucciole n un barattolo

Lucciole prigioniere

Confondere le cose importanti, con quelle insignificanti.

 

“A SAN LORENZO SE NE VA IL CALDO DELL’ANNO”

Stella cadenteUna stella cadente: esprimi un desiderio

 

Ed io che pensavo fosse la notte delle stelle cadenti!

 

“ABBAIARE ALLA LUNA”

Abbaiare alla lunaAbbaiare alla luna

Prendersela per niente o per chi non c’entra o infine lamentarsi come fanno i cani, quando nervosi abbaiano alla luce della luna.

 

“DOVE SON CORNA SON QUATTRINI”

Carro con buoiSi parlava di corna: reali o virtuali?

 

Vecchio detto di chi possedeva bestiame che fruttava e dava il denaro per comprare altri animali. Passati gli anni si tende a dire che se denaro hai la donna resta, ma almeno in modo figurato le corna ci sono.

 

“PIANTARE UN CHIODO”

???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Nessuno è d'accordo a prendere le martellate sulla testa

Lasciare debiti da pagare.

 

“UN AMICO E’ COME IL SOLE: ANCHE SE NON LO VEDI E’ SEMPRE PRESENTE”

Trovare veri Amici è sempre difficile, ma nel mio piccolo non mi lamento.

 

“IL SOLE DEVI PRENDERLO QUANDO VIENE E LA GENTE COSÌ COM’É”

Non possiamo cambiare il corso del sole, come pure la natura dell’uomo.

 

“CHI LAVORA FA LA GOBBA E CHI RUBA FA LA ROBA”

Chi lavora si rovina la salute e si spezza la schiena, chi ruba si fa un bottino.

 

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Ho raccolto anche una serie di proverbi ma ne parleremo un’altra volta, ne trascrivo solo uno che con i tempi che corrono mi sembra molto attuale:

LA PACE NON VERRÀ MAI SE I POTENTI NON SI DECIDERANNO CORAGGIOSAMENTE A DISARMARSI.

 PaceAuguriamoci la pace nel mondo

 Un cordiale saluto a tutti gli amici del Bosco.

 

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mazzo di fiori autunnaliPer Giovanna

Nel profondo rispetto dimostrato verso tutti i lettori del Bosco la cara Giovanna, nell'intento di non far sentire la sua mancanza, anche se per un breve intervallo, mi ha passato il testimone con l'impegno di garantire, per quanto nelle mie possibilità, la continuità del Bosco. Con tale spirito ho voluto costruire la pagina di questa Buona Domenica. Nel ringraziarla per la fiducia voglio dedicarle questo brano musicale di un autore a lei tanto caro. Un saluto per tutti e tutti insieme diciamo ad alta voce:

"GIOVANNA TORNA PRESTO".

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Just for you Giovanna

   

INFORMATIVA

 

COMUNICATO

 

Carissimi Amici Boscaioli ed Eldyani, sono costretta ad allontanarmi per qualche tempo ma non rallegratevi troppo perché è mio fermo intendimento tornare sul posto di combattimento molto presto! Devo solo ricaricare le batterie.

I miei Redattori e Collaboratori, in particolar modo il caro amico Giuseppe, faranno di tutto per rallegrare e interessare, come sempre, i lettori del nostro Bosco Incantato.

A presto cari Amici, vi voglio bene.

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INVITO TUTTI A FAR SCORRERE IL RULLO: SOTTO C’É L’ARTICOLO SUI MAESTRI DELL’ARTE LASCIATOCI DA GIOVANNA PROPRIO PER NON FARCI SENTIRE LA SUA MANCANZA, ONORIAMOLO CON I NOSTRI COMMENTI, GRAZIE.

 

Giuseppe_62058

ARTE!!

    Barre div_ palline verdi-celesti gifBarre div_ palline verdi-celesti gifLe_nostre_ru_19235     ARTE__18087   Giovanna_19384   Barre div_ palline verdi-celesti gifBarre div_ palline verdi-celesti gif     CIMABUE_20014 I_Maestri_de_20479 1240__1302_21254    

Cenni di Pepo, detto Cimabue, nacque a Firenze. Non si hanno notizie certe sulla sua formazione giovanile.

