Archive for ottobre, 2014

Il Mondo degli animali

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Abbiamo letto in Web  una notizia socialmente molto valida, che è stata adottata dal Comune di San Giovanni La Punta,   in provincia di Catania. Ne siamo stati colpiti in modo positivo  e vorremmo che ciò avvenisse in molti altri comuni italiani.  Ve la proponiamo per vostra informazione.

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" Chi decide di adottare un cane custodito nel canile convenzionato con il comune di San Giovanni La Punta (Catania) riceverà per tutta la vita dell'animale un contributo economico annuale. E' quanto dispone, a favore dei privati, la delibera del 21 ottobre 2014:  "Adotta un amico a 4 zampe", della giunta comunale, che ha "l'obiettivo di dare una casa ai cani ancora senza padrone e di permettere un notevole risparmio per le casse dell'amministrazione". 

 

cane 2Cucciolo da adottare

 

Il documento stabilisce un contributo di 500 euro, in due rate semestrali, per i primi 12 mesi, che passa a 400 per i successivi 12 mesi dalla data dell'ultimo contributo, per ogni cane adottato. Il provvedimento prevede l'erogazione di un contributo annuale per tutta la durata della vita dell'animale a favore dei cittadini, (residenti o domiciliati nel Comune o che ospiteranno  il cane in un luogo ubicato all'interno del territorio comunale) che adottano un cane o al massimo due per nucleo familiare.

 

cane 4Anche questo pastore cerca  casa

 

La concessione del contributo è subordinata all'accertamento della verifica da parte della Polizia Municipale e dai veterinari dell'Aspdel corretto mantenimento dell'animale e delle sue buone condizioni di salute. "Vogliamo dare la possibilità ai nostri amici a quattro zampe - ha spiegato l'assessore al Randagismo, Carmelo Sapienza - di poter vivere in un contesto familiare e ricevere l'affetto che un canile non può dare loro, anche se come nel nostro caso la struttura che li ospita è ben attrezzata.

 

cane 6Occorre una casa anche per lui

 

Inoltre le somme risparmiate, circa mille euro per ogni cane adottato, saranno destinate al miglioramento dei servizi per i cani, come ad esempio la realizzazione di aree a loro dedicate ben attrezzate in varie zone del territorio ed ulteriori acquisti di “dog toilet". Il bando per la concessione del contributo è consultabile sul sito online del Comune nella sezione Ufficio Diritti Animali".

 

 Com'è già stato  detto nella delibera  di cui sopra,  si tratta di assumere un impegno  di grande serietà, da persone che amano gli animali e di mantenere il cane adottato in modo corretto.  E' da ricordare che  sono previste visite periodiche della Polizia Municipale per constatare le buone condizioni  dell'animale. Siamo sicuri che chi deciderà di dare una casa ad un cane abbandonato, adottandolo, lo farà con amore e avrà cura del suo mantenimento e della sua salute.  Se avete lo spazio adeguato, non esitate a compiere questo bellissimo gesto: ne sarete completamente ripagati dal grande amore che un cane può dare.

 

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Fausto Papetti - Solo più che mai

https://www.youtube.com/watch?v=hj5tF8FzTsY&index=57&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

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Oggi il simpatico racconto dell’Amica Gabriella ci induce a fare delle riflessioni o meglio dei paragoni e analogie che possono esserci tra le stagioni climatiche e le stagioni della vita. Gabriella mi sembra che, a modo suo, le abbia fatte, un po’ per sé ma anche per noi.

Leggete il suo racconto, poi dite la vostra.  

 

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E’ arrivato l’Autunno, ma come a farsi beffa della stagione il sole continua a farsi vedere nel suo splendore e a darci caldi raggi che rallegrano le nostre giornate, quasi a volerci restituire quanto è mancato in questa ultima Estate con tante settimane nelle quali era apparso pallido e velato, tale da farci pensare ad un sole anemico e avaro.

 

Bosco autunnaleBosco autunnale

 

Ma è pur sempre Autunno e nelle nostre case cuociono le saporite castagne e troviamo anche ai lati delle strade e alle feste le gustose caldarroste. Oltre alle castagne troviamo gli altri frutti di stagione: mele, pere, uva, melograni, cachi, noci e compaiono già tutti i tipi di agrumi che porteremo sulla nostra tavola anche nell’Inverno che non tarderà a farci sentire i rigori del suo freddo.

 

caldarrosteCaldarroste

 

E’ bello passeggiare al confine dei meleti per entrare poi nel bosco, raccogliere le foglie cadute dagli alberi e confrontarne i colori che variano dal giallo paglierino alla ruggine ma ne troviamo di una infinita varietà di forme: ovate, lanceolate, aghiformi, cuoriformi e con i bordi, lobati, dentati, seghettati. Chissà perché una vota pensavo all’Autunno come la stagione più malinconica e non trovavo niente di gioioso, forse vedere le foglie staccarsi dai rami e cadere per terra per essere poi calpestate e spazzate dal vento mi trasmetteva tristezza.

 
melograno

Melograno

Uva

Uva

 

 

 

 

 

Mentre pensavo queste cose giunge nella mia mente una riflessione: Anche noi abbiamo il nostro autunno e mi domando? “Io sono già arrivata al mio autunno e tra poco sarà inverno anche per me?. Al mio giro di ruota manca l’ultima stagione, ma tutto va bene, basta avere la salute e sapersi accontentare. Una volta si diceva: “Basta la salute ed un paio di scarpe nuove”, ora forse al posto delle scarpe nuove bisognerebbe dire: “Basta la salute e un bel conto in banca”.

rose canineRose canine

Mentre penso a come, una volta, prendevano forse con più filosofia la vita i nostri vecchi, mi giro e vedo che ci sono ancora le rose canine fiorite, non sono belle come nella primavera, ma continuano a sbocciare, forse perché queste sono riparate da un muro che le protegge dai freddi venti del nord. Come sarebbe bello se anche noi avessimo un bel paravento che ci allungasse la vita. Cammino e mi immergo nel silenzio del bosco, come è bello si sente solo il rumore delle foglie che cadendo toccano terra: un fruscio lieve che sembra non voglia disturbare il sottile sibilo di qualche leggera folata di vento che mi accarezza il viso ma non ha la forza di scompigliarmi i capelli.

 

bosco con panchinaBosco autunnale accogliente

 

In lontananza ora si sente il gorgoglio dello scorrere dell’acqua di un ruscello, ma il tutto fa parte del sottofondo della natura, non sono dei veri rumori. Il sole sparisce all’improvviso, sembra quasi che una lastra nera lo abbia nascosto di colpo, grosse nuvole scure stanno arrivando, è meglio che mi incammini alla svelta dove so con certezza che c’è una baita che può darmi un provvisorio riparo. Porto sempre con me il cellulare nel caso avessi bisogno di aiuto. Ora piove e che pioggia, ma sono al coperto!

ruscello di montagnaRuscello di montagna

Rimango seduta ad attendere che questo temporale finisca. Mentre sono seduta penso ancora alle stagioni della vita: La mia primavera è stata gioiosa, l’estate un po’ meno ma l’autunno è una seconda primavera; chi può vantare di aver avuto due primavere? Il temporale non è durato molto ma il cielo è ancora scuro, ritengo sia meglio avviarsi verso casa. Come mio solito io parto per faredue passi ma vado avanti parecchio senza rendermene conto tanto sono assorta nelle mie riflessioni interiori. É autunno e l’aria può rinfrescare alla svelta in montagna, l’acqua cade ancora dalle piante e bisogna stare attenti a non bagnarsi troppo.

 

pioggia-autunno03Pioggia copiosa nel bosco

 

Mentre mi avvio verso l’uscita dal bosco sento un pianto soffocato, mi guardo intorno ma non vedo nessuno, eppure il pianto continua, allora chiedo: “Chi piange?”. Da dietro un tronco compare un bambino che può avere si e no, sei anni. Chiedo come mai sta nascosto lì, mi risponde che nel correre per rientrare presto a casa si è fatto male al piede, mi avvicino e noto che ha una caviglia gonfia. Metto la mia maglia sopra un grosso masso e lo faccio sedere, quella caviglia non mi piace, il bambino si lamenta per il dolore e non è in grado di camminare.

 

bambino che si è slogato la cvigkliaBambino che si è lussato la caviglia

 

Cerco di rincuorarlo, la mia presenza è già un aiuto rassicurante, ha smesso di piangere ma è ancora spaventato per il persistere del dolore e dice di non ricordare il numero di telefono di casa e ancor meno il cellulare della mamma o del papà. Non è facile decidere il da farsi in queste situazioni, anche se il paese è vicino non posso portarmelo in braccio. Mi dice però il suo indirizzo di casa e poiché ho un’amica proprio nel suo condominio, tramite la mia amica, riesco a rintracciare la sua mamma che arriva con la macchina e tanta paura. Decide di portarlo subito in ospedale come è logico fare, mi ringrazia e si offre per accompagnarmi a casa ma rifiuto, lei mi chiede di darle il mio numero di cellulare e parte alla svelta. È più importante che porti subito il bambino per una visita. Dentro di me dico, per fortuna c’è stata questa donna d’autunno a trovare il bambino della primavera.