Con Cimabue e Cavallini, la pittura del Duecento assunse per la prima volta un carattere suo personale, pur valendosi di mezzi ed elementi pittorici tradizionali (infatti questi due artisti modernissimi, rispetto ai loro predecessori, non giunsero ancora ad inventare un linguaggio nuovo, che fosse in arte l’equivalente di quella lingua volgare consacrata, proprio in quel periodo, dai poeti italiani detti del “dolce stil novo”: Guinizzelli, Cavalcanti, Dante).

 

Cimabue- Madonna con il bambino in trono, quattro angeli e San FrancescoCimabue - Madonna con bambino e Angeli  (Louvre)

 

Cimabue avvertì la necessità di superare la composizione bizantina, scandita nella ripetizione di immagini staccate e immateriali, per tendere alla moderna espressione di quegli interni moti dell’animo, legati alle vicende dell’uomo sulla terra, ma la sua intensità sentimentale non trovò corrispondenza in un ostile veramente nuovo e ce ne rendiamo conto di fronte ai dipinti come il grande Crocifisso di Santa Croce a Firenze e la Crocifissione di Assisi, o alla Madonna con Bambino e angeli del Museo del Louvre, in cui le figure cominciano ad acquistare una consistenza fisica e lo spazio sembra dividersi in vari piani, per dar l’idea della realtà.

 

Cimabue -  Maestà  in tronoCimabue - Madonna Maestà in Trono

Cimabue fu il primo pittore a porsi su questa linea evolutiva: nella sua opera ancora medievale sono presenti i germi che permisero, in seguito, a Giotto (di cui Cimabue fu il Maestro) d’iniziare una vera e propria rivoluzione pittorica.

Il messaggio artistico dell’artista non rigettò l’innovazione e la modernità. Il pittore fiorentino fu il primo a sentire il bisogno di rivoluzionare le tecniche bizantine e prendere una strada diversa, magari opposta.

 

Cimabue Crocifissione AssisiCimabue  -  Crocifissione di Assisi

 

Non si deve dimenticare l’uso del chiaroscuro che Cimabue, unico per l’epoca, realizzò tramite una scomposizione sistematica in tanti filamenti, attuata con la punta del pennello che, per molti versi, potrebbe essere considerata divisionistica. La vibrazione dell’immagine che il maestro riuscì a donare alle sue figure era totalmente sconosciuta alla pittura bizantina.

 

Cimabue - Crocifisso - Firenze - Santa CroceCimabue  - Crocifisso di  Santa Croce - Firenze

La tecnica andò perfezionandosi nel tempo, ancora in nuce nel Crocifisso di San Domenico d’Arezzo, giunse a buon punto già nel Crocifisso di Santa Croce a Firenze e nella Madonna in Maestà, oggi conservata al Louvre.

Nella suddetta Madonna, come in quella con Bambino e Angeli, ugualmente conservata al Louvre, è evidente un nuovo concetto del volume e dello spazio, unito ad un nuovo interesse umano, dove i con torni, energici e incisivi, furono usati per impostare in profondità le figure.

Ci penserà più tardi il suo geniale allievo, Giotto, a suscitare una vera e propria rivoluzione nell’arte pittorica di quel tempo.

 

Cimabue - Crocifisso San Domenico - ArezzoCimabue - Crocifisso di San Domenico  -  Arezzo

 

Qualche cenno sul Crocifisso di Cimabue.

 A più di 40 anni di distanza, il simbolo dell’alluvione di Firenze e della resurrezione della Città è ancora il Cristo di Cimabue che acqua e fango avevano quasi completamente sommerso nel Cenacolo di Santa Croce, ma che un restauro difficile fece rinascere.

Chi, dopo il restauro guarda la tavola a croce nel suo insieme percepisce una visione simile a quella precedente al danneggiamento, tale da trasmettere la sofferenza del Cristo.