 

sole che filtraSole che filtra attraverso i rami delle conifere

 

Continuo il mio cammino verso casa tenendo in mano la mia maglia ormai bagnata. Mi fermo un attimo ad osservare una cosa bellissima, un raggio di sole che filtra attraverso i rami delle conifere, poco prima pioveva ed ora il sole manda un po’ del suo calore per scaldarmi, ne avevo bisogno, forse,  per la mia buona azione. É strano ma vedo un solo raggio di sole, riparto con quella visione che mi sembra magnifica. Volevo raccogliere qualche foglia da conservare tra la pagine di un libro, ma sono bagnate, lo farò un’altra volta in una giornata più calda, ormai sono quasi a casa.

foglie autunnali 2Foglie autunnali

 

Ecco l’autunno stagione dai mille colori, forse colori non allegri come l’estate ma esaltanti sempre, molto belli e vari. Mi arriva una chiamata dalla mamma del bambino, il bimbo sta già meglio, tra poco rientrano a casa. Sono felice, al pensiero che se non fossi passata da lì, chissà quanto avrebbe pianto e sofferto. Sono a casa, asciugata e rifocillata con un buon caffè. Poco dopo suona il campanello, sono sorpresa, non aspetto nessuno, vado ad aprire con un po’ di circospezione. Un signore mi offre un mazzo di fiori bellissimi dicendomi che è il papà del bimbo e voleva ringraziarmi.

mazzo di fiori autunnali

 

Resto un po’ imbarazzata da questa visita inaspettata, gli dico solo che non era il caso. Mi dice che è di passaggio di rientro dal lavoro e che la moglie gli aveva raccontato al telefono quanto era avvenuto e i fiori me li manda la signora. Ringrazio e lo saluto mentre va via, noto che ha premura di raggiungere il bambino. Chiudo la porta e mentre vado a sistemare i fiori in un vaso, penso: “Guarda Autunno quanti bei fiori mi hai portato!”

Parlo con me stessa o con la colorita stagione d’Autunno?

Ciao amici e amiche del Bosco, Buona Domenica.

 

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Seguirà il video  di Antonio Vivaldi - "L'Autunno" .

ARTE

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Ritengo utile ripetere qui, ciò che ebbi già  modo di precisare  in un post precedente, per ricordare  quale sia la mia visione rispetto alle  pittrici nella storia. La “pittura al femminile” non ha mai suscitato grandi dibattiti,  ahimé! Vi siete mai domandati perché il numero delle  pittrici-donne, soprattutto nei secoli passati, fosse tanto  limitato? La risposta non è difficile. Anzitutto la pittura era  esclusivo appannaggio maschile. Per la famiglia, poi, non era certo producente  investire in una figlia femmina,  per gli studi, l’apprendistato ecc., poiché  essa  doveva, innanzitutto, occuparsi   della casa e della famiglia, in seguito si sarebbe sposata, preferibilmente molto giovane,   quindi sarebbe stato inutile e anche uno spreco di denaro...!  Era poi inammissibile che  una donna frequentasse da sola ambienti artistici e si intrattenesse alla pari con uomini, giacché il mondo della pittura ruotava esclusivamente intorno a loro. Sembra, infine, che fossero anche alquanto impedite nei movimenti, a causa delle gonne lunghe e ampie del tempo, soprattutto per trasportare la pesante cassetta  con  gli arnesi necessari per dipingere. E’ chiaro che chi avesse voluto perseguire le proprie inclinazioni artistiche avrebbe dovuto  avere un temperamento assai particolare  e del tutto determinato,  per affrontare ogni sorta di difficoltà.  Tutto ciò  ne ha, inevitabilmente, limitato il numero. Questa è la ragione principale per la quale si conoscono le opere di poche artiste di grande talento e  temperamento a tutto tondo. Ve ne elenchiamo alcune, tra le  più conosciute e famose:    Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana e Fede Galizia, – nate nel ‘500 -  Elisabetta Sirani e Rosalba Carriera  nel ‘600. In tempi più recenti, spiccano Tamara de Lempicka, Polacca nata nel 1898,  Frida Khalò, messicana nel 1907, Felicita Frai,  Cecoslovacca  nel 1909 e, ancora più vicina a noi, Novella Parigini, nata negli anni ’20.  Alcune di queste artiste  le ho già presentate in tempi precedenti, ad eccezione di due o tre. Oggi parlerò  di una di queste pittrici, dal talento eccezionale.  Le stesse remore riguardavano, naturalmente, anche le donne  che avessero una particolare  inclinazione   alla scultura, alla musica  e ad ogni altra espressione artistica. Poche sono le eccezioni, che confermano la regola, com'è stato il caso fortunato  dell'artista di cui parliamo in questo servizio. Alcuni dati provengono dal Web.

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Sofonisba Albissola nacque a Cremona, intorno al  1532, da Amilcare Anguissola e Bianca Ponzoni. Il padre, di idee molto aperte per quei tempi, l’avviò agli studi di pittura con la sorella Elena.   Sofonisba si applicò al disegno e alla pittura presso lo studio del giovane pittore manierista Bernardino Campi.

 

Sofonisba Anguissola - Le sorelleSofonisba e le sorelle

 

Nel 1550 quando Campi  si trasferì a Milano alla corte di Ferrante Gonzaga,  Sofonisba e Elena  Anguissola continuarono a dedicarsi alla pittura con il pittore Bernardino Gatti, dal quale assimilarono lo stile del Correggio, cui  il maestro si ispirava, trascurando i soggetti religiosi e dedicandosi ai ritratti “dal naturale”.

 

Sofonsba A. - Bambino morso da un ramarroBambino morso da un ramarro

Il padre continuò ad incoraggiare il lavoro delle figlie, facendo conoscere le loro belle opere  nei salotti dei notabili, specialmente quelle di Sofonisba.  Pareva che attorno a lei si schierassero in ammirazione artisti e letterati di gran fama,  quali il Vasari. Persino il grande Michelangelo si mosse  incontro  alla pittrice per conoscere i suoi alti meriti nella pittura.

Sofonisba Anguissola - Elisabetta di ValoisLa Regina Elisabetta di Valois

 

Nel  1559 Sofonisba fu invitata alla corte di Filippo II  di Spagna, come dama di corte della nuova regina, la francese Elisabetta di Valois. Per il re  dipinse numerosi ritratti e per alcuni mesi insegnò

portrait-of-diane-d-andouins-and-her-daughter-1565Diane d'Andouins e sua figlia

alla giovanissima regina a disegnare dal  vero, sostituendo, con tale novità, le normali attività ritenute adatte alle donne. La pittrice, fino alla morte della regina nel 1568 per parto, prese parte intensamente alla vita di corte, suscitando sorpresa e interesse da parte di molti  ambasciatori accreditati presso il re e, al tempo stesso,  entrando in contatto con i maggiori ritrattisti spagnoli del tempo.

Ritratto di Alessandro FarneseAlessandro Farnese

 

Dopo la morte della regina, Sofonisba restò a corte al seguito delle infante, Isabella Clara Eugenia e Caterina Micaela, continuando sempre a dipingere. Sofonisba Anguissola, storicamente,  fu la prima donna a ottenere il riconoscimento internazionale come pittrice; anche se non fu  la prima donna a dipingere, ma  la prima ad affermarsi  in una professione fino allora dominata dagli uomini,  e diventò una nota e rispettata artista.

 

Sofonisba Anguissola - L'Infanta Catalina Micaela di SpagnaL'Infanta Catalina Micaela di Spagna

 

Ebbe una vita sentimentale sfortunata:  si avviava  ormai verso la quarantina, e si sposò, per procura  nel 1573, con don Fabrizio Moncada, cadetto siciliano, appartenente a una nobile e titolata famiglia. Rimase presto vedova e si risposò, contro il volere della famiglia e della corte spagnola, con un giovane capitano di marina,  il genovese Orazio Lomellini.

 

Ritratto di Anna d'AustriaAnna d'Austria

 

Nel 1615 Sofonisba fece ritorno a Palermo, dove il marito aveva accumulato cariche e impegni, comprò casa  nell’antichissimo quartiere arabo di Seralcadi e qui forse cessò di dipingere a causa del progressivo indebolimento

della vista anche se fu consultata quando, a Genova, iniziarono i dipinti per la chiesa di San Giorgio.

 

Sofonisba Anguissola - Ritratto di famigliaRitratto di famiglia

Nel 1624, a poche settimane dallo scoppio di una tremenda epidemia di peste che sconvolse Palermo, Sofonisba ricevette la visita del giovane Anton Van Dyck, chiamato in città per dipingere il ritratto del viceré Emanuele Filiberto di Savoia. Sofonisba era  ormai più che novantenne e cieca, tuttavia affascinò il pittore  olandese con la propria lucidità e vivacità di conversazione, tanto da indurlo a scrivere di lei nel suo diario di viaggio.