Questo è un aspetto centrale perché il Cristo di Cimabue, risalente alla fine del ‘200, è riconosciuto dagli storici dell’arte come elemento di rottura della tradizione gotico-bizantina e di avvìo della grande stagione della pittura fiorentina e italiana.

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 L.W. Beethoven - Al chiaro di luna (Primo tempo)

La domenica del Bosco

  Barra div. gif - Fiorellini v ari colori   B. D. 01   Barra div. gif - Fiorellini v ari colori  

Siamo particolarmente lieti di ospitare la nostra cara amica Sandra.vi, che ci propone  un racconto  molto piacevole e che racchiude in sé una grande sensibilità.  Lo pubblichiamo nella rubrica della domenica, che abitualmente è gestita da Giuseppe.ca, il quale ce l’ha cortesemente messa a disposizione. Ringraziamo la nostra amica e ci auguriamo sia di vostro gradimento. 

G.

 

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Leggendo il racconto di Ignazia, è stato come stappare una bottiglia e ne sono usciti tanti ricordi  di quegli anni… rimasti sopiti nella memoria di bambini, mai dimenticati. Il primo anno di guerra passò senza grandi problemi, le cantine servivano da “rifugi antiaerei”, e dovevamo scenderere appena suonavano le sirene d’ allarme. Per noi fu quasi un divertimento, trovammo modo di giocare per il tempo che si rimaneva lì. 

aereo da ricognizioneAereo di ricognizione  -  "Pippo"

 

Per un certo periodo tutte le notti passò un aereo,  girava sulla citta’ e se na andava, finimmo per chiamarlo Pippo. Arriva , arriva Pippo urlavamo felici noi ragazzi, mentre le mamme ci facevano zittire tutte impaurite. Infatti, cominciarono i primi bombardamenti, case distrutte, i primi morti; la guerra era arrivata anche per noi. Mamma  cominciò a non star bene , così  papà prese accordi con dei cugini nel Varesotto e la portò con me e mio fratello da loro. Lui naturalmente non si fermò, doveva tornare in città, aveva il lavoro, la sua Ditta. Il distacco fu doloroso, ma indispensabile.

paesedel VaresottoPaese del Varesotto

 

Nel paesino c’erano già parecchi sfollati,  altri ragazzi coi quali facemmo amicizia. Non avevamo tanti giochi coi quali svagarci, ma ci divertivamo ugualmente.

Legammo in modo particolare con due fratellini che abitavano una casa molto bella alla fine del paese, Lia e Alberto, molto educati e gentili. Eravamo sempre assieme, non c’era dubbio:  dove eravamo noi c’erano anche loro.

 

tre ragazzi in bibiGite in bicicletta

 

Noi si viveva tranquilli, vedevamo solo mamma inquieta, pensava a papà in città, ma il lavoro era troppo importante. Ogni tanto in cielo vedevamo passare degli aerei,  sentivamo il rombo, noi li chiamavamo uccelli neri “Sono uccelli di morte ,diceva mamma,vanno a bombardare le città”. Un giorno Lia e Alberto  non vennero all’appuntamento, li chiamammo ,niente, di corsa andammo verso casa loro : era tutto chiuso, scuotemmo il cancello urlando i nomi dei nostri amici, niente .......silenzio assoluto. Presi per mano mio fratello e con le lacrime agli occhi tornammo casa, urlando “Mamma, Mamma Lia e Alberto sono andati via senza salutarci, cattivi, sono davvero stati cattivi...” Mamma ci prese tra le braccia, tentando di consolarci, cercando di trovare scuse per quella strana partenza.  Qualche giorno dopo, avendo trovato gli ingredienti

 

Animali anim. bamby gatto che rideCart. Anim. -  Lucky LukeLucky Luke

 Per distrarre i ragazzi

ci preparò  una torta di zucca; pensate,  dopo tanti anni rivedo ancora la scena:  noi attorno al tavolo vederla impastare, era quasi pronta, quando un tremendo boato, seguito da un altro scosse la casa.  Mamma ci prese per mano e di corsa scappammo in campagna. Era un fuggi fuggi generale.  “Stanno mitragliando qui vicino un treno munizioni.............” Finalmente dopo qualche ora tornò la calma tornammo a casa ,”la mia torta, mamma “. La torta era qualcosa di viscido che usciva dalla tortiera, colando sul tavolo.......................... I bombardamenti si intensificarono,  le notizie che venivano dalla città erano sempre piu’ gravi e dolorose.