 

Ritratto di Gentildonna con caneDama con cagnolino

 

Durante la sua lunga vita,  la pittrice produsse molti quadri, che si trovano nei musei di tutto il mondo, almeno una cinquantina; amava dipingere cagnolini nei suoi ritratti, fare autoritratti e ritrarre i componenti della sua famiglia.

Grazie al  suo straordinario talento, Sofonisba riuscì a vincere i pregiudizi del suo tempo nei confronti delle donne artiste,  tanto da conseguire una chiara fama ed

anguissola_sofonisba-portrait_of_giuliano_ii__cesarini~OM0d7300~10509_20120418_38A20418_615Giuliano II Cesarini

essere grandemente celebrata in un’epoca in cui,  per la prima volta, le  opere e la biografia delle donne attive nell’arte vennero divulgate. Le sue opere – i mirabili ritratti -   si rivelano ancora oggi  particolarmente interessanti per la vivacità e l’attenzione dedicata allo sfondo e ai dettagli degli abiti indossati dai protagonisti dei suoi quadri. Sofonisba Anguissola morì a Palermo nel 1626 e fu sepolta in San Giorgio dei Genovesi.

 

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Vivaldi - La Primavera (Allegro)

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

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Ricevo una cartolina, da una “nipotina spagnola” con la foto di una coppia di giovanissimi che indossano i costumi tradizionali Aragonesi in occasione dei festeggiamenti che si svolgono il 12 ottobre di ogni anno a Saragozza in onore di Nostra Signora del Pilar, Patrona della “hispanidad”, cioè della Spagna e di tutte le Nazioni di lingua e cultura spagnola nel mondo. Saragozza è il capoluogo dell’Aragona, regione spagnola ricca di storia, cultura e tradizioni, e che, non solo per l’occasione, ma tutto l’anno, attrae da sempre masse imponenti di pellegrini e turisti.

 

Giovani con i tradizionali costumi di Saragozza alla festa del Pilar

Giovani con i tradizionali costumi di Saragozza alla festa del Pilar

 

La notizia mi incuriosisce e faccio qualche ricerca.

 

L'Aragona è una comunità autonoma del nord-est della Spagna, famosa per l'eredità culturale ed architettonica che qui ha lasciato la secolare civiltà moresca confluita nell'arte Cristiana. Per chi va a Saragozza, tra le altre cose, è d’obbligo visitare il bellissimo Palazzo dell'Aljafería, la Chiesa di San Paolo e la Cattedrale, tre monumenti che sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità.

 
Saragozza - Palazzo dell'Aljaferia

Saragozza - Palazzo dell'Aljaferia

 

Mi suggeriscono di aggiungere il Museo del Pilar, custodito nella "Sacristìa de la Virgen", è ricchissimo di oggetti preziosi, tra cui "i manti" della statua, che spesso sono stati richiesti da illustri personaggi per l’invocazione di particolari grazie.

 

 

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Il più antico santuario della Spagna e forse della Cristianità, è quello di Nostra Signora del Pilar a Saragozza(1) . Secondo la tradizione, il 2 gennaio del 40 dopo Cristo, Maria, la Vergine santissima, ancora vivente, sarebbe apparsa all’Apostolo Giacomo, per trasmettergli una parola di conforto in relazione ai risultati non esaltanti della sua predicazione. La cappella primitiva sarebbe stata costruita proprio da San Giacomo il Maggiore e dai suoi compagni e rappresenta il primo tempio mariano di tutta la cristianità.

 
Panoramica esterna el Santuario

Panoramica esterna del Santuario

 

Il Pilar è la colonna di alabastro su cui la Vergine avrebbe posato i piedi. Alcuni mistici, come la venerabile Maria d’Agreda(2) e Caterina Emmerich(3), confermarono questa antica tradizione.

   
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Saragozza - Statua di Nostra Signora del Pilar

 

Risale al 1640 il miracolo che rese ancora più celebre il santuario. Al diciassettenne Miguel-Juan Pellicer di Caslanda doveva essere amputata la gamba destra. Recatosi al santuario prima dell’operazione e tornatovi dopo, per ringraziare la Madonna di averlo conservato in vita, una sera, dopo aver invocato, come da consuetudine, la Vergine del Pilar, si addormentò. Al risveglio del mattino, si ritrovò nuovamente con due gambe sane e vegete. La notizia del miracolo si diffuse rapidamente per tutta la Spagna e fu questo episodio che diede inizio alla costruzione del grandioso santuario attuale, consacrato nell’anno 1872.

   
Il miracolo di Calanda

ll miracolo di Caslanda

 

La Madonna del Pilar è la patrona della Spagna e da secoli attrae numerosi pellegrini che partecipano alla Santa Messa, alla preghiera del Rosario e infine baciano la colonna sulla piccola parte scoperta che, a causa del perpetuarsi di questa forma di devozione, presenta un marcato solco formatori per erosione proprio in conseguenza della continua usura.

 

Fiori e stendardi
Fiori e stendardi

Con l’unificazione della Spagna conseguente al matrimonio tra Ferdinando II re di Aragona (detto “Il cattolico”) e Isabella regina di Castiglia avvenuto nel 1469, il culto della "Madonna del Pilar" si affermò in campo nazionale.

Con la scoperta dell’America tale culto raggiunse anche il Nuovo Mondo: nell’anno 1492 avveniva la cacciata definitiva dei Saraceni dalla Spagna, Cristoforo Colombo partiva con tre caravelle, di cui una si chiamava per l’appunto "Santa Maria", e – fatto abbastanza curioso, se non addirittura strabiliante – la data della scoperta del Continente americano coincideva proprio con la data della festa del Pilar, il 12 Ottobre.

 

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(1) – La costruzione, in stile barocco, è a forma rettangolare, divisa a tre navate e riccamente decorata e affrescata da Velázquez, Francisco de Goya, Ramon e Francisco Bayen. Lunga centotrentacinque metri e larga cinquantanove, ha quattro torri e undici cupole, di cui quella centrale, particolarmente imponente, svetta per ben ottanta metri.

 

(2) – Maria di Gesù d’Agreda (1602-1665), nota nella fede cristiana per aver sperimentato in estasi la passione del Cristo, fino al “rigor mortis” che poi finisce al termine dell’estasi.

 

(3) – Anna Katharina Emmerick (1774-1824), beatificata dal Papa Giovanni Paolo II nel 2004 e ricordata per le profezie sul futuro della Chiesa.

 

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C. Gounod - Ave  Maria

Pensieri e non solo…!!

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 Da una recente indagine fatta da Skyscanner, il peggiore turista risulta essere il Francese, il più lamentoso e restìo ad entrare in contatto con altre culture e tradizioni, seguito dai Russi, in quanto considerati troppo esigenti e rumorosi. Al terzo posto ci sono gli Inglesi, poi i Tedeschi. Noi siamo all’ottavo posto, a parità con gli Spagnoli. Secondo questo sondaggio c’è chi si comporta peggio di noi, visto che siamo sempre stati classificati turisti maleducati, che si fanno notare per la loro chiassosità fracassona e altri aspetti poco edificanti.

 

Altro spettacoloRagazze in varie pose dentro una Fontana

 

E’ proprio vero che i turisti stranieri che affollano le nostre città d’arte sono migliori di noi? Le   tracce copiose e sgradevoli del loro passaggio, come abbiamo constatato quest’estate nei vari tg che ci hanno proposto, ci confermano comportamenti ben poco civili da parte loro. Certo che le accuse si rincorrono anche con bravate, accuse e difese. Venezia:   Piazza S. Marco è divenuta una trattoria a cielo aperto, i ponti sono luoghi di amplessi travolgenti; Firenze: Piazza Duomo subisce l’affronto di visitatori e ambulanti, impegnati a dare l’aspetto di un Suk Africano, cosi pure le altre città d’arte.

 

vandali-a-venezia-turisti-incivili-degrado-cVandali a Venezia

 

A Roma: si fanno il bagno nelle fontane, oltre ai vari bivacchi, così pure a Milano,   davanti al Duomo e altro ancora, senza dimenticare le bellezze delle nostre isole, che vengono contaminate in vari modi. E’singolare, tuttavia, che contro il nostro bel paese gli stranieri parlino spesso in modo negativo. Ad esempio, le autorità Inglesi mettono in guardia i loro cittadini che stiano molto attenti quando visitano Napoli e altre città italiane, a causa di furti, scippi, truffe e, altro ancora, mentre risulta che  Londra è nell’elenco delle dieci città più pericolose d’Europa e non Napoli.

turisti 3Turista  fa la sua toilette

Secondo un’altra indagine di Expedia, invece, che si basa sulle opinioni di circa quattromila albergatori di diverse nazionalità,   cui è stato chiesto di valutare il comportamento dei vari turisti a proposito di: cortesia, pulizia, tranquillità, lamentele e, altro ancora, sul podio dei migliori risultano essere i Giapponesi, i Tedeschi e gli Inglesi, in parità con i Canadesi. Noi siamo solamente al 14° posto, in quanto definiti: “donnaioli” (frivoli), maleducati, fracassoni e altro ancora. Gli Americani, scivolano dai primi posti (erano secondi) all’undicesima posizione, a causa della loro sempre più vistosa maleducazione. Noi però siamo al primo posto solo nell’abbigliamento.