 

Torta di zucca 2Torta di zucca

 

E un brutto giorno arrivò anche papà, stanchissimo, sembrava ammalato, tentava di sorridere mentre diceva : “Abbiamo perso tutto, la ditta è un cumolo di macerie, non si e’ salvato niente, trent’anni di lavoro bruciati in una notte”. Ho visto la mamma appoggiarli una mano sulla spalla e dirgli:  “Gino, sei vivo no, i tuoi fratelli anche ed è questo che conta più di tutto. Coraggio,  ci rimboccheremo le maniche, siamo tutti qui vivi.” Le  paroledi mamma furono profetiche, quando tutto finì, tornammo a Milano. La nostra casa,  staccata dalla Ditta,  era intatta.   Una bella casa pulita e potemmo rientrare e sistemarci. Anche papà e gli zii trovarono dei locali.

   

bombardamenti a MilanoBombardamenti a Milano

 

Dei loro operai si presentarono, pronti a lavorare, il nome dei miei era conosciuto e gli ordini non tardarono ad arrivare.  Furono sacrifici,  ma con niente non si fa niente. Un giorno stavo camminando  un  po’ velocemente, mi sento chiamare, mi giro e  vedo venirmi  incontro Alberto,  sì il mio amico sparito senza salutare, diventato un bel ragazzo. Avevo lo sguardo piuttosto accigliato e lui mi disse: posso capirti sai Sandra,  tu e tuo fratello, anche se ragazzini, eravate degli amici carissimi;  io e Lia vi volevamo molto bene .”Si però  ve ne siete andati senza salutare,  sai come abbiamo pianto”!!. ”Sandra hai un momento di tempo, fermiamoci un attimo e ti racconto”. Eravamo vicino ai Giardini, entrammo ci sedemmo su una panchina. Si  presa la testa fra le mani,  Alberto cominciò: sai che sono Ebreo?” “No, non lo sapevo”!

due ragazzi un po' tristiSandra apprende che Alberto è Ebreo

“Qualcuno ci aveva denunciato che eravamo nascosti in quel paesino, un amico ci avvertì, papà pagò degli spalloni che ci portassero in Svizzera,  mamma, noi ragazzi zia e lui .Ne trovò due, si accordarono sul prezzo: metà subito, metà all’arrivo. Così,  quella sera vennero a prenderci, prendemmo poche cose necessarie e partimmo. Viaggiammo tutta la notte a piedi, albeggiava eravamo al confine, quando papà sentì uno dei due fare un fischio, intuì che lo stavano tradendo e consegnandoci agli italiani. Diede un colpo alla zia che teneva Lia e rotolò verso la frontiera Svizzera  e altrettanto alla mamma, che teneva me, mentre lui si girava per fermare e affrontare i due mascalzoni, dietro c’erano dei poliziotti, catturarono papà, ma noi finimmo in mano  degli Svizzeri. Siamo finiti in un campo di concentramento, ma svizzero, mamma aveva cucito dei gioielli nel mantello e potemmo sfamarci. Di papà non sapemmo più  niente.” Commossa salutai il mio amico. Mi allontanai di corsa ero in ritardo, poi mi frrmai di colpo e mi girai per ritrovarlo e chiedergli l’indirizzo. Ma era sparito tra la gente, come ci saremmo rivisti ? Il destino voleva cosi’.....

 

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Giovanni Marradi   -  Amor , amor, amor