 

Turisti al bagno nelle nostre belle fontanaCome in piscina

 

Ultimamente si sente parlare molto dei Russi e degli Israeliani, ma anche loro non godono di una buona reputazione. Il soggiorno in Italia dei magnati russi, tuttavia, negli ultimi due anni sono in sensibile crescita: solo nel 2013 i visti d’ingresso nel nostro paese sono aumentati ben più del 36% rispetto al 2012. Essi rappresentano la componente più importante del nostro turismo e sono anche famosi per le loro esigenze e generosità: lasciano laute mance, sia dal parrucchiere che al ristorante; un bel businness per le nostre città!

 

Turisti 2Turisti in sosta

 

Tuttavia, a seguito delle recenti nuove sanzioni imposte dalla U.E. è tutto da vedere. Quali conclusioni dobbiamo trarre da questo accavallarsi di posizioni pro e contro? Del malcontento della gente per bene, che protesta contro questo turismo low Cost, diventato forse un flagello nocivo per le nostre città? Si vuole che venga bandito il narcisismo idiota e maleducato degli esibizionisti con i vari pic-nic all’aperto e conseguente abbandono di immondizia, con i vari spogliarelli e altre manifestazioni sgradite. Il turismo di massa ha una notevole importanza economica e sociale, senza dubbio.

   

Turisti 1Bagno di piedi in gruppo

 

Diverse società che si occupano dei sondaggi dei comportamenti dei visitatori nelle varie città, hanno stilato varie classifiche sull’inciviltà dei turisti e, in realtà, in nessuna di queste l’Italia è al primo posto, tranne che per il comportamento negativo di vari gruppi di giovani, un po’ troppo rumorosi in estate. Il turista Italiano si distingue per la litigiosità unita al modo di gesticolare. Per contro, da noi, rispetto ad altri paesi europei e anche mondiali, ha molto meno peso l’influsso dell’alcol, che produce pesanti e dannosissime conseguenze, considerate magari una forma di liberazione dal normale decoro e legalità.

 

turisti 4Ressa impressionante alla Fontana di Trevi

 

Forse il turista Italiano in generale si cura poco delle regole sia in Patria che all’estero, ma il comportamento di alcuni ospiti stranieri, non di rado, surclassa   le intemperanze nostrane. Un dato è certo. In   Italia ci sono delle sanzioni per punire chi le vìola ma, come spesso accade, non vengono rispettate (vedasi ordinanze sindacali delle varie città). Sicuramente il turismo va protetto e rispettato, ma non a scapito dei locali disciplinati e non vacanzieri. Ritengo che non si debba mai generalizzare. Può sembrare banale, ma credo che vi siano cittadini- turisti educati e maleducati in tutti i paesi: sicuramente non dipende dal luogo dove si è nati ma dalla consapevolezza individuale.

Secondo le vostre esperienze di viaggio, amici Eldyani, chi è il turista più educato?

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Giovanni Marradi  - Sunrise  Sunset

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

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Il riferimento non è alle fiammelle che scaturiscono dal suolo nelle calde notti d’estate e inizio autunno, quando si sviluppano i gas di decomposizione di corpi organici interrati nella nuda terra ma si vuole parlare di fuochi d’amore, quelli che nascono improvvisi e bruciano subitaneamente tutta l’energia amorosa accumulata in struggenti attese per settimane, mesi, a volte anni e gelosamente custodita in un cuore in attesa di essere acceso da quella calda scintilla che scocca improvvisa e inaspettata.

Fiocco natalizio

Il classico colpo di fulmine! È una storia che mi è stata raccontata qualche tempo fa e oggi vengo a postarla nel Bosco, ma nel pieno rispetto della riservatezza ovvero la privacy dei protagonisti che comunque non sono di conoscenza eldyana.

Lei alle prime esperienze delle emozioni del cuore, lui più maturo e di esperienze doveva averne avute diverse. L’incontro tipico avvenuto casualmente in una occasione di lavoro, ma non lavoro nell’ambiente d’ufficio con orari costanti e monotoni, no, un ambiente di lavoro del tutto particolare con orari sempre

Fiocco natalizio

 

diversi, prevalentemente di tarda sera, a volte anche notturni dove si mischiano arte e musica. Lei rimase subito affascinata da questo bel ragazzo che sapeva esprimere così bene la musica con la sua batteria e aveva non poche ammiratrici che ogni volta si accaloravano in applausi per lui, al termine di ogni rappresentazione. Lui notò subito la differenza negli occhi di quella ragazzina, già donna ma ingenua nell’animo anche se già affermata professionista nel suo lavoro nel campo artistico. In quegli occhi notò, infatti, uno sguardo innamorato diverso dagli occhi bramosi delle solite fans, ai quali, per altro, era abituato, per cui colse l’occasione al volo e instaurò subito un dialogo amichevole.

Fiocco natalizio

 

Da lì ad iniziare un incandescente rapporto di coppia il passo era stato breve. Per lei era l’Amore, quello con la A maiuscola, per lui forse solo il piacere di una nuova conquista da aggiungere al suo già nutrito carnet ma lei era così innamorata e tanto presa da questo improvviso ed inaspettato amore che non poteva rendersene conto. Il menage, però, si rivelò subito difficile e tormentato non per il rapporto a due che quando erano insieme funzionava benissimo, al limite dell’idilliaco, ma subentrarono subito le difficoltà per incontrarsi con frequenza in quanto, i differenti impegni di lavoro per lui e per lei, li costringeva a continui spostamenti in città diverse.

  Fiocco natalizio

Confrontavano i propri impegni per stabilire i giorni liberi, per stabilire quando e dove potersi incontrare, fissando appuntamenti e programmando i viaggi, prevalentemente con treni veloci per trovarsi per una cena insieme e una notte di follia d’amore. La mattina dopo, via, di nuovo in viaggio per raggiungere, ciascuno, la propria sede di lavoro. Era diventato uno stress per entrambi e non tardarono a comparire i primi segni di stanchezza, soprattutto da parte di lui.

  Fiocco natalizio

Lei si rese conto che era sempre lei ad inseguire mentre lui era sempre più distaccato e si dimostrava quasi annoiato delle sue continua chiamate al telefono. Dunque questa bella storia d’amore era già finita? Era delusa ma non voleva crederci e continuava ad insistere per cercare di ritrovarlo. Si confidò con un’amica comune per chiedere consigli sul come fare ma fu proprio questa a svelargli che il bellimbusto aveva fatto un’altra conquista e ora se la faceva ormai con la nuova fiamma.

  Fiocco natalizio

Fu uno smacco grande come un macigno, non poteva crederci e una rabbia cocente gridava bruciante vendetta anche nel ricordare che gli aveva anticipato pure tanti euro per pagargli viaggi, albergo ed altro.

Si risolse in uno sfogo di irripetibili parolacce non appena riuscì a contattarlo ma non se ne fece nulla: aveva perduto amore, serenità e soldi.

  Fiocco natalizio

Fu in quella occasione che la bimba delusa andò a piangere sulla spalla dell’amico con tanti anni più di lei e che considerava come un fratello maggiore se non quasi uno zio. Questo zio ebbe parole di conforto e consolazione e riuscì ad asciugare quelle lacrime con un caloroso abbraccio.

  Fiocco natalizio

In questa bozza di versi la sintesi di una storia analoga ma non state a preoccuparvi, la protagonista tradita ha trovato un nuovo amore, è felicemente fidanzata con un ragazzo d’oro che la ricopre d’amore sincero e con il quale convolerà presto a giuste nozze.

 

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Era impossibile, assurdo,

lo sapevamo ma era bello

lasciar viver la speranza,

proiettarla nel futuro,

nell’infinità delle stelle,

nell’eternità dell’universo.

 

Sogni di fughe,

viaggi in terre lontane,

al di là della profondità del mare,

al di là della sommità dei monti,

distanti dal brusio del mondo,

lontani dalla civiltà,

indenni da onde magnetiche,

da suoni assordanti,

isolati da trilli e suonerie.

 

Noi due, uniche anime solitarie,

in sottofondo: i battiti del cuore,

fusi in un sol corpo, paghi d’amore.

 

All’improvviso,

nel cielo scuro,

una saetta e… Bang.

Si apre una luce,

svelato il mistero,

scoperto il tradimento!

 

Rabbia, delusione e sfogo.

 

Hai distrutto tutto,

una rosea speranza,

andata in fumo,

ridotta in cenere,

grigia polvere sterile

dispersa dal vento.

 

Hai pensato d’esser bravo,

complimenti!

Non sai cos’hai perduto,

fatua fiammella,

non puoi capire, pazienza,

continua a svolazzare,

nella nebbia del nulla.

 

Addio.

 

Un cuore infranto

    Barra div. fiori dorati animati  

 Giovanni   Marradi   -  Memories

https://www.youtube.com/watch?v=gxa-U2F_g1I&index=23&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g